Parte (non completa) degli appunti scritti da GUIDO LORENZON per fissare i punti della testimonianza resa all’avvocato STECCANELLA di Vittorio Veneto pochi giorni dopo la strage di Milano.

 

 

 

“Ventura mi ha parlato di essersi interessato per sistemare una bomba in un palazzo di Milano (Procura, Prefettura, Questura o altro?) e che contemporaneamente un’altra sarebbe stata sistemata a Roma.

 

 

Inoltre siccome non era esplosa - quella di Milano – che sarebbe ritornato a Milano per recuperarla. Per la medesima mi disse che era stato facile collocarla (Mi accennò di un armadio (?) dietro il quale era stata nascosta: particolare, però, incerto nella mia memoria). Discorso fatto probabilmente in maggio ’69. Detto prima e dopo la partenza per Milano.

 

 

Abbiamo parlato degli attentati sui treni. Mi disse il costo (circa 100.000 ciascuna comprese le spese di viaggio), che erano solo in tre a metterci dei soldi, che gli alibi venivano studiati attentamente, che la borghesia aveva capito contro chi fossero le bombe (1^ classe!), che la polizia solo dopo 10 giorni si era accorta che gli orologi erano venduti nei supermercati.

 

 

16 luglio: incontrato a Stazione Termini. Pranzo (mi ha offerto il pranzo). Mi disse che doveva andare a Napoli per incontrare una persona con la quale si era già visto – la mattinata o il giorno prima – ma mentre si avviavano separatamente verso un bar si sono persi di vista.

 

 

Il “napoletano” (controllato dalla polizia e a NA rifugiato) lavora in una ditta di importazioni di alimentari (me lo disse alla sera ritornando a Roma) a capitale americano. Rumor vi ha delle azioni, evitarono il dazio, guadagno anche del doppio sul burro. L’”americano” intendeva chiudere. [Il "napoletano" è ALBERTO SARTORI, nota di G.M.]

 

 

Iniziò il discorso sugli attentati. Disse di avere controllato sui giornali se si trovava l’ora in cui era stato fatto brillare l’ordigno inesploso. Non si rendeva conto del perché non avesse funzionato. Lo invitai a riflettere sulla strage.

 

 

Rispose che a MI le cose non erano state organizzate (o coordinate?) bene. Disse che i giornali parlarono di Roma come di una mancata strage e che invece le cose non andarono così. (Mi fece capire che a MI la strage derivò da una parte di errore: a meno che con lo stesso discorso non intendesse riferirsi sempre al mancato funzionamento dell’ordigno inesploso).

 

 

Disse che se né a dx né a sx nessuno si fosse mosso bisognava fare qualcos’altro.

 

 

Due anni fa circa parlò di una organizzazione militare con lo scopo di rovesciamento politico da Roma in su. Era stato avvicinato con domanda di fusione fra un suo gruppo politico e questa organizzazione. Trattò con il conte Loredan di Volpago. Tale organizzazione ha in TV-provincia ha 500 aderenti, molto forte a MI (non tanto l’esercito quanto la Celere). Piano già studiato. Anche il piano per l’agricoltura (mostrato dattiloscritto; richiamo al programma di Salò).

 

 

Mi disse che erano persone poco serie, che non accettò la fusione. Ha avuto altri rapporti – forse solo di lavoro con il conte Z. Mi ha mostrato dattiloscritti con il piano agricolo. Il piano militare prevedeva sconfitta o vittoria in 5 ore. Uccisione parlamentari…responsabili di partiti.

 

 

Sicurezza fisica per lui e per me. Segretezza assoluta.

 

 

Conclusioni mie, da diverso tempo mai smentite da nessun colloquio: è nel gruppo con funzioni di capo. Ora ipotizzo anche: per chi sa quale motivo è a perfetta conoscenza dei movimenti di questo gruppo.

 

 

Il gruppo dovrebbe essere costituito da una decina (nove?) di persone.

 

 

Mi disse che sabato 13/12 che a Roma la polizia era in allarme perché erano state trovate due bombe sotto il tavolo di Restivo. (mi ha dato l’impressione di parlare di cosa che non lo riguardasse)”.

 

 

 

N.° tre fogli scritti di pugno da LORENZON GUIDO e riprodotti in fotocopia contenenti gli appunti – rivelazione sul conto di VENTURA GIOVANNI, consegnati dal LORENZON all’avvocato ALBERTO STECCANELLA intorno al 20/12/69 e da quest’ultimo a me in data odierna.

 

Treviso, 22/1/70                         

IL SOSTITUTO PROCURATORE DELLA REPUBBLICA

Dott. Pietro Calogero