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Nr.509162 di prot. "P". Roma, 23 Luglio 1996.

Annotazione sulle attività di guerra psicologica e non ortodossa, (psychological and low density warfare) compiute in Italia tra il 1969 e il 1974 attraverso l' "AGINTER PRESSE ".

 

9. ATTIVITA' IN ITALIA

 

 

In data 14.03.1995, il Capitano GIRAUDO Massimo si recava, su delega del Dr.SALVINI, presso l'abitazione del prefetto Umberto FEDERICO D'AMATO, per valutare una sua disponibilità ad approfondire alcuni elementi emersi nell'inchiesta sulla strage di Piazza Fontana (Relazione di Servizio nr. 37811 62-2 del 14-03-1 995, A11.29).

 

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Il Capitano dei Carabinieri Massimo Giraudo (ora Colonnello) negli anni 70 in forza al R.O.S. 

 

 

I1 Dr. D'AMATO specificava di non aver mai sentito parlare di CHAOS ma notava che, gli scopi da esso perseguiti, per come illustratigli, potrebbero non essere stati dissimili da quelli che tra il 1956 ed il 1960 erano stati propri del gruppo guidato dal Questore GUIDO DE NOZZA.

 

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Il Prefetto dr. Umberto Federico D'AMATO Capo dell'UFFICIO AFFARI RISERVATI 

 

 

Era noto che tale gruppo aveva avuto origine dalla nomina a Direttore della Divisione Affari Riservati del Ministero degli Interni, da parte del Ministro FERDINANDO TAMBRONI, dell'ex-Questore di TRIESTE, GUIDO DE NOZZA, nel Luglio 1956.

 

Questo gruppo era guidato, oltre che dal DE NOZZA, dall'ex-Capo dei Servizi Politici della Polizia del Territorio Libero di TRIESTE, il noto WALTER BENEFORTI, nonchè dai Commissari ANGELO MANGANO e ILIO CORTI, anch'essi provenienti da Trieste.

 

 

I1 gruppo veniva sciolto nel 1960 poichè coinvolto in illecite attività informative svolte anche in direzione di membri del Governo.

 

In via preliminare si ritiene opportuno fare osservare che:

 

- WALTER BENEFORTI, arrestato nel 1973 per il famoso scandalo delle intercettazioni telefoniche abusive assieme al noto TOM PONZI, è emerso in rapporti di collaborazione informativa con ROCCHI CARLO (Lo stesso ROCCHI confermerà tale circostanza nel verbale reso alle AA.GG. di Milano in data 29-06-1995). Come si ricorderà, quest'ultimo venne indicato dall'estremista di destra BIAGIO PITARRESI come agente C.I.A. al quale riferiva il contenuto dei colloqui investigativi che avevano luogo con lo scrivente (vds Relazione di Servizio allegata all'annotazione nr. 42411 0 del 18-01-1994 relativa al colloquio investigativo del 15-12-1993, All.30).

 

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Il noto investigatore privato Tom PONZI inserito negli ambienti fascisti e dei Servizi Segreti

 

 

Come le SS.VV. ricorderanno, il ROCCHI era noto agli atti S.I.S.Mi. come "fiduciario C.I.A." sin dagli anni '50 (fascicolo personale trasmesso direttamente dal Servizio al Giudice Istruttore) e l'attività investigativa condotta, tendente ad accertare la veridicità delle affermazioni del PITARRESI con una serie di mirate ed articolate attivazioni (in sostanza veniva richiesto al PITARRESI, al momento della confessione, di non interrompere il flusso informativo, facendo passare solo notizie che non potevano danneggiare le indagini) aveva portato non solo alla intercettazione di un fax diretto dal ROCCHI all'Ambasciata degli U.S.A. in Roma contenente notizie sulle attività del Giudice Istruttore Dr. Guido Salvini e del Capitano Massimo Giraudo, ma anche alla conferma del referente del ROCCHI, tale John COSTANZO, che, a detta del PITARRESI, gli era stato presentato come agente C.I.A. sotto copertura D.E.A. (vds annotazione nr. 14011 9 del 28-02- 1994 All.31).

