Sentenza ordinanza del Giudice Guido Salvini (1995) sull'eversione dell'estrema destra

 

 

TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI MILANO

Ufficio Istruzione sez.20^

 

 

N.2643/84A R.G.P.M.

N.721/88F R.G.G.I.

 

 

Procedimento penale nei confronti di AZZI Nico ed altri.-

 

 

R E P U B B L I C A I T A L I A N A

 

 

In nome del Popolo italiano

 

 

Il Giudice Istruttore presso il Tribunale Civile e Penale di Milano, dr. Guido Salvini, ha pronunziato la seguente

 

 

SENTENZA-ORDINANZA

 

 

nel procedimento nei confronti di:

 

1) AZZI Nico, nato a Serravalle Po (MN) il 31.7.1951 e residente a Milano in Via Fratelli Ruffini n°1; (difeso di fiducia dall'avv. Patrizia D'Elia del Foro di Milano).

 

2) ROGNONI Giancarlo, nato a Milano il 27.8.1945 ed ivi residente in Via Brusuglio n°47; (difeso di fiducia dall'avv. Benedetto Tusa del Foro di Milano).

 

3) MARZORATI Mauro, nato a Milano il 17.4.1954 e residente ad Assago (MI) in Via Duccio da Boninsegna n°11/f; (difeso di fiducia dall'avv. Luciano Merlini del Foro di Milano).

 

4) DE MIN Francesco, nato a Milano il 31.3.1951 ed ivi residente in Via San Dionigi n°30; (difeso d'ufficio dall'avv. Roberto Peccianti del Foro di Milano).

 

5) BATTISTON Pietro, nato a Milano il 29.5.1958 e già ivi residente in Via San Vincenzo n°1, allo stato - I R R E P E R I B I L E - (difeso d'ufficio dall'avv. Ludovico Della Penna del Foro di Milano).

 

6) SIGNORELLI Paolo, nato a Roma il 14.3.1934 ed ivi residente in Via Moena n°3; (difeso di fiducia dagli avv.ti Giovanni Aricò e Antonio Pellegrino del Foro di Roma).

 

7) CALORE Sergio, nato a Tivoli il 1°.10.1952 e domiciliato presso la Digos della Questura di Roma; (difeso d'ufficio dall'avv. Roberto Peccianti del Foro di Milano).

 

8) SICILIANO Martino, nato a Padova il 31.8.1946, elettivamente domiciliato presso il difensore. (difeso d'ufficio dall'avv. Fausto Maniaci del Foro di Milano).

 

9) CANNATA Giambattista, nato a Chiari (BS) il 30.10.1944 e residente a Milano in Via Tito Livio n°6, ma elettivamente domiciliato presso il difensore di fiducia, avv. Ignazio Larussa, Corso di Porta Vittoria n°18, Milano.

 

10) DE ECCHER Cristano, nato Bolzano il 16.8.1950 e residente a Calavino (TN) in Piazza Roma n°1; (difeso di fiducia dall'avv. Diego Senter del Foro di Rovereto).

 

11) RICCI Mario, nato a San Sepolcro (AR) il 6.7.1949 e residente a Trento in Via Enrico Conci n°6; (difeso di fiducia dall'avv. Diego Senter del Foro di Rovereto).

 

12) FACHINI Massimiliano, nato a Tirana (Albania) il 6.8.1942 e residente a Padova in Via Annibale da Bassano n°30; (difeso di fiducia dagli avv.ti Marcantonio Bezicheri e Alessandro Pellegrini del Foro di Bologna, domiciliati presso l'avv. Luciano Merlini del Foro di Milano).

 

13) GIANNETTINI Guido, nato a Taranto il 22.8.1930 e residente a Roma in Via Fiastra n°100; (difeso di fiducia dall'avv. Osvaldo Fassari del Foro di Roma).

 

14) DELLE CHIAIE Stefano, nato a Caserta il 13.9.1936 e residente a Roma in Via Marco Dino Rossi n°35, ma elettivamente domiciliato presso il difensore di fiducia, avv. Claudio Menicacci, Via Muzio Clementi n°18, Roma; (difeso di fiducia dagli avv.ti Claudio Menicacci e Giuseppe Pisauro del Foro di Roma).

 

15) MALETTI Gianadelio, nato a Milano il 30.9.1921, residente a Johannesburg (Sud-Africa), 201 Gravenhage (Illovo), ma elettivamente domiciliato presso i difensori di fiducia, avv.ti Alberto Criscuolo e Giuseppe Salemi, Via Girolamo Segato n°3, Roma.

