1.1.4. Struttura e organizzazione dell’Ozna in Istria

 

Con l’ordine n.496 del Comando dell’XI corpus, l’8 agosto 1944 venne formato il 2° battaglione (istriano) della IV brigata dell’Ozna. Fino allora, l’Ozna era stata attiva, con una brigata, in tutto il territorio istriano in cui era presente il movimento popolare di liberazione (MPL), eccetto nelle città. Nel nuovo battaglione dell’Ozna confluirono le precedenti unità che operarono a livello di circondari di partito (Fiume, Pinguente, Pisino e Pola). Incaricato dal Settore operativo per l’Istria, Vinko Brnčić Frančikina ricevette il compito di formare il nuovo battaglione; a comandante fu posto Ivan Blažina, commissario politico Kazimir Jelovica, aiuto commissario politico Lino Verbanac, segretario Gioventù comunista Cesare Vlacich61. Già allora, notevoli difficoltà si incontravano nella reperibilità di quadri idonei per operare nella II sezione, che si occupava del servizio contro informativo, del collaborazionismo, del controllo degli stessi gruppi che avevano aderito al movimento di liberazione, ecc. (62)

Uno dei compiti di intelligence fu quello di raccogliere informazioni sui gruppi politici che erano rimasti estranei, ma anche di quelli che avevano aderito al MPL in Istria, tutti considerati “elementi nemici” o potenzialmente “nemici”, che si trovavano nelle cittadine istriane. Di conseguenza, l’Ozna regolò la sua organizzazione in base alla sua attività di informazioni e di controspionaggio (63).

All’inizio del 1945, l’attività dell’Ozna in Istria era ben sviluppata, comprendendo una rete di informatori e di collaboratori diramata in tutte le cittadine e i centri istriani, i quali fornivano, chi per convinzione, chi per delazione, ricatto o costrizione, dati sull’attività politica e militare dei “nemici” e non solo. Era una rete informativa che dava l’impressione di totale indipendenza rispetto altri organismi del MPL. L'Ozna era infatti strutturata in tre centri informativi circondariali: Parenzo, Pola e città di Pola (64). La sede del centro dell’Ozna del circondario di Pola era composta da 4 membri, tutti membri del PCC, con centri operativi diramati in cinque località, che corrispondevano ai distretti di Rovigno, Pola, Prodol, Albona e Gimino.

Nel distretto di Rovigno operavano due membri dell’Ozna, di cui uno era membro del PC e l’altro era ancora a livello di candidato del PC; a questi si affiancavano 32 “fiduciari” (povjerenici); il distretto di Pola aveva quattro membri, tutti membri del PC e 31 “fiduciari”; nel distretto di Albona, l’Ozna poteva contare su 3 membri, di cui due erano membri del partito e uno a livello di candidato di partito, con 30 “fiduciari”; il distretto di Gimino contava sei membri, tutti nel partito, con ben 97 “fiduciari”.

Complessivamente l’Ozna del circondario di Pola poteva disporre di 26 membri e di 273 “fiduciari” (65). L'Ufficio dell'Ozna per la Croazia era guidato dal generalmaggiore Ivan Krajačić „Stevo“, che dopo la guerra divenne anche ministro degli interni della Croazia. Il metodo di lavoro degli organismi perferici istriani si basava sulle identiche modalità seguite nel territorio croato, ed una parte importante consisteva nella compilazione di “relazioni politico informative” e di elenchi di persone, di gruppi, di partiti che non avevano partecipato o che erano contrari all’MPL, ma anche di tutti i rappresentanti del Terzo reich, delle forze militari tedesche e fasciste, di tutte le organizzazioni di partito, di quelle giovanili, come pure di tutte le istituzioni civili, militari e intellettuali.

A febbraio 1945, la I sezione dell’Ozna per la Croazia, che si occupava della raccolta di informazioni sul nemico (raccolta di dati operativi, situazione materiale, situazione morale, ecc.) informava la direzione dell’Ozna per la Croazia che già alla fine del 1944 aveva portato a termine tutti i compiti in vista della “liberazione” della Croazia, in particolar modo delle grandi città. Anche in Istria l’Ozna aveva preparato il “materiale” per tutte le cittadine e i comuni, mentre risultava ancora incompleto per il territorio di Pola e di Fiume, dove secondo l’Ozna, si trovava il centro della “reazione” dell’intero territorio istriano (66).