 

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Biagio PITARRESI, estremista di destra vicino a ROGNONI a Milano negli anni 70

 

 

 

Si rammenta, inoltre, che le attività investigative avevano effettivamente fatto notare alcune anomalie comportamentali del COSTANZO (vds annotazioni 424110-1 del 05-02-1994 - All. 32; 14016-3-1 del 12-02-1994 - All.33; 14016-4 del 12-02-1994 - All. 34) suscettibili di essere sfruttate come copertura per attività di intelligence e che il ROCCHI era anche stato indicato dal PITARRESI, pur senza che potessero venire trovati riscontri a causa della convinzione del fiduciario C.I.A., ad un certo punto dell'indagine, di essere attenzionato (peraltro lo stesso ROCCHI, in verbale reso avanti al Dr. Salvini e alla Dr.ssa Pradella, in data 29-06- 1995, dichiarava che il Dr. RINALDI del Centro S.I.S.De. di Milano gli aveva fatto capire di avere i telefoni sotto controllo), come interessato al rintraccio di Silvano LARINI (vds. annotazione 424110 del 18- 01-1994 ove è anche riportato l'accenno del PITARRESI ad una futura azione di screditamento nei confronti dell'allora P.M. Dr. DI PIETRO All.30 nonchè il possibile riscontro a questa azione illustrato nell'annotazione 42411 0-3 del 14-11-1995 - All. 35) prima che venisse localizzato dalle autorità italiane e alla eliminazione di un magistrato del pool cosiddetto "mani pulite" della quale si sarebbe dovuto occupare lo stesso PITARRESI.

(Per la genesi di tale notizia si veda l'annotazione 140151-All.36 che contiene peraltro una conferma indiretta ad una affermazione del PITARRESI proveniente dalle indagini sulla strage di Piazza della Loggia, nonchè il successivo sviluppo contenuto nei verbali redatti in data 21.11.1994-All.37- e 05.05.1995-All.38).

 

 

Carlo ROCCHI, escusso in data 29-06- 1995, dal Giudice Istruttore, Dr. Guido SALVINI, e dal Pubblico Ministero, Dr.ssa Grazia PRADELLA, dichiarava di aver lavorato per 1'O.S.S. sin dal 1950 e dal 1978 al 1985 per la C.I.A.. Comunque, già in data 16.09.1994 il collaboratore MICHELE AMANDINI aveva dato al Dr. SALVINI una prima conferma dell'attività istituzionale svolta dal ROCCHI (All.39).

 

Questi, peraltro, tentava un maldestro riallaccio del flusso informativo direttamente con lo scrivente (Capitano Massimo Giraudo, nota g.m.)  (riferito con annotazione nr. 140153, A11.40) che non veniva fatto proseguire anche per evitare che, saputo di essere stato attenzionato, cercasse di accreditarsi come fonte di aiuto nell'inchiesta, ad esempio microfonando una sua proposta in tal senso al sottoscritto.

 

- GIOVANNI BANDOLI, indicato dal collaboratore CARLO DIGILIO quale appartenente a rete operativa d'intelligence statunitense stanziata nel Veneto, interrogato, negava di aver effettuato attività spionistiche, di aver mai indossato la divisa dell'esercito statunitense e di conoscere il DIGILIO. Si è invece acclarato che DIGILIO e BANDOLI si conoscevano e che quest'ultimo era uso indossare la divisa militare americana pur essendo un impiegato civile.

 

 

L'attività istruttoria, condotta dal Dr. SALVINI avvalendosi di questo Reparto e dell'apporto del S.I.S.Mi., ha invece consentito di appurare che il BANDOLI era in possesso di documento militare americano e che tale JOHN HALL, persona che gli attesta le referenze (All.41, già trasmesso con foglio nr.2 146122-3 del 24-07-1995 concernente l'analisi dei reperti della perquisizione effettuata al BANDOLI) da parte del TR.U.S.T. Exchange Service di Trieste (Il BANDOLI ha affermato, nel verbale reso il 25-05-1995 allo scrivente, di aver lavorato per gli Alleati in Trieste quale barbiere) , era noto al S.I.S.Mi. come elemento dei Servizi Informativi americani.

 

Trattasi di JOHN LUIS HALL nato il 24-11-1906 a Tokoma (Washington) il quale risulta al S.I.S.Mi., oltre a quanto già detto, Presidente, dal 1947, della società AVIPA (AMERICAN SALES AND IMPORT AGENCY), con sede in Trieste, Contrada del Corso nr. 7; già addetto all’UNRA del suddetto capoluogo giuliano; residente in Trieste, Via Fabio Severo 47, presso certo TRIMARCHI; gestore del garage officina denominato "T.E.S. (TR.U.S.T. EXCHANGE SERVICE) GARAGE CONCESSION", sito in Trieste, Via GHIBERTI, al cui interno stazionavano, oltre ad automezzi dell'esercito americano (jeep) anche vetture americane con targa civile guidate da ufficiali statunitensi. Da tale gestione HALL traeva notevoli guadagni avvantaggiato dal fatto che ad essa facevano capo la maggior parte dei militari statunitensi del Territorio Libero di TRIESTE (T.L.T.).