 

16) ROMAGNOLI Sandro, nato a Roma il 21.5.1932 ed ivi residente in Via Giuseppe Berto n°71, ma elettivamente domiciliato presso il difensore di fiducia, avv. Armando Cillario, Corso di Porta Vittoria n°31, Milano. 17) D'OVIDIO Giancarlo, nato a Torino il 22.11.1940 e residente a Roma in Via Primo Carnera n°1; (difeso d'ufficio dall'avv. Marino Vignali del Foro di Milano).

 

18) OSMANI Guelfo, nato a San Severino Marche il 22.8.1935 residente a Tolentino via Osmani nr.3; (difeso dall'avvocato Vittorio Casali del Foro di Bologna).

 

19) SANTORO Michele, nato a Roma il 23.4.1922 e residente a Martina Franca in Via Monte del Duca n°54/g, ma elettivamente domiciliato presso il difensore, avv. Italo Ferri, Via della Fiera n°107, Rimini.

 

20) GELLI Licio, nato a Pistoia il 21.4.1919, domiciliato ad Arezzo, Santa Maria delle Grazie, "Villa Wanda"; (difeso di fiducia dall'avv. Raffaello Giorgetti del Foro di Arezzo).

 

21) PALOTTO Roberto, nato a Roma il 2.8.1944 e residente a Livo (TN), fraz. Preghena, in Via Preghena n°36; (difeso di fiducia dall'avv. Giuseppe Pisauro del Foro di Roma).

 

22) IZZO Angelo, nato a Roma il 23.8.1955; attualmente detenuto per altra causa; (difeso di fiducia dall'avv. Mauro Bocassi del Foro di Alessandria e dall'avv. Floriana Maris del Foro di Milano).

 

23) DIGILIO Carlo, nato a Roma il 7.5.1937, attualmente detenuto per altra causa, ma elettivamente domiciliato presso il difensore di fiducia, dr. proc. Giovanni Battista Maggiolo, Sestiere San Marco n°3472.

 

24) DONATI Franco, nato a Padova il 27.7.1948 e residente a Tel Aviv (Israele) in Via Hatlamin n°6, ma elettivamente domiciliato presso il difensore, avv. Andrea Fares, Viale Majno n°9, Milano.

 

25) DI LORENZO Cinzia, nata a Milano il 20.8.1953 e residente in Canzo in Via Brusa n°22 (difesa di fiducia dall'avv. Francesco Locurcio del Foro di Milano.

 

26) MALCANGI Ettore, nato a Milano il 18.8.1949 e residente a Montemaggiore al Metauro (PS) in Via Cave n°2, elettivamente domiciliato presso il difensore di fiducia, Avv. Patrizia D'Elia, Via Cesare Battisti n°1, Milano.

 

 

Parti civili: "Unione dei familiari delle vittime per stragi" nella persona del suo Presidente, Sig. Luigi Passera; difeso dall'avv. Federico M. Sinicato del Foro di Milano e domiciliato presso lo Studio del legale in Via Fontana n°11, Milano.

 

 

I M P U T A Z I O N I

 

 

BANDA ARMATA E ASSOCIAZIONE SOVVERSIVA ORDINE NUOVO / GRUPPO LA FENICE ROGNONI - AZZI - BATTISTON - DI LORENZO

 

I M P U T A T I

 

1) del reato di cui agli artt.110, 112 n.1, 270 I parte c.p. per avere, in concorso tra loro e con MARZORATI e DE MIN a Milano e con altre persone, fra cui SIGNORELLI Paolo, FACHINI Massimiliano e MELI Mauro, già giudicate a Roma nell'ambito del procedimento n.15/84 Reg.Gen. Corte d'Assise di Roma e tutte appartenenti alle strutture locali di Ordine Nuovo, e quindi in numero superiore a cinque, promosso, costituito ed organizzato un'associazione sovversiva volta a sovvertire violentemente gli ordinamenti economici e sociali costituiti nello Stato, a sopprimere il sistema delle rappresentanze parlamentari nonchè a compiere atti di violenza. In particolare i medesimi contribuivano a creare una struttura interamente clandestina, raccolta intorno alla rivista "La Fenice", che per il conseguimento dei fini indicati acquisiva notevoli quantitativi di armi, bombe a mano e altri esplosivi di provenienza militare, progettava e realizzava attentati di vario genere, predisponeva idonei rifugi per militanti colpiti da provvedimenti restrittivi, procacciava documenti di identità falsificati, addestrava i militanti all'uso delle armi, teneva i contatti con analoghe strutture operanti in lazio, in Veneto e a Roma e diffondeva pubblicazioni finalizzate alla denigrazione della democrazia ed alla propugnazione della sua soppressione con il ritorno, con metodi violenti, dei regimi fascista e nazista. In Milano e altri luoghi dal 1971 sino all'aprile 1973 per AZZI Nico e sino al febbraio 1977, data del suo arresto in Spagna, per ROGNONI Giancarlo e sino all'inizio del 1977 per DI LORENZO Cinzia.

