SENTENZA DEL GIUDICE SALVINI SULLA STRATEGIA DELLA TENSIONE (FEBBRAIO 1988)

 

PARTE SESTA - 60

 

Le dichiarazioni di Vincenzo Vinciguerra concernenti gli attentati dell’estate del 1975 contro le ambasciate algerine

 

 

Vincenzo VINCIGUERRA ha parlato per la prima volta degli attentati organizzati nell’estate del 1975 dal gruppo di GUERIN SERAC nell’interrogatorio in data 18.4.1992, specificando di aver curato personalmente quello avvenuto a Parigi:

 

 

"In merito agli attentati di cui ho accennato nel memoriale, posso dire che vennero organizzati in comune da italiani, francesi e algerini.

Alcuni di questi, precisamente a Parigi, in Germania e in Italia vennero eseguiti materialmente da italiani.

Per quanto riguarda l'attentato a Parigi intendo riferirmi ad un apporto logistico e non all'esecuzione materiale in senso proprio.

Io fui il coordinatore e l'organizzatore di questi tre episodi in accordo con Ives Guerin Serac che all'epoca stava in Spagna. Io mi recai a Parigi appunto allo scopo di organizzare questi episodi che servivano a colpire o meglio a dare un segnale di rivolta contro il governo algerino.

La sigla S.O.A., anagramma di O.A.S., sottolineava l'unione fra vecchi combattenti francesi, appunto dell'O.A.S., e combattenti algerini del F.L.N. che si erano ritrovati uniti nella lotta contro il governo algerino accusato di essere al servizio del comunismo sovietico.

L'attentato di Roma fu, come ho detto, compiuto materialmente da italiani, come anche quello in Germania; però l'ordigno che fu usato in Germania era stato fornito dai francesi e venne trasportato in macchina, nascosto in una ruota di scorta fino al luogo dell'obiettivo; l'ordigno deposto davanti all'Ambasciata in Germania non esplose.

I nomi dei partecipanti mi sono noti ma non intendo specificarli".

(int. 18.4.1992, f.3).

 

 

 

E’ indubbiamente molto significativo il fatto che GUERIN SERAC, di cui il S.O.A. era sostanzialmente una creatura, ancora nel 1975 abbia tentato una campagna di destabilizzazione del Governo algerino nato dalla rivolta anticolonialista degli anni ‘60.

 

 

Certamente, per GUERIN SERAC, la lotta contro il Governo algerino, perdipiù all’epoca legato all’Unione Sovietica e ad altri Paesi comunisti, era una sorta di punto d’onore, posto che lo stesso SERAC aveva disertato dall’Esercito Francese quando il generale DE GAULLE era in procinto di abbandonare l’Algeria e posto che molti dei militanti dell’AGINTER PRESS provenivano dalle fila dell’O.A.S.

 

 

In un successivo interrogatorio, VINCIGUERRA ha fornito un’altra indicazione, spiegando che per l’attentato avvenuto a Bonn (certamente il più grave, poiché, come si vedrà nel prossimo capitolo, era stato usato l’esplosivo militare americano "C4") anche i militanti rimasti in Italia si erano attivati in quanto un’autovettura proveniente dall’Italia aveva caricato in Svizzera l’ordigno proveniente dalla Francia e diretto in Germania (int. 7.5.1992, f.3).

 

 

Tale fase logistica dell’operazione è stata descritta da VINCIGUERRA con maggiori dettagli nell’interrogatorio in data 23.9.1992:

 

 

"Tornando alla descrizione delle modalità dell'attentato di Bonn che non fu portato a conclusione, posso precisare meglio, a richiesta dell'Ufficio, il meccanismo dell'azione in quanto nei precedenti interrogatori non è stato chiarito un passaggio dell'azione stessa.

L'esplosivo partiva dalla Francia ed è stato portato da francesi in Svizzera nelle circostanze di cui ho detto.