 

 

La società AVIPA, di cui HALL era presidente dal 1947, fu oggetto, nel 1952, di attività informativa da parte del Servizio militare dell'epoca in quanto segnalata per attività sospetta non meglio definita, ma gli accertamenti successivamente svolti non evidenziarono elementi di specifico interesse. La predetta società è citata in calce (in alto a sinistra) al documento relativo al suddetto "T.E.S. GARAGE" preceduto dalla parola "TELEGRAM' (All.41).

 

 

Nel medesimo comprensorio di Via GHIBERTI era sita una agenzia di viaggi denominata "THE PROFESSIONAL TRAVEL AGENT SERVING THE PROFESSIONAL PERSON" (L'Agenzia di viaggi professionale per i professionisti) la quale veniva utilizzata all'epoca da non meglio precisate "persone importanti" ed era diretta da un militare statunitense, tale BOB JONES, sul cui conto il Servizio, al momento, non ha potuto fornire ulteriori evidenze.

 

 

In Via Ghiberti, oltre al T.E.S. e alla citata agenzia di viaggi, e strade limitrofe, erano situati, all'epoca, numerosi uffici dell'Esercito U.S.A., nonchè il Circolo Ufficiali.

 

Nel corso della perquisizione effettuata al BANDOLI in data 17-05-1995, veniva rinvenuto, tra gli altri, il biglietto da visita del Bob JONES, proprio relativo alla citata -agenzia di viaggi (A11.42).

 

I1 cartoncino non appare risalente agli anni '50 e, peraltro, non riporta nè utenze nè indirizzi italiani. Tuttavia sul retro vi è segnato un numero telefonico di Trieste con l'indicazione " JONES TRIESTE NEW PHONE NUMBER" .

 

Come già riferito nell'annotazione nr.2 146122-3 del 24-07- 1995, ove peraltro era già allegato il biglietto da visita in originale, come reperto, il BANDOLI parla un inglese maccheronico, con errori anche elementari. E' quindi verosimile che l'appunto scritto correttamente sul retro del biglietto sia stato redatto dallo stesso JONES, che doveva già da tempo conoscere il BANDOLI, poichè definisce il numero italiano fornito "nuovo" presupponendo, quindi, che dovesse sostituire il vecchio.

 

Il numero riprodotto manualmente è stato acceso il 21-02-1978 ed è intestato al signor TAUCER Omero, suocero del JONES. Il JONES, coniugato con la cittadina italiana TAUCER Nivea, ha mantenuto la cittadinanza statunitense, vive tuttora in ITALIA e, come comunicato con la nota 2105111 del 18-11-1995, si identifica in ROBERT EDWARD JONES, di LORENCE e ROBERT ANNA, nato a WORCESTER (Massachussets-U.S.A.) il 19-08-1932.

 

 

Le spontanee dichiarazioni rese dalla moglie in data 13-10-1995 e trasmesse con nota nr.2146122-9-3 del 14-10-1995, sono indicative : "...In quei sei mesi, del 1973, mio marito svolse l'attività di agente di viaggi poichè mentre era militare aveva svolto un corso per questa professione. Venne quindi riassunto dal Governo come impiegato civile e lui mi ha riferito che continuava a svolgere le stesse mansioni che aveva quando era militare.. . ,, .

 

 

- Robert Paul DRISCOLL, nato a Elizabeth, New Jersey (U.S.A.), il 29-12-1916 da Charles JOHN e Catherine A. HENNESSEY, risulta essere stato funzionario C.I.A., non clandestino, nel nostro Paese.

Il S.I.S.Mi., con foglio di protocollo R.U.D. nr. 4920911 32.110434, trasmetteva la pratica Servizio Speciale del Ministero dell’Interno, composta da nr. 72 atti. La pratica è allegata integralmente (A11.43).

