ISTRUTTORIA PER LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA - TRIBUNALE DI MILANO 1973-1974

PUBBLICO MINISTERO EMILIO ALESSANDRINI - GIUDICE ISTRUTTORE GERARDO D'AMBROSIO 

 

 

 

CAPITOLO XV

 

 

Il foglietto extra strong

 

 

1. Il fascicolo dei rilievi

2. Il foglietto “extra strong” nella bomba di GRISIGNANO

3. ………e nello studio di FREDA

4. La telefonata a RAUTI e MAGGI

 

 

 

1. Il fascicolo dei rilievi

 

 

Intanto, dal Ministero degli Interni erano pervenuti i fascicoli dei rilievi comparati su tutti e dieci gli attentati sui treni dell’agosto 1969.

 

 

Infatti, nella notte tra l’8 ed il 9 agosto 1969 si verificcavano 10 attentati su diversi convogli ferroviari in varie città d’Italia: 8 degli ordigni esplosero, cagionando danni e feriti, mentre due rimasero inesplosi.

 

 

Dagli orari delle esplosioni, messi in relazione agli orari dei convogli ed agli itinerari percorsi, si poteva stabilire che le stazioni interessate, dove cioè erano stati collocati gli ordigni, erano quelle di Roma, Milano, Pescara e Venezia.

 

a) Esplosioni avvenute su convogli in partenza da Roma

 

 

1) L’esplosione si verificò alle ore 2,10 del 9 agosto, in un compartimento del DD 46 Roma-Venezia, in partenza da Roma Termini alle 0,37, quando il treno si trovava in prossimità della stazione di Alviano. Alla partenza il convoglio era stato garato alle 23, 35 al binario 5.

 

2) L’esplosione si verificò alle ore 2,45 del 9 agosto, nella toilette di una vettura di prima classe del 991 Roma-Lecce, in partenza da Roma-Termini alle ore 0,30, quando il treno si trovava in prossimità della stazione di Recole (Caserta).

 

3) Sullo stesso treno Roma-Lecce si verificò una seconda esplosione alle 3,20 in un compartimento di I classe quando il treno si trovava nella stazione di Caserta.

 

4) L’esplosione si verificò alle ore 2,50 del 9 agosto, nel compartimento di una vettura di I classe del D 778 Roma-Pescara, in prossimità della stazione di Pescina (L’Aquila). Alla partenza il convoglio era stato garato alle ore alle ore 20 circa al binario 7.

 

 

 

b) Rinvenimento ed esplosione avvenute su convogli in partenza o in transito alla stazione di Pescara

 

 

5) L’esplosione si verificò alle ore 1,50 circa del 9 agosto in un compartimento del D 771 Pescara-Roma in partenza da Pescara alle ore 1,50, quando il treno era ancora in stazione, dove era stato garato al binario 2 alle 23,40 circa.

 

6) Sul D 424 Bari-Bologna-Venezia (Bologna-Milano) veniva rinvenuto alle ore 8,17 del 9 agosto, nel cestino rifiuti della toilette di una vettura di II classe, un ordigno inesploso, quando il treno si trovava alla stazione di Venezia Santa Lucia. Il treno era partito da Bari alle ore 20,55, con il seguente itinerario: Molfetta 20,39 – Trani 20,54 – Barletta 21,09 – Cerignola 21,32 – Foggia 22,30 – Termoli 23,38 – Pescara 0,48 – S.Benedetto 1,34 – Ancona 2,48 – Bologna 5,05. Da Bologna la vettura interessata aveva proseguito per Venezia col DD 544.

 

 

 

c) Rinvenimento ed esplosione ordigno su convoglio in partenza da Milano centrale

 

 

7) Alle ore 23 circa del giorno 8 agosto veniva rinvenuto un ordigno in un compartimento di una vettura di II classe del DD 154 – Lombardia Express, proveniente da Trieste e diretto a Parigi. La vettura interessata era stata aggiunta, assieme ad altre 5, al DD 154 proveniente da Trieste, alle 22,50 circa (e cioè pochi minuti dopo l’arrivo del treno) al binario 14. In precedenza erano state garate al binario 13 fin dalle 22,08.

