SENTENZA DEL GIUDICE SALVINI SULLA STRATEGIA DELLA TENSIONE (FEBBRAIO 1988)

 

PARTE TERZA - 20

 

Gli altri episodi ascritti a Giuseppe Frezzato

 

 

Nella prima ordinanza si è ampiamente parlato (cfr. capitolo 16)dell’attentato dimostrativo all’Università Cattolica di Milano del 15.10.1971, commesso da Martino SICILIANO partendo dall’abitazione milanese di Marco FOSCARI e utilizzando quale autista Giovanbattista CANNATA.

 

 

Si tratta , come si ricorderà, del primo episodio emerso nel 1992 a carico di Martino SICILIANO a seguito delle dichiarazioni di Gianluigi RADICE e la notificazione della comunicazione giudiziaria presso l’indirizzo francese di SICILIANO, subito riferita da questi ai camerati rimasti a Mestre, aveva per la prima volta fatto entrare in fibrillazione l’ambiente dei fiduciari di Delfo ZORZI.

 

 

Essi avevano infatti compreso benissimo che l’emergere di tale pur modesto episodio costituiva il primo segno di sgretolamento del muro di omertà che aveva sino ad allora protetto le attività della struttura di Mestre/Venezia e che le conseguenze potevano essere incalcolabili.

 

 

Bobo LAGNA, dopo il primo allarme lanciato da SICILIANO, aveva consultato e fatto consultare i registri dell’Ufficio Istruzione di Milano al fine di acquisire notizie sullo stato delle indagini e di sapere chi fosse indiziato e se vi fossero indiziati per la strage di Piazza Fontana, ma fortunatamente non aveva potuto acquisire alcun dato in quanto il regime del vecchio rito è parzialmente diverso da quello attuale e le annotazioni relative ai procedimenti formalizzati non vengono, o meglio non venivano, aggiornate con i nomi dei nuovi indiziati, per ovvie ragioni di riservatezza, sino alla conclusione dell’istruttoria (cfr. int. SICILIANO, 19.10.1994, f.9, e 7.10.1995, f.4).

 

 

Tornando alla materiale esecuzione dell’attentato all’Università Cattolica, Martino SICILIANO, sin dai suoi primi interrogatori, ha riferito che la bomba da mortaio utilizzata nell’occasione gli era stata procurata da Giuseppe FREZZATO, detto "IL CORVO" (int. 18.10.1994, f.7, e 19.10.1994, ff.1-2).

 

 

Tale circostanza è del tutto in sintonia con la figura di FREZZATO, legato sia all’estrema destra sia ad ambienti malavitosi (int. SICILIANO, 8.11.1996, f.3), già condannato per la detenzione di esplosivi e munizioni rinvenuti nella sua abitazione (cfr. rapporto del Commissariato della P.S. di Mestre in data 9.4.1970) e indicato anche da altri testimoni (dep. Giuliano CAMPANER, 1°.4.1995, f.2) quale persona coinvolta nel traffico di simili residuati bellici.

 

 

Giuseppe FREZZATO aveva anche ceduto a Martino SICILIANO la pistola cal. 6,35 sequestrata allo stesso SICILIANO in occasione di una banale rissa avvenuta nel 1971 dinanzi alla pizzeria "Il Tronco" di Corso del Popolo a Mestre (int.SICILIANO, 18.10.1994, f.7, e 28.3.1996, f.5).

 

 

I reati ascritti a Giuseppe FREZZATO, emigrato alcuni anni or sono in Argentina per ragioni peraltro non connesse alle indagini in corso, devono essere dichiarati estinti per intervenuta prescrizione

 

 

Sempre con riferimento all’attentato all’Università Cattolica di Milano, merita di essere ricordato un nuovo particolare, emerso nella fase finale dell’istruttoria, che corrobora il racconto di Martino SICILIANO anche in relazione a tale attentato minore.

 

 

Questo Ufficio non aveva potuto procedere all’audizione del Conte Marco FOSCARI per le difficoltà connesse al fatto che questi, da molto tempo, risiede stabilmente a Palma de Majorca.

 

 

Tuttavia il Conte FOSCARI, nell’ottobre 1997, è stato intervistato in tale località dal giornalista veneziano Maurizio DIANESE durante il lavoro di ricerca e di redazione di un libro, di prossima pubblicazione, dedicato alle vicende del gruppo mestrino e veneziano di Ordine Nuovo.

 

 

L‘ampia intervista, con il consenso dell’interessato, è stata registrata e Maurizio DIANESE ne ha prodotto a questo Ufficio la trascrizione (cfr. deposizione e verbale di acquisizione in data 30.10.1997).

 

 

Nell’ambito dell’intervista il Conte FOSCARI, rievocando il suo rapporto di amicizia e di comune militanza politica nell’ambiente di destra con Martino SICILIANO, ha ricordato di averlo accompagnato con la sua autovettura da Mestre a Milano proprio il giorno in cui SICILIANO portava con sé in una borsa la bomba da mortaio destinata ad essere collocata, qualche giorno dopo, nei pressi del muro di cinta dell’Università Cattolica (cfr. pagg. 17-18 della trascrizione).

 

 

Il Conte FOSCARI, pur personalmente estraneo alla progettazione e all’esecuzione dell’attentato, ha anche ricordato che Martino SICILIANO era partito alla volta dell’Università Cattolica dopo una cena fra amici svoltasi proprio nella casa di FOSCARI a Milano e, essendo stato messo al corrente da SICILIANO delle sue intenzioni, lo aveva esortato a deporre l’ordigno almeno in un punto isolato ove non potesse cagionare danni a persone, esortazione che era stata accolta (cfr. pag.18 della trascrizione e int. SICILIANO, 18.10.1994, f.8; 14.10.1997, f.2).

 

 

Anche in relazione ai più modesti particolari, la narrazione di Martino SICILIANO ha trovato, quindi, piena conferma.