Incredibile la ritrattazione di Guido Lorenzon! Di fronte alla pressione di Ventura e di Freda che giungono ad intimargli di rimangiarsi tutto quello che ha detto, e di metterlo nero su bianco, Lorenzon rinuncia anche alla sua dignità personale dandosi del pazzo...

 

 

 

 

"Il sottoscritto LORENZON Guido nato a Maserada sul Piave (TV) il 9/4/41 ed ivi residente in via Pastega, 10, rilascia la presente dichiarazione indotto dal desiderio di esporre la verità autentica di fatti nei termini in cui essi sono rappresentati dalla dichiarazione medesima.

 

 

Giovedì 18 dicembre 1969 il sottoscritto si presentò all’avvocato Alberto Steccanella di Vittorio Veneto. Riferì dei dubbi che gli erano sorti dopo il fatto di Milano del 12 dicembre in quanto gli pareva che alcuni precedenti colloqui avuti con il sig. Giovanni Ventura potessero essere interpretati nel senso di una sua (di Ventura) responsabilità nel fatto di cui sopra.

 

 

Qualche giorno dopo rilasciò all’avv. Steccanella degli appunti come promemoria. Il sottoscritto ebbe modo di vedere i medesimi quando il 31 dicembre fu convocato dal dott. Calogero Sostituto Procuratore a Treviso.

 

 

Tali appunti sono allegati in foto-copia alla presente dichiarazione.

 

 

Al medesimo avvocato il sottoscritto consegnò un opuscolo con cpertina rossa e con un titolo distribuito su due righe. All’avvocato disse anche di averlo ricevuto direttamente dal detto sig. Ventura.

 

 

A tal proposito il sottoscritto precisa che l’opuscolo in questione gli è giunto per posta e che lo consegnò al sig. Ventura perché ne prendesse visione: dal medesimo lo ebbe poi di ritorno. In quell’occasione il sig. ventura espresse il suo stupore per il verificarsi di fatti a tal punto anticostituzionali.

 

 

Il sottoscritto precisa inoltre di aver esaminato tale opuscolo solo superficialmente: sa che è diviso in due parti e conosce solo il contenuto della prima. Circa il contenuto della seconda seppe dal sig. Sostituto Procuratore dott. Calogero che essa contiene dei “reati contro lo Stato”.

 

 

Sabato 3 gennaio c.a. il sottoscritto ebbe un provvidenziale incontro con il sig. Ventura ad Arcade a pranzo del sig. Barnabò Marco. In tale occasione si parlò di tutti gli argomenti di cui sopra e di cui allegato e fu per la prima volta che il sottoscritto tentò deliberatamente di conoscere la reale posizione del sig. Ventura – che ancora ignorava il suo intervento presso l’autorità giudiziaria tramite l’avvocato – a proposito degli attentati.

 

 

Ne emerse la totale estraneità del medesimo da qualsiasi responsabilità diretta o indiretta a qualsiasi fatto terroristico sotto qualsiasi manifestazione.

 

 

Anzi il sig. Ventura convenne con il sottoscritto che chiunque avesse avuto notizie utili da fornire alle autorità di polizia avesse il dovere di farlo.

 

 

Fu proprio questo il motivo per cui il sottoscritto chiese al sig. Ventura un appuntamento per il mattino seguente, domenica 4 gennaio. Con fastidio del sig. Ventura – che riteneva di aver già dato totale risposta alle richieste di chiarimenti circa la sua proposizione a proposito di fatti terroristici – il sottoscritto riprese tutti i punti della conversazione del giorno precedente.

 

 

Ne ebbe una dimostrata riconferma della estraneità assoluta del sig. Ventura a detti fatti. In tale occasione fu ulteriormente precisato che tutti i colloqui precedenti e riportati in allegato furono fatti dopo che la stampa aveva riportato notizia di fatti terroristici e che la sua espressione del 13/12/69 circa una eventualità di errore si riferiva al fatto che usualmente le banche chiudono circa alle ore 16, e non invece all’errore del mancato funzionamento dell’ordigno inesploso di Milano; e inoltre che a suo parere la situazione politica italiana è veramente grave se dalla classe dirigente alcuna risposta venisse data.

 

 

A questo punto il sottoscritto informò il sig. Ventura dei passi già fatti presso il dott. Calogero tramite l’avvocato Steccanella prima e direttamente poi il giorno della convocazione in tribunale, di avere fornito i nomi del sig.Franco, del sig. Consuma, del sig. Barnabò e del sig. Pinarello come di possibili informatori, di aver affermato che l’”opuscolo rosso” gli era stato consegnato dal sig. Ventura direttamente, e che addirittura gli avesse mostrato il dattiloscritto di detto opuscolo (quando invece ancora al presente il sottoscritto ha solo una sommaria conoscenza del contenuto del medesimo).

 

 

Il sottoscritto inoltre dichiara che i fatti e le circostanze suesposti corrispondono coerentemente alla verità e che la precedente versione proposta all’avv. Steccanella e al sig. Sostituto Procuratore dott. Calogero è assolutamente priva di qualsiasi fondamento reale, per cui essa deve obiettivamente considerarsi frutto di congetture infondate e della anormale situazione psicologica in cui versava il sottoscritto (nei giorni in cui si presentò all’avv. Steccanella e al dott. Calogero) in seguito all’effetto traumatizzante che i recenti avvenimenti avevano provocato in lui.

 

 

Il sottoscritto sente inoltre il dovere di dichiarare che l’iniziativa di redigere tali dichiarazioni non gli è stata suggerita dal sig. Ventura o da alcuna altra persona, che perciò essa non presenta il risultato di alcuna coercizione materiale o morale, ma che, all’opposto, essa è stata dettata dalla ferma convinzione di rendere giustizia, tramite la suesposta dichiarazione, ad una persona che per fantastiche induzioni del sottoscritto viene ingiustamente accusata, e sottolinea il fatto che fu giovedì 18 dicembre che il sottoscritto si convinse di conoscere i responsabili degli attentati".

 

 

Maserada sul Piave, 7 gennaio 1970.

 

 

GUIDO LORENZON