Se non fosse che erano in ballo dei discorsi importanti ai fini delle indagini ci sarebbe da ridere a crepapelle leggendo le avventure dei poveri poliziotti di Treviso ridotti a farsi prestare dai colleghi di Milano una serie di aggeggi atti a registrare da distanza.... 

 

QUESTURA DI Treviso

 

 

N.06638/Gab.

 

22 gennaio 1970

 

 

Oggetto: LORENZON Guido, nato a Maserada sul Piave il 9.4.1941, ivi residente in via Don pastega n.10. – VENTURA Giovanni Battista, nato a Piombino Dese il 2.11.1944, residente a Castelfranco Veneto in via Cimarosa n.12.

 

 

Al Sostituto Procuratore della Repubblica Dott. Pietro Calogero – TREVISO

 

 

 

Il giorno 18 corrente, com’è noto, fui interpellato dalla S.V. perchè fornissi una apparecchiatura che consentisse di ascoltare ed eventualmente registrare la conversazione che sarebbe avvenuta, nella tarda serata, in Montebelluna, fra i nominati in oggetto.

 

 

In conseguenza della giornata festiva non fu possibile reperire la richiesta apparecchiatura, per cui la S.V. stabilì che assistessi da lontano ed in posizione defilata al colloquio predetto.

 

 

Più tardi, fui convocato presso l’Hotel “Treviso”, dove Ella abita, ed il Lorenzon Guido, che era presente, esibì due radio rice-trasmittenti, del tipo “walkie-talkie” in vendita anche nei negozi di giocattoli, asserendo che con quelle si sarebbe potuto ascoltare la conversazione tra lui e il Ventura.

 

 

Nonostante fossi convinto che l’apparecchio non avrebbe funzionato (cosa che feci notare), lo presi in consegna e, avuta notizia dell’ora e del luogo dell’appuntamento tra i due, convocai la guardia di p.s. Del Vecchio Franco, della Squadra Mobile, perché mi accompagnasse a Montebelluna.

 

 

Infatti, alle ore 22.30, con il predetto militare di p.s., a bordo di un’autovettura con targa civile di questo ufficio, mi appostai nella piazza Garibaldi di detto paese.

 

 

Alle ore 23 circa, giunse il Ventura Giovanni Battista, a bordo di un’auto “Mini-minor” di colore verde scuro, targata TV 143573, che parcheggiò davanti al bar Motta, sito nella piazza stessa, portandosi poi nel locale.

 

 

Alle 23.15, giunse il Lorenzon che parcheggiò la sua auto “Mini-minor” di colore amaranto, targata TV 168625, raggiungendo il Ventura.

 

 

Per non essere scorto, mi portai con l’auto in Piazza Marconi da dove, attraverso la galleria Mazzini, potevo osservare la porta del bar Motta.

 

 

Dopo qualche minuto, i due uscirono dal suddetto locale e si portarono nel bar Mazzini, a poca distanza dall’auto sulla quale mi trovavo.

 

 

Nonostante tutti i tentativi con l’apparecchio in mio possesso, non riuscii a captare nessuna parola della conversazione in atto fra il Ventura e il Lorenzon.

 

 

Alle ore 0.15 feci ritorno a Treviso.

 

 

La mattina di lunedì 19 corrente, su sollecitazione della S.V. chiesi al Questore di interessarsi perché fosse qui recapitata una attrezzatura più idonea all’ascolto a distanza, senza tralasciare di incaricare il brigadiere di p.s. Acquaviva Vito (già interessato alle indagini in corso, in quanto aveva effettuato l’intercettazione telefonica delle comunicazioni in partenza e in arrivo al n°88054 di Maserada sul Piave, intestato al Lorenzon, come da ordinanza di codesta Procura – vedere in proposito l’allegata relazione del predetto sottoufficiale), di reperire presso i negozi specializzati di questa città qualche registratore di minimo ingombro.

 

 

Alle ore 11, l’Ufficio della Criminalpol di Milano fece presente al Questore di potere fornire un’apparecchiatura idonea allo scopo, aderendo, inoltre, alla richiesta di qui recapitarla a mezzo di auto.

 

 

Allo scopo di dimezzare il percorso, mi accordai per un appuntamento con gli incaricati del recapito al casello di uscita dell’autostrada Serenissima in Sommacampagna di Verona.

 

 

Alle ore 11.20, a bordo della Giulia Super targata Polizia, in dotazione a questo ufficio, mi recai in detta località, distante circa 150 chilometri, giungendovi alle ore 12.30.

