BOBINA N.33

CONFRONTO TRA VENTURA GIOVANNI E LOREDAN PIERO PRESSO IL CARCERE GIUDIZIARIO DI MONZA DEL 2 AGOSTO 1973

 

La strategia di Ventura - 2/8/73

 

G.I. – DOTT. D’AMBROSIO

P.M. – DOTT. ALESSANDRINI

 

 

 

G.I. – Dunque mi pare che un punto sia pacifico. E cioè che l’incontro con il Loredan avvenne esclusivamente per la faccenda del….

 

 

P.M. – un incontro occasionale prima, un incontro occasionale tempo prima, e poi…..

 

 

G.I. – Comunque, questo incontro di carattere economico……

 

 

Ventura – Accordo.

 

 

G.I. – Questo accordo comincia a concretarsi poco prima del viaggio a Napoli.

 

 

Ventura – E durante i mesi precedenti.

 

 

Loredan – Venti giorni prima c’è stato un incontro in cui era stato suggerito da Ventura e da persona che era venuta insieme a lui, questo romano. Mi sembra di ricordare fossero tutti e due. E visto che io avevo nel frattempo un rapporto con questo Sartori, e questo Sartori mi ossessionava con continue richieste di danaro….Infatti mi sembra di avere accennato anche in quella occasione là…….

 

 

G.I. – Chi è questa persona di Roma? C’è andata o non c’è andata? A questo punto lei non ha mai fatto menzione che altra persona avrebbe trattato insieme a lei.

 

 

Loredan – Era uno che aveva dei baffi. Mi ricordo che siamo andati in quella saletta. Non era la sala grande. Siamo andati in quella saletta piccola che è a sud della sala grande. E lei ha tirato fuori queste carte….

 

 

G.I. – Vuole descrivere a Ventura……

 

 

Loredan – Romano piccolo grosso, con la testa rotonda e con gli occhi rotondi. L’immagine che io ho. Perché ho anche pensato. Perché non è una roba che uno può ricordare immediatamente. Ho questa impressione di questo uomo…..

 

 

G.I. – Sarebbe in condizioni di ricordare questa persona?

 

 

Loredan – Non lo so. Potrei……Io mi metto nel dubbio. Posso tentare…..

 

 

G.I. – Vuole sfogliare le fotografie per vedere…..

 

 

Loredan – Tentiamo.

 

 

G.I. – Le guardi attentamente prima tutte.

 

 

Loredan – Questa qua mi sembra una galleria di criminali….

 

 

G.I. – Lei non ricorda, Ventura, di aver presentato mai una persona intorno ai 39-40 anni?

 

 

P.M. – Basso.

 

 

Ventura – Senta questa direzione di ipotesi ha del grottesco. Quindi è inutile che ci facciamo dei sorrisi a vicenda. Ho presentato tante persone che lavoravano con me. Inoltre Gallina e….D’altra parte Gllina è basso con gli occhi così……

 

 

G.I. – Gallina, lo conosce?

 

 

Loredan – Non ho mai conosciuto uno che si chiama Gallina.

 

 

Ventura – Lo conosci.

 

 

Loredan – Eh no! Non ho mai conosciuto Gallina. Saranno anche fatte male le fotografie, comunque non lo vedo. Non sono di politici questi qua…..

 

 

Ventura – Le volevo dire che questa decisione non è una cosa avvenuta improvvisamente. Se ne è parlato per diversi mesi come di una prospettiva possibile. Si è concretizzata poi.

 

 

G.I. – In che senso?

 

 

Ventura – Cioè: una iniziativa editoriale doveva finanziare politicamente il movimento.

 

 

G.I. – Proprio il Movimento marxista-leninista? E perché proprio il Movimento marxista – leninista?

 

 

Loredan – Perché allora ero andato con Sartori; perché allora mi davo da fare; perché mi davo da fare portando in giro opuscoli di propaganda; perché bisognava fare in provincia di Treviso; perché ero con lui perché ero con Sartori…..Adesso lui dica quel che vuole, ma la verità è questa. Lo sanno tutti. E’ una cosa notoria questa qua. Non è una affermazione mia.

 

 

G.I. – Perché ricorse proprio a Ventura per queste?

 

 

Loredan – Perché lui è venuto. Io ero un pezzo che non vedevo Ventura. Non ricordo la data…..In occasione della seconda guerra tra gli arabi e Israele io le ho dato una telefonata, dicendole che per conto mio ci sarebbe stata la guerra…..Si ricorda?

 

 

Ventura – Sì.

 

 

Loredan – Dopo lei mi ha detto “no”. Io da allora non l’ho più visto. Nel frattempo io sono stato con Sartori, sarà stato la fine del ’67. E allora mi sono dato da fare perché, per esempio, io sono andato a trovare Zanoni che era più vicino alla mia zona, ed era questo che mi dava i giornali che poi io diffondevo in provincia di Treviso, dove ritenevo più opportuno, attraverso operai.

 

 

G.I. – Comunque lei fa questa telefonata a Ventura per andare in montagna, prima del seocndo conflitto arabo israeliano….

 

 

Loredan – Infatti, lo mando al diavolo, e non lo vedo più. Da quella volta non l’ho più visto e lo rivedo verso la primavera del ’69.

 

 

G.I. – E’ Ventura che le fa la proposta?

 

 

Loredan – Sì. Ma io ero in attesa, non di Ventura, ma di cercare di fare qualcosa per questo maledetto partito comunista d’Italia, perché ero ossessionato da continue richieste di soldi da parte di Sartori.

 

 

Ventura – Poi Sartori ha anche mandato Pisani qualche volta.

 

 

Loredan – No, no. Io ho avuto rapporti di danaro…..Io conosco solamente il sig. Sartori, il quale, lui, perché aveva sopportato…..

 

 

Ventura – Almeno una volta è venuto anche Pisani a chiedere dei soldi.

 

 

Loredan – No, no.

 

 

Ventura – Proprio all’inizio del ’69.

 

 

Loredan – Sì. Me ne ero dimenticato…..

 

 

G.I. – C’era anche lei presente quando è venuto, o lo sa perché glielo ha riferito Loredan?

 

 

Ventura – Me lo ha detto Sartori.

 

 

G.I. – Lei ignorava o non ignorava queste continue richieste di danaro tra Sartori e Loredan?

 

 

Loredan – Non lo sapeva lui.

 

 

Ventura – Scusi, queste richieste si riferiscono all’epoca successiva al congresso straordinario. Cioè al congresso straordinario del dicembre ’68…..

 

 

G.I. – Poi c’è stata la scissione?

 

 

Loredan – Sì, c’è stata.

 

 

Ventura - ………e quindi queste richieste sono precedenti e successive a quella data del dicembre ’68.

 

 

G.I. – La scissione tra la linea rossa e linea nera quando è avvenuta?

 

 

Loredan – In gennaio.

 

 

Ventura – Immediatamente dopo il congresso straordinario.

 

 

G.I. – E queste richieste pressanti di denaro….?

 

 

Loredan – Sì. Gli ho dato un assegno di 500 mila lire.

 

 

G.I. – Quando?

 

 

Loredan – Questo non ricordo. Però deve essere in quell’occasione. Perché c’era questa “Nuova Unità”, non avevano i mezzi e avevano detto che perlomeno dovevano fare due numeri.

 

 

G.I. – E gli dà 500 mila lire?

 

 

Loredan – Sì. Poi non ho dato più niente. Poi gli ho spolverato, come diceva lui [sempre Sartori, n.d.c.] delle cambiali per 300 mila lire, perché ne avevano bisogno. Perché ha detto che doveva fare, ecc. ecc.

 

 

G.I. – E come le ha scontate?

 

 

Loredan – Sono andato in banca e le ho scontate.

 

 

G.I. – Quando?

 

 

Ventura – Era una cessione di Sartori. Non erano cambiali.

 

 

Loredan – Erano cambiali.

 

 

Ventura – sì, ma a firma di Sartori. Perché dovevano pagare dei terzi? Adesso non so chi erano.

 

 

G.I. – E lei come sa tutta questa questione precisa delle cambiali?

 

 

Ventura – A Sartori ho dato 18 milioni. Quindi so perfettamente. Sedici milioni secondo un comodo finanziario, diciotto tenendo anche conto degli interessi che sono intervenuti.

 

 

G.I. – Sartori dice che ha ricevuto da lei complessivamente 4 milioni e mezzo in cambiali e 6 milioni in contanti.

 

 

Ventura – E’ molto semplice fare i conti….Basta andare nelle banche e vedere…

 

 

G.I. – E lei l’ha pagato sempre con assegni?

 

 

Ventura – C’è il giro del…

 

 

G.I. – In contanti o assegni?

 

 

Ventura – Contanti e assegni.

 

 

G.I. – Quindi, di alcuni versamenti non si stracciano…..

 

 

Ventura – Certamente.

 

 

G.I. - ……qua c’è lo sconto ma non si straccia il versamento a Sartori?

 

 

Ventura – Esattamente.

 

 

G.I. – Quindi questa differenza in contanti sarebbe probabilmente tra quello che Sartori dice e quello che dice lei, cinque milioni in contanti?

 

 

Ventura – Può darsi. Comunque nel gennaio ’71….

 

 

G.I. – Quando lei ebbe i finanziamenti dette questi soldi a Sartori?

 

 

Ventura – No, gradualmente. Avevo già cominciato prima e continuato dopo.

 

 

G.I. – Prima ancora di avere….?

 

 

Ventura – Sì. Ma guardi che l’ultima è dell’agosto del ’70 quando già erano stati anticipati più di dieci milioni a Sartori.

 

 

P.M. – Lei era a conoscenza di questo?

 

 

Loredan – No, no.

 

 

Ventura – Parzialmente.