 

 

 

2) del reato di cui agli artt.110, 112 n.1, 306, I comma, c.p. per avere, in concorso con le medesime persone di cui al capo A), e quindi in numero superiore a cinque, al fine di commettere i reati di cui al medesimo capo, promosso, costituito ed organizzato una banda armata costituente il livello armato di Ordine Nuovo mediante l'acquisizione per gli associati, con forme e modalità diverse fra cui furti presso depositi militari e consegna da parte di militari ad essi legati, di ingenti quantitativi di armi, munizioni, esplosivi e bombe a mano. In Milano e altri luoghi dal 1971 sino all'aprile 1973 per AZZI Nico e sino al febbraio 1977, data del suo arresto in Spagna, per ROGNONI Giancarlo.

 

 

MARZORATI - DE MIN

 

 

I N D I Z I A T I

 

3) dei reati di cui ai capi A) e B) (artt.270 III comma e 306 II comma c.p.)

 

 

ATTENTATO ALLA COOP ITALIANA DI BOLLATE 1° MARZO 1973 ROGNONI - AZZI - DE MIN

 

I N D I Z I A T I

 

4) dei reati di cui agli artt.110 c.p., 2, 4 e 6 Legge 2.10.1967 n.895 e 110, 635 c.p. in relazione all'attentato commesso con la collocazione di cariche esplosive "nitrex cava" sotto tre autocarri parcheggiati nel deposito della Coop Italiana di Bollate, cariche non esplose per ragioni indipendenti dalla volontà dei suoi autori. In Bollate, il 1°.3.1973.

 

 

DETENZIONE E PORTO DI BOMBE A MANO MOD. SRCM ROGNONI - SIGNORELLI - CALORE

 

I M P U T A T I

 

5) dei reati di cui agli artt.110, 81 cpv c.p., 9, 10 e 12 Legge 10.10.1974 n.497 e, per i soli CALORE e SIGNORELLI, 21 Legge 18.4.1975 n.110 per avere, in concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, detenuto e portato in luogo pubblico numerose bombe a mano mod. SRCM. Bombe a mano costituenti la dotazione del gruppo La Fenice a Milano, poi trasportate a Roma a seguito dei fatti del 12.4.1973 durante i quali fu ucciso l'agente di Polizia Antonio Marino e consegnate a SIGNORELLI Paolo, dirigente del parallelo gruppo "Drieu La Rochelle" di Tivoli facente parte anch'esso dell'area di Ordine Nuovo, 36 delle quali affidate personalmente da SIGNORELLI a CALORE affinchè costituissero la stabile dotazione del gruppo di Tivoli e fossero usate in attentati dimostrativi. Detenzione per SIGNORELLI e CALORE finalizzata al sovvertimento dell'ordinamento dello Stato, a mettere in pericolo la vita delle persone e la sicurezza della collettività mediante la commissione di attentati e comunque finalizzata alla commissione del delitto di cui all'art.306 c.p.- In Milano, Roma, Tivoli e altri luoghi per ROGNONI sino all'aprile 1973 e per SIGNORELLI e CALORE dall'aprile 1973 quantomeno sino al febbraio 1977.

 

 

ATTENTATO CONTRO IL MURO DI CINTA DELL'UNIVERSITA' CATTOLICA DI MILANO 15 OTTOBRE 1971 SICILIANO - CANNATA

 

I M P U T A T I

 

6/a) del delitto di cui agli artt.110 c.p. e 6 Legge 2.10.1967 n.895 perchè, in concorso tra loro e con RADICE Gianluigi, già giudicato per tale fatto, al fine di incutere pubblico timore, facevano scoppiare un quantitativo imprecisato di esplosivo contenuto in una bomba da mortaio 81 contro il muro di cinta dell'Università Cattolica di Milano.

