IL PROCESSO DI CATANZARO PER LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA

 

 

PARTE SECONDA CAPITOLO IV

[da pagina 157 a pagina 162]

 

 

I “rapporti informativi” sequestrati ai Ventura

 

 

Il 20 dicembre 1971 il Giudice Istruttore disponeva l’apertura di una cassetta di sicurezza, previo sequestro della medesima, cointestata a Condotta Teresa e Greggio Maria, rispettivamente zia e madre degli imputati Ventura, presso la Banca Popolare di Montebelluna.

 

 

Nell'interno si rinvenivano: cinquantaquattro fogli dattiloscritti contenenti indirizzi vari, un documento relativo ad organizzazioni extraparlamentari, ventidue documenti di varia natura e venticinque cartelle dattiloscritte il cui contenuto si riferiva ad argomenti di politica interna ed internazionale nonchè all'organizzazione dei Servizi Segreti statunitensi e di altri Paesi.

 

 

Fra questo complesso di scritture, spesso contrassegnate da numeri e sigle oscure tali da farle apparire come provenienti da un regolare servizio informativo, meritano di essere particolarmente menzionati due rapporti datati rispettivamente 4 e 16 maggio 1969: ciò in quanto essi costituiscono un significativo riscontro di quanto il teste Guido Lorenzon, come si è già accennato, ha riferito in ordine ad alcuni documenti dello stesso contenuto, mostratigli dal suo amico Giovanni Ventura nel luglio 1969.

 

 

Questi due rapporti contengono previsioni fatte, all'epoca, per il futuro assetto governativo italiano. Il loro testo è il seguente:

 

"KSD/VI 1\1

n. 0281

4-V-1969

 

oggetto: gruppi di pressione italiani e stranieri provocherebbero la fine del centro-sinistra in Italia, a favore di una formula centrista. Ambienti politici ed economici italiani, appoggiati anche da ambienti stranieri (fra cui sicuramente americani) hanno deciso la sostituzione del centro-sinistra in Italia con una formula sostanzialmente centrista.

In precedenza, alcuni ambienti del regime - gli stessi sopra indicati, o altri? - avrebbero proposto al partito comunista una formula di governoDC/PCI con l'intento di creare una situazione politica stabile, ottenendo tuttavia un rifiuto da parte dei comunisti.

L'operazione "ritorno al centrismo" verrebbe effettuata attraverso i passi seguenti:

1) frattura del P.S.I., con uscita della corrente socialdemocratica (Tanassi) dal partito;

2) successo della corrente di Flaminio Piccoli al congresso della DC; "

3) creazione di un'opinione pubblica favorevole al ritorno al centrismo (mutamenti al vertice della RAI/TV, acquisto di organi di stampa da parte del gruppo economico Monti);

4) eventuale ondata di attentati terroristici, per convincere l'opinione pubblica della pericolosità di mantenere l’apertura a sinistra (gruppi industriali del Nord Italia finanzierebbero gruppetti isolati neofascisti per far esplodere alcune bombe);

5) "lavoro" psicologico sulle F.F.A.A.,che sarebbe condotto personalmente da Saragat e da Pertini.

Non si esclude il ricorso a nuove elezioni politiche generali per poter varare una nuova maggioranza di centro, appoggiata alla DC, ai socialdemocratici, ai repubblicani. Anche il P.L.I. sarebbe sostanzialmente d'accordo. Quanto alle estreme, il MSI riceverebbe finanziamenti per appoggiare la soluzione (del resto la sua opposizione al centro-sinistra non è di oggi), mentre il P.C.I. sarebbe già d'accordo e si limiterebbe a proteste verbali e volutamente inefficaci.

 

KSD/VI M

n. 0282

16-V-1969

oggetto: gruppi di pressione italiani e stranieri provocherebbero la fine del centro-sinistra in Italia, a favore di una formula centrista. Gli organizzatori di eventuali attentati terroristici per favorire la manovra.

(rif. rapporto n. 0281).

In base a nuovi elementi di giudizio raccolti nella zona operativa "C", T(VI) ritiene che gli ambienti industriali del Nord Italia disposti a finanziare attentati, siano costituiti principalmente dal gruppo Monti.

Z è d'accordo sulle conclusioni cui è pervenuto T (VI).

 

 

 

Altro rapporto di provenienza del Ventura, acquisito agli atti e destinato a ricevere un preciso riscontro testimoniale,è quello relativo alle così dette "bande autonome neofasciste", utilizzato dagli scrittori "filocinesi" Mario Quaranta ed Elio Franzin nel loro libro "Gli attentati e lo scioglimento del Parlamento".

