TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI MILANO - UFFICIO ISTRUZIONE - SEZIONE DECIMA

 

La sentenza-ordinanza del giudice Lombardi

Consigliere Istruttore Dott. ANTONIO LOMBARDI (21 luglio 1998)

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

 

 

Il Giudice Istruttore del Tribunale Civile e Penale di Milano ha emesso la seguente SENTENZA-ORDINANZA nel procedimento penale contro:

 

 

1. MAGGI CARLO MARIA, nato a Villanova del Ghebbo (RO) il 29.12.1934 residente a Venezia Giudecca 29603, difeso di fiducia dall'avv. Marcantonio BEZZICHERI via Marconi 7 Bologna e dall'avv. Mauro RONCO corso Matteotti 29 Torino;

2. NEAMI FRANCESCO, nato a Trieste i1 05.04.1946, elettivamente domiciliato presso il difensore di fiducia avv. PETRINGA NICOLOSI Roberto corso Porta Vittoria 50 Milano;

3. BOFFELLI GIORGIO, nato a Venezia il 22.07.1929 residente a Venezia Lido via Strada Vicinale Malamocco Alberoni 10, difeso d'ufficio dall'avv. Battista GRECO, via Del Torchio 10 Milano;

4. DIGILIO CARLO, nato a Roma il 07.05.1937, difeso di fiducia dall'avv. Giorgio BARBESTI via De Gasperi 60 Crema;

5. SPIAZZI AMOS, nato a Trieste il 04.12.1933 residente in Verona via Biondella 10/A, difeso di fiducia dall'avv. Vittorio BOTTOLI via Lungoadige Matteotti 12 Verona;

6. RIZZATO EUGENIO, nato a Dolo (VE) il 05.03.1916;

7. ORLANDINI-REMO, nato a Villa Minozzo (RE) il 07.08.1903;

8. DE MARCHI GIANCARLO, nato a Recco (GE) il 02.12.1926 elettivamente domiciliato presso il difensore di fiducia avv. Andrea VERNAZZA via XX Settembre 3417 Genova;

9. LERCARI ATTILIO, nato a Genova il 06.10.1920, residente a Genova via Siena 10/1, difeso d'ufficio dall'avv. Ernesto MAFFEI via Podgora 12 Milano;

10.DELFO ZORZI, nato a Arzignano (VR) il 03.07.1947, elettivamente domiciliato presso il difensore di fiducia avv. Gaetano PECORELLA via Podgora 11 Milano, difeso altresì dall'avv. Antonio FRANCHINI San Marco 4013/A Venezia;

11.RAMPAZZO SANDRO, nato a Padova il 03.06.1940;

12.CAMILLO VIRGINIO, nato a Dolo (VE) il 04.12.1942;

13.DANTINI ENZO MARIA, nato a Rocca di Papa (RM) il 18.11.1940 elettivamente domiciliato presso il difensore di fiducia avv. Pietro MOSCATO via Crescenzio 2 Roma;

14.BOVOLATO GIULIANO, nato a Milano il 29.1.1923 residente in Briosco (Mi) via Medici 39 difeso d'ufficio dall'avv. Marco ZABBAN via Besana 7 Milano;

15.MALETTI Gianadelio, nato a Milano il 30.09.1921, residente a Yohannesburg (Sudafrica) 201, Gravenhage (Illovo) elettivamente domiciliato presso il difensore di fiducia , Avv. Giuseppe SALEMI del foro di Roma, via Lucrezio Caro nr. 38 Roma;

16.ROMAGNOLI Sandro, nato a Roma il 21.05.1932, residente in Filacciano via Ponzanese nr. 12, elettivamente domiciliato presso il difensore di fiducia Avv. Armando CILLARIO del foro di Milano;

17. LABRUNA Antonio, nato a Napoli il 16.04.1927, residente in Roma, via Licia nr. 44/4, elettivamente domiciliato presso il difensore di fiducia Avv. VALENTINI Gabriele, corso Trieste nr. 62 Roma; difeso altresì dall'avv. SACCO Roberto via Appia Nuova 470 Roma.