 

6/b) del delitto di cui agli artt.110 c.p. e 2 Legge 2.10.1967 n.895 perchè, in concorso tra loro e con RADICE Gianluigi, detenevano illegalmente il materiale esplodente di cui al capo 6/a). 6/c) del delitto di cui agli artt.110 c.p. e 4 Legge 2.10.1967 n.895 perchè, in concorso tra loro e con RADICE Gianluigi, illegalmente portavano in luogo pubblico il materiale esplodente di cui al capo 6/a).

 

6/d) del delitto di cui agli artt.110, 635 cpv n.1 c.p. perchè, in concorso tra loro e con RADICE Gianluigi, deterioravano e comunque rendevano inservibili un bacchettone di cemento armato, una cancellata e cinque paletti metallici (nonchè i vetri delle abitazioni prospicenti) dell'Università Cattolica di Milano. Fatti tutti commessi a Milano il 15.10.1971.

 

 

PROGETTO DI ATTENTATO ALLA LINEA FERROVIARIA TRENTO-VERONA NEL 1972 DE ECCHER - RICCI

 

I N D I Z I A T I

 

7) dei reati di cui agli arrt.110 c.p., 2 e 4 Legge 2.10.1967 n.895 per avere, in concorso tra loro e con altre persone aderenti al gruppo di Avanguardia Nazionale di Trento, detenuto e portato materiale esplosivo sulla linea ferroviaria Trento-Verona al fine di commettere in danno di tale linea ferroviaria un attentato. In Trento e Verona nel 1972.

 

 

FAVOREGGIAMENTO PERSONALE DI POZZAN MARCO - FACHINI MASSIMILIANO – GIANNETTINI GUIDO

 

I M P U T A T I

 

8) del reato di cui agli artt.110 e 378 c.p. per avere, in concorso tra loro e con MALETTI Gianadelio e LABRUNA Antonio, già giudicati per tale fatto, aiutato POZZAN Marco ad eludere le investigazioni dell'Autorità, ed in particolare le ricerche dell'Autorità Giudiziaria di Milano, FACHINI accompagnando in treno il POZZAN da Padova a Roma e GIANNETTINI attendendoli al loro arrivo da Padova alla stazione ferroviaria Termini di Roma, ove era anche presente il capitano Antonio LABRUNA, e accompagnando poi POZZAN negli uffici del S.I.D. in Via Sicilia. Entrambi così mettendo in contatto il POZZAN con coloro che lo avrebbero fatto espatriare in Spagna. Fatti commessi a Padova e Roma nell'autunno 1972.

 

 

REATI CONTESTATI A MILITARI E AD UFFICIALI DEL S.I.D.: OMISSIONE DI ATTI D'UFFICIO E SOTTRAZIONE E FALSIFICAZIONE DI NASTRI MAGNETICI E DOCUMENTI RELATIVI ALLA SICUREZZA DELLO STATO E AI SUOI INTERESSI POLITICI INTERNI ED INTERNAZIONALI IN RELAZIONE AL GOLPE BORGHESE E AL PROGETTO DI GOLPE DELLA "ROSA DEI VENTI" (1974) MALETTI – ROMAGNOLI

 

 

I M P U T A T I

 

9) dei reati di cui agli artt.110, 328 e 255 c.p. perchè, in concorso fra loro, nella loro veste, Maletti di Capo del Reparto D del S.I.D., Romagnoli di ufficiale di tale Reparto alle dirette dipendenze del gen. Maletti, nell'ambito dell'attività informativa condotta in relazione alle attività del FRONTE NAZIONALE di Junio Valerio Borghese nel 1969/1970 e dell'organizzazione denominata ROSA DEI VENTI nel 1973/1974, omettevano di riferire nel rapporto conclusivo diretto, tramite il Ministro della Difesa, alla magistratura (rapporto materialmente redatto dal gen. Romagnoli) le notizie acquisite dal cap. Antonio Labruna nel corso di almeno otto colloqui effettuati fra il 16 gennaio ed il 28 giugno 1973 con Remo Orlandini e altresì sottraevano e occultavano i nastri magnetici relativi a tali colloqui, facendo pervenire all'Autorità Giudiziaria competente, a seguito di ordine di esibizione, solo i nastri magnetici relativi a quattro dei dodici o più colloqui effettivamente avvenuti. Espungevano inoltre dai nastri consegnati e da una relazione scritta, concernente i medesimi avvenimenti e compilata per il Reparto D da Guido Giannettini, i nomi di alti ufficiali dell'Esercito coinvolti nei programmi eversivi. Omettevano inoltre di riferire nel medesimo rapporto quanto direttamente appreso dal gen. Romagnoli nel corso di due colloqui con l'avv. Maurizio degli Innocenti e con Torquato Nicoli svoltisi il 30 e 31 maggio 1974 in un appartamento di Via degli Avignonesi, a Roma, nella disponibilità del Reparto D del S.I.D.- Omettendo quindi atti d'ufficio e sottraendo e falsificando documenti relativi alla sicurezza dello Stato e ai suoi interessi politici interni ed internazionali in quanto le notizie non comunicate si riferivano a progetti di mutamenti istituzionali ed in particolare al coinvolgimento negli stessi di numerosi civili e militari iscritti alla massoneria e facenti parte di gruppi mafiosi. Le notizie non comunicate riguardavano inoltre il coinvolgimento in tali progetti di alti ufficiali dell'Esercito e dell'Arma dei Carabinieri, allora in servizio, ed in numero assai maggiore di quanto indicato nel rapporto, lo svolgimento di riunioni in nord-Italia fra militari e civili, nell'ambito delle quali erano già state consegnate numerose armi a questi ultimi, nonchè la presenza alle stesse di ufficiali dell'esercito statunitense. In Roma e altri luoghi, nella seconda metà del 1974.