 

 

Loredan – Guardi Ventura, io non ero a conoscenza di niente. Perché una volta vi ho scoperto, e doveva essere il dicembre ’69 (verso la fine) in quella saletta che facevate, ecc. Allora quella carogna di Sartori, dice: “Cosa credi che noi facciamo…”. Si ricorda lei?

 

 

Ventura – Io sto dicendo che nel momento in cui Sartori assume la posizione che noi sappiamo, era legittimo e implicito che io dovevo soccorrerlo.

 

 

Loredan – Sì. Ma però quella carogna mi è saltato addosso come una vipera, credendo che io fossi d’accordo con lei per aver dato quei dieci milioni.

 

 

G.I. – Quando questo?

 

 

Loredan – Quando è successo non lo so. ….Dopo che lei era stato messo, scusi, per la prima volta in prigione e ci sono state difficoltà di carattere contabile. Non so cosa è successo. E’ saltata fuori la storia di dieci milioni……

 

 

Ventura – Sono 15 milioni non dieci.

 

 

G.I. – Quali dieci milioni?

 

 

Loredan – Lui mi ha accusato, ha detto: “Io so che c’è un buco di dieci milioni che sono andati a finire a Sartori e tu certamente sei d’accordo”. Io non potevo essere d’accordo su questo. Io ero d’accordo, e penso che tutti lo fossero, che attraverso l’attività economica normale di questa azienda ci potessero essere dei margini che servissero in modo normale, senza mandare alla rovina nessuno, ad aiutare questo partito comunista d’Italia.

 

 

G.I. – Invece che cosa succede? Che appena si ha la possibilità di avere i soldi si ammazzano tra di loro.

 

 

Ventura – Già prima. Su posizioni mie personali, indirette.

 

 

G.I. – E lei perché si mette in questa posizione? Che gliene fregava di Sartori?

 

 

Ventura – Innanzitutto mi viene presentato da lui….

 

 

Loredan – Sì. E’ vero.

 

 

Ventura – Mi viene presentato un quadro preciso organizzato preventivato programmato….

 

 

G.I. – Dov’è l’avvocato Ghidoni? Visto che in parte si risolve anche in interrogatorio…..Vallo a cercare! – Era qua fuori…..

 

 

Ventura – Quindi in questo quadro c’è da una parte l’ipotesi di avviare questa azienda con questo finanziamento, c’è in mezzo la situazione personale di Sartori che si è indebitato per una quindicina di milioni per organizzare il congresso straordinario.

A un certo punto per fare politica non ha più seguito l’attività commerciale, ecc. Si è indebitato a questo punto. Questo nel ’69.

Quindi in questa prospettiva e nell’attesa che si perfezionasse il finanziamento programmato, che si concretizzasse l’azienda, io ho dato corso ad alcune esposizioni limitate che….

 

 

G.I. – In questo primo periodo lei quanto ha dato a Sartori?

 

 

Ventura – Due o tre milioni. Non di più. Anche perché Sartori non è che avesse l’urgenza immediata di avere 13-14 milioni. Ci sono degli specchietti dei manoscritti di Sartori.

 

 

G.I. – Sartori non l’aveva mai visto prima dell’aprile del ’69?

 

 

Loredan – No.

 

 

G.I. – Mi vuole riesporre l’incontro a Napoli con Sartori davanti a Loredan? Come si svolse? Quand’è che lei, naturalmente non vede Loredan dal secondo conflitto arabo israeliano, perché decide di andare proprio da Loredan?

 

 

Ventura – Non è che decido. E’ una conclusione naturale cui si è arrivati. C’è la storia del libro su Treviso, la storia di Comisso, l’articolo di Parise su Comisso, che non arrivava mai, il libro che stavo facendo con Zanzotto…..

 

 

G.I. – Ventura, chiariamo il punto di contrasto….E’ Loredan che sostiene che dalla data del secondo conflitto, fino all’aprile….

 

 

Ventura – Fine ’68. Alla fine del ’68 io stavo programmando questo libro su Treviso, e lei si è offerto di intervenire presso Parise. C’è tutta la corrispondenza che lo documenta…..

 

 

Loredan – Con Parise!

 

 

Ventura – Non è possibile che io le abbia chiesto in un’altra epoca di occuparsi di un’altra cosa di cui io mi occupavo alla fine del ’68!

 

 

G.I. – Quindi, verso la fine del ’68 lei si ricorda di questa faccenda su Treviso?

 

 

Loredan – Adesso sì. Me lo ricordo, perché ho telefonato anche a Parise…..

 

 

G.I. – Chi è questo Parise?

 

 

Loredan – E’ uno scrittore. Ho telefonato a Saviane perché sollecitasse….

 

 

G.I. – E lei che interesse aveva?

 

 

Loredan – Era un libro di Comisso.

 

 

G.I. – E’ venuto per che cosa? Per la pubblicazione attraverso quale casa editrice?

 

 

Ventura – Lo stampavo io personalmente il libro. Usciva con il fascicolo….

 

 

Loredan – E’ stata l’origine dell’incontro dopo quella pausa che c’è stata tra il 67-68….

 

 

Ventura – Il libro fu programmato…..

 

 

Loredan – Io ho ancora certi documenti….

 

 

G.I. – E allora a chi venne l’idea della nuova casa editrice?

 

 

Loredan – A lui.

 

 

G.I. – Questo libro qua, mi pare, non va in porto?

 

 

Loredan – Non lo so.

 

 

Ventura – Eccolo qua: - 7 dicembre ’68 – “Caro Ventura, sia pure con la lentezza che non è incoraggiante…..”

 

 

G.I. – Questa la produce dopo?

 

 

Ventura – No. Non produciamo niente per il momento. Lasciamo che si scoprino gli altri. A questo punto è inutile produrre.

Questo è un cialtrone che scrive una lettera a D’Ambrosio, in cui dice: “Ma io a Ventura non l’ho mai conosciuto”. Siamo stati insieme tre anni; ci vedevamo una volta ogni quindici giorni; andavamo a cena…

E questo dice: “Mai visto Ventura”.

Gliela leggo: “Caro ventura, sia pure con la lentezza….”

Questi sono documenti che mi dà lei.

 

 

Loredan – Sì, sì. D’accordo.

 

 

Ventura“Sia pure con la lentezza non incoraggiante, vanno concretizzandosi l’impegno da parte di scrittori che avevo interpellato. Ho trovato Parise al telefono e mi ha confermato che mi invierà al più presto uno scritto…”

E poi ci sono Berto, Valeri, Solmi, Buzzanti, la Gagliardi, ecc.

 

 

G.I. – Mi dica una cosa Ventura, lei questi colloqui che aveva con Loredan per questa faccenda del libro su Treviso e questi contatti con Parise e gli altri, il Loredan le faceva di questi discorsi, le raccontava episodi con Sartori, cioè di questi contatti con Sartori?

 

 

Ventura – E’ chiaro che parlavamo di politica con Sartori.

 

 

Loredan – Sì, sì.

 

 

G.I. – In relazione a questi discorsi politici Loredan che cosa le disse? Qual’era la sua impressione? Perché finanziava….?

 

 

Ventura – Era positivo. Assolutamente positivo.

 

 

G.I. – E perché voleva finanziare questa….?

 

 

Ventura – Per aderire a una prospettiva politica. Non ha mai fatto un collettivo; non ha mai partecipato ad una riunione di partito. Questo era l’appoggio politico che veniv dall’esterno; era l’adesione di una prospettiva politica, non rivoluzionaria. Di opinione, direi.

 

 

G.I. – Lei a quale prospettiva politica di Sartori aderì?

 

 

Loredan – Quella del suo partito.

 

 

G.I. – Qual è questa?

 

 

Loredan – Quella del partito marxista-leninista.

 

 

G.I. – Mi dica a quale prospettiva politica aderì e qual’era la prospettiva politica che lei pensava fosse quella di Sartori?

 

 

Loredan – Marxista-leninista.

 

 

G.I. – Me la spieghi senza fare riferimento a…..

 

 

Loredan – Un’organizzazione in cui la proprietà privata fosse abolita e si costituissero delle comunità non burocratizzate, come si diceva avvenisse allora nei paesi revisionisti, ispirandosi un po’ a quel che stava avvenendo nella Cina. Questo era….Dopo, scusi, i particolari di carattere sindacale, operativo, ideologico…..

 

 

G.I. – Lei non aveva interesse. Lei che è proprietario terriero……

 

 

Loredan – Ma scusi, lei a un certo punto mette una preclusione e dice che ognuno, il quale non tenga ai suoi interessi…..

 

 

G.I. – E’ vero o no che Gracci [leader della “linea rossa”, n.d.c.] le chiese di vendere parte della sua proprietà per finanziare il partito?

 

 

Loredan – No. Gracci non ha mai fatto una proposta di questo genere. Io avevo chiesto al Sartori di vendermi l’azienda, e qui probabilmente si riferisce il discorso e non so come l’abbiano già deformato in questo modo, è che io gli avrei dato una percentuale alta anche per……Tanto è vero che Sartori si è interessato, e io gli ho dato una documentazione relativa.

 

 

Ventura – Le tue ipotesi in fatto di collettivizzazione agricola, o meglio di collettivizzazione degli strumenti di strutturazione e interventi nell’ambito dell’agricoltura, era una cosa vecchia. Era una cosa precedente.

 

 

G.I. – Quand’è che lei ha avanzato a Loredan l’ipotesi o la prospettiva di una nuova casa editrice?

