IL PROCESSO DI CATANZARO PER LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA

 

 

PARTE TERZA CAPITOLO I

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SVOLGIMENTO DEL TERZO PROCESSO PER LA STRAGE DI PIAZZA

FONTANA ED ALTRO A CARICO DI GUIDO GIANNETTINI + 7

 

I “messaggi” di Freda e Ventura

 

 

L'INCRIMINAZIONE EX ART.270 COMMA III C.P. DI CLAUDIO MUTTI

ED ALDO GAIBA.

 

 

Due significative lettere venivano occasionalmente sequestrate il 15 maggio 1974 a Claudio Mutti, docente presso l'Università di Bologna, fermato a Parma nel corso di indagini relative ad attentati dinamitardi diversi da quelli costituenti oggetto del presente procedimento.

 

 

Una di esse era stata scritta da Franco Freda allo stesso Mutti ed il suo tenore è testualmente quello che segue:

 

 

"Caro Claudio, è necessario che tu ti metta in contatto con l'avv. Ghidoni (via Solferino 38, Bologna) il quale ti otterrà un colloquio con l'avv.Fassari difensore di Giannettini. Presentato all'avv.Fassari tu gli esibirai l'allegato biglietto di Ventura, chiedendogli di definire unappuntamento con il suo patrocinato.

 

Dirai all'avv.Fassari che l’appuntamento è assolutamente necessario e gli consegnerai l'allegato biglietto di Ventura (senza lasciare o esibire a lui questa mia comunicazione; quest'ultima non dev'essere esibita nemmeno all'avv.Ghidoni; nè all'avv.Ghidoni nè all'avv.Fassari si deve parlare di me: per costoro tu conosci solo Ventura) per l'inoltro a Giannettini e per indurre quest'ultimo ad una pronta convocazione..Dall'avv.Ghidoni o da altra persona riceverai successivamente una busta chiusa, contenente le richieste da proporre a Giannettini al quale esibirai anche questo biglietto.

 

Dirai a questi che sei autorizzato ad esaminare con lui il contenuto delle richieste e ogni possibilità inerente al raggiungimento degli obiettivi considerati. Immagino che l'incontro con Fassari sarà a Roma o a Milano; mentre quello con Giannettini si svolgerà all'estero (forse a Parigi). Credo che le spese potranno essere contenute entro la somma di £.100.000, che ti verrà consegnata dai miei genitori prima del viaggio. Ti ringrazio. Stammi bene. Giorgio".

 

 

Il contenuto dell'altra lettera, indirizzata da Giovanni Ventura a Guido Giannettini, è il seguente:

 

 

"Bari, 4.5.1974. Carissimo Guido, il presentatore di questo biglietto è persona di mia assoluta fiducia con cui tu potrai liberamente parlare in ordine alle specifiche richieste che egli ti proporrà. A questa persona sono state date istruzioni circostanziate che ti illustrerà. Conto sulla tua adesione a tali richieste che sono, per una parte urgenti, per altra parte, meno urgenti ma egualmente importanti. Ti ringraziamo e ti salutiamo. Giovanni".

 

 

Sollecite attività istruttorie consentivano di accertare che il Mutti aveva tentato di mettersi in contatto con l’avv. Ghidoni e non era riuscito nel suo intento. In tal senso, infatti, testimoniava in data 18 maggio 1974 Urbana Raggi, segretaria presso lo studio legale del suddetto professionista, la quale precisava che ben tre volte un giovane il precedente giorno 14 si era presentato chiedendo dell’avvocato e che, da lei invitato a lasciare il suo nome affinchè fosse annotato sull'agenda, aveva risposto di chiamarsi Mutti.

 

Gli atti venivano, indi, trasmessi per competenza, all’Autorità Giudiziaria di Milano ed, in tale sede, allo stesso Mutti, con mandato di cattura notificatogli il 4 giugno 1974, il Giudice Istruttore del Tribunale contestava il delitto previsto dall'art.270 comma III C.P. per aver partecipato all'associazione sovversiva costituita dal Freda, dal Ventura, dal Giannettini e da altri.

 

 

L'imputato cercava di discolparsi asserendo di aver ricevuto le due lettere per posta e negando di essersi recato presso lo studio dell'avv.Ghidoni. Ipotizzava che il Freda, da lui conosciuto verso il 1964-65 nella sede della "Giovane Europa" di Bologna, avesse pensato di rivolgersi a lui "perchè era l'unica persona libera”. Dichiarava di non conoscere Giovanni Ventura nè Guido Giannettini.

 

 

Il 19 agosto 1974 egli veniva scarcerato per avvenuta decorrenza dei termini di custodia preventiva.

 

 

Altra contestazione per lo stesso titolo, quale compartecipe della suddetta associazione sovversiva, aveva nel frattempo ricevuto, con mandato di cattura eseguito il 28 giugno 1974, tale Aldo Gaiba; nella cui abitazione erano stati rinvenuti e sequestrati molti documenti comprovanti l'impegno da lui profuso, in favore di Franco Freda e Claudio Orsi, nell'ambito di appositi comitati istituiti per la difesa di questi ultimi in giudizio e presso l'opinione pubblica contro le accuse loro mosse.

 

 

Con Claudio Mutti il Gaiba aveva, inoltre, costituito l'associazione Italia-Libia" destinata alla propaganda dell'ideologia politica tipica del "gruppo Freda".

 

 

Il Gaiba, nei suoi interrogatori, ammetteva di aver fatto parte di un "comitato pro-Freda", ma negava di aver partecipato ad associazioni sovversive, precisando di aver conosciuto il Freda medesimo il 25 ottobre 1970 in occasione di alcune conferenze da questi tenute a Ferrara. Il 23 agosto 1974 otteneva la libertà provvisoria.

 

 

(continua al capitolo II Parte Terza)