ISTRUTTORIA PER LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA - TRIBUNALE DI MILANO 1973-1974

PUBBLICO MINISTERO EMILIO ALESSANDRINI - GIUDICE ISTRUTTORE GERARDO D'AMBROSIO 

 

 

 

CAPITOLO VI

 

 

Le intercettazioni al telefono di FREDA

 

 

1. Le intercettazioni al telefono di Freda

2. Le intercettazioni al telefono di FREDA nell’aprile: la riunione del 18

3. Le intercettazioni al telefono di FREDA nel settembre: l’acquisto dei timers

4. Tullio FABBRIS

 

 

 

1) Le intercettazioni al telefono di FREDA

 

 

Le “rivelazioni” di PAN erano l’occasione, per il G.I., di riesaminare i procedimenti, già definiti con sentenza istruttoria di non doversi procedere per essere rimasti ignoti gli autori del reato, relativi alle indagini svolte in occasione dell’attentato al Rettore dellìUniversità di Padova del 15.4.1969 e del 15.9.1969; in entrambe le circostanze il telefono di FREDA, già segnalato come estremista pericoloso per la sicurezza nazionale era stato posto sotto controllo.

 

 

Allora, poiché nessuna conversazione mostrava attinenza con gli attentati in questione, le bobine di registrazione erano state dichiarate non utili alle indagini. Alla luce, però delle risultanze dell’istruttoria in corso, ai Magistrati inquirenti apparvero di estremo interesse, quanto alle conversazioni intercettate nel periodo 16/22 aprile, quelle del giorno 18 in cui FREDA fa una serie di telefonate al POZZAN, al VENTURA G. ed al TONIOLO, per accordarsi sulle modalità per ricevere una persona che verso le ore 20,30 di quella sera, dopo averne data comunicazione, doveva arrivare alla stazione di Padova;

 

 

quanto a quelle del 16/22 settembre, le telefonate di FREDA all’elettricista FABRIS Tullio ed alla ditta Elettrocontrolli di Bologna per l’acquisto di 50 timers da 60’ in deviazione.

 

 

Appare opportuno riportare i brani più utili delle trascrizioni delle telefonate in argomento.

 

 

 

2) Le intercettazioni al telefono di FREDA nell’aprile: la riunione del 18

 

 

TELEFONATA FREDA-POZZAN del 18 aprile 1969

…omissis…

 

POZZAN – Adesso tu sei in grado di avvisare Giovanni? Non credo

 

FREDA – No, perché Giovanni….

 

P. - …sarà già partito?

 

F. - …. Verrà qui, proprio qui, verso le 23

 

P. - …..e se per poco non è puntuale?

 

F. – però qui c’è junior, quindi…

 

P. – Va bene. Senti: devo raggiungerti anch’io?

 

F. – Facciamo così. Esatto. Partiamo di qui:

 

P. – Però c’è una faccenda; vedi…

 

F. – Io offro un bicchiere. Sono tre i bicchieri. Comunque….

 

P. – Tu offri un bicchiere….ed io ne offro due, perché, ti avverto, in casa non ho più vino. Quindi bisogna berlo fuori.

 

F. – Quindi….acquisterò io una bottiglia.

 

P. – Sì, ad ogni modo….va bè

 

F. – E’ opportuno che qualcuno rimanga ad attendere Giovanni

 

P. – Eh già. Perché adesso rischiamo d’incrociarci: lui viene da te e tu vai dalla ragazza.

 

F. – Comunque, chi dovrebbe andarlo a prendere? Tu, secondo le ultime indicazioni che lui aveva proposto. Siccome non c’è bisogno che vada tu, perché…

 

P. – Ma, insomma, è una cosa secondaria

 

F. – Ecco, secondaria, comunque…

 

P. – Il fastidio di dover uscire, capisci? Dopo, per il resto, quando sono fuori…

 

F. – Perché, non puoi uscire?

 

P. – Sì, sì, sì…Naturalmente mi tirerà le orecchie ed i capelli mia moglie.

 

F. – Senti, senti. Aspetta, aspetta. Facciamo così, facciamo così…

 

P. – No ma è inutile…

 

F. – Aspetta, aspetta. Dunque, il numero di questa ragazza è 952326….

 

P. - ….952326

 

F. – Sì ricordo esattamente.

 

P. – Va bene, va là, ti raggiungo e qualcosa penseremo.

 

F.- No, non preoccuparti. Provvedo io lo stesso

 

P. – Ma….se provvedi tu succede questo. Penserei io stesso a riceverlo ed a preparargli qualcosa. E allora è più semplice che andiamo fuori e che gli offriamo qualcosa.