 

 

Si sottopongono all'attenzione delle SS.VV. i seguenti atti:

- f.n.10897 del 07-09-1958 del Centro CS di Trieste, ove sono citate intenzioni del Ministero degli Interni a costituire servizio idoneo a sostituire quello militare, nonchè iniziative tese a valorizzare i funzionari provenienti da Trieste. I1 BENEFORTI viene indicato come precedente collaboratore del Servizio Militare nel periodo di occupazione alleata ed interferente in attività di controspionaggio. I1 CORTI viene ben qualificato in quest'ultimo campo;

 

- f.n. 11130 del 11-09-1958 del Centro CS di Trieste ove è spiegato che verranno affiancati ai funzionari costitutori una quindicina di uomini, a turno, delllUfficio-Politico di Trieste, con l'iniziale compito di penetrazione nel P.C.I. (Nell'utilizzo della turnazione sono evidenti le finalità addestrative e di utilizzo esclusivo di personale proveniente da Trieste). All'iniziativa non sarebbero stati estranei elementi del Servizio americano (Questi erano presenti in Trieste, a causa del suo particolare status );

 

- f.n. 11 1/E.O. del 15-10-1958 ove è precisato che gli uomini scelti dal DE NOZZA provengono in gran parte dall'ex-Polizia Civile Alleata;

 

- f.n. 11512 del 06-12-1958 del Centro CS di NAPOLI ove è riportata la notizia della ricostituzione degli Uffici Vigilanza Stranieri delle Questure, in sedi occulte;

 

- f.n. 10253 de11'11-12-1958 del Centro CS di BOLOGNA, ove si parla della nascita di segretissimi uffici informativi che avrebbero agito sotto la copertura di ditte commerciali, alla dipendenza della DIVISIONE AFFARI RISERVATI;

 

- f.n. 16 del 12-12-1958 del Centro CS di FIRENZE ove si comunicava che i nuovi Uffici si sarebbero ispirati alla organizzazione già esistente in TRIESTE;

 

- f.n. 9200 del 16-12-1958 del Centro CS di BARI ove si comunica che le apparecchiature per le intercettazioni telefoniche sarebbero state fornite dagli americani;

 

- f.n. 11874 del 18-12-1958 del Centro CS di GENOVA ove si accenna ad un possibile accordo a livello N.A.T.O. per la costituzione della nuova organizzazione;

 

- f.n. 13238 del 22-12-1958 del Centro CS di VERONA ove si afferma che il nuovo organismo sarebbe nato dalla necessità di dare maggior impulso all'attività antisovversiva;

 

- f. 15187 del 29-12-1958 del Centro CS di TRIESTE ove si afferma che per la costituzione degli schemi informativi si prenderà esempio dall' OVRA e che il compito iniziale sarebbe stata la penetrazione nel P.C.I., passando poi anche a funzioni controinformative;

 

- f.n. 33 del 05-01-1959 del Centro CS di BOLOGNA ove si afferma che in quella città sarebbe già entrato in funzione il nuovo Ufficio occulto che comunicherebbe le notizie tramite una casella postale ad un funzionario a Roma;

 

- f.n. 104 del 06-01-1959 del Centro CS di PADOVA ove si afferma che in quella città sarebbe già entrato in funzione il nuovo Ufficio occulto;

 

- f.n. 21 del 23-01-1959 del Centro CS di Firenze, ove si afferma che anche in quella città sarebbe entrato in attività il nuovo Servizio e che il funzionario assegnato avrebbe avuto indiscrezioni circa una matrice angloamericana della riorganizzazione;

 

- f.n. 1154 del 07-02-1959 del Centro CS di BOLOGNA ove si fa comprendere che il nuovo Ufficio occulto dovrebbe avere anche una sede fisica;

 

- appunto senza numero del 14-02-1959 del Capo Centro CS di NAPOLI sul cambiamento, poi evitato, delle modalità di accesso dei funzionari del Servizio militare agli archivi di quella Questura;

 

- f.n. 1744 del 15-02-1959 del Centro CS di BOLOGNA. Quest'atto riporta integralmente il testo del foglio nr. 2241375.13 del 09-02-1959 inviato a tutti i Prefetti dal Ministero dell'Interno inerente significativo cambiamento in tema di politica di sicurezza;

 

- f.n . 1465 del 11-03-1959 del Centro CS di CAGLIARI. Quest'atto attesta l'inattuazione della circolare in Sardegna;

 

- f.n. 3485 del 06-04-1959 del Centro CS di TRIESTE, ove si afferma che il Nucleo Speciale definitivamente costituitosi il 02-04-1959 è in apparenza impiegato solo nella penetrazione nel P.C.I.;

 

- f.n. 3568 del 10-04-1959 del Centro CS di TRIESTE, ove viene individuato l'uomo occulto del Ministero degli Interni con mansioni informative verso i Partiti di sinistra;

 

- f.n. 4584 del 02-05-1959 del Centro CS di TRIESTE, ove viene comunicata l'emissione dei documenti per il personale del DE NOZZA, con nomi di copertura indicati dall'Ufficio Affari Riservati;

 