Fu nel marzo 1945, in vista della fine della guerra e della presa del potere, che venne avviata la riorganizzazione dell’Ozna per l’Istria, con l’istituzione di un centro e di un apparato regionale, completamente indipendente dalle altre strutture del potere partigiano. Già a febbraio 1945 una circolare del Comitato circondariale del PCC di  Pola, firmata dal segretario Vlado Juričić (67), comunicava a tutti i comitati distrettuali di  partito dell’arrivo in Istria del “compagno Petrović, dell'XI corpo d'armata jugoslavo, per organizzare il servizio informativo militare sul territorio istriano“, motivo per cui ordinava a tutti i membri di trovare le persone „adeguate“ per svolgere tali funzioni (68).

Nella documentazione interna dell’Ozna si affermava che con l’istituzione di un apparato indipendente, essa avrebbe dovuto essere seconda, o subordinata, soltanto al partito, ma in realtà non fu così. I suoi organismi inferiori (comitati distrettuali e circondariali) non furono istruiti a tempo debito soprattutto in relazione alla scelta dei nuovi quadri per l’apparato distrettuale e circondariale dell’Ozna istriana. Nel marzo 1945, dunque, si informavano i comitati distrettuali e circondariali del partito che con l’avvicinarsi della presa del potere, il ruolo dell’Ozna doveva cambiare, motivo per cui si rendeva necessario dirottare “tutte le sue forze” dalla “lotta contro gli eserciti nemici”, a quella contro la “reazione” interna al MPL e alle “sue diverse forme di sabotaggio”, con il fine di “assicurare la sicurezza interna del territorio”.

Durante la guerra, nelle fila dell’Ozna erano stati inseriti “quadri ai quali era stata inflitta una punizione, o ai quali per altri motivi non poteva essere loro affidato alcun incarico; nel nuovo apparato dell’Ozna dovevano entrare i “comunisti migliori”, unica garanzia affinché l’Ozna diventasse la “mano destra del partito”. Allo stesso tempo, però, i dirigenti regionali raccomandavano di non privare il partito di “tutti i migliori comunisti”, per evitare di indebolire la struttura organizzativa locale del partito. Se durante la guerra i membri distrettuali dell’Ozna, i “commissari”, avevano avuto un  incarico temporaneo, ora questo diventava permanente. Insomma, essere membro dell’Ozna diventava una professione.

In ogni organizzazione locale dell’Ozna doveva entrare un membro del comitato distrettuale del partito, ovvero il segretario del partito, ma tale funzione poteva essere svolta anche da altri “validi” comunisti. I segretari del partito, però, avevano il compito di istruire politicamente i quadri dell’Ozna e fornir loro qualsiasi altro tipo di aiuto, educandoli in modo tale da non frenare in loro l’iniziativa personale, dote invece ritenuta molto importante nell’attività dell’Ozna. Ciò significava che il contatto con l'OZNA doveva essere tenuto soltanto dal segretario del partito, una figura che ben presto si rivelò essere insufficiente per controllare l'attività dell'Ozna, che finì invece per porsi al di sopra dell'operato del partito e dei CPL.

L’Ozna, che era nata come „braccio destro” o “braccio armato” del partito, si sviluppò man mano in un organismo completamente indipendente e il partito non riuscì più a controllare la sua attività, né a determinare la sua influenza. Secondo una delle massime autorità istriane del tempo, Dušan Diminić, l’origine di tutti gli abusi e violenze, che si manifestarono in quel periodo e che vennero  ufficialmente interpretate come „irregolarità“ stava proprio nell'insufficiente controllo degli organismi del partito nei confronti dell'Ozna (69).

Concretamente, l’Ozna regionale ebbe il compito di trovare e inviare almeno due nuovi membri, provenienti dalle fila di tutti gli organismi di partito e dei CPL distrettuali e circondariali istriani, nel territorio interno della Croazia, precisamente nel Kordun, dove sarebbero stati istruiti e addestrati in vista della presa del potere in Istria. Una volta rientrati, sarebbe stato loro assegnato un incarico “a seconda delle capacità dimostrate nell’addestramento” (70).