 

 

IMPUTATI

MAGGI CARLO MARIA - NEAMI FRANCESCO - BOFFELLI GIORGIO - DIGJLIO CARLO - SPIAZZI AMOS- - RIZZATO EUGENIO - ORLANDINI REMO - DE MARCHI GIANCARLO - LERCARI ATTILIO - DELFO ZORZI - RAMPAZZO SANDRO - CAMILLO VIRGINIO - DANTINI ENZO MARIA - BOVOLATO GIULIANO.

 

 

A) del reato di cui agli artt. 110-112 nr. 1-422 C.P. prima parte, per aver in concorso con Gianfranco BERTOLI e con altre persone in numero superiore a cinque, al fine di uccidere compiuto atti tali da porre in pericolo la pubblica incolumità.

 

 

In particolare:

 

 

BERTOLI Gianfranco, nell'attuazione di un programma criminoso posto in essere per compiere un attentato al Ministro dell'interno on. Mariano RUMOR, lanciava una bomba a mano di tipo militare che finiva tra la folla che stazionava innanzi la Questura dì Milano, cagionando la morte di Gabriella BORTOLON, Giuseppe PANZINO, Federico Masarin , Saida Felicita BORTOLAZZI ed il ferimento di quarantacinque persone;

 

 

DIGILIO Carlo, per aver partecipato all'attività preparatoria ed organizzativa dell'attentato all'on. RUMOR per il quale era stato prescelto come esecutore Gianfranco BERTOLI dopo precedenti rifiuti del VINCIGUERRA (l'azione doveva prima avvenire nell'abitazione del Ministro in provincia di Vicenza e poi fu eseguita con modalità diverse in Milano); nell'ambito dell'attività preparatoria DIGILIO pochi mesi prima del 17.05.1973 soggiornò per quattro-cinque giorni, all'interno dell'appartamento di via Stella a Verona, nella disponibilità di Marcello SOFFIATI e dove era stato tenuto l'anno prima l'avv. FORZLATI; egli sorvegliò Gianfranco BERTOLI ivi condotto dal dott. Carlo Maria MAGGI mentre veniva istruito ed indotto a compiere l'attentato a Milano contro l'on. Mariano RUMOR e rifornito del denaro e della bomba necessaria per l'esecuzione dell'azione, poi effettivamente compiuta il 17.05.1973 dinanzi la Questura di via Fatebenefratelli;

 

 

NEAMI Francesco, già sorvegliante nel '72 dell'avv. FORZIATI nello stesso appartamento di via Stella, per aver partecipato all’attività preparatoria ed organizzativa dell'attentato; per aver sorvegliato il BERTOLI ospitato in quel luogo per quattro-cinque giorni, preparandolo psicologicamente ed istruendolo sull'attentato da compiere, sull'uso della. bomba e sulle risposte da fornire agli inquirenti in caso di arresto;

 

 

BOFFELLI Giorgio, per aver partecipato all'attività preparatoria ed organizzativa dell'attentato; per aver suggerito al MAGGI per l'esecuzione, dopo il rifiuto di VINCIGUERRA, il suo amico Gianfranco BERTOLI di cui aveva già sperimentato l'abilita tecnica nell'uso di armi in precedenti addestramenti paramilitari; per aver rafforzato il proposito criminoso del BERTOLI in un momento di sua riluttanza ed abbassamento di morale in una visita compiuta col MAGGI nell'appartamento di via Stella, per aver dato il cambio al DIGILIO nella sorveglianza del BERTOLI;

 

 

MAGGI Carlo Maria, per aver insieme col defunto Marcello SOFFIATI, svolto un ruolo preminente nella fase preparatoria ed organizzativa dell'attentato; per aver proposto tre volte nel'71 e nel'72 al VINCIGUERRA l'esecuzione di un attentato a RUMOR nella sua abitazione in provincia di Vicenza; per avere, dopo i rifiuti dello stesso, scelto per compiere tale azione con modalità diverse Gianfranco BERTOLI presentatogli dal BOFFELLI, per la sua etichetta di anarchico e per la sua abilità nell'uso delle armi già dimostrata in precedenti azioni ed addestramenti paramilitari; per avere insieme con Marcello SOFFIATI condotto il BERTOLI nell'appartamento di via Stella, ove lo stesso fu ospitato ed istruito per l'azione; per aver curato la preparazione dell'attentato portandosi frequentemente nell'appartamento per seguire l'addestramento e la preparazione psicologica del BERTOLI, da lui anche curato per problemi fisici.

