NEL 1973 PARACADUTISTI AMERICANI ARRIVANO IN “SILENZIO” A VICENZA

 

A due passi dal golpe con il battaglione fantasma

 

 

Apriamo il sipario su una storia gravissima ma anche tragicomica. Un governo italiano che svende pezzi di sovranità come fosse al mercato del pesce e un alleato pronto a riempire tutti i buchi di potere….ma leggiamo attentamente il testo del cablo inviato dal governo americano a tutti i suoi comandi in Europa....

 

 

 

Titolo: PROJECT FENDER, data 16 maggio 1973

Original Classification: SECRET

Handling Restrictions – N/A or Blank

Executive Order: RR

Office Origin: ORIGIN EUR – BUREAU OF EUROPEAN AND EURASIAN AFFAIRS

Office Action: N/A or Blank

 

FROM DEPARTMENT OF STATE

To: CINSUSAREUR/COMMANDER IN CHIEF EUROPEAN COMMAND VAIHINGEN GERMANY/ DOCUMENTS OFFICER ALLIED FORCES SOUTHEASTERN EUROPE/ITALY ROME/NATIONAL MILITARY REPRESENTATIVE SUPREME HEADQUARTERS ALLIED POWERS EUROPE/ NORTH ATLANTIC TREATY ORGANIZATION (NATO)

[traduzione del testo inglese]

 

 

1.   Aderendo alla nostra richiesta di stazionamento NATO di un battaglione paracadutisti da combattimento a Vicenza, il governo italiano ha deciso che non vi sarà alcun annuncio e nessuna pubblicità verrà data all’arrivo degli elementi del gruppo. Dal momento che il governo italiano è così preoccupato che l’intero processo venga realizzato senza pubblicità, le azioni verranno quindi poste in essere per ottenere una bassa visibilità.

SECRET

[documento declassificato il 30 giugno 2005]

 

Fonte: WIKILEAKS files

 

 

Il retroterra

 

 

Alla data del 16 maggio 1973 stava boccheggiando il secondo governo retto da Giulio Andreotti. Agli Interni il solito ineffabile nostro concittadino Mariano Rumor, alla Difesa il superamericano Mario Tanassi . La fine di questo governo è segnata per il 7 luglio dello stesso anno. Al “Divo Giulio” subentra l’”ineffabile”, il “pio” Mariano Rumor come da copione. Seguito da Paolo Emilio Taviani per l’Interno e, non ci crederete, da Mario Tanassi che non si schioda per la Difesa!

 

Dunque questo è il grumo insano e istituzionale che ha prodotto la “scappatella” di Vicenza. Un peccato veniale, una pinzillacchera direbbe Totò. Che è un battaglione di paracadutisti che viene spostato dalla Germania alla base della Caserma “EDERLE” di Vicenza? Una cosuccia.

 

Invece non è vero che sia una cosuccia. Che significa SECRET per un cablo del genere? Da quando in qua in un paese alleato ma indipendente (si fa per dire) si spostano truppe straniere (perdipiù) e le si invia in una regione strategica (il Veneto) per l’evolversi degli eventi, proprio durante i momenti più delicati della “strategia della tensione”, quando la magistratura sta iniziando a capirne qualcosa della “BLACK CONNECTION”.

 

Non dimentichiamo che Vicenza è allora sede della SETAF, ha in quegli anni un ruolo NATO. Ma i servizi segreti militari americani operano fuori dal ruolo NATO, le armi che vengono distribuite ai militanti di ORDINE NUOVO (TESTIMONIANZA GIOVANNI VENTURA) per un eventuale golpe sono armi da guerra e vengono sì dai depositi NATO ma sono anche armi americane.

 

Diamo un’occhiata poi a questo battaglione di paracadutisti da “combattimento”. Mai visto un battaglione americano che non sia pronto a invadere o destabilizzare qualche paese, quindi a “combattere”: è la ragion d’essere dell’America. Quindi il trasporto a “bassa visibilità” del battaglione USARMY  è per il governo italiano di primaria importanza.

 

Tanto che si usa la sigla SECRET per la corrispondenza.

 

Mi immagino Tanassi che soddisfatto firma e controfirma, per lui un battaglione in più di Yankee deve essere stato come trangugiare d’un fiato un amaro Averna. E Rumor che nel periodo in questione passa dalla sedia dell’INTERNO (gliela tiene calda calda per l’amico TAVIANI) a quella del governo, a conoscerlo, non deve neanche essersi interessato di queste piccolezze. Casomai avrebbe sempre risposto: “Non so, non ricordo…”

 

E Andreotti? E’ il volpone che tra un tentativo di golpe di Borghese (1970) e quello più serio del 1973-1974  è veramente affaccendato. Che sia sua l’idea di chiedere un “rinforzino” agli americani, un battaglione da sistemare in quel Veneto che, sotto sotto, è di un nero bombarolo.

 

Dunque, restiamo seri. Perché questo battaglione “silenzioso”, che ci piomba in un Veneto che è sotto inchiesta (cellula nera di Freda e Ventura) ma conserva intatto tutto il capitale umano e militare per tentare l’avventura golpista, è un fatto molto ma molto strano.

 

Fosse stato per gli americani avrebbero fatto sfilare i parà per Corso Palladio, ma le oscure e pavide manine degli zombie governativi di allora tremavano al pensiero che qualcosa venisse scoperto, già alcuni scricchiolii si avvertivano, c’erano le inchieste della magistratura, una sinistra grintosa ma (il PCI) “sempre responsabile”.

 

Nel paese e nella nostra Vicenza, nel Veneto c’erano occhi ovunque che seguivano le mosse dell’avversario di turno. E’ sfuggito qualcosa al servizio “rosso” del Partitone”? O diplomazia ha voluto che anche quella volta si decise di “lasciar correre” in cambio magari di qualche briciolina?

 

 

Giorgio Marenghi