Un documento del Controspionaggio che rivela i veri rapporti della Linea Rossa con Alberto Sartori, che pure ne era stato tra i promotori e dirigenti. Il "gran ritiro" di Sartori a Vicenza.... 

 

 

 

 

CENTRO DI CONTROSPIONAGGIO DI PADOVA

n.621 DI PROT.

 

 

21 GENNAIO 1970

 

OGGETTO: Sartori Alberto

 

 

ALL’UFFICIO “D” – ROMA

AL CENTRO C.S. DI MILANO

 

Si trasmette un appunto di fonte “?” sulla persona in oggetto

 

 

 

SARTORI ALBERTO

Alberto SARTORI, secondo fonti a lui molto vicine, ha interrotto ogni attività politica e si è ritirato nuovamente a Vicenza, dove ha tuttora uno studio ed un appartamento. Abiterebbe nuovamente con la moglie, ma i rapporti tra i due sono rimasti quelli di prima, cioè ognuno per proprio conto.

 

 

A Milano aveva avviato (SARTORI) una decente attività di rappresentante ma i diversi impegni politici gli hanno sottratto sempre maggiore tempo per cui ad un certo punto la sua clientela si è diradata. Al tempo della scissione del P.C. d’Italia (m-l) nelle due Linee (va ricordato che la Linea Rossa tenne la sua riunione costitutiva proprio nell’ufficio milanese di SARTORI) il soggetto disse di avere perso affari per sedici milioni di lire.

 

 

Praticamente si sarebbe “mangiato” il piccolo fondo che sei anni fa aveva portato dal Venezuela come frutto della sua attività colà.

 

 

SARTORI aveva proposto diverse soluzioni per sbloccare la propria situazione e si era offerto di fare il funzionario di partito, regolarmente stipendiato, ma i dirigenti della Linea Rossa hanno rifiutato.

 

 

Una seconda proposta che prevedeva la trasformazione della sua attività professionale in attività sempre dello stesso genere ma sotto la direzione del partito (qualcosa di simile alle società commerciali controllate dal P.C.I.) è stata pure respinta.

 

 

I motivi di tali ripetuti dinieghi sarebbero la riconosciuta incapacità del SARTORI come politico e la sua scarsa comunicabilità. In altre parole, non è ritenuto capace di articolare validamente un qualsiasi discorso e di esporlo con un certo ordine.

 

 

A questo punto, SARTORI si sarebbe contrariato ed avrebbe deciso di chiudere, non si sa se definitivamente, l’attività di partito per dedicarsi con maggiore profitto ai propri affari personali.

 

 

Per questo ha chiuso il suo ufficio di Milano ed è ritornato a Vicenza.

 

 

Con la sua ex segretaria, Aurora PREOSTI, non ha avuto più rapporti di alcun genere.

(Fine del documento)

 

 

 

Un nostro commento sul documento del Centro C.S.

 

 

Il contenuto del documento si riferisce senz’altro all’epoca seguente la scissione, in pratica i primi mesi del 1969. E’ assai interessante notare che fra i dirigenti della Linea Rossa non mancava chi aveva scarsa considerazione delle qualità “politiche” del SARTORI.

 

 

E il fatto che Sartori abbia proposto di fare il funzionario stipendiato non ha certo aumentato le sue possibilità di aver un impiego e di fare politica. Anzi a dire della “fonte” (ben introdotta) tra i dirigenti c’era chi lo considerava un “incapace”, inabile persino ad articolare un discorso con un senso ed un ordine (sic!).

 

 

C’è da restare esterrefatti, poiché chi si sarebbe immaginato che Sartori godeva di così scarse simpatie nella Linea Rossa? Era pure lui un dirigente, di primo piano, eppure era considerato quasi un intralcio.

 

 

Il fatto poi che SARTORI si arrabbi con il partito e se ne ritorni a Vicenza non fa che confermare il suo atteggiamento di fondo, quando arriverà Loredan e Ventura, quando a Napoli verrà “pescato” dal duo fascista e riportato in Veneto per dare l’avvìo alla Litopress e garantire così una copertura a sinistra alla cellula stragista di Freda e Ventura.

 

 

A meno che la sua “incapacità politica” non nasconda la sua vera natura di "guerrafondaio", o di quadro guerrigliero (vista la sua esperienza in America Latina, periodo oscuro e ambiguo). Per ora limitiamoci a considerare il documento C.S. di Padova una raccolta di “si dice” e di spiate ambientali vicentine. Vedremo più avanti come si trasformerà il nostro ex partigiano vicentino.