QUESTI RAPPORTI SONO MOLTO EDULCORATI VISTI I RITARDI NEI SOCCORSI

 

 

 

Le deposizioni dei militari italiani

 

 

DEPOSIZIONE MARESCIALLO CC.RR.

 

Io sottoscritto MARIN Pietro, Maresciallo Maggiore dei Carabinieri Reali, alle domande della Divisione di Investigazione americana, dichiaro quanto segue:

 

Circa alle ore 1,30 del 7 luglio 1945, fui chiamato dal carabiniere di guardia della caserma della “Tenenza” di Schio della quale ero comandante “interinale” di andare immediatamente al carcere mandamentale di Schio, dove era avvenuto un massacro, precisando che molti prigionieri politici erano stati uccisi da persone sconosciute.

 

Riunii immediatamente i soldati che erano presenti alla “stazione” di Schio, circa 6 a quanto ricordo, e dopo un po’ lasciai la caserma con i soldati sopramenzionati e andai alle prigioni.

 

Quando arrivai là, circa alle ore 2 del 7 luglio 1945, vidi che qualcosa di anormale era accaduto alle carceri, poiché il portone era aperto del tutto e c’era gente che aiutava i feriti.

 

Capii immediatamente la gravità del crimine e diedi immediatamente disposizioni per il trasporto dei feriti all’ospedale civile, come ricordo.

 

Poi presi il numero delle persone morte.

 

Con la cooperazione della gente che era lì, vale a dire dei prigionieri che non erano stati feriti, alla luce di alcune candele potei vedere nella cella a pianterreno della prigione usata per gli uomini, c’erano circa 24 uomini e in quella del secondo piano, usata per le donne c’erano circa 15 donne e 8 uomini morti.

 

A un certo momento venne il Governatore di Schio (capitano Chambers, n.d.c.) che cominciò le deposizioni, cioè prima del sorgere del giorno cominciò il trasporto dei morti al cimitero di Schio, fatto con carri messi a disposizione dal H.Q. della Divisione “Friuli”.

 

Lo stesso giorno, 7 luglio 1945, dopo aver segnalato il crimine, ricevetti l’ordine di trasportare da Schio a Vicenza, tutti i prigionieri che non erano stati feriti; penso che l’ordine fosse stato dato dal Governo Militare Alleato.

 

Fatto, letto e confermato, in data e luogo, senza essere stato obbligato, e senza nessuna promessa di ricompensa.

 

Cassola, 27 agosto 1945

 

Dichiarante: Marin Pietro Maresciallo Maggiore dei CC.RR.

 

Testimoniato da T.A. Snyder

Agente C.I.D. della 5^ Armata (A.M.G.)

 

 

 

 

DEPOSIZIONE CAPITANO COMPAGNIA “FRIULI”

88° Reggimento Fanteria “Friuli” Comando I/s. cp.

Argomento: eccidio alle carceri di Schio.

 

 

Alle ore 1.20 del 7 luglio u.s. un carabiniere della locale tenenza dei CC.RR. si presentò all’ufficiale di servizio alla caserma “Marconi” che apparteneva alla prima compagnia dell’((° reggimento fanteria, gruppo combattente “Friuli”, e gli riferì in maniera confusa che qualcosa di tragico era accaduto alle carceri.

 

Egli non si espresse molto chiaramente, parlò di molti morti e di colpi di armi da fuoco automatiche.

 

L’ufficiale (S.T. Occorsio Corrado) partì immediatamente con parecchi uomini con un mezzo leggero per rendersi conto di quanto era accaduto e dando, nello stesso tempo, ordine al sottoscritto di preparare il plotone in modo che fosse pronto ad uscire dalla caserma.

 

Il S.T. Occorsio, 20 minuti dopo la prima chiamata, arrivò alle carceri con 20 uomini.

 

Erano stati presi provvedimenti per barricare le strade per una lunghezza di circa 80 metri a sinistra e a destra dell’entrata e centurie erano spiegate alla porta del suddetto carcere per custodire i residenti per ragioni di sicurezza.

 

Nello stesso tempo una squadra armata di sei uomini comandata da un ufficiale, fu mandata all’ospedale civile per custodire i prigionieri politici che erano feriti e portati là.

 

Alle prime luci dell’alba, un mezzo motorizzato di questa unità provvide al trasporto dei corpi alla cella mortuaria del cimitero.

 

Il sottoscritto arrivò alle carceri pochi minuti dopo e gli uomini, io e il personale interessato notificarono subito l’accaduto all’ufficiale civile insieme al quale poi ritornammo alle carceri.

 

Per misura di sicurezza e seguendo gli ordini dell’ufficiale i prigionieri politici che non erano feriti furono trasportati alla caserma “Marconi” finchè fu provveduto al loro trasferimento a Vicenza.

 

Il Capitano Comandante la CP.

MUGELLI Domenico

Schio, 28 agosto 1945