In Svizzera è stato consegnato a due italiani provenienti dall'Italia. Costoro non dovevano poi compiere l'attentato, ma solo consegnare l'ordigno ad altri due italiani che essendo latitanti in Spagna erano giunti a Francoforte in volo dalla Spagna.

Sono questi ultimi che non fecero quanto dovevano e cioè abbandonarono l'ordigno senza innescarlo.

Guerin Serac si arrabbiò moltissimo con loro avendo capito già dalla semplice lettura dei giornali che l'ordigno non era scoppiato per difetti nel congegno, ma per volontà degli attentatori".

(int. 23.9.1992, f.3).

 

 

 

Nell’attentato di Bonn erano dunque coinvolti ben quattro italiani, due provenienti dalla Spagna attraverso la Francia e due incaricati di rilevare l’ordigno in Svizzera.

 

 

Uno di questi ultimi due proveniva da Roma, l’altro da Milano ed apparteneva ad Avanguardia Nazionale, ma VINCIGUERRA non ha inteso rivelarne il nome (int. 20.11.1992, f.3).

 

 

VINCIGUERRA si è poi ricordato che, contestualmente agli attentati di Roma, Parigi e Bonn, vi era stato un quarto attentato a Londra, affidato per l’esecuzione all’americano CASTOR (e cioè Jay Simon SALBY) e il fallimento di tale attentato, essendo rimasto inesploso l’ordigno, aveva dato luogo ad una piccola discussione fra lo stesso VINCIGUERRA e SERAC in merito alle capacità dei reciproci elementi di fiducia all’interno del gruppo:

 

 

"Voglio innanzitutto far presente all'Ufficio, ripensando agli avvenimenti del periodo spagnolo, che mi sono ricordato dell'elemento di collegamento fra i tre attentati antialgerini di Bonn, Parigi e Roma e quello di Londra di cui l'Ufficio mi aveva fatto presente l'esistenza e la contemporaneità con gli altri.

Io non avevo preso parte all'organizzazione dell'episodio di Londra, ma mi sono ricordato che uno o due giorni dopo i vari episodi, e in particolare dopo il fallimento di quello di Bonn, ebbi la conversazione cui ho già fatto cenno con Guerin Serac che lamentava in modo molto acceso il fallimento dell'attentato di Bonn attribuendolo alla scarsa determinazione dei "soliti italiani" dei quali parlava con una certa veemenza.

Io allora gli risposi che se era vero quello che lamentava per l'episodio di Bonn, poteva essere successo altrettanto nell'episodio di Londra.

Guerin Serac allora mi rispose che ciò non era assolutamente possibile perché a Londra era andato Castor e lui rispondeva di Castor come di se stesso. Quindi a Londra, secondo Guerin Serac, non poteva essersi trattato che di un guasto tecnico imprevedibile.

Non mi ricordo se appresi dell'episodio di Londra dalla stampa o da Guerin Serac in quell'occasione. Sta di fatto che mi ricordo comunque che l'episodio era collegato, evidentemente seguito da un altro sottogruppo diverso dal mio in un'ottica di compartimentazione".

(int. 2.12.1992, ff.1-2).

 

 

 

Nell’interrogatorio in data 4.2.1994, VINCIGUERRA ha infine sciolto la riserva limitatamente al nome di almeno uno degli italiani che avevano materialmente eseguito l’attentato a Bonn provenendo in aereo da Madrid, indicandolo in Mario RICCI, uomo di fiducia di Stefano DELLE CHIAIE per conto del quale sostanzialmente egli gestiva l’agenzia di viaggi "TRANSALPINO" utilizzata da molti latitanti italiani (int. 4.2.1994, f.2).

 

 

Si noti che la campagna di attentati dell’estate del 1975 contro le Ambasciate algerine evidenzia la capacità operativa del gruppo di GUERIN SERAC e la possibilità di agire in più Pesi europei in quanto gli obiettivi sono stati colpiti contestualmente e in quattro diversi Paesi europei e la sola organizzazione dell’attentato di Bonn ha coinvolto non solo la Spagna e la Germania, ma anche la Francia, la Svizzera e l’Italia.