 

 

Il Quaranta, infatti, deponendo davanti al Giudice Istruttore di Treviso nel maggio 1971, dichiarava che il suddetto suo libro era stato distribuito dallo S.B.L. di Giovanni Ventura, il quale gli aveva prima fornito alcuni appunti dattiloscritti per la preparazione del capitolo sulle "Bande autonome neofasciste".

 

 

Oltre al Lorenzon ed al Quaranta, anche Alberto Sartori, ex comandante partigiano , ed appartenente al Partito Comunista d'Italia marxista-leninista, faceva vari riferimenti ai rapporti informativi del Ventura.

 

 

Premetteva il Sartori, nella sua prima deposizione testimoniale resa il 26 aprile 1971, di essere stato avvicinato nel 1968 dal conte Piero Loredan, il quale gli aveva rappresentato la necessità di ricostituire le formazioni partigiane per combattere i movimenti neofascisti e lo aveva invitato a partecipare a riunioni di ex militanti nelle file della Resistenza.

 

 

Benchè avesse respinto, come avventuristico e provocatorio, il programma del conte, questi tuttavia lo aveva avvicinato ancora, nella primavera del 1969, a Napoli e gli aveva fatto conoscere Giovanni Ventura presentandoglielo con il falso nome di "signor Alberti".

 

 

A quell' epoca il Sartori lavorava a Napoli come direttore tecnico di un mangimificio; ed il Loredan gli aveva proposto di lasciare quel lavoro e di collaborare, a livello amministrativo, per garantire la serietà commerciale di una grossa azienda di natura lito-tipografica che avrebbe consentito lauti guadagni ed, in particolare, cospicui finanziamenti al P.C.I. marxista-leninista.

 

 

Si trattava di una azienda destinata ad assumere il nome di Litopress, ad avere il Loredan come finanziatore, il Ventura come amministratore ed il Sartori come rappresentante e procacciatore di affari. In tale occasione il Loredan gli aveva fatto vedere documenti "segretissimi” custoditi in una borsa dal Ventura. Essi contenevano dettagliate informazioni sull'organizzazione capillare di tutti i movimenti della sinistra extraparlamentare italiana, europea ed americana, sull'alta finanza internazionale e sull'articolazione della C.I.A. americana in Europa.

 

 

Proseguiva il Sartori, nel riferire, su questo episodio, dicendo che, incuriosito, si era riservato di accettare l'incarico ed aveva seguito i due nel Veneto. Il Loredan gli aveva anche assicurato che Giovanni Ventura era un promettente rivoluzionario, in grado di controllare gli uffici di parecchi Procuratori della Repubblica e, quindi, di far conoscere in anticipo ogni provvedimento restrittivo della libertà personale eventualmente adottato nei confronti di elementi della sinistra extra-parlamentare.

 

 

Sul contenuto dei "rapporti informativi" rinvenuti nella cassetta di Montebelluna riferiva il 28 agosto 1973, in seguito a richiesta del Giudice Istruttore, il Servizio Informazioni Generali e di Sicurezza Interna del Ministero dell'Interno concludendo, in sostanza, che trattavasi di documenti prodotti da fonti di stampa (giornali, agenzie, opuscoli ecc.) e costituenti frutto di una tecnica di manipolazione delle notizie.

 

 

In altri termini i redattori avevano manipolato e coordinato vario materiale di interesse giornalistico-politico al fine di darvi una speciale credibilità, farlo ritenere proveniente da un servizio segreto e trarre in inganno, così, qualcuno a scopo di truffa o per procurarsi un accreditamento qualsiasi o delle coperture.

 

 

In realtà, secondo il Ministero dell‘Interno, i documenti in questione si presentavano privi delle caratteristiche di provenienza o di destinazione di un effettivo Servizio di informazione o di sicurezza di Stato. Evidenti erano invece i caratteri di estrema destra dell'ambiente dal quale i documenti provenivano.

 

 

Frequenti erano le interpolazioni antisemite, attraverso le quali si tendeva a dimostrare l’azione nefasta di una "nuova sinistra", collegata a centrali ebraiche interessate a realizzare, mediante un'alleanza fra l'ebraismo internazionale e lo Stato di Israele, un piano eversivo mondiale sia nei paesi con sistema capitalistico che in quelli a regime marxista.

 

 

Nello stesso senso si era sostanzialmente espresso con nota del 20 marzo di quello stesso anno l'altro nostro Servizio di sicurezza nazionale, il S.I. D., cui il Giudice Istruttore di Milano aveva chiesto il 21 dicembre 1972 un giudizio sulla provenienza e sul valore dei "rapporti" sopra indicati.

 

(continua al capitolo V Parte Seconda)