 

 

Peraltro non può escludersi che la vettura interessata non fosse una di quelle aggiunte a Milano, ma una di quelle provenienti da Trieste in quanto la sigla della vettura ove una viaggiatrice aveva notato l’ordigno era stata indicata con approssimazione dal ferroviere cui la stessa si era rivolta.

 

8) L’esplosione si verificò alle 2,10 del giorno 9 agosto, in un compartimento di I classe del DD 15743 Milano-Udine (straordinario), in partenza da Milano alle 1,33 quando il treno si trovava in prossimità della stazione di Chiara (Brescia). Alla partenza il convoglio era stato garato al binario 11 alle ore 23,50 dopo aver sostato dalle 23,06 alle 23,38 alla stazione di Milano-Lambrate).

 

 

 

d) Esplosioni avvenute su convogli in partenza da Venezia

 

 

9) L’esplosione si verificò alle ore 1,18 del 9 agosto in un compartimento di I classe del DD 47 Venezia-Roma, in partenza da Venezia S.L. alle 0,06, quando il treno si trovava in prossimità della stazione di Mira (Venezia). Allapartenza il treno era stato garato al binario 10, era giunto a Mestre alle 0,15 ripartendo alle 0,51.

 

10) L’esplosione si verificò alle ore 1,30 del 9 agosto in un compartimento di I classe del DD 404 Venezia-Milano, in partenza da Venezia alle 0,34, quando il treno si trovava in prossimità della stazione di Grisignano di Zocco. Alla partenza il treno era stato garato al binario 6 verso le ore 22,30 […].

 

 

 

L’esame dei reperti

 

 

Da un esame comparativo delle due bombe inesplose e dei frammenti di quelle esplose si poteva stabilire quanto segue:

 

a) Congegno di ritardo: le bombe utilizzavano quale cogegno per ritardare l’esplosione dal momento della collocazione n.9 orologi da polso marca Rhula ed uno di marca diversa. L’orologio portava infisso sul vetro un perno, che tramite un foro, poggiava sul quadrante; al perno era collegato uno dei fili elettrici, mentre il secondo filo era fissato alla cassa dell’orologio. Entrambi i fili, poi, erano collegati ad una batteria a secco. Il contatto avveniva quando la lancetta dell’orologio andava a toccare il perno.

 

b) Fonte di energia elettrica: si trattava di batterie a secco, di diverse marche, di forma piatta, da 4,5 volts.

 

c) Sistema di innesco: era costituito per tutti da un fiammifero tipo controvento rivestito da un filamento metallico avvolto a spirale funzionante da resistenza elettrica, a cui poi erano collegati due fili elettrici. Tale fiammifero era inserito in un detonatore cilindrico di tipo ordinario MT (Montecatini Taino). Quando la resistenza diventava incandescente, si accendeva il fiammifero che faceva esplodere il detonatore.

 

d) Contenitore: gli ordigni erano contenuti in cassette di legno e faesite, costruite artigianalmente, dalle dimensioni di cm.15x14x3 circa. All’interno si poteva notare un parallelepipedo in legno costituente l’alloggiamento del detonatore.

 

e) Carica esplosiva: era costituita da una saponetta di tritolo di circa gr. 80.

 

f) Materiale vario: l’ordigno rinvenuto a Milano era avvolto in carta martellata per confezione di pacchi regalo. La stessa carta si notava tra i reperti degli ordigni esplosi a Chiara (treno Milano-Venezia) e Grisignano di Zocco (treno Venezia-Milano); una carta analoga, ma di disegno diverso, veniva rinvenuta a Pescina (treno Roma-Pescara);

 

- a Chiara venivano rinvenuti frammenti di faesite (masonite) identica a quella usata dai contenitori degli ordigni inesplosi (coperchio e fondo della cassetta);

 

- a Chiara, Grisignano di Zocco, Alviano (treno Roma-Venezia) Caserta (treno Roma-Lecce) Pescara. Pescina, Mira (treno Venezia-Roma) si rinvenivano frammenti di batterie a secco marca Superpila identiche a quelle messe negli ordigni inesplosi;

