Gracci gliel'aveva chiesta e Sartori ha dovuto scriverla! Ecco la lettera delle "dimissioni" di Alberto Sartori dal Partito Comunista d'Italia (m-l) "Linea Rossa" 

 

 

Vicenza 2 settembre 1970

 

 

Al compagno GRACCI per l’Ufficio Politico del P.C.d’I m-l    SEDE

 

 

Cari compagni,

 

 

in relazione alla mia lettera di dimissioni dal Partito indirizzata oggi al Comitato Centrale, dichiaro a Voi e a tutto il Partito di assumermi totalmente, nel modo più completo tutte le responsabilità conseguenti ai contatti, alle conoscenze, alle persone che ho frequentato o con le quali ho intrattenuto rapporti di lavoro o di altra natura dal febbraio 1969 ad oggi.

 

 

In particolare, date le mie precedenti responsabilità politiche assunte nel Partito, mi dichiaro personalmente responsabile unico dei contatti, conoscenze, persone frequentate ed eventualmente presentate a compagni in questo periodo e delle scelte che ho fatto – anche nella mia vita privata o di lavoro - sulla base delle varie situazioni che si sono presentate.

 

 

Riconosco che sono stato invitato dal Partito a interrompere rapporti, sia pure di carattere privato e di lavoro, con persone dalla posizione politica equivoca. In modo particolare debbo riconoscere che il compagno GRACCI si espresse con me in questo senso sin dal gennaio 70.

 

 

Prendo solenne impegno con me stesso, così come ho sempre inteso di fare, di agire sempre in modo che tutta la mia particolare esperienza acquisita dal febbraio 69 ad oggi possa un giorno dimostrarsi vantaggiosa per la causa della rivoluzione socialista. E ciò al di là dei rischi e degli inevitabili “compromessi” (non certo sul piano ideologico e politico) che ho ritenuto di dover affrontare e che affronterò.

 

 

Fraterni saluti.

 

Alberto Sartori