Un rapporto del Centro di Controspionaggio di Padova fa il punto per il Servizio Segreto sulla personalità del Conte Pietro Loredan 

 

 

 

SEGRETO

 

CENTRO C.S. DI PD

N.8272 di protocollo

 

 

OGGETTO: - LOREDAN PIERO

 

AL REPARTO “D”    ROMA

 

Rif.f.n.04/33717/R/I^ del 17/9/1973.

 

 

 

1. – LOREDAN Piero fu Rodolfo e di Gasparini Maria, nato a Venezia il 27/4/1924, celibe, risiede a Volpago del Montello (TV) – frazione Venegazzù – via Spineda n.2.

 

 

Conduce vita piuttosto ritirata dedicandosi essenzialmente all’amministrazione del suo patrimonio costituito da circa 100 ettari di terreno coltivato, un allevamento di pollame, un’antica villa veneta ed un avviato ristorante.

 

 

Si vuole che fino a 3-4 anni fa, a causa di iniziative economiche avventurose, abbia attraversato un periodo di grave crisi finanziaria, mentre ora i suoi affari procederebbero ottimamente.

 

 

2. – Notizie sulla personalità.

 

Riesce difficile inquadrare con esattezza la personalità del soggetto, che presenta un carattere quanto mai spigoloso ed esterna atteggiamenti contraddittori e sfuggenti.

 

 

Negli ambienti in cui è meglio noto è ritenuto sessualmente impotente e questo “handicap” lo condizionerebbe alquanto, mettendolo in uno stato di frustrazione che egli vorrebbe mascherare assumendo atteggiamenti stravaganti ed anticonformisti.

 

 

E’ generalmente schivo e scostante, ma allorquando esce dalla sua misantropia “esplode” in manifestazioni di contestazione sociale talmente esagitate e sconclusionate da non permettere una precisa interpretazione dal punto di vista politico.

 

 

Si nota infatti, in queste manifestazioni, un miscuglio di teorie reazionarie, marxiste ed anarcoidi da cui emerge chiaramente solo una costante: la sua dichiarata predisposizione alla violenza indiscriminata.

 

 

Nell’esporre la sua opinione sul concetto di violenza, è solito usare termini “scioccanti” e frasi ad effetto che sono perfettamente in carattere col suo esibizionismo ma che, in genere, vengono colti non tanto perché riflettano la sua reale convinzione, quanto per la loro “efficacia dialettica”.

 

 

E’ solito esprimere il parere secondo cui la rivoluzione sarebbe possibile “annegando nel sangue le forze controrivoluzionarie” ed ancor più aneddotica è divenuta una frase che gli era particolarmente cara in passato: “non fare la rivoluzione subito è revisionismo”.

 

 

Il parere più diffusamente espresso sul suo conto è che si tratta di un pazzoide la cui esaltazione potrebbe anche portarlo a compiere azioni inconsulte e pericolose.

 

 

E’ nota, a Venegazzù, la durezza con cui tratta i suoi coloni, che mortifica con spregiudicato dispotismo e che più d’una volta avrebbe addirittura frustato a sangue.

 

 

3. – Curriculum politico.

 

Quanto detto vale anche come premessa per capire lo strano curriculum politico del soggetto, che così si può riassumere:

 

 

- fino al 1960 avrebbe militato nel MSI, senza comunque manifestare atteggiamenti di fanatismo né un particolare impegno politico;

 

- verso il 1960-62 sarebbe transitato nelle file di “ORDINE NUOVO”. Al riguardo sono state raccolte varie illazioni, ma nessun elemento di documentazione.

 

Nota: Sull’appartenenza di LOREDAN Pietro ad “ORDINE NUOVO” avrebbe testimoniato più di una persona nel corso dell’istruttoria relativa alla vicenda FREDA-VENTURA;

 

- nel 1968 si avvicinò agli ambienti del P.C. d’Italia (m-l) in persona del noto SARTORI Alberto, che allora era uno dei leaders del movimento.

 

 

Quest’ultimo dapprima lo catalogò come un pazzoide, poi, per motivi che tuttora sfuggono, lo accettò nel partito.

 

Nota: SARTORI ha sempre sostenuto, anche davanti alla Magistratura, di aver assecondato LOREDAN allo scopo di conoscerne il reale ruolo in relazione ai fatti eversivi attribuiti alla cellula FREDA-VENTURA;

 

- all’insorgere del caso FREDA-VENTURA ed in seguito alla testimonianza del SARTORI, venne estromesso dal P.C. d’Italia (m-l) e da allora, pur continuando a definirsi uomo di sinistra, è rimasto ai margini dell’attività politica.

 

 

4. – Le ultime indagini sul caso FREDA-VENTURA avrebbero consentito al Magistrato inquirente di:

 

- acquisire prove sufficienti per stabilire che il soggetto contattò SARTORI allo scopo di dare una “copertura a sinistra” alla sua attività politica strettamente legata a quella di VENTURA;

 

- accertare l’appartenenza di LOREDAN Piero al movimento politico “ORDINE NUOVO”;

 

- raccogliere numerosi elementi per ritenere che LOREDAN abbia concesso forti finanziamenti a VENTURA. Al riguardo, lo stesso Magistrato ha disposto accertamenti presso vari istituti di credito del Trevigiano.

 

 

Naturalmente, si dovrà poi stabilire se questi finanziamenti siano serviti per sovvenzionare gli attentati attribuiti alla cellula FREDA-VENTURA, oppure la nota casa editrice “LITOPRESS”, alla quale erano cointeressati – sia pure con ruoli diversi – VENTURA, LOREDAN  e SARTORI.

 

 

Non è escluso che a carico di LOREDAN Piero vengano adottati provvedimenti restrittivi della libertà personale.

 

 

5. – Secondo notizie acquisite tramite fonte confidenziale (1), il soggetto avrebbe in animo di vendere i suoi beni per emigrare in Brasile.

 

 

Non si sa fino a che punto dar credito a questo suo progetto, che più volte aveva espresso anche in passato (allora, però, avrebbe voluto trasferirsi in Argentina).

[…]

 

 

IL CAPITANO DEI CC. COM/TE DEL CENTRO in sv. – Gerardo CAPOTORTO -