 

 

Ventura – Qui si è detto che la cosa si è concretata nella primavera del ’69. Secondo me il discorso si è aperto molti mesi prima, almeno i 5-6 mesi precedenti, nella seconda metà del ’68, e si è gradualmente arrivati a questa conclusione: un’azienda che veniva finanziata, alla quale il capitale di finanziamento veniva apportato da alcune persone, le quali rinunciavano preventivamente agli utili che questa azienda avrebbe dato, prima per finanziare questa attività editoriale che doveva esprimere i contenuti democratici socialisti, di interventi culturali e doveva attraverso me, direttamente tirandoli fuori dalla mia tasca, doveva essere prestato un concorso in un finanziamento politico alla linea rossa, PCdI. E poi ci dovevano essere tutta una serie di altre agevolazioni, come la stampa del partito (il giornale finanziato non è la Nuova Unità); la Nuova Unità è il vecchio giornale. Il giornale finanziato è “Il Partito”).

 

 

Loredan – Sì. Del partito.

 

 

Ventura – C’era stata anche un’ipotesi di cedere una vecchia Offset in modo che lo stampasse direttamente. Ma cedere la vecchia Offset non aveva alcun senso, perché gestire la vecchia Offset, costava di più che fare stampare il giornale.

Sartori poi a un certo punto si appuntò sul fatto che io mi ero impegnato. C’è stata l’ipotesi se era il caso di mettere a disposizione la macchina, ma non aveva alcun senso economico.

 

 

G.I. – Mi dica Ventura, come avvenne questo primo contatto suo con Sartori?

 

 

Ventura – Mi si disse: “Va bene! Questo progetto è fattibile se interviene questa persona, la quale sa queste garanzie politiche”.

 

 

G.I. – Interviene a che livello e con quale compito?

 

 

Loredan – Direttore, amministratore, controllore.

 

 

Ventura – Amministratore-controllore. Cioè non aveva compiti direttivi. Né Sartori poteva averli, perché era polticamente esposto e impegnato. Quindi non poteva avere compiti direttivi. Era in contraddizione con la sua posizione politica.

 

 

G.I. – Come revisore dei conti?

 

 

Loredan – No. Doveva avere un controllo politico della gestione. Questo era Sartori.

 

 

G.I. – Che controllo politico aveva?

 

 

Ventura – Il controllo politico doveva essere nella mia…Il controllo politico doveva rilevare esclusivamente me. Perché l’azienda andava avanti per conto suo. L’azienda aveva ben altri impegni politici altrove, che sappiamo benissimo quali e in quale direzione, che è bene che non si dica….

 

 

Loredan – Io non lo so.

 

 

G.I. – Non era un controllo politico che doveva avere Sartori?

 

 

Loredan – Come no!

 

 

G.I. – Lei cosa intende dire per controllo politico?

 

 

Loredan – Intendo dire che l’azienda dovesse avere una certa linea culturale, che portasse avanti un certo programma politico.

 

 

G.I. – La linea culturale del partito marxista-leninista?

 

 

Loredan – Sì. Per esempio, a me premeva personalmente che fosse stampato un libretto del presidente Osa. Perché poteva essere, diciamo, un’apertura notevole verso certe categorie.

 

 

Ventura – Cosa che io non condividevo.

 

 

Loredan – Infatti non è stato stampato quel libro….

 

 

Ventura – Non c’è stato il tempo.

 

 

G.I. – Sartori era già a conoscenza di questo progetto?

 

 

Ventura – Perché io vado a Napoli. E’ inevitabile che gli aveva parlato di me. Io sono andato a Napoli con la prospettiva di creare un incontro in cui dovevo delineare la mia posizione personale, la mia posizione politico-personale, la mia figura nel progetto e nel programma di investimento.

 

 

G.I. – Era a conoscenza del progetto di creare questa nuova casa editrice, che avrebbe dovuto essere da lui controllata?

 

 

Ventura – Per me sì.

 

 

Loredan – Sì. Perché gli avevo accennato io questa possibilità.

 

 

G.I. – Secondo quel che dice lei, afferma il falso quando dice che si lasciò convincere di entrare in questa impresa solo quando gli mostrò tre di quei rapporti?

 

 

Ventura – Io sapevo di incontrare un personaggio politicamente rappresentativo. Quindi dovevo evidentemente qualificarmi e dire chi ero io.

 

 

G.I. – Come si qualificò?

 

 

Ventura – Dissi qual’era il mio passato politico, qual’era stata la mia evoluzione, qual’era la mia posizione nel momento in cui stavo parlando, e quale la mia figura…..

 

 

G.I. – Cioè?

 

 

Ventura – Che ero un democratico socialista. ……Perché se mi prestavo a impegnare il mio patrimonio in una operazione di questo tipo voleva dire che….D’altro canto la garanzia che io prestavo era proprio quella di impegnarmi direttamente. Non impegnavo mica terzi, non impegnavo mica loro.

Perché chi era direttamente coinvolto nell’operazione finanziariamente ed economicamente, ero io soltanto.

 

 

G.I. – Secondo quello che lei sostiene, c’era già un accordo di massima tra Sartori e Loredan, che poi…..

 

 

Ventura – Non lo sostengo io……

 

 

G.I. – Il solo ostacolo era la sua posizione?

 

 

Ventura – Nessun ostacolo.

 

 

G.I. – C’era bisogno di andare a Napoli?

 

 

Ventura – Che domanda mi sta facendo?.......Se questo Sartori doveva essere la linea di collegamento e l’elemento di congiunzione tra questa iniziativa, e uno degli sbocchi di questa iniziativa, cioè il finanziamento dei fondi nei confronti della linea rossa, nei confronti di una iniziativa editoriale democratica e socialista, non marxista-leninista, nell’ambito della quale poteva avere spazio anche la pubblicazione di…..

 

 

G.I. – E’ chiaro che Sartori si pone in una posizione di preminenza nella linea rossa marxista-leninista (è uno dei leader di questa). Quindi, a un certo punto, fa una specie di allenza con un socialista, quale lei si è qualificato, esponendosi direttamente come rappresentante generale di questa Litopress?

 

 

Ventura – Esponendosi il meno possibile. Perché lui aveva il problema di non assumere posizioni direttive in una società che rappresentava un fenomeno culturale del sistema capitalista. Evidentemente i mezzi di produzione della Litopress sono i mezzi di produzione consentiti da questa società.

 

 

G.I. – Dov’è il punto di accostamento di questa contraddizione che lei vuole chiarire?

 

 

Ventura – Non c’è contraddizione! Chieda l’opinione di Loredan! Loredan come guadagna il mezzo milione?

 

 

G.I. – E’ un marxista-leninista. Loredan è sulle stesse posizioni di Sartori. Chi non è sulle stesse posizioni di Sartori è lei! ……Lei è su posizioni inquadrate nel sistema, secondo il ragionamento che fanno i marxisti-leninisti. Quindi è su posizioni che loro vogliono combattere. Se loro vogliono combattere il partito comunista, a maggior aragione devono combattere i socialisti che sono su una posizione più borghese.

 

 

Ventura – Questo è da vedere…..Basta vedere l’atteggiamento che ha il PCI nei confronti del gruppi, e lei vede che questo rappresenta una incongruenza. Infatti il Manifesto nel momento in cui chiuderà come gruppo, dove va a finire? Va a finire nell’ex partito socialista di unità proletaria. La posizione del PSI nei confronti dei gruppi è di apertura culturale e politica, maggiore che non quella del PCI in questo momento.

Non dico che sia più corretta, dico che è di apertura culturale e politica maggiore di quella del PCI.

Comunque, a me interessa questa iniziativa: sotto il profilo economico va da qui a qui, sotto il profilo politico va da qui a qui. E le ripeto, sotto il profilo politico significa una iniziativa editoriale democratica e socialista, non marxista-leninista.

Questo fu sempre precisato. Non ci può essere spazio per una casa editrice marxista-leninista; c’è spazio solo per una casa marxista-leninista finanziata da Pechino.

 

 

G.I. – Si raggiunge questo accordo a tre: da parte di Loredan perché non vuole cacciare di tasca propria i soldi….

 

 

Ventura – Guardi che cacciare i soldi ed esporsi non è la stessa cosa.

 

 

G.I. – Esiste questo accordo su queste basi. Poi lei ha sostenuto pure che a un certo punto comincia a mostrare dei rapporti a Sartori….

 

 

Ventura – No, li mostro subito a Napoli.

 

 

G.I. – Lei perché ha negato?

 

 

Loredan – Non ho negato. Io ho detto che li ho lasciati in camera….

 

 

Ventura – Lui effettivamente è uscito dalla stanza.

 

 

G.I. – Lei li ha visti questi rapporti che ha mostrato a Sartori?

 

 

Loredan – No.

 

 

P.M. – Sartori che è il primo venuto….

 

 

Loredan – Io non ho presenziato alla….

 

 

Ventura – Alla fine del ’68, mi mostra un progetto per la ristrutturazione agricola del….

 

 

Loredan – Prima del ’68. Che ’68!

 

 

Ventura – No, no. Allora me lo rimostra. Che cosa le devo dire…..Stiamo parlando di un comprensorio ben preciso, che riguardava il comune di Montebelluna. Quindi c’era questa fotografia molto grande, una carta planimetrica del territorio. Accanto a questa documentazione c’era un progetto dattiloscritto di organizzazione agricola, impostata in termini collettivistici. E’ vero?

 

 

Loredan – Sì.

 

 

Ventura – Era l’epoca in cui lei aveva lavoratori jugoslavi nella sua azienda. Contestualmente all’esibizione di questa documentazione, lei prese visione non so di quanti rapporti. Probabilmente lei non li ha conosciuti o non li ricorda come rapporti.

 

 

Loredan – Comunque, veda, io non so cosa lei abbia fatto vedere a Sartori, a Napoli. Io so che a un certo punto vi ho lasciati soli e me ne sono andato via perché mi sono scocciato. Perché parlavate di questioni di carattere editoriale. Perché lei aveva un mucchio di carte, ecc.

