IL PROCESSO DI CATANZARO PER LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA

 

 

PARTE PRIMA CAPITOLO XVI

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La rimessione disposta dalla Corte di Cassazione e gli Atti preliminari al primo dibattito dinanzi alla Corte di Assise di Catanzaro

 

 

In data 30 agosto 1972 il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano avanzava formale richiesta di rimessione del procedimento ad altra sede giudiziaria per motivi di ordine pubblico e legittimo sospetto ai sensi dell'art.55 C.P.P.-

 

 

Tale richiesta, inoltrata tramite la locale Procura Generale presso la Corte di Appello, veniva fatta propria dal Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione.

 

 

Il Supremo Collegio, con ordinanza del 13 ottobre successivo accoglieva l'istanza e rimetteva il giudizio a questa Corte di Assise di primo grado dichiarando la validità degli atti sino allora compiuti.

 

 

Con altra ordinanza del 14 novembre rigettava una richiesta di revoca del provvedimento di rimessione proposta dal Procuratore Generale presso questa Corte d'Appello il 16 ottobre.

 

 

Gli atti del procedimento venivano, quindi, trasmessi da Milano a Catanzaro e, con gli stessi, un'istanza di scarcerazione per mancanza di indizi sufficienti avanzata in data 9 ottobre 1972 dai difensori di Pietro Valpreda, Emilio Borghese e Roberto Gargamelli.

 

 

La suddetta istanza, cui seguivano due memorie illustrative presentate dagli stessi difensori rispettivamente in data 12 ottobre e 5 dicembre, veniva dichiarata inammissibile, su conforme parere del Pubblico Ministero, con ordinanza del 16 successivo da questa Corte di Assise poichè l'invocato provvedimento non era giuridicamente ipotizzabile nella fase predibattimentale del processo.

 

 

Entrava, poi, in vigore la legge 15 dicembre 1972 n.773.

 

 

I difensori degli imputati detenuti, Pietro Valpreda, Emilio Borghese, Roberto Gargamelli e Mario Merlino, presentavano allora istanza di libertà provvisoria; e la Sezione Istruttoria presso questa Corte di Appello, su conforme parere dell'Ufficio di Procura Generale ne decideva l'accoglimento con ordinanza del 29 dicembre 1972.

 

 

Anche all'imputato Olivo Della Savia, nelle more estradato dalla Repubblica Federale Tedesca, la suddetta Sezione Istruttoria concedeva la libertà provvisoria in data 8 agosto 1973 (il di lui arresto era avvenuto il 19 gennaio dello stesso anno).

 

(continua al capitolo XVII Parte Prima)