SENTENZA DEL GIUDICE SALVINI SULLA STRATEGIA DELLA TENSIONE (FEBBRAIO 1988)

 

PARTE SESTA - 61

 

I riscontri relativi agli attentati anti-algerini e alle attività nelle Azzorre; l’utilizzo dell’esplosivo militare statunitense “C4” nell’attentato a Bonn del 18.8.1975

 

 

Gli attentati contro obiettivi algerini rievocati da Vincenzo VINCIGUERRA sono stati individuati nell’attentato contro i locali dell’AMICALE DES ALGERIENS EN EUROPE di Parigi del 27.7.1975 (cfr. vol.12, fasc.2, ff.160 e ss.) e nei tre attentati contemporanei del 18.8.1975 contro le Ambasciate d’Algeria di Roma, Bonn e Londra (cfr. vol.12, fasc.2, rispettivamente ff.13 e ss., 30 e ss., 45 e ss.).

 

 

L’attentato di Roma, commesso contro la sede dell’Ambasciata in Via Villa Ricotti con circa un chilo di esplosivo innescato a miccia, era stato rivendicato con un volantino a firma S.O.A. (Soldati dell’Opposizione Algerina) (f.15) e così pure l’attentato di Parigi, avvenuto in Rue Louis Le Grand 23, che aveva seguito altri analoghi attentati avvenuti sempre nella capitale, a Lione e a Roubaix (ff.92 e ss.).

 

 

Di particolare interesse, a fini di riscontro, sono gli attentati contro le Ambasciate di Bonn e Londra, anch’essi rivendicati con la stessa sigla.

 

 

Infatti l’ordigno deposto dinanzi all’Ambasciata d’Algeria a Londra (composto da gelignite, un detonatore elettrico di marca spagnola e un orologio da polso in funzione di timer), rimasto inesploso, veniva recuperato dallo Special Branch e gli accertamenti effettuati sulla borsa che aveva contenuto l’ordigno consentivano di evidenziare le impronte digitali di Jay Simon SALBY, nato nel Delaware (U.S.A.) il 28.7.1937 ed arrestato in Algeria, qualche mese dopo il fallito attentato di Londra, unitamente al cittadino francese di origine algerina Andrè Noel CHERID e a un cittadino algerino (cfr. vol.12, fasc.2, ff.49 e ss., in particolare f.66).

 

 

L’esame dell’ordigno deposto a Bonn, rimasto anch’esso inesploso per una banale disattenzione di chi lo aveva maneggiato, evidenziava un congegno molto sofisticato, formato da un sistema di attivazione elettronico, approntato da un esperto, e da esplosivo di elevata potenzialità e cioè nove cartucce di T4 addizionato di poli-isobutile e dioctiladipato, composizione che costituisce l’esplosivo di tipo militare denominato C4, prodotto negli Stati Uniti (cfr. vol.12, fasc.2, ff.31 e ss., e accertamento della Polizia Scientifica presso il Ministero dell’Interno sulla base delle relazioni trasmesse dalla Polizia tedesca, ff.74 e ss.).

 

 

Gli elementi acquisiti anche grazie alla collaborazione della Polizia inglese e tedesca forniscono quindi importantissimi riscontri al racconto di Vincenzo VINCIGUERRA sia in relazione alle modalità con cui sono avvenuti gli attentati sia in relazione ai loro autori.

 

 

Jay Simon SALBY, le cui impronte sono state trovate dagli uomini dello Special Branch sulla borsa che conteneva l’ordigno deposto a Londra, altri non è che l’americano soprannominato CASTOR, indicato da VINCIGUERRA appunto come l’autore di tale attentato e uomo di fiducia di GUERIN SERAC nel piano operativo.

 

 

Alla figura di Jay Simon SALBY è dedicato un ampio capitolo dell’annotazione del R.O.S. Carabinieri in data 23.7.1996 sulle attività di guerra psicologica e non ortodossa compiute in Italia fra il 1969 e il 1974 anche attraverso l’AGINTER PRESS (cfr. vol.35, ff.76-102).

 

 

Rimandando per l’esame dell’intero curriculum della vita di SALBY alla lettura di tale annotazione, si può ricordare in questa sede che egli, dopo aver "lavorato" a lungo in Sud-America, in particolare al servizio di esponenti militari guatemaltechi (ff.81-82), era entrato in Portogallo con un falso documento del Guatemala intestato a tale Hugh FRANKLIN, di nascita canadese, al fine evidente di nascondere la sua nazionalità statunitense (f.79 dell’annotazione; è stato acquisita anche copia del documento di ingresso in Portogallo in data 4.10.1973, vol.12, fasc.3, ff.26-27).

 

 

In Portogallo si era legato a GUERIN SERAC, che proprio in quei mesi stava aiutando l’algerino Mouloud KADUANE nella fondazione del S.O.A. (Soldati dell’Opposizione Algerina), gruppo terroristico formato da ex-coloni francesi, provenienti perlopiù dall’O.A.S. (di cui la sigla S.O.A. è l’anagramma), e da algerini, contrari al Governo del loro Paese, il cui obiettivo era rovesciare il Governo nato dalla rivoluzione algerina.