 

 

FAVOREGGIAMENTO AGGRAVATO NEI CONFRONTI DEI RESPONSABILI DEGLI ATTENTATI AI TRENI DELL'8 AGOSTO 1969 E DEGLI ATTENTATI DEL 12 DICEMBRE 1969 ATTUATO CON LA CHIUSURA DELLA FONTE GIANNI CASALINI DI PADOVA E LA DISTRUZIONE DELLA RELAZIONE PERVENUTA A MILANO E CONTENENTE LE INFORMAZIONI FORNITE DA QUESTI (prima metà del 1975) MALETTI

 

I M P U T A T O

 

10) del reato di cui agli artt.110, 378 e 61 n.2 e n.9 c.p. perchè, nella sua qualità di Capo del Reparto D del S.I.D., in concorso con il Comando della Divisione Pastrengo dei Carabinieri, aiutava i responsabili degli attentati alla Fiera Campionaria ed all'Ufficio Cambi della Stazione Centrale di Milano (25 aprile 1969), degli attentati in danno di dieci convogli ferroviari (8, 9 agosto 1969) e degli attentati avvenuti a Milano e a Roma il 12 dicembre 1969 ad eludere le investigazioni dell'Autorità. In particolare impediva che fossero ulteriormente raccolte e approfondite e quindi trasmesse all'Autorità Giudiziaria e di p.g. competenti le notizie in merito a tali episodi ed in merito alla disponibilità di armi ed esplosivi da parte del gruppo veneto di Ordine Nuovo, notizie che CASALINI Gianni stava fornendo a personale del Centro C.S. di Padova. In particolare concorrendo il generale MALETTI, secondo il programma indicato nell'appunto dell'epoca diretto al Capo Servizio e poi sequestrato nella sua abitazione nel 1980, all'occultamento ed alla distruzione della relazione in merito alle notizie fornite dal CASALINI e approntata a Padova da un sottufficiale dell'Arma appositamente inviato sul luogo dal Comando della Divisione Pastrengo di Milano a cui tale relazione era poi stata consegnata. Con le aggravanti di avere commesso il fatto con abuso dei poteri inerenti alla pubblica funzione rivestita ed al fine altresì di occultare le proprie responsabilità ed assicurarsi l'impunità in relazione ai precedenti fatti di favoreggiamento commessi in favore di POZZAN Marco e GIANNETTINI Guido. Reato commesso a Padova, Milano e Roma nella prima metà del 1975.

 

 

APPRONTAMENTO DEL DEPOSITO DI ARMI ED ESPLOSIVI IN UN CASOLARE IN LOCALITA' SVOLTE DI FIUNGO - CAMERINO (10 novembre 1972)

 

MALETTI - D'OVIDIO

 

 

I M P U T A T I

 

11/a) dei reati di cui agli artt.1, 2 e 4 Legge 2.10.1967 n.895 in relazione all'approntamento di un deposito costituito da armi (anche da guerra), una mitragliatrice esplosivi (fra cui tritolo e pentrite), munizioni, detonatori, micce, 2 timers, bottiglie incendiarie ed inoltre altri oggetti fra cui carte di identità rubate, fionde, vernice spray e un cifrario, appositamente costituito, su richiesta del generale MALETTI, dal D'OVIDIO e da altri militari non identificati affinchè fosse dagli stessi apparentemente individuato a seguito di un'operazione di polizia ed attribuito a elementi di estrema sinistra della zona. In Camerino, Roma ed altri luoghi, l'10.11.1972 e nelle settimane immediatamente precedenti.