 

 

RAMPAZZO Sandro e VIRGINIO Camillo, per aver partecipato all'attività preparatoria dell'attentato e per aver stazionato nelle vicinanze della Questura a supporto di Gianfranco BERTOLI e per favorirne la fuga; ZORZI Delfo, per aver partecipato alla fase preparatoria e organizzativa dell'attentato proponendo in tre occasioni nel 1971 e nel 1972 a VINCIGUERRA Vincenzo di eliminare l'0n. Mariano RUMOR nella sua abitazione in provincia di Vicenza, attentato rifiutato dal VINCIGUERRA e proposto poi a Gianfranco BERTOLI ed eseguito con modalità diverse in Milano il 17.5.72;

 

 

DANTINI Enzo Maria, per aver partecipato alla fase preparatoria ed organizzativa di tale attentato facendosi consegnare nei giorni immediatamente precedenti il 17.05.1973 da Angelo IZZO 5 - 6 milioni provento di una rapina, comunicandogli che doveva urgentemente portarli a Marsiglia per consegnarli ad un individuo per un operazione che doveva avvenire da lì a qualche giorno a Milano ove ci sarebbe stato "un gran botto"; per aver precisato a IZZO successivamente al 17.05.1973 di aver consegnato la somma a Gianfranco BERTOLI che avrebbe dovuto compiere un attentato a RUMOR, attentato fallito per errori di esecuzione;

 

 

LERCARI Attilio, per aver partecipato alla fase preparatoria ed organizzativa di tale attentato, partecipando con altri coimputati a riunioni in cui si discusse sul programma eversivo da attuare, finanziando il gruppo che lo stava preparando, manifestando poi in una riunione a Milano del giugno 73 la sua delusione per il fallito attentato, delusione esplicitata in una sua frase registrata su un nastro "aspettavamo l'attentato a RUMOR e non c'è stato alcun attentato a RUMOR ".

 

 

DE MARCHI Giancarlo, per aver partecipato alla fase preparatoria ed organizzativa di tale attentato prendendo parte con altri 5 imputati a riunioni in cui si discusse un programma eversivo da attuare nell'ambito del quale erano previsti attentati contro personalità politiche, per aver fatto da intermediario per il finanziamento di un gruppo che stava preparando tali azioni eversive, per aver partecipato ad una riunione a Milano nel giugno 1973 nel corso della quale un coimputato manifestò la sua delusione per il fallito attentato al Ministro RUMOR (inequivocabilmente individuato da dirigenti del S.I.D. nell'azione del BERTOLI del 17.05.1973), delusione esplicitata in una frase registrata su un nastro "aspettavamo l'attentato a RUMOR e non c'è stato alcun attentato a RUMOR";

 

 

RIZZATO Eugenio per aver partecipato alla fase preparatoria ed organizzativa di tale attentato prendendo parte con altri imputati a riunioni in cui si discusse un programma eversivo da attuare nell'ambito del quale erano previsti attentati contro personalità politiche, per aver ricevuto finanziamenti per conto del gruppo che stava tali azioni eversive, per aver partecipato ad una riunione a Milano nel giugno 1973 nel corso della quale un coimputato manifestò la sua delusione per il fallito attentato al Ministro RUMOR (inequivocabilrnente individuato da dirigenti del S.I.D. nell'azione del BERTOLI del 17.05.1973), delusione esplicitata in una frase registrata su un nastro " aspettavamo l'attentato a RUMOR e non c'è stato alcun attentato a RUMOR";

 

 

ORLANDINI Remo, per aver partecipato alla fase preparatoria ed organizzativa di tale attentato prendendo parte con altri imputati a riunioni in cui si discusse un programma eversivo da attuare nell'ambito del quale erano previsti attentati contro personalità politiche, per aver finanziato e fatto finanziare un gruppo che stava preparando tali azioni eversive, per aver concretamente progettato il compimento di un attentato a RUMOR, attentato poi effettivamente compiuto da Gianfranco BERTOLI il 17.05.1973 dinanzi la Questura di Milano;