A livello circondariale e distrettuale, perciò, la riorganizzazione dei quadri inferiori dell’Ozna fu avviata nella primavera del 1945, ma nonostante a più riprese (febbraio e marzo 1945) i comitati di partito fossero stati avvertiti di essere molto accorti e prudenti nella scelta dei quadri, specie nelle cittadine abitate da popolazione italiana (Pola, Rovigno, Dignano)71, la scelta non soddisfaceva il massimo organismo del partito a livello regionale e il CC PCC, in quanto i nuovi quadri furono ritenuti “inaffidabili e incompetenti” (72).

La soluzione suggerita dalla dirigenza regionale del partito al Comitato Centrale croato fu perciò quella di inserire nelle strutture distrettuali e circondariali dell’Ozna alcuni membri fidati provenienti dalla fila del medesimo partito regionale (73). A livello regionale, l’Ozna per l’Istria risultò essere così composta:

- a capo della prima sezione, che si occupava di intelligence nel territorio  occupato, si trovavano Pipo Miletić Plavi, Veljko Vučinić-Marković, Čedo Vuksanović (74), tale Rodica, Marija-Dunja Radetić;

- la seconda sezione, che aveva compiti di controspionaggio nel territorio liberato (collaborazionismo, controllo di gruppi che avevano aderito al MPL, ecc.) era affidata a Makso Glažar (capo responsabile) (75), Dušan Rapotec (76), Vilim Štefan (77), tali Đuro, Brajković e Dmitar;

- la terza sezione: nei documenti consultati non è stato rinvenuto alcun dato; 

- la quarta sezione, che raccoglieva dati statistici e tecnici, era affidata a tre uomini e una donna, i cui nomi non compaiono dalla documentazione consultata (78).

Contemporaneamente, con la riorganizzazione dell’Ozna, il massimo organismo regionale del partito richiedeva che all’interno di tutte le organizzazioni locali fosse avviata un’operazione di pulizia interna di tutti quei membri che avevano dimostrato titubanze, disattenzioni nello svolgimento dei propri compiti (79).

Note

(61) - G. LABINJAN, D. VLAHOV, Izvještaji Oblasnog komiteta KPH za Istru 1944.-1945., in “Pazinski memorijal”, br. 13, Pazin, 1984, Relazione del Comitato Regionale PCC per l’Istria del 4 ottobre 1944, p. 537 e M. KLOBAS, Borbeni put Operativnog Štaba za Istru. Svjedočanstva generale Milana Klobasa, Histria Croatica CASH, Pula, 2010.

(62) - G. LABINJAN, D. VLAHOV, Izvještaji Oblasnog komiteta KPH za Istru, in “Pazinski memorijal”, cit., Relazione del Com. reg. PCC del 27 settembre 1944, firmata dal segretario Mate Kršul, p. 529.

(63) - W. KLINGER, Il terrore del popolo, cit., p. 32.

(64) - D. MIKŠIĆ, Arhiv Ozn-a, cit., p. 485.

(65) - Hrvatski Državni Arhiv Zagreb (=HDAZ) – Archivio di Stato di Zagabria, f. Okružni Komitet (=OK) Komunistička partija Hrvatske (=KPH) Pula – Comitato circondariale del Partito comunista croato (=PCC) di Pola, fasc. I, Relazione politica dell’Ozna del circondario di Pola al Comitato circondariale PCC di Pola, 10 febbraio 1945.

(66) - Z. RADELIĆ, Uloga Ozna, cit., p. 104.