 

 

Alle ore 13.10, dopo aver preso in consegna un piccolo trasmettitore con antenna da occultare sotto gli abiti, un microfono direzionale, pure da occultare sotto la cravatta, una radio ricevente portatile ed un registratore di piccole dimensioni, ripartii per Treviso, dove giunsi alle ore 14.20.

 

 

Appena giunto presi contatto con la S.V. ed appresi che l’abboccamento con il Lorenzon – che si sarebbe prestato ad indossare la trasmittente da me recata – ed il Ventura sarebbe avvenuto dopo poco più di un’ora, in questo vicolo Pola.

 

 

Fu predisposto un servizio di appostamento con auto civetta, guidata dalla guardia Del Vecchio e con a bordo il brigadiere Acquaviva, che avrebbe dovuto ascoltare la conversazione.

 

 

Al Lorenzon fu consegnato un microregistratore marca “Grundig” mod. E N 3, avuto in prestito dal citato sottoufficiale, perché lo mettesse in tasca ed al momento opportuno registrasse la conversazione.

 

 

Alle ore 16, il Lorenzon ed il Ventura si incontrarono nel luogo prestabilito e passeggiando nella zona parlarono per circa un’ora, senza che, per i disturbi causati dal traffico, fosse possibile registrare quanto andavano dicendo.

 

 

Allo scopo di avere altre opportunità per l’ascolto, la S.V. invitò il Lorenzon a sollecitare altro colloquio con il Ventura.

 

 

I due si accordarono per incontrarsi la sera presso il locale bar Italia.

 

 

Fu predisposto il solito servizio di appostamento al quale, sempre a bordo di auto civetta di questo ufficio, parcheggiata in Via Tezzon, partecipò anche la S.V.

 

 

Alle ore 23.30 i nominati in oggetto si incontrarono davanti al precitato locale, che peraltro era chiuso per turno settimanale, e si diressero poi alla gelateria Sommariva, che si trova poco distante.

 

 

Dopo aver comunicato alla S.V. lo spostamento del luogo ove i due avrebbero conversato, mi allontanai tornando in ufficio.

 

 

Più tardi, verso le ore 2, appresi dalla guardia Del Vecchio che la conversazione non era stata captata.

 

 

Nella mattinata, il brigadiere Acquaviva mi comunicò che al piccolo trasmettitore che il Lorenzon aveva indosso si era staccata l’antenna. Appresi pure che parte della conversazione era stata registrata col piccolo apparecchio che il Lorenzon aveva in tasca, perché datogli nel pomeriggio.

 

 

Allo scopo di evitare il ripetersi di inconvenienti, l’attrezzatura fu revisionata e migliorata.

 

 

Il giorno 20 c.m., Ella mi comunicò che il Lorenzon avrebbe avuto un altro incontro con il Ventura, precisandomi che l’abboccamento sarebbe avvenuto al bar dell’Hotel Plaza, sito nel piazzale della stazione ferroviaria di Mestre.

 

 

Il Lorenzon fu nuovamente fornito di trasmettitore, mentre non fu possibile consegnargli il micro-registratore “Grundig” che, a detta della S.V., trovavasi nell’ufficio del Procuratore Dott. Palminteri, nel quale non si potette accedere per irreperibilità del custode.

 

 

Alle ore 23.30 del detto giorno, la S.V., con la guardia Del Vecchio e il brigadiere Acquaviva, a bordo dell’autovettura privata di quest’ultimo, si portò a Mestre, ponendosi in posizione favorevole all’ascolto, mentre io, con la guardia di p.s. Trovato Filippo, a bordo di auto civetta di questo ufficio, mi appostai poco lontano, con l’incarico di proteggere il Lorenzon nel caso che fosse stato aggredito da qualcuno.

 

 

Alle ore 24, giunse sul piazzale della stazione il Lorenzon e poco dopo il Ventura con un altro individuo, che si apprese poi essere Freda Franco, nato a Padova il 15.2.1941, ivi residente.

 

 

I tre entrarono nella hall dell’Hotel Plaza, restandovi fino alle ore 2.30 circa.

 

 

La S.V. ebbe modo di ascoltare e registrare la conversazione intercorsa fra loro.

 

 

Il ritorno a Treviso avvenne alle ore 3 ed Ella, prendendo in consegna il registratore, con incisa la conversazione di cui sopra, si riservò di far conoscere eventuali nuove istruzioni

 

 

IL DIRIGENTE LA SQUADRA MOBILE

(Dr. Giuseppe Scialla)