SENTENZA DEL GIUDICE SALVINI SULLA STRATEGIA DELLA TENSIONE (FEBBRAIO 1988)

 

PARTE PRIMA - 1

 

Le linee generali della

seconda istruttoria

 

PREMESSA

 

 

Anche questa seconda parte dell’istruttoria e i risultati che ha conseguito sono largamente dovuti al costante, mai venuto meno anche nei momenti più difficili, impegno degli Ufficiali e del personale del Reparto Eversione del Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri, che hanno effettuato buona parte dell’attività di ricerca e di accertamento con esiti molto significativi, nonostante la lontananza nel tempo dei fatti, e raccolto e analizzato il quadro delle testimonianze e degli altri elementi raccolti in tre ampie annotazioni conclusive dedicate, le prime due, alle attività di interferenza di strutture di intelligence straniere nella c.d. strategia della tensione e, la terza, alle attività dell’AGINTER PRESS anche in relazione alla situazione italiana.

 

 

Prezioso è stato anche il contributo della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione che ha messo a disposizione il suo personale nell’attività di ricerca affidata al perito nominato da questo Ufficio, attività che ha consentito il recupero di molto materiale non protocollato e sinora mai esaminato dall’Autorità Giudiziaria, fonte di molti spunti investigativi.

 

 

 

Un sincero ringraziamento deve essere rivolto all’Assistente Giudiziaria, Sig.ra Gaetana Izzo, e al maresciallo capo della Guardia di Finanza, Antonio Russo, addetti a questa XX Sezione dell’Ufficio Istruzione di Milano, che hanno partecipato al compimento di centinaia di atti istruttori e hanno assolto per anni un lavoro estremamente impegnativo, determinato anche dalla concomitanza dell’intero lavoro riguardante, quale Sezione G.I.P., i procedimenti in corso con il rito vigente.

 

 

Un particolare ringraziamento va inoltre al conducente automezzi speciali,Antonio Liguori, che ha sempre curato l’aspetto organizzativo e logistico dell’attività anche nel corso delle numerose trasferte che si sono rese necessarie per compiere i più importanti atti istruttori.

 

 

L’attività di indagine si è svolta anche grazie alla collaborazione con altri colleghi titolari di indagini in tema di reati di strage e di eversione con i quali continuo è stato il confronto fra le rispettive linee di investigazione e lo scambio di atti e di informazioni.

 

 

Fra questi, in particolare, il dr. Francesco Piantoni e il dr. Roberto Di Martino, titolari del procedimento, molto contiguo a questa istruttoria per soggetti e situazioni toccate, relativo alla strage di Piazza della Loggia a Brescia, e il Giudice Istruttore dr. Carlo Mastelloni, titolare del procedimento relativo alla caduta dell’aereo Argo 16, e il dr. Enzo Calia della Procura di Pavia, titolare dell’inchiesta sulla morte di Enrico Mattei.

 

 

Costante è stato anche il rapporto con la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla mancata individuazione degli autori delle stragi e sul terrorismo, cui sono stati man mano inviati, allorché i progressi delle indagini lo consentivano, gli atti e gli accertamenti istruttori più importanti per i suoi lavori e l’elaborazione della sua relazione finale e che, in occasione di diverse audizioni di questo Giudice, ha stimolato, tramite le domande poste dal Presidente e dai componenti della Commissione, riflessioni e linee di interpretazione.

 

 

Purtroppo il lavoro di indagine è stato contrassegnato da ostacoli e incomprensioni che ne hanno ostacolato per lunghi tratti lo svolgimento e in certi momenti messo addirittura in pericolo la sua conclusione.

 

 

Scarsissimo è stato il sostegno dei dirigenti del Tribunale di Milano, nelle sue varie articolazioni, in ordine agli sviluppi dell’indagine e alla necessità di garantire le condizioni obiettive che ne consentissero la prosecuzione con i migliori risultati.

 

 

A fronte di decine di segnalazioni scritte di questo Ufficio vi è stato soltanto silenzio, come se la presente istruttoria non esistesse e a questo Ufficio, che ha sempre svolto in forma integrale anche l’attività come G.I.P., non dovesse essere affidato un carico complessivo di lavoro che tenesse conto, almeno in parte, delle due funzioni svolte contemporaneamente per anni e consentisse la prosecuzione di un’istruttoria così importante, in sé e per le altre indagini collegate in corso, con il raggiungimento dei massimi risultati.

 

 

Soprattutto, nella parte centrale e più delicata dell’istruttoria, una delle più imponenti e articolate macchine di attacco che sia mossa, in questa materia, contro un singolo magistrato e una singola indagine (riconducibile solo in minima parte all’ambiente degli indiziati) ha lanciato una campagna di disinformazione e di discredito che ha avuto solo l’obiettivo di ridurre i risultati potenzialmente ottenibili ed è stata caratterizzata da iniziative, apparentemente legali o come tali camuffate, tali da giungere sino ai limiti dell’aperta intimidazione.

 

 

Fortunatamente un ristretto numero di Colleghi, di esponenti del mondo istituzionale, di studiosi e di appartenenti al mondo della Stampa, talvolta sfidando pressioni e censure, non è caduto nel tranello ed ha costruito intorno a questa istruttoria un argine di sostegno, solidarietà e onesta informazione che ne ha consentito, anche nell’interesse di chi aveva inteso fermarla, la conclusione.

 

 

A tutti coloro che sono rimasti sul campo della verità e dell’onore va il mio più profondo ringraziamento.

 

 

(continua al capitolo 2 Parte Prima)