IL PROCESSO DI CATANZARO PER LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA

 

 

PARTE PRIMA  CAPITOLO III

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I circoli romani “Bakunin” e “22 Marzo”

 

 

Con vari rapporti giudiziari le Questure ed i Comandi dei Carabinieri di Roma e Milano informavano le rispettive procure della Repubblica, sin dai primi giorni successivi agli attentati, sullo stato e sugli orientamenti delle indagini in corso.

 

 

Ben presto una determinata pista veniva attentamente presa in considerazione dall'Ufficio politico della Questura di Roma, il quale fin dall'estate sorvegliava i movimenti dell’anarchico Olivo Della Savia di anni 24, detto Ivo, trasferitosi in quell'epoca nella capitale da Milano, ove era ritenuto elemento capace di confezionare e far esplodere ordigni esplosivi.

 

 

A Roma con il Della Savia era venuto a contatto il ballerino trentasettenne Pietro VALPREDA, detto Piero, il quale si era ivi trasferito nella primavera di quello stesso anno anch'egli da Milano, ove aveva fatto parte di gruppi anarchici.

 

 

Essi, privi di stabile lavoro e di adeguati mezzi di sostentamento, avevano insieme preso alloggio in una baracca sita in Via Prato Rotondo, coabitando anche con lo studente di lettere Giorgio SPANO' e con una minorenne tedesca,Anneliese Borth detta Muki, fuggita da una casa di correzione del suo paese.

 

 

Lo Spanò frequentava il circolo anarchico "Bakunin", la cui sede era in via Baccina 35; e lo stesso ambiente presero a frequentare anche, data la loro comune posizione ideologica, il Della Savia ed il Valpreda, i quali in una zona poco distante, precisamente in Viadel Boschetto n.109, ebbero anche ad aprire una bottega per lavori artigianali (confezioni di lampade stile Liberty e medaglioni).

 

 

Apparteneva allo stesso circolo il diciassettenne studente liceale Roberto Mander e, proprio tramite costui, era stato presentato ed accettato nel gruppo durante il mese di settembre del 1969 un nuovo aderente: lo studente universitario di filosofia Mario Merlino di anni venticinque.

 

 

Per il Merlino l'ideale anarchico costituiva un approdo recente, giacchè, com'era noto all'Ufficio Politico della Questura, egli aveva per vario tempo militato nelle file di organizzazioni giovanili di estrema destra stringendo legami con noti esponenti del neo-squadrismo romano, come Stefano Delle Chiaie detto "il bombardiere di Roma" per la sua propensione all'uso dell'esplosivo come strumento di lotta politica.

 

 

Dall'estrema destra il Merlino si era poi spostato nell'ambiente antifascista del “movimento studentesco" distinguendosi, come in precedenza, per le sue qualità di agitatore e fomentatore di disordini e di incidenti durante le pubbliche dimostrazioni; né aveva trascurato di coltivare interessi nel campo religioso e, più propriamente, cattolico. Un gruppo di quest'ultimo tipo, coordinato dal sacerdote don Mario Vanini, egli infatti frequentava ancora dopo essere stato accolto nel "Bakunin".

 

 

Poco dopo l'ingresso del Merlino nel circolo anarchico di Via Baccina si era ivi formato un gruppo dissidente che, ritenendo arcaiche e superate le concezioni dell'anarchismo professate in quell'ambiente, tendeva all'introduzione di nuovi metodi di lotta, i quali dovevano non esaurirsi in astratta propaganda e sterili confronti ideologici, ma incidere con concrete azioni esemplari nella pubblica opinione. “La teoria nasce dall'azione" era lo slogan che esprimeva questo attivismo e che suonava aperta critica per i "compagni burocrati e piccolo-borghesi".

 

 

La polemica interna si era in seguito esasperata a tal punto che la nuova corrente, distaccatasi dal ceppo del “Bakunin", aveva assunto nell'ottobre-novembre 1969 la figura di un corpo autonomo con la denominazione “22 marzo" (a ricordo significativo del giorno in cui, durante la primavera del 1968, i moti studenteschi francesi condussero all'occupazione dell'Università di Nanterre) e con propria sede.

 

 

Quest'ultima era stata fissata in un primo tempo nella bottega di Via del Boschetto e poi in un interrato, sito in Via del Governo Vecchio n.22, preso in fitto utilizzando la somma di £.40.000, che il Merlino aveva riscosso come compenso per una intervista concessa al settimanale "Ciao 2001" sulle finalità del nuovo gruppo.

 

 

Nel nuovo circolo si erano ritrovati il Valpreda ed il Merlino. Vi erano, inoltre, confluiti: lo studente universitario ventiquattrenne Emilio Bagnoli, i diciottenni Emilio Borghese ed Enrico Di Cola studenti dell'Istituto Tecnico Severi, i diciannovenni Claudio Gallo e Roberto Gargamelli (quest’ultimo giàstudente dell'Istituto Tecnico citato), Angelo Fascetti e Giovanni Ferraro rispettivamente di anni sedici e venti.

 

 

Il Mander, pur aderendo al "22 marzo", aveva, però, continuato a frequentare anche il "Bakunin”. Intanto Olivo Della Savia verso la metà di ottobre si era allontanato da Roma per espatriare, allo scopo di sottrarsi all'obbligo del servizio militare. Il controllo dell'Ufficio Politico della Questura di Roma non era però cessato sull'ambiente anarchico da lui lasciato e si era fatto particolarmente vigile sul nuovo organismo nato dal "Bakunin", perchè le notizie fornite da un 'informatore" della Polizia, inserito nelle false vesti di aderente al "22 marzo", avevano fatto ritenere che questo gruppo di attivisti costituiva la matrice di delitti contro l’ordine pubblico.

 

 

Detto informatore operava fra gli anarchici con il nome di "Andrea", ma la sua vera identità, rivelata solo il 9 maggio 1970 dal dr.Bonaventura Provenza capo dell'Ufficio "Politico di Roma al Giudice Istruttore su invito di quest'ultimo, era quella dell'agente di P.S. Salvatore Ippolito.

 

(continua al capitolo IV)