Dopo l'arresto di Giovanni Ventura e di Franco Freda

 

 

 

APPUNTO   (FONTE CANCELLATA DAL DOCUMENTO)

 

 

[questo documento sembra provenire direttamente dal SID – Servizio segreto militare, i Centri C.S. hanno un altro stile, ma si presenta come “appunto”, quindi è anche probabile sia materiale informativo non ufficiale]

 

 

 

21 aprile 1971

 

OGGETTO: Situazione della “Lega dei Comunisti m-l”.

 

 

QUARANTA Mario e FRANZIN Elio, dirigenti padovani della “Lega dei Comunisti m-l” e autori del libro “Le bombe di Milano”, sono stati interrogati dal Procuratore della Repubblica di Padova ed invitati a nominarsi un difensore di fiducia.

 

 

Dopo l’avvenuto arresto dell’editore VENTURA Giovanni, finanziatore della “Lega”, il quale, comunque, avrebbe già dimostrato la propria estraneità agli attentati di Milano [questa tesi della “fonte” fa capire che il documento non è una presa di posizione dei Servizi ma una ipotesi dell’informatore che la “lancia” al suo “centro”, nota di G.M.], QUARANTA e FRANZIN temono una incriminazione in quanto appartenenti al “Comitato per la verità sul caso PINELLI” o per la pubblicazione di un volume il cui contenuto è stato giudicato dall’Autorità Giudiziaria lesivo del prestigio della Magistratura.

 

 

I due esponenti della “Lega” sarebbero sottoposti a pedinamenti da parte della P.S., che effettuerebbe anche il controllo sul telefono del QUARANTA.

 

 

Nel corso di un colloquio, avvenuto sulle rive del Brenta, al termine di una movimentata corsa in auto per seminare i pedinatori della Polizia, QUARANTA:

 

 

- ha riferito l’abbandono, a seguito della repressione esercitata nei confronti dei sovvenzionatori della “Lega”, da parte di DE PAOLI Claudio di Brescia e di altri aderenti, reclutati negli ultimi tempi dalla “Lega” che era riuscita a penetrare in vari gruppi della sinistra extraparlamentare, specie “linea rossa” e “linea nera”, e tra elementi dello stesso PCI;

 

- ha dato le disposizioni necessarie, in caso di arresto suo e di FRANZIN, per la continuazione dei contatti e collegamenti con esponenti ed aderenti della “Lega” del Veneto o della Lombardia;

 

- ha escluso qualunque responsabilità sua e del FRANZIN in ordine alle azioni addebitate alla destra e delle quali non avevano alcuna conoscenza diretta.

 

 

(fine del documento non firmato)