 

- a Chiara, Grisignano, Caserta, Alviano e Pescina si rinvenivano frammenti di orologio Rhula; a Mira, invece, frammenti di orologio di altra marca (l’unico);

 

- a Chiara, Caserta, Pescara, Pescina, Mira: si rinvenivano frammenti di fili elettrici identici a quelli dei due ordigni inesplosi;

 

- a Chiara, Caserta, Alviano, Pescara, Pescina, Mira: si notavano tracce di tritolo;

 

- a Caserta, Alviano e Pescara frammenti del giornale Corriere della Sera del 25 luglio 1969; a Pescina frammenti del giornale Messaggero del 13 giugno 1968;

 

- a Grisignano di Zocco un foglio di carta bianca bruciacchiata ai margini, dalle dimensioni di cm. 14x22 circa, con filigrana rappresentata da un cerchio del diametro di cm. 5,5 che racchiude le parole “Extra Strong” disposta l’una sull’altra. Trattasi di carta prodotta dalla cartiera Favini spa di Rossano Veneto.

 

 

 

2. Il foglietto “Extra Strong” nella bomba di Grisignano

 

 

Nella bomba esplosa in Grisignano di Zocco (treno proveniente da Milano) era stato rinvenuto un foglio di carte da ufficio, con il marchio tondo “extra strong” dello stesso tipo di quelli adoperati da Freda nel suo studio e di cui alcuni esemplari si trovavano tra le lettere sequestrate presso gli uffici sia del FREDA che del VENTURA all’epoca della prima fase dell’inchiesta in Treviso.

 

 

Il corpo di reato relativo, peraltro, era stato inopinatamente distrutto dal G.I. di Vicenza, che già aveva accolta la frettolosa richiesta di quel P.M., il quale, già il 19 agosto 1969, sulla base della sola segnalazione dell’attentato sul treno nella località di sua competenza e senza aspettare un rapporto più completo e tanto meno svolgere un qualsiasi accertamento, aveva formulato la richiesta di non doversi procedere, perché erano rimasti ignoti gli autori del reato.

 

 

Una volta giunti dal Ministero degli Interni i corpi di reato (giugno 1970) contro ogni logica ed ogni plausibile interpretazione delle norme processuali, quel G.I. aveva disposto la distruzione dei reperti, che invece si sarebbero dovuti conservare per tutto il tempo necessario alla prescrizione del reato, essendo sempre possibile, in questo periodo, l’identificazione dell’autore.

 

 

Comunque, l’eloquente documentazione fotografica consentiva di poter fare a meno dell’esistenza materiale di quel corpo di reato (il foglietto extra strong) che verosimilmente era servito per intasare l’esplosivo all’interno della bomba.

 

 

 

3. ………e nello studio di FREDA

 

 

Veniva così effettuata una perquisizione nello studio di Franco FREDA ed infatti si poteva stabilire che l’imputato, proprio tra 1969 ed il 1970 aveva adoperato quel tipo di carta da lettera. Inoltre, si trovava pure della carta vergatina, per copie di lettere, dello stesso tipo che era servita ad intasare la bomba inesplosa di Milano.

 

 

 

4: La telefonata a RAUTI e MAGGI

 

 

Infine si sequestrava, all’interno di un fascicoletto intestato “VENTURA-LORENZON” un appunto della seguente dicitura:

“RAUTI 3497231 abitazione

684351 Tempo

Maggi 313041

Armi rinvenute: un fucile cal. 12 da caccia, una bomba 15-18 scarica, pugnale della Milizia”.

 

 

E’ appena il caso di ricordare che RAUTI era il dirigente nazionale di Ordine Nuovo, mentre il MAGGI era un dirigente dello stesso movimento nel Veneto. L’appunto, inoltre, si riferiva in modo evidente alle armi trovate nel corso della perquisizione del 19 dicembre 1969 nella abitazione di Giovanni Ventura.

 

Sicchè era consequenziale la deduzione che FREDA, immediatamente dopo la suddetta perquisizione, aveva messo al corrente i responsabili di Ordine Nuovo dell’esito della stessa.