 

 

Il 4.1.1976, pochi mesi dopo l’attentato di Londra, Jay Simon SALBY veniva arrestato, a bordo di un ferry, mentre tentava di riguadagnare Marsiglia dopo aver compiuto un’azione di commando direttamente in territorio algerino collocando un ordigno nel pieno centro di Algeri contro la sede del quotidiano El Moudjahid (Il Combattente) (cfr. annotazione R.O.S., f.81).

 

 

Con Jay Simon SALBY venivano arrestati Andrè Noel CHERID (fratello di Jean Pierre CHERID, ex-militante dell’O.A.S. più volte nominato da VINCIGUERRA) e un altro cittadino algerino, Mohamed MEDJEBER.

 

 

Anche grazie alle copie degli atti e degli interrogatori messi gentilmente a disposizione dalle Autorità algerine, pur in assenza di un trattato di assistenza giudiziaria, è stato possibile verificare l’andamento dell’istruttoria e del processo (cfr. nota del R.O.S. in data 11.2.1995 di trasmissione degli atti messi a disposizione dall’Ambasciata d’Algeria a Roma, vol.12, fasc.8, f.6, e atti allegati; e anche la raccolta del quotidiano algerino El Moudjahid dal gennaio al marzo 1976, epoca dei fatti, vol.12, fasc.9).

 

 

Durante l’istruttoria, i tre avevano confessato di aver commesso una serie di attentati a firma S.O.A., ingaggiati da un ex-ufficiale dell’Esercito Francese di nome Jean LAURENT (in cui è facilmente identificabile uno degli uomini di fiducia di GUERIN SERAC) e SALBY, in particolare, ammetteva di essere stato anche l’autore dell’attentato all’Ambasciata d’Algeria a Londra (si vedano i verbali di interrogatorio esposti nell’annotazione del R.O.S., ff.85 e ss.) che era fallito per un banale inconveniente.

 

 

Jay Simon SALBY e Mohamed MEDJEBER confessavano inoltre , sempre dinanzi alle Autorità algerine, di aver preso parte nel 1975, sotto la diretta guida di GUERIN SERAC, a diverse operazioni contro i militanti baschi, anche con esiti sanguinosi e anche in territorio francese, dove numerosi esponenti dell’E.T.A. o di gruppi affini si erano rifugiati (cfr. annotazione del R.O.S., ff.97-99).

 

 

Il processo celebrato dalla Corte di Sicurezza di Algeri si concludeva con la condanna a morte dei tre imputati, ma solo l’algerino MEDJEBER veniva fucilato in quanto, probabilmente grazie a pressioni dei rispettivi Governi occidentali, la condanna a morte di SALBY e di CHERID veniva commutata in una pena detentiva e dopo alcuni anni i due venivano graziati ed espulsi dal Paese.

 

 

Di eccezionale importanza è poi l’esito degli accertamenti svolti, inizialmente dalla Polizia tedesca e poi, su disposizione di questo Ufficio, dal Servizio di Polizia Scientifica presso il Ministero dell’Interno, sull’esplosivo utilizzato per l’attentato di Bonn del 18.8.1975, in quanto tale esplosivo è risultato essere il potentissimo "C4" di produzione militare.

 

 

Si tratta infatti di un esplosivo prodotto negli Stati Uniti e di specifica pertinenza delle Forze Armate statunitensi e della N.A.T.O. cosicchè, appreso l’esito degli accertamenti, Vincenzo VINCIGUERRA ha esattamente rilevato che "per la prima volta si ha la prova dell’intervento, in una campagna si sabotaggio di carattere politico, delle strutture segrete dell’Alleanza Atlantica" (int. VINCIGUERRA a questo Ufficio, 19.10.1992).

 

 

La presenza dell’esplosivo "C4" conferma certamente l’interpretazione secondo cui la struttura di GUERIN SERAC era una sorta di sub-agenzia collegata ai servizi segreti occidentali e da questi utilizzata per operazioni all’estero "coperte" in cui, per ragioni di prudenza e per non compromettere i rapporti con Stati Sovrani, non potevano agire organismi ufficiali.

 

 

Jean Denis, indicato da VINCIGUERRA come l’organizzatore dell’operazione nelle Azzorre grazie a contatti personali che aveva nell’Arcipelago, è stato individuato, in base alla documentazione acquisita, in Jean Denis RINGEARD DE LA BLETIERE, già coinvolto nell’attività dell’O.A.S. e in azioni "coperte" in Katanga e in Nicaragua (cfr. vol.36, fasc.1, f.111, dove, fra gli atti originari provenienti da Lisbona, è riportato anche lo schema di addestramento dei militanti dell’AGINTER PRESS, ff.44-45, compresi l’uso degli esplosivi e le tecniche di infiltrazione).