 

D'OVIDIO - OSMANI

 

I M P U T A T I

 

11/b) del reato di cui agli artt.110 - 648 c.p. e 61 nr. 9 c.p., per aver rilevato l'Osmani circa 4730 moduli in bianco per carte d'identità da Nobili Alberto e Anfuso Rosario, moduli provento del furto commesso in danno del Comune di Roma nella notte fra il 14 e il 15 maggio 1972, conoscendone la provenienza illecita. Per aver altresì l'Osmani ceduto quantomeno 604 di tali moduli al capitano Giancarlo D'Ovidio il quale gliene aveva fatto richiesta. Con l'aggravante per il D'Ovidio di aver commesso il fatto in violazione dei doveri inerenti alla funzione di ufficiale dei Carabinieri da lui ricoperta A Roma, Camerino ed altri luoghi, dall'estate 1972 sino al 10.11.1972.

 

 

CESSIONE DI ESPLOSIVI AL GRUPPO "LA FENICE" E AD ALTRI GRUPPI EVERSIVI IN LOMBARDIA E IN TRENTINO (tra il 1972 e il 1973) SANTORO

 

I M P U T A T O

 

12) dei reati di cui agli artt.1, 2 e 4 Legge 2.10.1967 n.895 per avere detenuto portato e ceduto esplosivi, ed in particolare tritolo, al gruppo "La Fenice" di Milano e ad altri gruppi eversivi operanti nel medesimo periodo in Lombardia e in Trentino, gruppi in cui favore SANTORO operava un'azione di copertura anche partecipando a riunioni a Milano e facilitando il trasporto, essendone preavvertito, di armi acquistate da tali gruppi sul mercato clandestino. Con l'aggravante di cui all'art.61, n.9, c.p. trattandosi di fatti commessi con abuso e in violazione dei doveri inerenti la sua funzione. In Lombardia e in Trentino, tra il 1972 e il 1973.

 

 

COSPIRAZIONE POLITICA MEDIANTE ASSOCIAZIONE E ATTENTATO ALLA LIBERTA' PERSONALE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (Roma, dicembre 1970)

 

GELLI

 

I N D I Z I A T O

 

13) dei reati di cui agli artt.305 c.p. (cospirazione politica mediante associazione) e 276 c.p. (attentato alla libertà personale del Presidente della Repubblica), in relazione alla sua partecipazione al piano denominato "golpe Borghese" emerso nel presente procedimento quale piano insurrezionale del Fronte Nazionale che copriva l'intero territorio nazionale e allo specifico compito affidato a GELLI Licio di privare della libertà personale l'allora Presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat, nell'ambito della realizzazione del colpo di Stato e della sostituzione o soppressione di tutti gli Organi legittimamente eletti. In Roma ed altri luoghi, fra il 7 e l'8 dicembre 1970 e nei mesi immediatamente precedenti.

 

 

ATTIVITA' EVERSIVE DI AVANGUARDIA NAZIONALE: BANDA ARMATA E ASSOCIAZIONE SOVVERSIVA AVANGUARDIA NAZIONALE

 

PALOTTO

 

I N D I Z I A T O

 

14) dei reati di cui agli artt.306, I comma, c.p. (costituzione di banda armata) e 270 c.p. (associazione sovversiva) per avere promosso e costituito, in concorso con altre persone, una struttura eversiva costituita dal livello occulto di Avanguardia Nazionale, finalizzata all'addestramento dei suoi militanti all'uso di esplosivi, alla commissione di attentati (in particolare a Roma e in Calabria) e all'effettuazione di operazioni di destabilizzazione quali l'affissione a Roma e in altre città di manifesta propagandistici apparentemente di gruppi filo-cinesi. A Roma e in altri luoghi, fra il 1968 e il 1974.

 

 

IMPORTAZIONE DI ARMI ED ESPLOSIVI DALLA GRECIA (nel 1968)

 

PALOTTO

 

 

I N D I Z I A T O

 

15) dei reati di cui agli artt.110 c.p., 1, 2 e 4 Legge 2.10.1967 n.895 per avere, in concorso con altri militanti di Avanguardia Nazionale, introdotto e portato nello Stato due carichi di armi ed esplosivi provenienti dalla Grecia e giunti a Roma attraverso la Puglia. A Roma e in altri luoghi, nel 1968.