- appunto privo di protocollo, del 13-05- 1959, ove viene indicato che il Servizio del DE NOZZA ha avuto cospicui finanziamenti da parte del Servizio statunitense, che ne ha curato anche l'addestramento informativo, oltre a fornire mezzi tecnici;

 

- appunto privo di protocollo, del 22-05-1959, che contiene due versioni espanse del precedente, ove si precisa che DRISCOLL diresse gli addestramenti informativi e fu tramite per i finanziamenti, in contatto continuo con DE NOZZA e BENEFORTI, quest'ultimo Capo dell'articolazione romana. Le azioni informative nella capitale si esplicherebbero essenzialmente su indicazione del DRISCOLL;

 

- f.n. 7003 del 05-07-1961 del Centro CS di BOLOGNA, con il quale vengono trasmessi dei dati sul movimento politico di estrema destra "INTESA LATINA" di cui si occupò il DE NOZZA;

 

- appunto privo di protocollo, del 01-10-1959, che contiene, tra le altre, una nota ove sono menzionati compensi-extra elargiti dagli americani all'articolazione romana del nuovo servizio;

 

- appunto privo di protocollo, del 10-10-1959, ove, in allegato "A", è indicato che la Divisione Affari Riservati sarebbe uno strumento del Servizio statunitense, tant'è che esistono anche Uffici coperti in comune, giungendo ad operare, su richiesta di questo, per finalità che nulla hanno o avrebbero a che fare con la sicurezza dello Statoitaliano. E' precisato che DRISCOLL, pur essendo stato trasferito in TUNISIA, continuerebbe a "dirigere egualmente le operazioni politiche in Italia", ove ha lasciato la consorte con i figli, e a tale scopo il BENEFORTI avrebbe dislocato due suoi uomini in TUNISIA per assicurarsi i collegamenti con DRISCOLL.

Il campo d'azione sarebbe la sinistra in genere, non solo il P.C.I., ma anche il P.S.I., il P.S.D.I. e la sinistra democristiana. Risulterebbe un contatto con il Servizio Segreto francese (BENEFORTI-MAUDRY) .

 

- f.n. 7302 del 15-07-1960 del Centro CS di Padova riguardante un compendio delle informazioni ricevute dallo stesso BENEFORTI. Come si ricorderà (f.n. 10987 del 07- 09-1958 del Centro CS di Trieste) questi era già stato collaboratore del SIFAR con il criptonimo di MIRO, quindi, quando il Servizio militare ha avuto notizia della cessazione delle attività del DE NOZZA, ha tentato un avvicinamento del BENEFORTI.

Benchè il contenuto soffra di molti errori, il passaggio alla terza persona è spesso carente, anche perché frutto evidente di una fugace chiaccherata condotta da persona inesperta (il DRISCOLL è trascritto foneticamente quale GRISCOE ), è interessante per l'interpretazione che di taluni fatti viene offerta e sulla quale si tornerà al termine dell'esposizione del contenuto dei singoli fogli.

 

 

Si rappresenta alle SS.VV., inoltre, che quanto riportato a pag. 4 del foglio citato, trova conferma nel frammento di intervista all'ex Prefetto UMBERTO FEDERICO D'AMATO, riportata dal giornalista CLAUDIO GATTI, a pag.47 (A11.44) del libro "RIMANGA TRA NOI", pubblicato per i tipi della LEONARDO nel Giugno 1991, ove il DRISCOLL viene riportato come agente indipendente rispetto al suo superiore George BOND;

 

- f.n. 10902 del 16-07-1960 del Centro CS di Trieste ove il Maggiore PASSARO pone in evidenza alcuni spostamenti interni alla Questura di TRIESTE che sembrerebbero voler preludere a ricostituzione del Servizio del DE NOZZA;

 

- promemoria riservato, senza numero e data, riferito a BENEFORTI WALTER e scritto evidentemente da persona che lo stimava, non di grande cultura (è palesemente sbagliato il significato della sigla C.I.A.), ove è citato un asserito interessamento americano verso il Commissario, dopo lo scioglimento della struttura di DE NOZZA, poi rivelatosi per lui controproducente;

 

- appunto senza numero e senza data relativo al DRISCOLL, da cui si ricava che, con provenienza O.N.I. (Office of Naval Intelligence), egli ha fatto parte della C.I.A. dal 1948 sino ai fatti di interesse. Nell'appunto compaiono vari DRISCOLL, sintomo di una ricerca informativa del S.I.F.Ar. per individuare il contatto di BENEFORTI, ma è evidente che l'unico di stretto interesse è il ROBERT PAUL:

 

- appunto senza numero del 07-10-1959 da cui si evince che il trasferimento del DRISCOLL in TUNISIA fu probabilmente provocato da proteste del S.I.F.Ar.. Nonostante la redislocazione, l'organismo di DE NOZZA continua a mantenere i contatti con il funzionario C.I.A.;

 

- appunto senza numero del 01-11-1959 da cui si evincono critiche del Capo Stazione C.I.A. a PARIGI nei confronti dell'allontanato DRISCOLL nonchè da parte dell'Onorevole SEGNI, Ministro dell’Interno. E' inoltre riportato che il Ministro TAMBRONI aveva agevolato l'operato di DRISCOLL e che la fine del mandato di quest'ultimo era da attribuire all'F.B.I. (forse) e al G-2.

 

 

In data 1.11.95, il Giudice Istruttore autorizzava la richiesta al S.I.S.Mi di ulteriori atti di eventuale interesse sul DRISCOLL. Il Servizio Militare, con foglio nr.1732/132.1/0402 de11'11.1.96 forniva i seguenti atti (A11.45):

 

- foglio SR273 del 8.2.59 con il quale il Capo del S.I.F.Ar., Gen. DE LORENZO, informa il Capo della Polizia, Dr. CARCATERRA, che il DRISCOLL andava asserendo di essere stato incaricato da Autorità non precisata del Ministero degli Interni di reperire un candidato per l'urgentissima sostituzione del DE LORENZO stesso nonchè trasmettere a WASHINGTON notizie denigratorie sul suo conto;

 

- foglio 213525 del 14-07-1959 con il quale si trasmettono tre numeri del settimanale "VIE NUOVE" contenenti articoli di un'inchiesta redatta, tra l'altro, dal giornalista RUGGERO ZANGRANDI svelante la struttura di DE NOZZA. Chi scrive (anonimo) dice di aver avuto gli articoli in anteprima e clie, rispetto a questi, su quelli pubblicati è scomparso il nome di DRISCOLL. Lo stralcio sarebbe avvenuto su richiesta dell’On. TAMBRONI;

 

- appunto del 17-1 1-1959 secondo cui i familiari di DRISCOLL sarebbero rimasti in Italia dopo il suo trasferimento in TUNISIA.

 

 

 

I1 materiale documentale fornito dal S.I.S.Mi. consente già di per sè, anche se osservato tal quale, di formulare utili considerazioni.

 

 

 

Il nuovo organismo nasce dall'esperienza, completata con corsi addestrativi svolti dagli americani, maturata nell'esperienza realizzata in Trieste, luogo ove maggiore sarebbe stata la possibilità di valutare e far crescere professionalmente coloro che erano deputati ad esigenze di sicurezza.

 

Per la verità a TRIESTE esisteva un Centro CS, tuttavia gli addestramenti e le apparecchiature non vanno al S.I.F.Ar. e la spiegazione di ciò, in assenza di ulteriori atti, è, probabilmente, nell'indipendenza che il Servizio militare avrebbe potuto rivendicare.

 

Dagli atti sembra intuirsi che a Trieste sarebbe stato realizzato un esperimento pilota, il Gruppo Operativo di BENEFORTI, attentamente seguito da DRISCOLL, un funzionario C.I.A. ufficiale.

 

 

Di grande rilievo il foglio numero 7003 del 05-07-1961 del Centro CS di Bologna, sistemato dagli archivisti del S.I.F.Ar., in una pratica probabilmente ricostruita a posteriori, quando si credeva non più esistente il nuovo Servizio Speciale tra due atti che con esso non hanno legame temporale (22.5.59 e 1.10.59). In esso si rappresenta che DE NOZZA si interessò al movimento di estrema destra "INTESA LATINA".

 

Dagli atti disponibili, allegati al foglio citato, tale "movimento" appare molto interessante, esso fa trasparire compiti da raggiungere con la propaganda, in un crescendo progressivo e coordinato (guerra psicologica) in cui le associazioni di paracadutisti sono l'asse portante.

 

La denominazione ha origine dal binomio Italia-Francia che doveva dar luogo ad una simbiosi in grado di catalizzare gli scopi prestabiliti.

 

 

Si fa osservare alle SS.VV. che anche questo è un particolare non da poco, la stessa struttura, di BENEFORTI e DE NOZZA, ha rapporti cori lo SDECE (Servizio segreto francese, nota g.m.). Oltre a ricordare quanta parte degli uomini AGINTER sia francese, si riporta anche il contenuto delle annotazioni 509135-2 del 31.8.95 e 509135-3 del 25.9.95 (All. 46 e A11.47).