Sono andato via, una quarantina di minuti, sul terrazzo esterno all’appartamento di Sartori, che c’è una sala da pranzo che dà su Napoli.

A un certo momento io poi mi ero preoccupato di non perdere l’aereo, per non rifarmi un viaggio in treno (perché siamo arrivati in treno se non sbaglio), e sono venuto a chiamarvi, perché facevo appena in tempo a prendere l’aereo.

Scusi, sig. Giudice, io non ricordo di averli visti in quell’occasione là.

 

 

G.I. – Non li ha visti prima?

 

 

Loredan – Non mi sembra di averli visti prima. Guardi, quei rapporti è impossibile prima di essere andati da Sartori. Perché io quei rapporti man mano che mi arrivavano, prendevo e li davo a lui.

 

 

Ventura – Quali rapporti?

 

 

Loredan – Quei rapporti segreti che lei mi dava ogni tanto…un paio di volte.

 

 

Ventura – Li ha visti o no?

 

 

Loredan – Certo che li ho visti. E adesso mi ricordo che la prima volta che io ho consegnato a Sartori quei rapporti, è stata una volta che lui è venuto in agosto a casa mia, e faceva un gran caldo.

 

 

Ventura – Di che anno?

 

 

Loredan – Deve essere del ’68.

 

 

G.I. – Prima o dopo il viaggio a Napoli?

 

 

Loredan – Prima del viaggio a Napoli io non conoscevo Sartori.

 

 

Ventura – Non c’era motivo che le passasse i rapporti nell’agosto del ’69, se li passavo io.

 

 

Loredan – L’ultimo rapporto a cosa si riferisce?

 

 

Ventura – E’ del ’70 l’ultimo rapporto.

 

 

Loredan – Qual’era quello che lei mi ha consegnato?

 

 

Ventura – Ma io non ricordo.

 

 

G.I. – Lei dice che glieli ha consegnati tutti i rapporti.

 

 

Ventura – Quando mai ho detto questo?....Solo alcuni rapporti.

 

 

P.M. – Li ha consegnati a Sartori.

 

 

Loredan – Era un giro vizioso in cui il cretino ero io.

 

 

G.I. – Qual’era questo giro vizioso?

 

 

Loredan – Il giro vizioso era questo: io prendevo i rapporti da lui e li passavo a Sartori, e Sartori faceva il giretto interno.

 

 

G.I. – Che giretto?

 

 

Loredan – Le stesse fonti da cui uscivano, per conto mio.

 

 

Ventura – Questi rapporti finivano in una palazzina che è a Roma in una via ubertosa, e che è la sede dell’ambasciata albanese. Sartori ci è andato almeno dieci volte nel corso del ’69……Hai capito dove finivano i rapporti? Questo non lo dico io, lo diranno Quaranta e Franzin. Anzi franzin l’ha già detto.

 

 

G.I. – E’ pacifico comunque che prima o dopo l’incontro con Sartori lei ha fatto vedere qualche rapporto a Loredan….

 

 

Ventura – Gliel’ho chiarito quando, dottore. Fin dal ’68, contestualmente alla esibizione di questo progetto….

 

 

G.I. – Che cosa le disse? A quale servizio appartenevano?

 

 

Ventura – Niente. Erano documenti in cui io venivo in possesso, e siccome avevano un interesse politico……gliene lasciavo copie.

 

 

G.I. – Erano copie o erano quelle che passava a Loredan?

 

 

Ventura – Copie.

 

 

G.I. – E le faceva senza….?

 

 

Ventura – E’ assai probabile che fosse tolta la prima velina.

 

 

G.I. – La prima pagina?

 

 

Loredan – No. C’era.

 

 

Ventura – Ho detto “assai probabile”.

 

 

G.I. – E lui che cosa le disse in relazione a questi rapporti?

 

 

Loredan – In un primo momento ha detto che erano di persone ben informate, e dopo sembrava che ci fosse dentro qualcheduno.

 

 

G.I. – Dentro che?

 

 

Loredan – Che poteva essere o dei servizi segreti italiani, o qualcosa del genere.

 

 

G.I. – Lei che cosa disse a Loredan?

 

 

Ventura – Non ricordo se le feci questa precisazione, che questi rapporti provenivano da un ambiente collegato al SID.

 

 

Loredan – Non del SID. Ha detto che fa parte dei Servizi….

 

 

Ventura – Ce n’è uno solo. Cioè ce n’è stato uno di parallelo all’epoca di De Lorenzo, ma era sempre il SID. Non ricordo di averlo detto con esattezza. Può darsi che in un successivo momento le abbia detto….

 

 

Loredan – Immediatamente non me l’ha detto.

 

 

Ventura - …….che erano rapporti che provenivano da ambiente bene informato, che avevano un rilevante interesse politico, e che li vedesse. E gli davo copie. Può darsi che in un secondo momento gli abbia dato questa ulteriore precisazione.

 

 

G.I. – E Sartori in relazione ai rapporti cosa diceva?

 

 

Ventura – Il discorso con Sartori, fatto a Napoli, è stato un discorso interlocutorio, di due persone che si vedevano per la prima volta, anche se abbastanza ampio. Perché questo continuava a chiedere notizie su di me, soprattutto la biografia politica. Non è che abbia lasciato a Napoli a Sartori i rapporti.

 

 

P.M. – Glieli ha mostrati.

 

 

Ventura – In quella sede glieli ho soltanto mostrati.

 

 

G.I. – E che cosa le disse?

 

 

Ventura – Che nell’ambito dei miei contatti politici avevo la possibilità di venire in possesso di questo materiale di informazione.

 

 

G.I. – E non precisò…?

 

 

Ventura – Non ho precisato niente di più anche perché non sapevo se lui mi avesse parlato d’altro. Perché era stato un incontro in cui non si capiva bene che tipo di…..Io cercavo di tenerlo il più stretto possibile su quella iniziativa economica, e naturalmente sulla destinazione politica che doveva avere l’iniziativa. A Sartori interessava la destinazione politica, ma interessava anche risolvere il suo problema che era immediato. Siccome se ne stava andando dalla SAMOPAN, quindi aveva il problema di…..

 

 

G.I. – Non ha mai dato notizie più precise su questi rapporti?

 

 

Ventura – Sì, sì.

 

 

G.I. – Che cosa le ha detto?

 

 

Ventura – L’unica persona che sapeva che questi rapporti provenivano da Guido Giannettini, era Quaranta. Cioè l’unica persona a cui ho detto: “Sono rapporti di una persona direttamente inserita nel Servizio Informazioni italiano”, è stato Quaranta.

Gli ho detto: “Sono rapporti che provengono da Guido Giannettini, il quale lavora nell’agenzia “Oltremare”.

Né a lui né a Sartori ho mai detto che era Giannettini, che provenivano…….A Sartori credo di avere detto, perché se l’ho detto a lui (Loredan, n.d.c.) a maggior ragione l’ho detto a Sartori, che provenivano da ambienti del Servizio d’Informazione italiano.

E’ stato solo successivamente all’incontro avvenuto a Roma nel luglio mi pare…..Cioè non avvenuto a Roma. Doveva esserci un incontro a Roma, che….

 

 

Loredan – In che data?

 

 

Ventura – Luglio ’69. E’ stata probabilmente la stessa volta in cui vidi a Roma Lorenzon, mi pare….

 

 

P.M. – Nel luglio?

 

 

Ventura – Nel luglio. Perché c’è un’annotazione sull’agenda: Guido-casa. Che può essere riferita solo a Lorenzon. Quindi, o era a Roma oppure doveva arrivare, e io gli telefonavo a casa per sapere quando arrivava a Roma.

C’è stata quindi la perdita di contatto a Roma, e Sartori è tornato a Napoli. E io sono andato a Napoli il giorno successivo. In quell’occasione gli ho dato i primi rapporti in copia.

 

 

G.I. – Anche quelli del Maggio?

 

 

Ventura – No, i primi rapporti, ‘67-68. Poi gli altri in data immediatamente successiva. Alla fine del ’69 Sartori aveva tutti i rapporti.

 

 

G.I. – Gli dissi a Sartori la stessa cosa…..E Sartori non s’insospettì di questi contatti che lei aveva con questi servizi segreti?

 

 

Ventura – Non solo non s’insospettì, ma mi disse: “Ma tu sei…? Ma tu che posizione hai? Io non capisco come tu possa avere questa roba….”. Erano problemi che Sartori si poneva.

 

 

G.I. – Quindi Sartori allora passava questi rapporti ai servizi dell’Ambasciata albanese, che erano rapporti del Servizio Segreto italiano?

 

 

Ventura – Questa è una deduzione un po’ radicale……La sola persona a cui io ho detto: “Questi rapporti provengono dal SID”, era Quaranta. Non l’ho detto a nessun altro.

 

 

G.I. – Intanto lo nega.

 

 

Ventura – Non deve negarlo, perché c’è la prova di questo. Fanno male a negare.

 

 

P.M. – Per quanto riguarda le sigle, erano sigle di comodo o erano sigle così? Non è che facessero parte di uno schedario interno e ogni…..

 

 

Ventura – Non c’entra niente. Questa era un sigla così, una designazione….

 

 

P.M. – Una sigla dell’Ufficio o una sigla…?

 

 

G.I. – O una sigla che metteva Giannettini per conto suo?

 

 

P.M. – Giannettini aveva i famosi timbretti…..Cioè non erano timbretti dell’Ufficio?

 

 

Ventura – Mi sta facendo una domanda o sta facendo un’affermazione?

 

 

P.M. – Una osservazione, chiedendo se lei sa….

