Una eccezionale testimonianza sul Conte Piero Loredan prodotta da un vicino di casa dell'amico di Freda e Ventura... 

 

 

 

TRIBUNALE DI MILANO

 

 

PROCESSO VERBALE DI ESAME DI TESTIMONIO SENZA GIURAMENTO

 

 

18 settembre 1973

 

 

Avanti il dott. Gerardo D’AMBROSIO  Giudice Istruttore

Con l’intervento del P.M. dott. Luigi FIASCONARO

 

 

Sono UNIVERSO Giuseppe Paolo, nato a Pola il 26 – 2 – 1934, residente a Trieste in Scala Ruggero Bonghi n.23.

 

“Ho avuto recentemente dei colloqui con il mio amico Sergio DASNASCH sui fatti del 12 dicembre ’69 ed egli ha insistito perché venissi da Lei; avendo avuto l’impressione, dai colloqui, che io fossi a conoscenza di fatti e circostanze utili all’istruttoria del procedimento penale in corso.

 

 

Al mio amico DASNASCH ho anche mostrato la fotocopia di un rapporto sulle organizzazioni fasciste in Italia, datami da Piero Loredan; rapporto che io ho fotocopiato ed inviato al giornalista PAOLUCCI de L’Unità e ad altri giornalisti. Il rapporto è quello che le mostro”.

 

 

L’Ufficio dà atto che si tratta del rapporto KSD/VI-M N.0288 del 25.11.69 che viene allegato alla deposizione.

 

 

“Ho ottenuto il rapporto dal Loredan pochi giorni prima di inviarlo all’Unità. L’avevo fatto in precedenza vedere ad uno del Partito Comunista il quale mi aveva detto che conteneva notizie che già si sapevano: allora ho pensato di inviarlo ai giornalisti”.

 

 

 

G.I. – Perché Loredan le ha dato questo rapporto?

 

 

Universo – “Ho conosciuto Piero Loredan nel 1967, tramite Giovanni COMISSO. Da allora ho cominciato a frequentarlo, divenendo suo amico. Nel 1971, poi, mi sono trasferito a Venegazzù, andando ad abitare in una cosa colonica di proprietà di Loredan e vicina all’abitazione di questi. Da quando mi sono trasferito a Venegazzù ho avuto rapporti pressoché quotidiani con Loredan. Si parlava soprattutto, se non esclusivamente, di politica o di questa vicenda”.

 

 

G.I. – Quali erano gli orientamenti politici di Loredan?

 

 

Universo – “Faccio presente che io sono andato ad abitare a Venegazzù sia perché mia moglie aveva attrazione per la campagna, sia perché era molto amica di Anna Pivetta, che allora conviveva con Loredan. All’inizio Loredan manifestava con me idee politiche di sinistra. Sapeva perfettamente che io ero comunista. Poi ha manifestato idee della sinistra extraparlamentare di tipo maoista (si vedeva chiaramente che aveva letto Marx). Solo quando era ubriaco manifestava idee naziste.

 

 

Sarebbe molto difficile descrivere il personaggio di Loredan, che senza dubbio è un uomo molto intelligente, ma è soprattutto un uomo scaltro e che credo faccia il pazzo solo quando gli conviene.

 

 

Nonostante queste idee di sinistra, che con me ribadiva sempre, ritengo di poter dire che egli in sostanza fosse un anticomunista viscerale ed atavico. Le uniche volte che ho litigato con lui, sono state sempre a causa del trattamento dei contadini.

 

 

In altri termini, il Loredan trattava i propri contadini in maniera che aveva del medioevale. I contadini erano letteralmente terrorizzati, tanto che credo non abbiano mai avuto fiducia in me, perché sapevano che io ero amico di Loredan, ciò nonostante io molto spesso andassi a lavorare nei campi con loro.

 

 

Quando ho conosciuto Loredan, egli era affetto dalla psicosi di un colpo di stato reazionario, o meglio manifestava la preoccupazione per un colpo di stato reazionario, ed in tal modo avvicinava tutti coloro che bene o male manifestassero identica preoccupazione.

 

 

Ricordo che l’oggetto dei discorsi, all’inizio, cioè dal ‘67 al ‘70, e praticamente anche in seguito, era sempre quello di cosa fare nell’eventualità di un colpo di stato. Credo proprio che per queste ragioni il Loredan avvicinasse partigiani. Naturalmente i suoi discorsi erano sempre esaltati. Parlava spessissimo di mettere bombe, di fucilare persone ed il suo libro preferito era il Nostradamus.

 

 

I primi sospetti che Loredan on parlasse sinceramente li ho avuti quando, verso la fine del ’70, una contadina disse che la Polizia aveva occupato Treviso. Il Loredan che aveva creduto ciecamente a quello che aveva detto la contadina, anziché propormi di andare in montagna, come mi sarei aspettato, si fece tagliare i capelli dalla sua donna e mi chiese di andare con lui in macchina a Treviso.

 

 

Anziché mostrare preoccupazione e paura, era quasi felice. Una volta saliti in macchina e mentre ci dirigevamo verso Treviso, mi disse “Se ci ferma un blocco della Polizia, lascia parlare me”.

 

 

Quando poi constatammo che a Treviso nulla era successo, ebbi la sensazione che fosse deluso.