 

 

Sempre nella documentazione proveniente da Lisbona è contenuta anche una lettera indirizzata a JEAN e portante la data 15.9.1975 in cui compare lo stemma del Fronte di Liberazione delle Azzorre - Governo Provvisorio Clandestino (vol.36, fasc.1, f.109).

 

 

La storia di tale sedicente Movimento di Liberazione, in realtà gruppo secessionista al servizio degli interessi statunitensi, è raccontata nel volume "L’ORCHESTRE NOIR" di Frederic LAURENT, edito in Francia nel 1978 sulla base di documenti di prima mano.

 

 

Sia nel 1967 sia nel 1973, la base americana di Lages, nelle Azzorre, era servita da ponte per gli aerei americani che avevano rifornito di armi lo Stato ebraico durante i due conflitti arabo-israeliani.

 

 

Il Portogallo, che amministrava le Azzorre, era infatti l’unico membro della N.A.T.O. che autorizzava gli Stati Uniti a utilizzare il proprio territorio per operazioni non concernenti in modo diretto la difesa dell’Alleanza Atlantica.

 

 

Tale situazione di favore rischiava di cessare con la Rivoluzione dei Garofani della primavera del 1974, in quanto il nuovo Governo, orientato a sinistra, sembrava deciso a non rinnovare a clausola segreta di utilizzo di tale base, utile anche per interventi in territorio africano.

 

 

Era così comparso il Fronte Nazionale di Liberazione delle Azzorre che rivendicava, facendo leva su un sentimento autonomista autentico, l’indipendenza dell’Arcipelago dal Portogallo al fine, comunque, di servire gli interessi americani e di ottenere il rinnovo del contratto di utilizzo della base.

 

 

Uomo chiave per la costituzione del Fronte di Liberazione era stato Jean Paul BLETIERE, residente nelle Azzorre e cugino del luogotenente di GUERIN SERAC, Jean Denis RINGEARD DE LA BLETIERE.

 

 

Grazie al suo impegno erano stati stretti rapporti fra militari di stanza nelle Azzorre e rappresentanti dell’amministrazione americana da cui erano giunte armi e anche finanziamenti.

 

 

Erano stati quindi compiuti alcuni attentati, soprattutto contro sedi di sinistra, e inscenate manifestazioni violente e si era costituito il "Governo Provvisorio Clandestino delle Azzorre" con il compito di separare l’Arcipelago dalla Madrepatria.

 

 

In una lettera fra i due uomini dell’AGINTER PRESS, Jean Denis spiegava al cugino Jean Paul che in caso di secessione si poteva contare sulla possibilità di un rapido riconoscimento dello Stato azzorreno da parte di molti Stati sud-americani, del Sud-Africa e della Spagna e, nel giro di qualche settimana, stante la necessaria prudenza, anche degli Stati Uniti.

 

 

Il Fronte di Liberazione delle Azzorre aveva comunque un’esistenza effimera in quanto nel novembre 1975, con l’ascesa al potere in Portogallo di un Governo moderato e filo-atlantico, venivano meno le ragioni della sua esistenza e il Fronte si scioglieva, rimanendo in piedi solo un gruppo di contatto con affaristi americani al fine di facilitare l’insediamento nell’Arcipelago di Casinò e di banche americane.

 

 

Il racconto di Vincenzo VINCIGUERRA in merito all’attività di Jean Denis nel gruppo di Madrid trova quindi, anche in questo caso, precisi riscontri nel contesto storico e negli avvenimenti di quegli anni, finalizzati alla difesa, ovunque possibile, degli interessi strategici dell’Alleanza Atlantica.

 

 

Per concludere in merito ai riscontri relativi alle azioni condotte all’estero dagli uomini di GUERIN SERAC, si ricordi che Vincenzo VINCIGUERRA ha parlato di un’operazione condotta a partire dal Guatemala nella primavera del 1974 dallo stesso GUERIN SERAC, da SALBY e da alcuni cittadini italiani finalizzata a liquidare una base guerrigliera, ubicata nel territorio del vicino Costarica, per conto dell’ "uomo forte" del Guatemala, Mario SANDOVAL (int. VINCIGUERRA, 7.5.1992, ff.2-3, e, a conferma, dep. CONCUTELLI, 28.5.1993, f.2).

 

 

Pur non essendo possibili riscontri diretti in merito a tale operazione "coperta", perdipiù avvenuta in un altro Continente, va sottolineato che il Guatemala è stato la Nazione centrale per la vita e l’attività di SALBY il quale ha "lavorato" per molti anni in tale Paese per il colonnello ARANA OSORIO, Comandante militare nella lotta contro i guerriglieri di sinistra e in seguito Presidente del Guatemala sino al 1974, attività a seguito della quale SALBY ha avuto certamente la disponibilità del falso documento del Guatemala utilizzato al momento del suo ingresso in Portogallo (cfr. annotazione del R.O.S. in data 23.7.1996, ff.81-83).