 

 

Ventura – Lei ha concluso che non erano timbri dell’Ufficio….

 

 

P.M. – No dell’ufficio del SID o altro ufficio, pubbliche.

 

 

Ventura – Io non so se erano timbri dell’Ufficio. Per me potevano benissimo essere timbri dell’Ufficio.

 

 

G.I. – Abbiamo chiarito, mi pare….

 

 

Ventura – Sul problema con Sartori c’è da dire questo: Sartori teneva un atteggiamento molto….

 

 

G.I. – Comunque, Sartori per questa azienda qua non avrebbe dovuto lavorare?

 

 

Ventura – No, doveva lavorare.

 

 

G.I. – Che lavoro?

 

 

Ventura – Era previsto che si trasferisse a Roma.

 

 

G.I. – Che lavoro?

 

 

Ventura – Un lavoro amministrativo.

 

 

G.I. – In che senso?

 

 

Ventura – Nel senso che si doveva occupare dell’amministrazione. E questo rappresentava una garanzia per loro di carattere economico sull’investimento…..

 

 

Loredan – Sì, questo è vero.

 

 

Ventura - ……e rappresentava anche una garanzia di carattere politico. Perché se si guadagnava dieci, destinava politicamente l’iniziativa editoriale e il finanziamento parziale, perché rispetto all’iniziativa editoriale il finanziamento alla linea rossa doveva essere molto subordinato. Cioè era una tangente mensile che doveva coprire spese minime.

 

 

P.M. – E allora come mai lui è andato di sua iniziativa su tre milioni?

 

 

Ventura – Su iniziativa di chi?

 

 

P.M. – Sua.

 

 

Ventura – Non è spiegato con quel che ho detto.

 

 

G.I. – L’accordo era che a un certo punto i guadagni della Litopress in parte sarebbero stati destinati….

 

 

Ventura - Il mio 51%. Non poteva mica pretendere che il 51%.......Con loro c’era un altro impegno mio personale di carattere politico ma che non aveva niente a che fare con questo.

 

 

G.I. – I suoi guadagni derivanti dalla Litopress, fino alla percentuale che lei non ha ancora detto….

 

 

Ventura – Doveva essere evidentemente reintegrato il capitale di finanziamento. Quindi, inizialmente la tangente da passare alla linea rossa doveva essere ridotta a poche centinaia di migliaia di lire. Non di più.

 

 

G.I. – Prendeva lo stipendio Sartori?

 

 

Ventura – Ma questo era nel quadro dell’azienda….

 

 

P.M. – A titolo personale.

 

 

G.I. – Il finanziamento del movimento doveva essere di 100-200 mila lire al mese all’inizio?

 

 

Ventura – Non ho detto 100-200 mila lire, di alcune centinaia di migliaia di lire al mese inizialmente. Non di più. Ed erano rimborsi che provenivano direttamente da me non dall’azienda. L’azienda non c’entrava in questo. Gamacchio sapeva che….

 

 

G.I. – Poiché lei otteneva questo finanziamento senza contropartita…..

 

 

Ventura – Chi?

 

 

G.I. – Lei.

 

 

Ventura – Ma io firmavo prima di loro….

 

 

G.I. – Ma lei non lo pagava col suo danaro?

 

 

Ventura – Ma nessuno lo pagava. Era solo un impegno. Lo sto pagando io però. Cioè lo stanno pagando loro e alla fine…..

 

 

G.I. – Pagherà lei……Quindi a un certo punto, lei pur di iniziare questa attività editoriale, sacrifica anche parte del suo guadagno futuro a favore di Sartori, marxista-leninista.

 

 

Ventura – Mi sembra che non fosse assolutamente incompatibile con tutta l’operazione, né contraddittorio. Questi quattrini dovevano servire per stampare il giornale “Il Partito”. Ora, stampare il giornale “Il Partito”, e su posizioni filo cinesi……

 

 

G.I. – Fatto sta, che siccome un’amministrazione della Litopress non è mai iniziata, non c’era neanche bisogno a un certo punto che Sartori lasciasse l’attività, il suo posto.

 

 

Ventura – Ma perché non c’è mai stata? Non c’è mai stata, perché i finanziamenti non sono stati….

 

 

G.I. – Come mai Sartori a un certo punto lascia il proprio posto di lavoro?

 

 

Ventura – Non è che lascia, lo mandano via. Cioè lui dà le dimissioni perché lo vogliono fare liquidatore della SAMOPAN.

 

 

G.I. – Quando lavorava a Napoli che lavoro faceva?

 

 

Ventura – Liquidatore-amministratore.

 

 

G.I. – Di che cosa?

 

 

Loredan – Della SAMOPAN, società dei crediti.

 

 

G.I. Era in liquidazione allora?

 

 

Ventura – Non era in liquidazione perché lui viene via quando gli propongono di diventare liquidatore. Siccome diventare liquidatore significa la prospettiva di un’azienda fallimentare con le conseguenze penali per i liquidatori……..Si ricorda, che disse che aveva anche acquistato il libretto di Pirolo, sul liquidatore?

 

 

P.M. – Un manuale.

 

 

Ventura – Comunque, Sartori prima di andare alla seduta [della SAMOPAN a Napoli, n.d.c] chiede il libretto di Pirolo sulla liquidazione. Non è che lo abbiamo chiamato via noi. E’ lui adesso che sostiene che se ne è venuto via dando le dimissioni, rinunciando al posto, ecc. Se lei va ad accertare nei libri della SAMOPAN quando è avvenuta la liquidazione, vedrà che coincide proprio con la dta in cui Sartori se ne è venuto via.

Il discorso sulla SAMOPAN è importante perché spiega anche, perché io a un certo momento passo a Sartori questi rapporti così molto in fretta. Perché nel secondo- terzo incontro molto generico, quindi prima del luglio ancora (prima ancora che io andassi a Roma) lui mi accenna tutto il giro che sta dietro alla questione della SAMOPAN; agli intrallazzi POA [Pontificia Opera di Assistenza-Vaticano, n.d.c.], ai finanziamenti attraverso la POA alla DC, alla “questione di Assisi” come lui non disse (forse non lo capì mai politicamente), che in prospettiva doveva finanziare il secondo partito democristiano…..

Che poi la cosa non ebbe seguito…..

 

 

Loredan – Eh! Eh!

 

 

Ventura – Non si può dire. Queste sono affermazioni che non hanno senso. Lei come fa a dire che Sartori è amico di (Rumor?, n.d.c.)

 

 

Loredan – Perché si sente dire.

 

 

Ventura – E’ così che si creano le leggende. Sartori era in rapporto per le sue preesistenti iniziative commerciali con quella azienda di caldaie di Vicenza, con il rag. Guarino, di Verona. Figura……E’ una testa di tufo di Rumor, questo Guarino. Cioè è l’uomo che ha le mani in pasta in tutta la faccenda della SAMOPAN, perché è procuratore speciale di Cosmelli, che è il Presidente.

Ora, è attraverso questo Guarino con cui Sartori è in contatto, perché è il suo commercialista. E’ in contatto per una vertenza che ha con questa azienda di caldaie, di cui è il rappresentante. Ha una vertenza perché questa azienda è fallita. La vertenza la cura Guarino, e quindi attraverso Guarino (Sartori) entra nella SAMOPAN.

Guarino è l’uomo che anche per vie rumoriane, per vie dorotee, attraverso (Egidio) Carenini [vice segretario amministrativo della DC, n.d.c.], e più in là attraverso Pennacchini (Erminio, deputato dc, n.d.c.), dicono che i Rumor hanno investito quattrini, per aiutare l’eventuale operazione che doveva sortire dalla spaccatura della DC. E’ la fine del ’69, e questa operazione era in pieno corso.

Lei lo sa benissimo! Perché il prof. Zarra, che era intimo di Piccoli, quella prospettiva l’aveva avanzata come una cosa a brevissima scadenza.

 

 

Loredan – Io l’ho presentato assieme a lei e Sartori….no! A Sartori non a lei. Per via dei vestiti che doveva vendere….

 

 

Ventura – Quello è successivo. Stiamo parlando del ’69. Ma comunque questo non ha nessuna importanza.

Dico, le opinioni di Zarra sono importanti, perché Zarra le orecchiava da Piccoli. Quel che dice Zarra è importante, mica perché lo dice Zarra, perché avendo fatto il partigiano con Piccoli, a un certo momento….

 

 

Loredan – Può darsi.

 

 

Ventura – Io il discorso l’ho fatto perché quando andavo a Trento ho visto come Zarra si muoveva e come trattava il segretario di Piccoli. Quindi posso avere inteso quanto dentro fosse lo Zarra nella sua relazione con Piccoli. Quindi, quel che dice Zarra è da ritenersi attendibile.

Quindi, Zarra diceva che la DC doveva spaccarsi nel ’69, e che Piccoli non avrebbe permesso la continuazione del centrosinistra. Che è quel che viene detto in quel rapporto [di Giannettini, n.d.c.].

 

 

P.M. – Prima del rapporto o dopo il rapporto?

 

 

Ventura – Nel ’69. Adesso non mi dica; prima o dopo?.....Questi sono tutti discorsi che hanno collegamenti sottili tra di loro che vengono realizzati. Quindi non si può dire “prima o dopo?”. Sono vincolati reciprocamente. C’è il senso temporale. C’è evidentemente il prima e dopo, ma in senso…..

E’ avvenuto nel ’69, ma potrebbe anche essere stato prima….

 

 

Loredan – Alla Cassa di Risparmio….

 

 

Ventura – Ecco! Allora è stato prima del maggio ’69.

 

 

Loredan – No, no. E’ stato dopo.

 

 

Ventura – Abbiamo detto che il libro si stampa già nel ’68. Questi qua me li dette lei. Si ricorda?