 

F. – Ma no. Perché non veniamo da te, marco.

 

P. – Ah, no? Non venite da me?

 

F. – Non veniamo da te

 

P. – Sai a me dispiace anche di non vederlo…mah…dato che passa così di rado. Peccato che c’è il problema che lui avrà premura di ripartire per Roma. Domani ci sono…. (perché domani ci sono: il nastro non è chiaro)

 

F. – No, perché io farei…io farei subito un salto da..da quella mia amica

 

P. – Ma nell’ipotesi che tu non la trovi a casa….

 

F. – Sono già d’accordo

 

P. – Ah, sei già d’accordo?

 

F. – Sì sono già d’accordo. Adesso telefonerà e la raggiungerò.

 

P. – Eventualmente io resto qui ancora un poco. Non perché mi dispiace di non….

 

F. – No, non preoccuparti. Semmai faremo un salto da te, dopo. A meno che tu non voglia andare subito a letto.

 

P. – No, guarda, se si tratta di aspettare per delle ore per poi non salutarlo neanche, allora me ne vado a letto. Invece, se si tratta di aspettare a ragion veduta, allora non importa aspettare fino a mezzanotte e fino all’una. Ma va là, vi raggiungo io….

….omissis…..

 

 

Telefonata FREDA-TONIOLO del 18 aprile 1969

……

FREDA – Pronto?

 

TONIOLO – Pronto, ciao Giorgio (altro nome di Franco FREDA, usato con gli amici e i “camerati”, nota di g.m.)

 

F. – Senti io farei un salto da te, verso mezzanotte.

 

T. – Verso mezzanotte?

 

F. – Sì

 

T. – Va bè

 

F. – Andiamo a bere qualcosa

 

T. – Va bene

 

F. – Spero di non disturbare

 

T. – No

 

F. – Forse anche prima, sai

 

T. – Sì, sì. Va bene

 

F. – Sì, sì. E quindi facciamo un salto lì, poi veniamo da te: insomma, lì alla stazione e poi veniamo da te

 

T. – Va bene

 

F. – Va bene?

 

T. – Sì, sì. Ti aspetto allora.

 

F. – Sì, sì. In qualsiasi eventualità ti telefono. Ciao

 

 

 

Telefonata FREDA-VENTURA Giovanni del 18 aprile 1969

 

VENTURA – Sono a Treviso

 

FREDA – Ancora?

 

V. – Sì, partirò tra poco.

 

F. – E quando ti decidi di venire, benedetto, che sono le undici?

 

V. – Sì, sì. Tra poco sarò là

 

F. – E va bè, insomma!

 

V. – (incomprensibile)

 

F. – Ma no, benedetto! Ma no benedetto! Perché noi l’abbiamo ricevuta la comunicazione! Beh, fai incazzare però, sai? E va bè avrai anche tu i tuoi motivi, ma qua adesso….Aspetta un poco, aspetta un poco….perchè si potrebbe….(incomprensibile). Come fai a dire “tra un poco” Arriverai qui fra un’ora tu, no?

 

V. – No, no

 

F. – Ma cosa no, ma cosa no! Non farmi incazzare, Giovanni. Cosa no! Non vuoi metterci un’ora da Padova a Treviso? Permetti un momento……(a questo punto la registrazione della telefonata si interrompe)

 

 

 

3) Le intercettazioni al telefono di FREDA nel settembre: l’acquisto dei timers

 

Telefonata tra FREDA ed una signora impiegata presso la ditta Elettrocontrolli di Bologna del 18 settembre 1969

 

 

Signora – Pronto?

 

FREDA – Pronto, buongiorno, signora

 

S. – Buongiorno

 

F. – Avevo telefonato per quell’ordinazione di 50 commutatori. Si ricorda? La settimana scorsa….

 

S. – Ah, sì

 

F. – Sono pronti?

 

S. – Aveva già telefonato, lei?

 

F. – Avevo telefonato la settimana scorsa, il giorno 12. Eravamo rimasti intesi che avrei telefonato oggi, giovedì, per verificare se entro la settimana fossero stati predisposti

 

S. – Ho capito. Dunque, adesso ho ricevuto….Mi dissero che erano pronti. Però non li abbiamo ancora ricevuti.

 

F.- Ho capito

 

S. – Adesso si farà un sollecito. Va bene?

 

F. – Va bene, signora. Ma io speravo che entro la settimana fossero pronti.

 

S. – Invece, purtroppo, non li ho ancora. Adesso telefono subito e sento se li hanno spediti o cosa fanno, eh?

 

F. – Ho capito

 

S. – Erano quelli da 60 minuti? 50 pezzi?

 

F. – Esatto, esatto, in deviazione

 

S. – Ah, sì, in deviazione. Adesso guardi, io chiamo il…spero di averli qui…Cos’è oggi, giovedì? Lunedì o martedì al massimo, guardi….