(67) - Vladimir Juričić (Zagabria, 1922- Rovigno, 2012), nato a Zagabria da genitori istriani (padre dell'Albonese, la madre di Medolino) emigrati nel Regno di Jugoslavia. A Zagabria entrò a far parte del Club degli studenti “Istra“, che fu punto di riferimento per tutti gli emigrati istriani. La sua carriera politica iniziò allorchè entra nelle fila della Gioventù comunista prima della guerra; nel 1942 si arruolò nella I unità militare istriana, arrivando così sul suolo istriano. Nel marzo 1943 fu uno dei componenti del primo gruppo dirigente comunista a livello regionale, assieme e Josip Matas, Božo Kalčić, i fratelli Ante e Ljubo Drndić, che si costituì a Caroiba. Durante la guerra Vlado Juričić fu responsabile per il lavoro politico sul campo (commissario politico – politkomesar) nel distretto di Pisino e in seguito, fino alla fine della guerra, fu membro del Comitato circondariale del PCC di Pola. Nell'estate del 1945 entrò nel massimo organismo di partito a livello regionale, che nel maggio-giugno '46 lo cooptò nel CPL regionale per l'Istria. Ebbe l'incarico di accogliere la commissione interalleata per la delimitazione dei confini nella primavera del 1946. Nel settembre 1947, con il passaggio di Pola alla Jugoslavia, e con lo scioglimento del CPL regionale per l'Istria, il CC PCC gli assegnò la carica di segretario del Comitato cittadino del PCC di Pola. In seguito ricoprì la carica di segretario del Comitato cittadino del PCC di Fiume. Accanto alla carriera politica, ultimò gli studi ginnasiali e la facoltà di economia. Nel 1951 fu messo alla carica di direttore dell'azienda Borovo, dove rimase per 11 anni. Quindi ritornò a Zagabria come vicepresidente della Camera di commercio repubblicana. Dal 1963 al 1970 fu assistente, poi vice ministro dell'economia della Jugoslavia, e in seguito, per cinque anni, capo della missione jugoslava presso il Comecon a Mosca. Dal 1975 fino al pensionamento nel 1980 fu direttore del complesso fieristico di Zagabria. Per due mandati (8 anni) fu deputato al Sabor croato e all'Assemblea federale jugoslava. Vedi HDAZ, f. Oblasni komitet KPH za Istru (=Obl. Kom. KPH za Istru) – Comitato regionale PCC per l'Istria, b.5, 1945, documento manoscritto (20 marzo 1945); Libro dei verbali del Comitato regionale del PCC per l'Istria, Verbali del 5 agosto 1945 e del 30 maggio 1946; nonchè Rovinj se oprostio od Vlade Juričića, in “Glas Istre”, 7 agosto 2012.

(68) - HDAZ, f. OK KPH Pula, fasc. I, Circolare del Comitato circondariale del PCC di Pola a tutti i comitati distrettuali, 4 febbraio 1945.

(69) - Cfr. D. DIMINIĆ, Sjećanja. Život za ideje, Labin-Pula-Rijeka, 2005, p. 189.

(70) - HDAZ, f. OK KPH Pula, fasc. II, Comunicazione di Makso Glažar, capo della II sezione dell'Ozna regionale e membro del Comitato regionale del partito, al Comitato circondariale PCC di Pola, 18 marzo 1945.

(71) - HDAZ, f. OK KPH Pula, fasc. I, Comunicazione del Comitato regionale PCC per l'Istria al Comitato circondariale PCC di Pola, 21 febbraio 1945.

(72) - G. LABINJAN, D. VLAHOV, Izvještaji Oblasnog komiteta KPH za Istru 1944-1945, in “Pazinski memorijal”, n.13, cit., Relazione del Com. reg. PCC per l'Istria al CC PCC del 29 marzo 1945, p. 548.

(73) - Ibidem.

(74) - Montenegrino, studente di medicina, membro del PCC circondariale di Pola.

(75) - Nel 1941 M. Glažar opera nel partito a Susak, assieme a D. Diminić, quindi nel partito circondariale di Pisino, assieme a Vlado Juričić (vedi D. DIMINIĆ, Sjećanje, cit., p. 190); nel 1948-1949 verrà condannato per cominformismo.

(76) - Dušan Rapotec e Vilim Stefan erano membri della struttura regionale dei Giovani comunisti della Jugoslavia – Savez komunističke omladine Jugoslavije, quando furono trasferiti presso la II sezione dell’Ozna regionale, vedi la Relazione del Comitato regionale del PCC per l’Istria al CC PCC del 29 marzo 1945, in “Pazinski memorijal”, cit., p. 548.

(77) - Ibidem.

(78) - Ibidem.

(79) - HDAZ, f. OK KPH Pula, fasc. I, Circolare del Comitato regionale PCC per l'Istria al Comitato circondariale PCC di Pola, 10 febbraio 1945, firmata da Dina Zlatić.