 

 

Loredan – Sì, sì.

 

 

G.I. – Glieli ha dati lei questi?

 

 

Loredan – Sì.

 

 

Ventura – Gli originali ce li ha lui ancora.

 

 

G.I. – Ce li ha lei?

 

 

Loredan – Sì, ce li ho io.

 

 

G.I. – Li ha ancora?

 

 

Loredan – Sì, certo.

 

 

G.I. – E’ vero che Loredan le chiese un rapporto sugli attentati del dicembre ’69?

 

 

Ventura – Credo che ci chiedessimo reciprocamente una spiegazione di quel che era successo il dicembre ’69. Può darsi che mi abbia chiesto notizie ma rapporti non mi pare. Poi ebbi alcuni rapporti e uno glielo mostrai.

 

 

Loredan – L’ultimo rapporto. Si ricorda quando noi siamo andati a fare quel viaggetto in Svizzera?

 

 

Ventura - Di che periodo è?

 

 

Loredan – Tra il primo dell’anno e l’epifania del 1970.

 

 

Ventura – Nel gennaio ’70?

 

 

Loredan – Sì.

 

 

Ventura – Mi ricordo….

 

 

Loredan – E chi c’era lassù? C’era Sartori e….

 

 

Ventura – Io e lei.

 

 

Loredan – E poi c’era Lana….

 

 

P.M. – Che poi si è sposata con un ufficiale della NATO….

 

 

Loredan – Un sergente, per fortuna…….E in quella occasione noi abbiamo parlato di una certa cosa…Cioè io avevo intenzione di mettere una taglia su questi attentatori…

 

 

Ventura – Ma era stata messa una taglia.

 

 

Loredan – No. Non era ancora stata messa. Dopo di che lei, due o tre giorni dopo, forse un quarto, è capitato a casa mia con un rapportino, in cui c’era una certa versione.

 

 

Ventura – Non c’è più.

 

 

Loredan – Un rapportino che io ho dato a Sartori.

 

 

Ventura – Glielo ha dato a Sartori?

 

 

Loredan – Certo che glielo ho dato a Sartori. Era un rapportino breve breve…..

 

 

Ventura – Di questo rapporto ne abbiamo parlato assieme, io, lei e Sartori seduti a un tavolino. E c’era questo rapporto…Lei si ricorda che ne abbiamo parlato assieme?

 

 

Loredan – Sì, ne abbiamo parlato. E lui diceva che non l’aveva mai ricevuto. Sartori diceva….. E viceversa io l’avevo consegnato a Sartori.

 

 

G.I. – Chi diceva che non lo aveva mai ricevuto?

 

 

Loredan – Sartori lo diceva. E io viceversa l’avevo consegnato a Sartori. Non c’è dubbio!

 

 

Ventura – Sartori l’ha ricevuto da me. Perché quando sono uscito da lei, io l’ho dato a Sartori il rapporto.

 

 

G.I. – Dice che glielo ha dato lui.

 

 

Ventura – Non “glielo ha dato lui”, nel senso che non mi sembra di aver lasciato copia.

 

 

Loredan – No, no. Mi ha lasciato copia e io l’ho data a Sartori….

 

 

Ventura – Non quella sera in cui ci siamo incontrati!

 

 

Loredan – Si ricorda cosa c’era scritto su quel rapporto?

 

 

Ventura – Era un rapporto sulla scuola di addestramento NATO in Germania. E riferiva la notizia che ufficiali italiani e civili italiani erano stati addestrati in Germania….

 

 

Loredan – Adesso…guardi….

 

 

G.I. – Se ha il rapporto, lo tiri fuori! Se no sequestro la cartella e vediamo cosa succede……Che cosa diceva questo rapporto che lei mostrò a Loredan e Sartori?

 

 

Ventura – La scuola di addestramento NATO. Che poi è una notizia che è stata ripresa da “Vie Nuove”, di cui io ho già parlato.

 

 

Loredan – Giovanni cerchi di ricordare! Il testo continuava….

 

 

G.I. – Oltre l’addestramento, che diceva?

 

 

Ventura – Sul 12 dicembre io ho avuto almeno tre rapporti…forse quattro. Due dei quali si riferivano alla stessa questione dell’addestramento in questa località. Ma uno è molto generico…..

 

 

G.I. – E’ quello che ha dato a Loredan?

 

 

Ventura – No, quello che sta cercando l’avv. Ghidoni…..Un altro invece era molto più preciso: parlava di ufficiali in alto e di civili che erano stati addestrati nel novembre, mi pare.

 

 

Loredan – Si ricorda un particolare…? Posso tirarlo fuori?

 

 

G.I. – No. Vediamo se si ricorda o no.

 

 

Loredan – Ci sono due nomi in quel rapporto là: uno è Ademberge, il secondo è un uomo. Si citava Ademberge come campo di addestramento di certi reparti speciali della NATO, e poi si cita Monaco come città di raccolta di un gruppo di cinque specialisti, che sarebbero arrivati fino a Monaco insieme, e da Monaco si sarebbero divisi, per raggiungere l’Italia e per fare un bombardamento.

 

 

Ventura – In Italia?

 

 

Loredan – Sì, sì. E io sono stato un cretino.

 

 

Ventura – Ma questo è il rapporto di cui si è parlato con Sartori?

 

 

Loredan – E che io ho consegnato a Sartori.

 

 

Ventura – In relazione a Monaco e cose di questo genere, non ricordo di aver sentito parlare, né di aver ricevuto rapporti. Ci sono stati diversi rapporti, da tre a quattro….

 

 

P.M. – Ricorda cosa dice Lorenzon? Che lei gli avrebbe riferito che gli attentatori andavano ricercati nella Germania occidentale.

 

 

Ventura – Può darsi che avendo avuto questo rapporto io abbia espresso questa opinione.

 

 

G.I. – E’ un po’ diverso. Perché il rapporto le sarebbe stato sollecitato: “Se riesce ad avere qualche cosa…”.

 

 

Ventura – Ma è quel che ho detto io un momento fa. Ora che si sia detto: “Vediamo di aver notizie su quel…”………Scusi, non si parlava d’altro in quei due mesi successivi. Anche perché io avevo il problema…. Ma no che lui mi ha presentato un rapporto espresso….

 

 

Loredan – No, no. E’ strano….

 

 

Ventura – Quel che è più strano, è che questi rapporti sono stati sequestrati nella cassetta di Montebelluna e adesso non ci sono più.

 

 

G.I. – Questa è un’affermazione completamente gratuita. Comunque questo rapporto lo tira fuori?

 

 

Difesa – Abbiamo il testo non il rapporto.

 

 

G.I. – Non c’è il rapporto?

 

 

Difesa – Il testo l’ho trovato….

 

 

Ventura – Perché è un’affermazione gratuita?

 

 

G.I. – Vediamo che razza di testo!

 

 

Ventura – Scusi, i rapporti c’erano. Perché gratuita?

 

 

P.M. – Perché qualcuno li ha fatti sparire.

 

 

Ventura – E’ tanto semplice trarre questa conclusione….Perchè gratuita? C’erano e non ci sono più.

 

 

P.M. – Non è dimostrabile.

 

 

Ventura – Però è dimostrato che io non li ho fatti sparire. O meglio è dimostrabile, non l’ho ancora dimostrato. Ma adesso lo dimostreremo.

 

 

P.M. – Perché sua madre ha distrutto quello su Stefano Delle Chiaie.

 

 

Ventura – Io ho detto….?

 

 

P.M. – Nell’ultimo interrogatorio….

 

 

Ventura – Bruciati, ma non i rapporti. Bruciati i numeri doppi dei rapporti ma non i rapporti. Cioè i numeri di documentazione.

 

 

G.I. – Questo l’ha visto lei?

 

 

Difesa – Quella è una copia battuta da me.

 

 

G.I. – E lei dove l’ha presa allora?

 

 

Difesa – Ho avuto il testo dettato.

 

 

Ventura – Scusi avv. Ghidoni, perché lei prende certe iniziative senza sentire me?......Nei confronti di questi signori non dobbiamo più avere atteggiamenti di lealtà. Perché gli atteggiamenti di lealtà non sono stati corrisposti.

 

 

P.M. – Non è vero.

 

 

G.I. – Lei la lealtà non la può mettere in dubbio. Io non le consento di dubitare della lealtà dei giudici.

 

 

Ventura – Lei non ha inteso bene allora. Io non ho detto che lei è sleale, ho detto che lei non corrisponde alla mia lealtà. Lei l’ultima volta, nel confronto con Franzin, ha fatto un’affermazione precisa. O meglio ha affermato un’illazione precisa, dicendo che io volevo far sparire i rapporti. Mentre c’è la prova….

 

 

G.I. – Io ho detto questo?

 

 

Ventura – Sì, lei……Il Franzin si è inventato addirittura che mia zia è andata a dirgli se erano da distruggere…Lei ha fatto questa ipotesi.

 

 

G.I. – Si parlava del fatto dei rapporti di sua zia, che doveva distruggere; si parlava di chi poteva avere dato indicazioni su dove erano i rapporti….

 

 

Ventura – No. Questo l’ha detto Franzin.

 

 

G.I. – Nell’ambito del discorso fatto da Franzin, le dissi: “Probabilmente può anche darsi che lei ce li abbia fatti trovare nella cassetta di sicurezza”…………Si parlava di chi poteva aver avuto l’indicazione su dove erano i rapporti.

 

 

Ventura – Comunque c’è una prova testimoniale che io non avevo nessuna intenzione di fare trovare questa roba. Ci sono due testimoni che dicono che nell’imminenz della perquisizione, dopo che Stiz aveva disposto il sequestro della cassetta, mia madre tentò ripetutamente con due persone….