 

 

SPIAZZI Amos, per aver partecipato alla fase preparatoria ed organizzativa di tale attentato, partecipando con altri coimputati a riunioni in cui si discusse sul programma eversivo da attuare, ed in particolare ad un incontro in cui si parlò del programma di compiere un attentato a RUMOR, nell'aver poi partecipato ad una riunione a Milano nel giugno 1973 nel corso della quale un coimputato manifestò la sua delusione per il fallito attentato, delusione esplicitata in una frase registrata su un nastro "aspettavamo l'attentato a RUMOR e non c'è stato alcun attentato a RUMOR";

 

 

BOVOLATO Giuliano, per aver partecipato alla fase preparatoria ed organizzativa di tale attentato prendendo parte nei primi mesi del 73 a Verona ad una riunione cui presenziarono anche Carlo DIGILIO ed Amos SPIAZZI in cui si parlò del programma eversivo da attuare, per aver fatto pervenire a Gianfranco BERTOLI il 16.05.1973 la bomba ananas da questi utilizzata nell'attentato del 17.05.1973 davanti la Questura di Milano;

 

 

MALETTI GIANADELIO, ROMAGNOLI SANDRO, LABRUNA ANTONIO.

B)-ART.110-328-255 C.P., per avere, in concorso tra loro, nella loro veste, MALETTI di Capo del Reparto D del S.I.D., ROMAGNOLI di UfficiaIe di tale Reparto alle dirette dipendenze del Generale MALETTI, LABRUNA di ufficiale dirigente del N.O.D. alle dirette dipendenze del Generale MALETTI, nell'ambito dell'attività informativa condotta sull'attività di organizzazioni eversive operanti negli anni 1973- 1974 omesso di riferire alla magistratura notizie relative alla strage del 17.05.1973 avanti la Questura di Milano (4 morti e 45 feriti) in cui Gianfranco BERTOLI aveva in programma di compiere un attentato, poi fallito al Ministro Mariano RUMOR; nell'avere occultato documenti e nastri magnetici nei quali si parlava di tale attentato e della attività eversiva di tali organizzazioni (nastri solo in parte recuperati il 02.07.1991 presso terzi); nell'avere omesso di riferire alla magistratura importanti notizie relative alla figura ed ai collegamenti del BERTOLI ed alla attività pregressa da lui svolta per conto dei Servizi Segreti Italiani; In Roma ed in altri luoghi nel 1973 e negli anni successivi fino al 1991, anno dell'accertamento e dell'acquisizione di nastri e documenti.

 

 

C) ARTT. 110-378-61 nr. 9 C.P. per avere, in concorso tra loro, nelle vesti di cui al capo 8, aiutato i responsabili della strage del 17.05.1973 avanti la Questura di Milano (4 morti e 45 feriti) in cui Gianfranco BERTOLI aveva in programma un attentato poi fallito al Ministro RUMOR, ad eludere le investigazioni dell'autorità, in particolare impedendo che fossero ulteriormente raccolte ed approfondite e quindi trasmesse alla Autorità Giudiziaria e di P.G. competenti notizie in merito alla organizzazione ed ai responsabili di tale episodio, nell'avere favorito la fuga in Svizzera nel 1974 di Remo ORLANDNI per eludere un mandato di cattura a suo carico. Con l'aggravante di aver commesso il fatto con abuso dei poteri inerenti alla pubblica funzione rivestita.

In Roma ed in altri Iuoghi nel 1973 e negli anni successivi fino al 1991, anno dell'accertamento.

 

 

 

PARTE PRIMA

 

LE LINEE GENERALI DELL’ISTRUTTORIA

 

 

1. PREMESSA

 

 

Si conclude con questo provvedimento una lunga e complessa istruttoria iniziata il 30.7.1974. Nel depositare l'ordinanza con cui rinviava Gianfranco BERTOLI al giudizio della Corte d'Assise di Milano per la strage alla Questura del 17.5.73, questo G.I. riteneva opportuno stralciare alcuni atti per il prosieguo delle indagini.