 

 

Per quanto riguarda le veline di Ventura si può dire che io l’ho sempre saputo. Ventura mi fu presentato da Loredan nel 1968. Loredan me lo presentò come uomo di sinistra, ma io dopo poche battute intuii che era invece un uomo di destra. Dissi chiaramente a Loredan che Ventura era un fascista e questo reagì dicendo “Queste distinzioni fra fascisti e uomini di sinistra sono superate”.

 

 

In effetti, come poi ho capito dai suoi discorsi, Loredan era profondamente convinto che le residue forze sane del Paese erano costituite dagli estremisti di destra e di sinistra. In effetti egli amava sostenere che solo queste due forze messe insieme avrebbero potuto schiacciare la borghesia e lo Stato borghese.

 

 

Loredan aggiunse pure, in seguito, che Ventura gli forniva delle informazioni utili di prima mano sulle destre. Ricordo in particolare che verso la fine del ’68, ottobre, novembre o dicembre, Ventura, appartatosi con me e Loredan nella saletta della “Falconera”, riferì che “ORDINE NUOVO” sarebbe confluito nel M.S.I.”

 

 

“Sono sicuro che Ventura riferì tale particolare verso la fine del ’68. I giornali infatti non avevano ancora parlato della confluenza di “Ordine Nuovo” nel MSI ed io era la prima volta che ne sentivo parlare.

 

 

Loredan poi, nel periodo successivo, alla denuncia Lorenzon, e prima ancora che venissero trovati i rapporti in una cassetta di sicurezza, mi disse che Ventura gli passava dei rapporti che lui poi consegnava a Sartori, e questo a sua volta agli Albanesi. Preciso che non ricordo, per la verità se ciò me l’abbia detto prima o dopo che furono rinvenuti i rapporti nella cassetta di sicurezza.

 

 

Ricordo anche che, nel 1969, Loredan mi disse che aveva chiesto a Sartori, persona che io non ho mai conosciuto, di interessare il governo albanese al fine di far modificare i razzi antigrandine di cui disponeva, a scopo operativo. In altri termini, i razzi avrebbero dovuto essere modificati perché potessero venir lanciati verso obiettivi terrestri”.

 

 

“Non so perché Loredan mi abbia dato il rapporto n. 0288. Ricordo solamente che mi disse di avere anche altri rapporti, ma di non riuscire a rintracciarli. Il rapporto non era in fotocopia così come l’ho mostrato io adesso, ma in velina. Fui io a farne una copia prima di restituirlo a Loredan. La velina era molto chiara e credo fosse la prima copia”.

 

 

“Non solo ho sentito parlare, ma credo di avere io la lettera inviata dall’avvocato Antonio FANTE a Loredan. Non so, per la verità, se la lettera fosse indirizzata a Loredan. Era certamente dell’avvocato Fante e parlava di un possibile accordo fra ex repubblichini ed ex partigiani. Era un alettera che Loredan portava nel portafoglio tutta spiegazzata e me l’ha consegnata più o meno nei giorni in cui mi ha consegnato il rapporto.

 

 

Ricordo anche che Loredan, una volta, mi ha parlato di un rapporto di Ventura che lo riguardava; ciò è accaduto il lunedì di Pasqua del ’73. Avevamo pranzato assieme, e lui, subito dopo mi invitò a fare quattro passi. Mentre passeggiavamo, mi disse: “Sai perché non sono scappato fino ad oggi? Perché una volta in una cartella di Ventura, ho visto una scheda in cui ero classificato come filo-maoista”.

 

 

Non gli chiesi quando aveva visto questo rapporto. Ricordo però che lui mi disse durante un viaggio, e di viaggi con Ventura, Loredan ne ha fatti molti. E’ andato a Napoli da Sartori, a Trento per la questione della tipografia che avrebbero dovuto rilevare con l’appoggio politico di Flaminio Piccoli, poi a Ginevra per la faccenda del brevetto della carta igienica.

 

 

Loredan mi ha raccontato la deposizione che ha reso a Lei nel giugno di quest’anno. Nel corso di questo racconto, mi ha anche detto che ad un certo punto gli è stato mostrato il rapporto in cui veniva qualificato filo-maoista, e che lui ha fatto finta di cadere dalle nuvole, vedendolo”.

 

 

 

[…] …”So pure che, dopo la scarcerazione di Ventura, mentre Loredan, almeno apparentemente non ha voluto più avere rapporti con lui, GUARNIERI lo difendeva dicendo che era un bravo ragazzo. Devo aggiungere, però, che io ho visto poi il Ventura più volte nel ristorante Falconera a pranzo con suoi amici”.

 

 

“Loredan aiutava, anche economicamente, uomini di sinistra purchè fossero dissidenti dalla linea ufficiale del P.C.I.”

 

 

“Non so se Loredan abbia dato soldi a Ventura, oltre all’operazione per la Litopress. Posso dire però che una volta si lamentò con mia moglie di Anna Pivetta, perché il Loredan che era sempre avaro con lei, aveva dato un milione e mezzo per scopi politici. Ciò avvenne nel ’69, prima delle bombe. Non so indicare la data precisa. Quello che posso dire ancora, è che il maresciallo Munari (dei CC di Treviso, nota di G.M.) conosceva Loredan fin dal ’65, ed ho avuto la sensazione, dopo i fatti del dicembre ’69 che Loredan fosse divenuto l’informatore di Munari e che quest’ultimo stesse al gioco.”

 

 

Letto, confermato e sottoscritto

Paolo UNIVERSO