 

F. – Lei preferisce, mi consiglia di telefonare prima per verificare?

 

S. – Senta: se mai mi lascia il telefono, le telefono io

 

F. – Sì grazie, non si disturbi. Eventualmente telefono io

 

S. – Come vuole. Perché se mi lascia il telefono, se lei insomma….quando arrivano io le potrò telefonare

 

F. – Telefono io

 

S. – Lei non si fida. Ma guardi che lo faccio normalmente.

 

F. – Sì, grazie, sì. Telefono Lunedì; allora

 

S. – Telefoni lunedì

 

F. – Ecco, grazie

 

S. – Le dico esattamente quando, se li hanno già spediti, eh?

 

 

 

4) Tullio FABRIS

 

Telefonata tra FREDA e FABRIS Tullio in data 19 settembre 1969

…omissis…

 

FREDA – Ha novità, signor….?

 

FABRIS – Sì, guardi, la novità è che mi ha detto là

 

F. – Il tirapiedi…

 

FA. – Ha detto che è arrivato l’espresso, per cui la roba l’han spedita ed arriva tra giorni

 

F. – Bene, roba da matti!

 

FA. – Dunque, non so se questo sia vero. Comunque lui mha confermato così; anzi mi ha letto e pure mi ha fatto vedere…

 

F. – Benissimo. Io invece ho telefonato anche stamattina e quella brutta vecchia là ha detto: “ah sì, sì, sa, così, colà, facciamo le cose in famiglia: numero telefonico ed io le rispondo lunedì”. Io naturalmente, non gliel’ho dato, per ovvi motivi. Ho detto: “Oh, non mi fido; le telefono io”. “Sì, sì, ha ragione, ha ragione. Sa: un po’ ci siamo dimenticati”. Ecco qua. Ma che razza di tirapiedi, ma come fa a far quattrini, ma come fanno a far quattrini questi lazzaroni

 

FA. – Mah, io non lo so

 

F. – Eppure non sono mica scherzi! Sono tutti soldini, no?

 

FA. – Eh, appunto!...

…omissis…

 

FA. – Ah, ho una notizia da darle: che martedì, a proposito, e bè, ma non ci sarà niente!, dovrei andare a Bologna io

 

F. – Ma no!

 

FA. – Sì

 

F. – Senta: allora io le telefonerò. Perché siccome dovevo andare anch’io da quei paraggi e prima voglio verificare, le do io una telefonata lunedì…

 

FA. - ….a quelli là?

 

F. – No, sì, appunto: io a lei. Perché, quando andrebbe via? Mattina o pomeriggio?

 

FA. – Martedì mattina presto.

 

F. – Lunedì le telefono, va bene?

 

FA. – Adesso sentiamo questo qua, ma non credo che arrivi la roba in settimana

 

F. – Ma comunque, vede, eventualmente noialtri prendiamo questi ed anche gli altri. Ha capito?

 

FA. – Ecco, non so se qua, adesso….ma intanto sarebbe anche una cosa da vedere, su questi, se è vero…noi abbiamo fatto l’ordine di 60 e 120 anche, a questi qui di Padova. Non abbiamo detto anche da 120?

 

F. – Sì, sì, appunto. Ma comunque, considerato che i materiali sono sempre occorrenti – questi materiali elettrici servono sempre, no? – Noi teniamo presente che sia l’ordine nostro, diretto, sia quello fatto tramite questo….indirettamente. Quindi io lunedì, appena….siccome telefonerò a Bologna….

 

FA. – Lei, quando è rimasto d’accordo, quando?

 

F. – Io gli telefono lunedì

 

FA. – Lunedì?

 

F. – Se lunedì, loro hanno detto, non è arrivato….quindi martedì possiamo fare un salto. Va bene?

 

FA. – Sì, perché….

 

F. – Facciamo così, allora; telefonerò io lunedì, allora, per saperle dire comunque. Va bene?

 

FA. – Sì, sì

 

F. – Mi stia bene e non lavori troppo, eh, mi raccomando! Dio capitalista!

 

FA. – Grazie

 

F. – Arrivederla, signor Fabris.