 

 

G.I. – Come sapeva Stiz che c’erano questi rapporti?

 

 

Ventura – Non lo so. Chiedetelo a Stiz questo. Lei faccia una telefonata a Stiz. Lei può farle benissimo queste cose invece di girare con me questo problema. Io non posso mica saperlo.

 

 

G.I. – Quindi, sarebbe anche sparito questo rapporto dalla cassetta?

 

 

Ventura – Questo c’era. Credo che sia questo uno dei rapporti.

 

 

G.I. – “KSPIC – Nel giugno ’69 alcune decine di ufficiali NATO, tra cui un certo numero di italiani, sono stati addestrati….”.

 

 

Loredan – Che data porta?

 

 

P.M. – Dell’ottobre.

 

 

Loredan – No, no.

 

 

G.I. – L’ha mai letto questo?

 

 

Loredan – No. Io ho letto il seguito, quello che doveva essere dei primi di gennaio. C’è il seguito di questo.

 

 

G.I. – Cioè?

 

 

Loredan – Che in una scuola NATO, tenuta dagli americani vicino ad Ademberge, sarebbero scesi cinque specialisti, che sarebbero di quella scuola. Sarebbero arriviati assieme fino a Monaco di Baviera, e da lì si sarebbero divisi e sarebbero scesi a fare certe operazioni….

 

 

Ventura – Cioè, fare gli attentati?

 

 

Loredan – Sì, sì. Gli attentati, gli attentati. Insomma è evidente. Era più breve di questo….Era molto sintetico, e c’era anche una premessa.

 

 

G.I. – Lei l’ha letto mai quel rapporto?

 

 

Loredan – Beh….

 

 

Ventura – Mi è anche ignoto che ci sia una scuola vicina a Monaco.

 

 

Loredan – Non a Monaco, ad Ademberge.

 

 

G.I. – Non ricorda questo rapporto? L’ha dato a Sartori questo rapporto?

 

 

Ventura – Non ricordo di averlo….

 

 

Loredan – Se non ricorda…bene.

 

 

Ventura – Se avessi avuto un rapporto di questa importanza, l’avrei senz’altro. Io ho detto che ce n’erano altri tre probabilmente su questo tema.

 

 

Loredan – Io non avevo mica altri collegamenti; non avevo altro che potesse portarmi un rapporto di questo genere.

 

 

Ventura – Il maresciallo Munari….

 

 

Loredan – Ma Munari non mi avrebbe dato rapporti di quel genere, suppongo.

 

 

Ventura – Munari viene ancora a trovarla?

 

 

Loredan – Ci troviamo sempre. Siamo in ottima amicizia.

 

 

Ventura – Comunque vede Munari…..

 

 

G.I. – Questo rapporto, Ventura, com’è saltato fuori adesso questo testo? Da dove viene? Chi gliel’ha dato?

 

 

Ventura – Cosa vuole…..E’ saltato fuori da chi me l’aveva dato la prima volta.

 

 

G.I. – Quindi Giannettini gliel’aveva dato?

 

 

Ventura – No.

 

 

G.I. – Alla sorella?

 

 

Ventura – Non dico a chi.

 

 

G.I. – Giannettini non c’è…..

 

 

Ventura – Allora bisogna fare tutta una spiegazione organica: nella serie di richieste che io ho fatto a Giannettini, era anche di riavere parte delle notizie che mi aveva passato e che non ero più in condizioni di avere. Questo nel quadro anche della richiesta relativa al…. E alla fonerma del …a cui Giannettini aggiunse anche l’altro nome.

 

 

G.I. – Quale nome?

 

 

Ventura – Quello che io ho già riferito, che è a verbale….

 

 

G.I. – Quale?

 

 

Ventura – Il Tilgher. Sì, però altro nome che mi riferì Giannettini, che non riferisco io. Cioè Freda non mi parlò di Tilgher. E’ Giannettini che ne parla, non io. Cioè ne parla come di un uomo col legatissimo sia con Delle Chiaie come….Quindi, in questo quadro ho avuto nel mazzetto di notizie che mi interessavano anche questa scheda.

 

 

G.I. – E gli altri rapporti?

 

 

Ventura – Dovevamo averli.

 

 

G.I. – Se n’è andato?

 

 

Ventura – Non se n’è andato. E’ stato accompagnato.

 

 

G.I. – Dove è stato accompagnato?

 

 

Ventura – Guardi che Giannettini non se n’è andato spontaneamente….E’ a Roma Giannettini.

 

 

G.I. – Da quando sua sorella perse i contatti con Giannettini?

 

 

Ventura – Giannettini è stato invitato a interrompere i rapporti con me, e a rendersi irreperibile.

 

 

G.I. – Quando?

 

 

Ventura – Se avessi contatti con emissari più efficienti, potrei saperle dire quando. Invece non so niente. Se lei mi facesse parlare con Quaranta invece che con mia sorella, potrei avere…..

 

 

Loredan – Quindi Giannettini è in Italia?

 

 

Ventura – E’ a Roma.

 

 

Loredan – Oh! Oh! Ridacchio per conto mio….perchè scusi, è sicuro che è a Roma? Io avevo suggerito una ipotesi….

 

 

Ventura – Dica anche a me l’ipotesi.

 

 

Loredan – No.

 

 

Ventura – Allora lei è amico di….

 

 

Loredan – Io non sono amico di nessuno. Sono amico….vedrà, vedrà! Fra poco lo sapremo.

 

 

G.I. – Evidentemente ha un proprio servizio segreto anche Loredan.

 

 

Loredan – No, no. Nel caso, alla Giustizia interesserebbe sapere dove trovare Giannettini?

 

 

G.I. – Come no!

 

 

Loredan – A lei interesserebbe?....Quindi è in Italia e sicuramente è a Roma….

 

 

G.I. – Le informazioni di Ventura lo danno per certo. Evidentemente lei conosceva qualche altro agente oltre a Giannettini.

 

 

Ventura – No. Si sono messi loro in contatto con me dopo che Giannettini se ne è andato. Non sono stato io.

 

 

G.I. – Chi si è messo in contatto?

 

 

Ventura – Più di così non dico.

 

 

G.I. – Lo lascia capire chiaramente. ……Quindi, secondo quel che lei afferma in questo momento, il SID sapeva anche che lei lavorava per conto di Giannettini? Quindi, indirettamente che lavorava per loro?

 

 

Ventura – Parliamo di cose più praticabili in questa sede.

 

 

G.I. – Allora mi sembra che abbiamo chiarito i punti di contrasto….

 

 

Loredan – Cosa sono queste carte?

 

 

Ventura – Poiché un mio amico, e allo stato è ancora un mio amico, lei e Franzin, ma soffre di un periodo di depressione farneticante, quindi ha dato alcune indicazioni a un giornalista, che è un certo Piero Sanavio, che poi questo giornalista ha articolato per suo conto e per sua utilità. Lei ha conosciuto questo Piero Sanavio?

 

 

Loredan – Certo.

 

 

Ventura – Allora ci dica qualcosa su questo Piero Sanavio.

 

 

Loredan – Io potrei dire qualcosa di questo Piero Sanavio, ma gliela dico solamente a D’Ambrosio0.

 

 

Ventura – Guardi che lei è un testimone!

 

 

Loredan – No, no!

 

 

Ventura – Altrimenti è un testimone reticente. Dovrebbe dire perché lo dice solamente a lei e….

 

 

Loredan – Non c’entra niente lei in questa questione.

 

 

Ventura – Non è che c’entri io. Io queste cose le devo sapere se voglio difendermi. Quindi lei dovrebbe dire che cosa è venuto a fare da lei il Sanavio. E poi traendone le conclusioni…..Lei ha letto l’articolo?

 

 

Loredan – Non voglio neanche saperlo!

 

 

Ventura – Ha detto che lei ha ospitato un giovane biondo….

 

 

Loredan – Che ospitato! Ma no per la Madonna!....Sanavio è fortunato che l’ho trattenuto io e non sia andato a trovarlo lui. Piero Sanavio è venuto l’anno scorso, dopo che lui aveva detto che aveva un certo interesse per conoscere certi documenti ancora inediti, praticamente lettere di Sartori, ecc.

E mi ha intrattenuto per quattro ore a parlare del più e del meno. Dopo, a un certo punto, si era mangiato, si era anche bevuto, caldo, ecc., mi ha fatto una domanda, così, buttata alla sprovvista: “Lei ha mai avuto seccature dagli agenti NATO?”.

E si è cambiato discorso. Mi ha telefonato dopo Sanavio, dopo l’articolo, dicendo che voleva avere un’intervista con me….

 

 

G.I. – Che cosa ha scritto poi Sanavio?

 

 

Loredan – Non lo so. Non ho neanche letto.

 

 

Ventura – Le conclusioni su un giovane biondo che lui ospitava e che aveva accompagnato a Marsiglia.

 

 

Loredan – Una cosa di questo genere.

 

 

G.I. – Che cosa ha detto?

 

 

Ventura – Che lui sarebbe l’organizzatore dell’assassinio di Calabresi…..

 

 

Loredan – Sì, sì. Cose di questo genere.

 

 

G.I. – Un giovane biondo?

 

 

Ventura – Altri non è che il Paolo R. del partito comunista di Trieste.

 

 

Loredan – Sì, sì. Comunque gli ho detto per telefono proprio quel che meritava. Comunque Sanavio fa parte già del giro. Quattro ore dal magistrato, molto bravo nel fare domande a trabocchetto. Ma uno che sta quattro ore nel fare quella sola domanda…..

 

 

Ventura – Questa è una valutazione scorretta.

 

 

G.I. – “Allora Loredan portava una pistola….”

 

 

Loredan – Lei andava in giro armato di pistola? Non lo sapevo….