 

 

ATTENTATI A CINQUE CONVOGLI FERROVIARI DIRETTI A REGGIO CALABRIA IN OCCASIONE DI UNA MANIFESTAZIONE SINDACALE (nella notte fra il 21 e il 22 ottobre 1972)

 

DELLE CHIAIE

 

I N D I Z I A T O

 

16/a) del reato di cui agli artt. 110, 431 c.p., 2 e 4 Legge 2.10.1967 n. 895 perchè, quale dirigente dell'organizzazione AVANGUARDIA NAZIONALE, responsabile della campagna di attentati in questa sede elencati, mediante uso di esplosivi, concorreva al danneggiamento di un tratto di strada ferrata e di alcuni vagoni ferroviari, cagionando così il pericolo di un disastro ferroviario. 16/b) del delitto di cui all'art. 582 c.p. per avere, nelle medesime circostanze di tempo e di luogo di cui sopra, cagionato lesioni personali, guarite in dieci giorni, a cinque passeggeri. A Cisterna (LT) il 21.10.1972, ore 22.55.-

 

17) del reato di cui agli artt. 110, 431 c.p., 2 e 4 Legge 2.10.1967 n. 895 perchè, con il medesimo ruolo di cui sopra, mediante scoppio di esplosivi concorreva alla distruzione di un tratto di binario, facendo così sorgere il pericolo di un disastro ferroviario. Fra Valmontone e Colleferro il 22.10.1972, ore 00.10.-

 

18) del reato di cui agli artt. 110, 56, 431 c.p., 2 e 4 Legge 2.10.1967 n. 895 perchè, con il medesimo ruolo di cui sopra, concorreva al tentativo di danneggiamento di un tratto di strada ferrata, mediante la collocazione di un ordigno esplosivo all'imbocco della galleria di S.Elia Cava Iandullo, nei pressi della stazione ferroviaria di Palmi, ordigno non esploso per il tempestivo intervento dei personale della Polfer. A Palmi, il 22.10.1972, ore 01.50.-

 

19) del delitto di cui agli artt. 56, 110, 431 c.p. e 2 e 4 Legge 2.10.1967 n. 895 perchè, con il medesimo ruolo di cui sopra, concorreva al tentativo di danneggiamento di un tratto di strada ferrata fra Eranova e Gioia Tauro, mediante la collocazione di un ordigno esplosivo non esploso per un difetto nel congegno, cagionando il pericolo di un disastro ferroviario. A Eranova-Gioia Tauro il 22.10.1972, ore 04.00.-

 

20) del delitto di cui agli artt. 110, 431 c.p. e 2 e 4 Legge 2.10.1967 n. 895 perchè, con il medesimo ruolo di cui sopra, concorreva al danneggiamento di un tratto di strada ferrata, cagionando così il pericolo di un disastro ferroviario, mediante la collocazione di un ordigno esplosivo sulla linea ferroviaria di San Pietro Maida. A San Pietro Maida-Lamezia Terme il 22.10.1972, ore 02.45.-

 

21) del delitto di cui agli artt. 110, 635, I e II comma n.3, c.p. perchè, con il medesimo ruolo di cui sopra, danneggiava un palo telefonico posto accanto alla linea ferroviaria, mediante la collocazione di un ordigno esplosivo. A Monasteraci (RC), il 22.10.1972, nelle prime ore del mattino.

 

e altresì :

 

 

IZZO Angelo

 

I N D I Z I A T O

 

dei reati di cui ai capi 18), 19), 20) e 21), sotto il profilo del concorso nel reperimento e nel trasporto in Calabria dell'esplosivo usato per gli attentati. A Roma e in Calabria il 21.10.1972 e nei giorni immediatamente precedenti.

 

 

ATTENTATO CON AUTOBOMBA AL MUNICIPIO DI MILANO-PALAZZO MARINO (nella notte tra il 29 e il 30 luglio 1980)

 

CAVALLINI

 

I N D I Z I A T O

 

22) dei reati di cui agli artt.110, 419 (devastazione), 582-585 (lesioni personali) c.p. e 9, 10, 12 e 13 Legge 14.10.1974 n.497 in relazione all'attentato commesso nella notte fra il 29 e il 30 luglio 1970 in danno del Municipio di Milano (Palazzo Marino) mediante la collocazione di tre ordigni esplosivi, uno dei quali occultato all'interno di un'autovettura Fiat 132 ed esploso causando rilevanti danni all'edificio e agli edifici circostanti e cagionando altresì il ferimento di un vigile urbano. In Milano, nella notte fra il 29 e il 30 luglio 1980.