 

 

Infatti le numerose zone-d'ombra esistenti nella ricostruzione dei fatti e le continue contraddizioni provenienti dalle narrazioni del BERTOLI inducevano a non condividere la tesi sostenuta dall'imputato, quella dell'anarchico che aveva compiuto un atto di rivolta individuale verso la società.

 

 

L'episodio -BERTOLI, quello cioè di un uomo che proveniente da un lontano kibbutz israeliano sembrava venuto dal nulla, presentava d'inizio tutti i caratteri di un giallo inestricabile; con i suoi misteri, con le sue molteplici chiavi di lettura esso appariva quasi il frutto della fervida fantasia di uno scrittore piuttosto che un fatto di nuda e cruda cronaca.

 

 

II disvelamento successivo di tanti retroscena sulla figura del BERTOLI e sui suoi contatti con gli ambienti più disparati evidenziano che spesso la realtà supera la fantasia.

 

 

Comunque già nel Luglio del 74 accertamenti di Polizia Giudiziaria e altre risultanze istruttorie inducevano a ritenere l'esistenza di mandanti dietro il BERTOLI.

 

 

Purtroppo, per una lunga serie di motivi, questa istruttoria stralcio, condotta con rito previgente, si è conclusa a molta distanza dai fatti. Ma la ricerca delle verità per il Giudice è un dovere non solo giuridico, ma anche morale, al quale non deve mai sottrarsi, anche quando molto tempo è passato.

 

 

E' superfluo in questa sede elencare le gravi dificoltà che si sono frapposte alla ricerca della verità: le omertà diffuse, i depistaggi, le coperture di alcune frange degli apparati istituzionali, la scarsa collaborazione delle autorità straniere chiamate a svolgere accertamenti in rogatoria, la estrema impermeabilità degli ambienti della estrema destra eversiva e di quelli vicini alle strutture di sicurezza dell'epoca sia italiane che straniere.

 

 

 

Va tuttavia rilevato che, man mano che le indagini andavano avanti, sempre nuovi frammenti di verità andavano ad aggiungersi agli altri già acquisiti e le varie tessere del mosaico trovavano la loro giusta collocazione fino a consentire una ricostruzione sufficientemente ampia dei fatti oggetto di indagine. Indubbiamente proprio nella fase terminale dell'istruttoria le scelte di lealtà processuale operate da alcuni soggetti hanno fornito un contributo determinante alla ricostruzione del quadro accusatorio fornito, anche se alcune zone d'ombra sono rimaste (vedi ad esempio la mancata certezza sulla identificazione di compagni che dovevano fiancheggiare BERTOLI nell'attentato e nella sua eventuale fuga, l'individuazione precisa del luogo dove egli doveva essere trasportato).

 

 

Quel che comunque preme sottolineare è che molti squarci di luce sono stati proiettati su una delle vicende più complesse e controverse della strategia della tensione con i suoi risvolti internazionali, confermando in molti punti tutte quelle situazioni e intuizioni ampiamente tratteggiate in quel provvedimento del 30.7.74.

 

 

Per sottolineare come alcune contraddizioni del BERTOLI e zone d'ombra abbiano successivamente trovato spiegazione, ampi stralci di quella ordinanza saranno riportati in questo provvedimento. Ciò per rendere più agevole il collegamento tra le precedenti risultanze istruttorie e gli accertamenti e sviluppi successivi.

 

 

Come sopra evidenziato tale inchiesta stralcio si è svolta in un lungo arco di tempo, compatibilmente con i numerosi altri irnpegni di questo Giudice (istruzione di un numero elevato di maxi processi in tema di terrorismo, criminalità organizzata e reati contro la pubblica amministrazione, svolta negli ultimi anni congiuntamente ad attività dibattimentali in Corte d'Assise).

 

 

Essa si è snodata attraverso una serie di preziose acquisizioni di atti e documenti di altri procedimenti penali, attraverso perizie e rogatorie internazionali e attraverso un'attività estesissirna di dirette acquisizioni di elementi probatori.

 

 

In questo prowedimento conclusivo dell'istruttoria si darà conto con lunga esposizione nei vari capitoli, di tutti i risultati delle indagini svolte non semplicemente in chiave narrativa ma anche di esposizione critica.

(continua)