 

 

G.I.“…..sotto una pergola, a colazione, in un ristorante. Seduto a tavola quel giovanotto che più tardi…”.

 

 

Loredan – Sì, sì.

 

 

G.I.“….E’ stato lui a entrare in contatto con me” – diceva.

 

 

Ventura – Anche Spano collaborava con loro.

 

 

Loredan – Chi è Spano?

 

 

Ventura – Era il diretto superiore di Sartori.

 

 

Loredan – Per fortuna non lo conosco…..Scusi, mi sono ricordato di un piccolo particolare che può interessare in una certa misura. Io adesso mi sono ricordto….Dopo il duro interrogatorio che lei mi ha fatto subire la prima volta che sono venuto a Milano, io sono stato portato (io non sono andato da Sartori) delicatamente da Sartori. Io non avevo mai avuto, né sentito nominare esistenza di rapporti tra cinesi e italiani.

Si sentiva dire qualcosa di questi marxisti-leninisti, mi riferisco comunque verso la fine del ’67. Allora non c’era neanche questa presenza. Io un giorno vado da un certo Bavaresi, un uomo con la barba che è la simpatia di diversi scugnizzi delle varie questure italiane, il quale a un certo punto siamo andati a mangiare….

 

 

G.I. – Chi è questo Bavaresi?

 

 

P.M. – Quello che ha citato anche….

 

 

Loredan – Dunque, questo qua mi prende e dice: “Guarda cosa riguarda la Cina”. E mi fa vedere una lettera dalla Cina che scriveva Luisa Strong, era una scrittrice americana, giornalista, che era arrivata là. Allora io mi sono interessato….

 

 

G.I. – Il testo era in inglese?

 

 

Loredan – In italiano. Tradotto in italiano. …..Passa un paio di mesi. Intanto io mi sto interessando. Ritorno da questo Bavarese e lui mi dice che in seguito alle alluvioni che c’erano state nel Veneto, che c’erano partigiani, ecc. Sono andato su per prendere conoscenza dei bisogni di questi gruppi di partigiani, ecc. E quando mi sono seduto al tavolo, dopo neanche tre secondi….

 

 

P.M. – E’ stato preso come un tordo.

 

 

Loredan – Sì, sono stato preso come un tordo. E so anche chi ha iniziato. “Aspetti che si mettano a posto le cose…..Io so tante cosette….”.

 

 

G.I. – Chi era?

 

 

Loredan – Mi hanno preso come un tordo!

 

 

G.I. – Ma chi?

 

 

Loredan – “Madama” CIA mi ha preso come un tordo. “Non è saltato, per fortuna, il rapido Milano-Venezia, di cui nessuno parla”.

 

 

G.I. – Quando doveva saltare?

 

 

Loredan – Pochi giorni dopo i fatti di Milano è stato dinamitato, cosa strana proprio in provincia di Verona, il rapido Milano-Venezia, alle ore della mezzanotte….

 

 

P.M. – Questo è dell’agosto.

 

 

Loredan – No, no, dott. Alessandrini. Neanche dieci giorni dopo gli attentati hanno messo una carica di tritolo che ha portato via 70 centimetri di binari.

 

 

G.I. – Gliel’ha raccontato lei questo fatto?

 

 

Loredan – Scusi dott. D’Ambrosio, finchè non mettete in ….il rapido Milano-Venezia, che non è saltato quella notte, a 120 km all’ora. Pieno di passeggeri, in piena corsa, con cm.70 tagliati da una parte e dall’altra….

 

 

Ventura – Subito dopo la strage?

 

 

Loredan – No, no. Entro una quindicina di giorni.

 

 

G.I. – Non ci è mai stato segnalato questo.

 

 

Loredan – Era d’accordo che Coronaro……

 

 

Ventura – Quello a Verona….

 

 

P.M. – Del ’69.

 

 

Loredan – Dopo la strage di Milano.

 

 

P.M. – C’è un attentato nella scuola….

 

 

Loredan – Quello del rapido. Perché a 120 km all’ora, là ci sarebbero stati 200-300 morti.

 

 

Ventura – Su “Madama” CIA chiarisca meglio.

 

 

Loredan – Adesso non vedo l’ora che facciano una…là a…

 

 

G.I. – Dove?

 

 

Loredan – A Pnom Penh. Penso che lei sappia che tutti i banditi della Cia vengono là….

 

 

Ventura – Sono problemi cambogiani.

 

 

Loredan – I nostri problemi sono anche cambogiani.

 

 

Ventura – D’accordissimo. Ma siccome Sanavio….

 

 

Loredan – Non voglio neanche sapere cosa dice Sanavio.

 

 

Ventura – Finchè il dott. D’Ambrosio ci porta in borsa il mondo, noi dobbiamo…

 

 

Loredan – Io sarei già morto. Perché quello che voleva farmi la fine che voleva farmi fare…..Tutta la stampa italiana…..

 

 

Ventura – Il problema è che io con tuo fratello non ho mai avuto rapporti.

 

 

Loredan – Tutti sanno in che rapporti sono io con mio fratello. Anche i sassi. Perché lui ha una concezione della vita esattamente opposta della mia.

 

 

G.I. – L’ultima di Sanavio non l’ha letta?

 

 

Loredan – No. E’ venuto Paolo R. a farmi rileggere.

 

 

G.I. – Dice che lei conosce Feltrinelli.

 

 

Loredan – Voi volete andare a fondo sulla questione di Feltrinelli? Voi dovete cercare da quale agenzia di stampa sia uscita, due giorni dopo la morte di Feltrinelli, la notizia che un personaggio del Montello gli sarebbe stato amico. E questa notiziola, piccola così, è stata diramata a tutti i giornali.

 

 

G.I. – Da Sanavio? Non la riporta qua?

 

 

Loredan – No, non può riportarla come fonte sua. Guardate anche all’ANSA. Oggi io ho fatto una scoperta importante….

 

 

G.I. – “Secondo Marco Loredan, l’editore milanese sarebbe stato visto in casa di Piero pochi giorni prima di morire tragicamente a….”.

 

 

Loredan – Sono cose da pazzi!

 

 

G.I. – Chi gliele dice queste cose?

 

 

Loredan – E’ un pazzo! E’ una canaglia! E’ l’ultimo di oggi?

 

 

P.M. – Sì.

 

 

Loredan – E io gli faccio fare una querela!

 

 

Ventura – Non faccia querele per amor di Dio!...Non faccia l’errore che ho fatto io. Non faccia querele! Soprattutto con i giornali della sinistra. Perché quando si fa una querela a un giornale della sinistra….

 

 

Loredan – Questo è un giornale democristiano!

 

 

Ventura – Non si può più distinguere! Non si può più dire….

 

 

Loredan – No, no. Si distingue. Questo è un giornale in mano alla DC.

 

 

Ventura – No, no…..

 

 

Loredan – Ma come fa a dire no? Io so che si sono impadroniti i partiti di maggioranza da 5-6 mesi fa. E’ un giornale della DC! ….Ma però fa piacere in un certo senso….Le masse si ribelleranno veramente, e io mi metterò alla loro testa.

 

 

Ventura – Ma lei non deve aver paura di dire a nessuno.

 

 

G.I. – Lasciamo perdere questa storia.

 

 

Loredan – Io non ho mai conoscuto Feltrinelli!

 

 

Ventura – A me sembra che lei una volta abbia detto che l’ha conosciuto.

 

 

Loredan – Ma porco Dio! Se lei esce con questa affermazione, lei fa parte del giro!

 

 

Ventura – Se lei me la smentisce, basta.

 

 

Loredan – Non ho mai detto una cosa di questo genere.

 

 

Ventura – Basta allora!

 

 

G.I. – Ma perché ha detto di essere amico di Feltrinelli?

 

 

Loredan – In che occasione, scusi?...Oh! No. Giovanni no. E’ un problema tuo particolare…..

 

 

G.I. – Ventura dice che Loredan è amico di Feltrinelli.

 

 

Ventura – No amico….Un rapporto che viene immediatamente manipolato e quindi….

 

 

Loredan – Mai conosciuto.

 

 

G.I. – Allora Sanavio non se lo inventa?

 

 

Loredan – Non se lo inventa….

 

 

Ventura – A me sembrava….era un ricordo generico….

 

 

Loredan – Era un ricordo che è assolutamente impossibile che provenga da me!

 

 

Ventura – Può darsi che si riferisca a pubblicazioni?

 

 

Loredan – No, no.

 

 

Ventura – A certe specifiche pubblicazioni.

 

 

Loredan – Pochissime…

 

 

G.I. – Quali pubblicazioni? Sia più esplicito! Lei lancia il sasso e poi ritira la mano.

 

 

Ventura – Ce ne sono pochissime. Non c’è bisogno di lanciare il sasso e poi ritirare la mano.

 

 

G.I. – Quali?

 

 

Ventura – Ha scritto tre opuscoli nel ’69….

 

 

Loredan – Mai conosciuti. Oltretutto mi era un uomo sgradevole. Un uomo antipatico alla fotografia che si riferiva. E in più di Feltrinelli c’era il sospetto anche che facesse il doppio gioco con gli altri.

 

 

Ventura – Comunque….

 

 

Loredan – Mai visto! Mai avuto a che fare con Feltrinelli.

 

 

Ventura – Io non ho mai detto che lei ha avuto a che fare polticamente con Feltrinelli….

 

 

Loredan – Si parla di un rapporto di conoscenza, che non c’è stato mai, mai.

 

 

Ventura – Basta….è chiuso.

 

 

Loredan – Però, scusi, certo che tu……..Adesso cercano di attivare un’altra linea.

 

(Fine del confronto tra Ventura Giovanni e Loredan Piero del 2 agosto 1973)