SENTENZA DEL GIUDICE SALVINI SULLA STRATEGIA DELLA TENSIONE (FEBBRAIO 1988)

 

PARTE TERZA - 29

 

La posizione di Marco Ballan

 

 

Il fascicolo trasmesso a seguito di sentenza di incompetenza territoriale del Giudice Istruttore di Bologna in data 24/9/1992 riguarda anche la posizione di Marco BALLAN il quale, imputato dei reati di cui agli artt. 270 e 306 c.p., avrebbe fatto parte di una struttura associativa, costituita a Milano e operante quantomeno sino al 1974, che sarebbe stata finalizzata alla consumazione di almeno quattro delitti di strage, fra cui la strage di Piazza della Loggia a Brescia e, probabilmente, l’attentato al treno Italicus e l’attentato sulla linea ferroviaria Ancona-Pescara avvenuto all’altezza di Silvi Marina il 29.1.1974.

 

 

Al vertice di tale organizzazione sarebbero stati, per la componente avanguardista, appunto Marco BALLAN e, per la componente ordinovista, Giancarlo ROGNONI.

 

 

Gli elementi raccolti dal G.I. di Bologna (che aveva anche emesso nei confronti di BALLAN e di ROGNONI, in data 12.10.1985, un provvedimento restrittivo) si basano essenzialmente sulle dichiarazioni del pentito Valerio VICCEI, molto legato negli anni ‘70 a Giancarlo ESPOSTI e a Gianni NARDI, e sono contenuti nel rapporto della Questura di Bologna - Sezione antiterrorismo, allegato agli atti (vol.5, fasc.1).

 

 

In particolare la cellula ascolana di cui faceva parte VICCEI, in stretto contatto con quella milanese, si era procurata, all’inizio degli anni ‘70, una forte dotazione di esplosivi e aveva compiuto attentati "minori" quali quello in danno del Tribunale di Ascoli Piceno del 31.12.1971 e quello in danno del ripetitore RAI di Colle San Marco del 5.1.1972.

 

 

Quando nel 1974 Giancarlo ESPOSTI, che si spostava frequentemente in Centro-Italia, era divenuto responsabile militare della cellula ascolana, il vertice milanese di ROGNONI e BALLAN, secondo le confidenze che VICCEI aveva ricevuto dallo stesso ESPOSTI, aveva progettato un articolato programma comprendente almeno quattro operazioni.

 

 

Due operazioni, con i treni come obiettivi, erano state assegnate alla cellula ascolana dal punto di vista organizzativo, mentre altre due azioni nel Centro/Nord dovevano essere direttamente compiute dal gruppo milanese (cfr. rapporto citato della Questura di Bologna, f.47).

 

 

Si era così giunti al gravissimo attentato sulla linea ferroviaria a Silvi Marina compiuto, secondo VICCEI, dai due ascolani ORTENZI e MARINI e da due milanesi dei quali ESPOSTI non gli aveva rivelato i nomi, attentato che avrebbe inaugurato tale strategia del terrore.

 

 

Nonostante la supervisione dei milanesi, l’attentato era tuttavia fallito (la miccia era stata tranciata dall’inatteso passaggio del locomotore di un treno merci che viaggiava fuori orario) ed era anche fallito l’attentato commesso il successivo 21.4.1974 a Vaiano (Firenze) sempre sulla linea ferroviaria.

 

 

I milanesi erano invece passati all’azione attuando la strage di Piazza della Loggia e, sempre secondo le confidenze raccolte da VICCEI, anche la strage sul treno Italicus del 4.8.1974.

 

 

La morte di Giancarlo ESPOSTI a Pian del Rascino e il sequestro di parte della dotazione logistica avevano comunque portato alla disintegrazione della cellula ascolana e la prosecuzione del piano strategico era stata interrotta essendo ormai venuti meno anche molti dei contatti con gli ambienti militari.

 

 

Si noti che, sempre secondo VICCEI, Giancarlo ESPOSTI, poco prima di morire a Pian del Rascino, deteneva un prototipo della famosa mitraglietta tipi UZI progettata dal colonnello SPIAZZI e la cui produzione stava per essere tentata a Madrid dall’ing.POMAR, come la missione in Spagna di Carlo DIGILIO aveva consentito di accertare (cfr. rapporto citato, ff.66-68).

 

 

Nel corso dell’istruttoria condotta dall’A.G. di Bologna, pur essendo stata confermata la presenza con ruolo direttivo di Marco BALLAN all’interno della cellula milanese di Avanguardia Nazionale e la complessiva importanza della figura dello stesso BALLAN, incaricato da DELLE CHIAIE anche di una delicata missione in Argentina per conto del regime cileno, non erano emersi altri elementi tali da rendere più solido il quadro indiziario.

 

 

Anche nel prosieguo dell’istruttoria condotta da questo Ufficio nessun elemento significativo si è aggiunto in relazione alla posizione di Marco BALLAN.

 

 

Tenendo altresì presente che il giudice istruttore di Bologna, nell’ambito della sentenza-ordinanza depositata in data 3.8.1994, ha prosciolto Marco BALLAN in relazione alla sua prospettata corresponsabilità nell’attentato al treno Italicus e che l’affidabilità di Valerio VICCEI deve ritenersi obiettivamente indebolita dalla sua fuga all’estero e dalla sua successiva cattura a Londra, dove egli si era reso responsabile di una grossa rapina in danno di un caveau di cassette di sicurezza, appare processualmente corretto prosciogliere Marco BALLAN, in ordine alle imputazioni di cui ai capi 5 e 6, per non avere commesso il fatto.