 

I1 25.3.96 il S.I.S.Mi., a fronte di ulteriore richiesta dell’A.G., forniva, con foglio di protocollo R.U.D. 2029311 32-1/0402, ulteriore materiale documentale, di seguito illustrato (A11.48) :

 

- foglio nr. 8662 del Centro C.S. di Padova, del 24.8.60. Quel Capocentro, a seguito di penetrazione informativa jugoslava verso il BENEFORTI, ne fa una propria fonte con il criptonimo di BEFO. Costui riferisce che l'operazione DE NOZZA fu ideata e gestita dal Ministro TAMBRONI e dal DRISCOLL (che viene riportato con il nome errato di GRISCOE); che BOND e DRISCOLL erano rivali e che l'organizzatore era il secondo.

Da una frase di BEFO "...BOND ha fatto il furbo con tutti ... sia con GRISCOE (leggi DRISCOLL ndr) che lui (BOND ndr) ha cercato sempre di far passare come suo dipendente . . .  Sembra doversi comprendere che DRISCOLL in realtà non dipendeva da BOND.

 

I1 Questore MARZANO, ancora prima della costituzione del nuovo servizio, riceveva mezzi tecnici e denaro dal DRISCOLL. Caduto TAMBRONI vi fu un progetto per rendere operativa la DIREZIONE AFFARI RISERVATI del Ministero degli Interni utilizzando il GRUPPO DE NOZZA. Il progetto si realizzò parzialmente, sempre per il controllo del Partito Comunista.

 

BEFO riferisce anche che la costituzione del GRUPPO DE NOZZA era costata agli americani circa 100 milioni e che DRISCOLL era un "missionario" dell'anticomunismo. DRISCOLL era molto intimo con il Ministro TAMBRONI e con il MARZANO. Quest'ultimo viene descritto come dedito a pratiche ricattatorie soprattutto nei confronti di politici. E' possibile che, dato l'attrito tra il MARZANO e il DE NOZZA, il DRISCOLL coltivasse l'amicizia col MARZANO per esercitare un doppio controllo sul DE NOZZA e per potere usufruire dei mezzi di ricatto del MARZANO;

 

- lettera del 20.4.61. I1 BENEFORTI è in possesso di copioso materiale documentale relativo alle attività del GRUPPO DE NOZZA. Nel caso il S.I.F.Ar. gli consentisse di collaborare attivamente, potrebbe informare costantemente sulle attività della Divisione Affari Riservati del Ministero degli Interni.

 

- lettera del 19.5.61. Essa dimostra l'assunzione come collaboratore, a pieno titolo, del BENEFORTI, da parte del S.I.F.Ar..

 

- appunto del 19.6.61. Il BENEFORTI ha cominciato a fornire il materiale documentale in suo possesso, in particolare le relazioni del GRUPPO DE NOZZA che venivano fatte pervenire al Capo della Polizia. I contatti con il Servizio U.S.A. non compaiono in quanto riservati e delicati. I1 GRUPPO DE NOZZA stabilì contatti con i servizi francesi, inglesi e israeliani nonchè con la SANTA SEDE e tentò operazioni all'estero, quindi verosimilmente per proporsi come servizio alternativo al S.I.F.Ar..

 

 

E' importante sottolineare che 'I.. .rapporti di collaborazione vera e propria.. . " ebbero luogo solo col Servizio francese.

 

 

 

A chiusura di questo capitolo si ritiene anche di dover rammentare che NICOLA FALDE, nel verbale reso in data 26.6.95, (AZZ.49) ebbe a dichiarare, alla fine di un lavoro investigativo teso ad individuare una fonte del giornalista Gianni CIPRIANI e che aveva portato a puntare l'attenzione sull'ex Ufficiale del S.I.D., che il Generale ALOJA in un primo tempo e, successivamente, il Colonnello VIOLA ed il Generale JUCCI, gli avevano rappresentato che l'ufficio Affari- Riservati del Ministero dell'lnterno era coinvolto nelle fasi di organizzazione della strage di piazza Fontana mentre il S.I.D. aveva solo offerto copertura all'operazione di quest'ultimo.

 

Il FALDE precisava che con l'indicazione dell'alto Dicastero i suoi interlocutori intendevano riferirsi al Prefetto D'AMATO.

