SENTENZA DEL GIUDICE SALVINI SULLA STRATEGIA DELLA TENSIONE (FEBBRAIO 1988)

 

PARTE QUINTA - 49

 

I riscontri relativi al Prof. Pietro Gunnella

 

 

Pietro GUNNELLA, indicato da Carlo DIGILIO quale elemento di collegamento fra MINETTO e il colonnello SPIAZZI (funzionando quale "buca della posta" per l’inoltro dei messaggi) nonché fra quest’ultimo e Elio MASSAGRANDE, latitante in Sud-America, è stato identificato nell’omonimo professore già residente a Verona e da tempo deceduto.

 

 

Il prof. GUNNELLA era stato condannato, al termine della guerra, avendo aderito alla R.S.I., per collaborazione militare con il nemico e, per sfuggire alla pur lieve pena comminatagli, era partito per l’Argentina, Paese scelto anche da MINETTO e dal prof. Lino FRANCO quale terra di emigrazione, ed era rientrato in Italia solo nel 1959 continuando per alcuni anni l’attività politica nel M.S.I.

 

 

Questi pur scarni dati erano già sufficienti a delineare la figura del prof. GUNNELLA come quella di un personaggio in piena sintonia con il ruolo di staffetta-postino a lui attribuito da Carlo DIGILIO.

 

 

Perdipiù sono stati acquisiti presso la Digos di Verona gli atti relativi ad una perquisizione effettuata l’11.4.1983 su disposizione del G.I. di Bologna, dr. Leonardo Grassi, nell’ambito di un procedimento aperto nei confronti, fra gli altri, del colonnello Amos SPIAZZI e precisamente uno stralcio del procedimento c.d. del Poligono di Tiro di Venezia.

 

 

In occasione della perquisizione era stato rinvenuto un foglio dattiloscritto intestato PROPOSTA PER L’OPERAZIONE CONTINUITÀ, costituito da un elenco di 10 militari con particolari qualifiche (paracadutisti, artificieri, pattugliatori) residenti tutti nel veronese e, accanto ad alcuni nomi, un riferimento al colonnello Amos SPIAZZI (cfr. foglio allegato all’interrogatorio di Carlo DIGILIO in data 26.3.1997 e atti relativi a Pietro GUNNELLA, di cui alla nota del R.O.S. in data 24.3.1997, vol.21, fasc.4).

 

 

Alcuni dei nomi che vi compaiono (l’artificiere Antonino GRAZIANO e l’ex ardito/sabotatore della X M.A.S. Ezio ZAMPINI) erano già emersi nella prima parte dell’istruttoria quali componenti della LEGIONE di Verona dei NUCLEI DI DIFESA DELLO STATO ed è probabile che l’ "Operazione Continuità", che in base ad una data apposta sul foglio dovrebbe risalire al 1979, rappresenti un progetto di ricostruzione dei NUCLEI (cfr., sul punto, anche int. DIGILIO, 26.3.1997, f.2).

 

 

Sempre durante la perquisizione del 1983 sono state rinvenute 10 lettere scambiate fra il prof. GUNNELLA ed Elio MASSAGRANDE, latitante in Paraguay, che si riferiscono al progetto di impiantare in tale Paese proficue attività economiche nel campo dei marmi, dei legnami e dell’acquisto di terreni.

 

 

La società già operante in Paraguay, cui GUNNELLA e altri veronesi dovevano dare un ulteriore apporto, è indicata nella carta intestata come MA.BE., iniziali di MASSAGRANDE e, verosimilmente, dell’ordinovista mantovano Roberto BESUTTI, molto legato al gruppo veronese.

 

 

L’ulteriore perquisizione disposta da questo Ufficio dopo le dichiarazioni di Carlo DIGILIO, ed operata da personale del R.O.S. in data 6.9.1996 presso l’abitazione ove Pietro GUNNELLA risiedeva, ha aggiunto a tali dati , già come tali inequivoci, il rinvenimento di una copia del libretto "LE MANI ROSSE SULLE FORZE ARMATE", scritto da Pino RAUTI e da altri teorici della guerra non ortodossa, e di una pubblicazione edita dal Centro CARLOMAGNO dal titolo "LA DIFESA DI VERONA", opera del colonnello Amos SPIAZZI (cfr. vol.21, fasc.4, ff.32 e ss.).

 

 

In conclusione, il ruolo di raccordo e di collegamento fra le varie strutture attribuito al prof. Pietro GUNNELLA da Carlo DIGILIO trova piena conferma nelle scelte di vita e nei contatti che hanno caratterizzato il personaggio.