 

 

FALSIFICAZIONE E RICETTAZIONE DEI DOCUMENTI UTILIZZATI PER LA FUGA A SANTO DOMINGO (1985)

 

DIGILIO

 

I M P U T A T O

 

23/a) dei reati di cui agli artt.81, 477, 482 e 468 c.p. per avere formato o fatto formare il passaporto n. E708582, apparentemente rilasciato dalla Questura di Milano ed intestato a MARTINELLI Pierino, documento integralmente falso sul quale è apposta una fotografia del DIGILIO e l'impronta del sigillo contraffatto della Questura di Milano. In Milano, nella seconda metà del 1985. 23/b) dei reati di cui agli artt.81, 477, 482 e 468 c.p. per avere formato o fatto formare la patente di guida contraffatta n. C1107047 intestata a MARTINELLI Pierino, sulla quale veniva apposta una fotografia del DIGILIO e l'impronta del sigillo contraffatto della Prefettura di Milano. In Milano, nella seconda metà del 1985. 23/c) del reato di cui agli artt. 61 n.2 e 648 c.p. perchè, al fine di procurarsi un profitto e di eseguire i reati di cui al capo 24/b), acquistava o comunque riceveva il modulo per patente di guida n. C1107047 conoscendone la provenienza dal delitto di furto commesso in danno della Motorizzazione Civile di Rovigo in data 20.5.1985. In Milano, nella seconda metà del 1985.

 

 

FAVOREGGIAMENTO AGGRAVATO NEI CONFRONTI DI COMPONENTI DELLA BANDA CAVALLINI E DI CARLO DIGILIO (1981/1982 e 1982/1985)

 

MALCANGI

 

I M P U T A T O

 

24/a) del reato di cui agli artt.378 c.p. e 1 Legge 6.2.1980 n.15 perchè, a fini di terrorismo, ospitando nella propria casa di Milano Fioravanti Cristiano, Vale Giorgio ed altri appartenenti alla formazione armata N.A.R. di cui faceva parte Cavallini Gilberto, aiutava costoro, latitanti, ed altri della stessa banda, anch'essi latitanti, a sottrarsi alle ric erche dell'Autorit . In Milano, nel periodo compreso fra l'ottobre 1980 e il febbraio 1981.

 

 

24/b) del reato di cui agli artt.378 c.p. e 1 Legge 6.2.1980 n.15 perchè, a fini di terrorismo, ospitando nella propria abitazione Belsito Pasquale e Sordi Walter, latitanti e membri della stessa banda armata di cui al capo 27/a), aiutava i predetti a sottrarsi alle ricerche dell'Autorit . In Milano, nel periodo compreso fra il 1° ottobre 1981 e la fine di settembre 1982.

 

24/c) del reato di cui agli artt.378 c.p. per avere aiutato Digilio Carlo a sottrarsi alle investigazioni dell'Autorità, e in particolare alle ricerche dell'Autorità Giudiziaria di Venezia, ospitandolo fra il giugno 1982 e la metà del 1985, sapendolo latitante, in una casa di Villa d'Adda (BG) affittata da familiari del MALCANGI e in cui anch'egli, latitante, risiedeva. In Villa d'Adda (BG) fra il giugno 1982 e la metà del 1985.

 

 

FALSA TESTIMONIANZA IN RELAZIONE ALLE MODALITA' DI RACCOLTA DELLE INFORMAZIONI E ALLA PROVENIENZA DEI DOCUMENTI DELLA COMMISSIONE DI CONTRO-INFORMAZIONE RINVENUTI NELL'ABBAINO DI VIALE BLIGNY A MILANO IL 30.12.1985 (21 aprile 1992)

 

 

DONATI

 

I M P U T A T O

 

25) del reato di cui all'art.372 c.p. poichè, deponendo dinanzi al Giudice Istruttore di Milano in qualità di testimone in merito al materiale sequestrato il 30.12.1985 nell'abbaino di Viale Bligny a Milano, materiale relativo a gruppi eversivi di destra e di sinistra e dallo stesso DONATI centralizzato e in parte manoscritto, taceva quanto a sua conoscenza. In particolare taceva in merito alle modalità con cui venivano raccolte tali informazioni, in merito alle fonti attivate nei singoli settori e in merito alla identità delle altre persone della Commissione incaricata di tale compito, impedendo in tal modo l'ulteriore approfondimento delle notizie contenute nei singoli documenti e utili per le indagini in corso. In Milano, il 21 aprile 1992.