 

Il ruolo del Ministero dell’Interno è indicato anche in un appunto del S.I.D. di rilevanza investigativa, trasmesso dal S.I.S.Mi. con lettera di protocollo R.U.D. 18311/132.110402 del 15-03-1996 nell'ambito di ricerche d'archivio richieste dal Giudice Istruttore sul nominativo PAOLO ZANETOV. I1 documento, trasmesso su autorizzazione de1l'A.G. di Milano a quella di Brescia, è stato inviato a quest'ultima con il foglio 37212 16-2 del 15-04-1996. (All.50)

 

In particolare

- al punto 2 viene affermato che il Ministero dell'Interno,

"nel contesto di una politica dell’antifascismo opportunamente orchestrata anche con forze politiche estranee alla D.C.", volta ad arginare l'organizzazione ORDINE NUOVO, ha creato il movimento ORDINE NERO. Lo stesso ignoto autore dell'appunto fa notare che la struttura creata dal Ministero dell’Interno, come braccio violento di "ANNO ZERO", è autrice di "una serie di atti violenti e antidemocratici".

 

- al punto 3 si ritiene la politica del Ministero degli Interni facile al successo poiché i movimenti giovanili nazionalisti, esposti alla violenza di sinistra, sono desiderosi di reagire anche in termini sconsiderati e le provocazioni, comunque, sono facilmente attuabili, perché alcuni aderenti a questi movimenti pensano opportuno "comporre in chiave individuale i dissidi con il Ministero degli Interni". In relazione a questa ultima parte, tra i disponibili, vengono indicati KIM BORROMEO, GIANCARLO CARTOCCI e GIANCARLO ESPOSTI.

 

- al punto 4 si fa presente che, nell'ambiente, si ipotizza che ESPOSTI fosse coinvolto nella "questione BRESCIA" (ma si dà a ciò scarso credito) oppure che avesse accettato un incarico per il Ministero degli Interni. Questa ipotesi, per l'autore dell'appunto, trova largo credito e potrebbe inserirsi nel quadro di "un ventilato progetto di attentato  su commissione - durante la sfilata del 2 Giugno (premio: 400.000.000 con anticipo già corrisposto)".

 

Secondo l'ignoto estensore, che dipinge la figura di ESPOSTI, i provocatori del Ministero degli Interni intenderebbero, in realtà, non realizzare l'attentato ma, far scoprire un campeggio paramilitare e materiale esplosivo.

 

- al punto 5 le fonti attivate ritengono che "BRESCIA" sia stata voluta dal Ministero degli Interni, così "come lo stesso organismo aveva pianificato il rapimento di MAURO LEONE per il quale progetto era stato interessato DRAGO e il suo succube PINTO" .

 

- al punto 6 l'ignoto estensore fa presente che, le manovre del Ministero degli Interni, hanno creato frustrazione e volontà di reazione in AVANGUARDIA NAZIONALE e in ORDINE NUOVO e che, quindi, è stato realizzato uno sforzo da parte del SID per convincere i responsabili delle due organizzazioni ad intraprendere solo azioni informative tese a smascherare le trame provocatorie. L'autore rappresenta che nei giorni a seguire (rispetto al suo appunto) avrà luogo un vertice di A.N. e O.N. avente le finalità indicate e sostiene che "sono state create le condizioni per poter disporre del materiale che quelle reti informative acquisiranno".

 

L'autore continua affermando che "entro lunedì 3 Giugno sarà noto l'esito di una azione suggerita al capo segreto di ORDINE NUOVO e diretta verso ALESSANDRO D’INTINO e ALESSANDRO DANIELETTI per conoscere i nomi dei provocatori". Lo stesso capo segreto di ORDINE NUOVO “si è dichiarato disposto a fornire (tramite contatto con il responsabile di AVANGUARDIA NAZIONALE) alcuni numeri di matricola delle armi che il Ministero degli Interni distribuì agli avanguardisti la sera de11'8-12-1970 all'interno del Dicastero e che questi non hanno più inteso restituire".

 

Da un articolo a firma del giornalista MARIO TEDESCHI, apparso sul settimanale "IL BORGHESE", verosimilmente nel Luglio 1987, e fornito dal S.I.S.Mi. con foglio nr.778 111 32/24 del 28-03-1 995, inerente a richiesta autorizzata dal Giudice Istruttore e trattata da questo Reparto con foglio nr. 509114 del 02-01-1995 concernente l'accertamento di rapporti tra il Prefetto D'AMATO e il noto ANGLETON, si ricava che già dal 1944, per ammissione dello stesso D'AMATO, i due si conoscevano e che il cambiamento di fronte, cioè la scelta di combattere il comunismo, fu oggetto di una cena tra loro alla fine del 1946 (all.51).