La doppia indagine: civile e militare

 

Su iniziativa del Sostituto Procuratore della Repubblica di Milano dr. Antonio MARINI entra in scena il R.U.S. Esercito (Raggruppamento Unità Speciali)

 

Tale indagine parallela è sotto il controllo dei Carabinieri. L'APPUNTO è del 21 maggio 1973 e fa il paio con l'indagine civile diretta dal dott. LOMBARDI. Questa indagine porta invece la firma di un superiore di Lombardi, il dr. Antonio MARINI. Potremmo tradurre questo bisticcio di sigle e di nomi di responsabili concentrando la nostra attenzione sulle due "basi" di partenza.

 

Da una parte il Ministero dell'Interno con i suoi funzionari, dall'altra il Ministero della Difesa con i suoi uomini, funzionari dei Servizi (?) - probabile - e ufficiali dell'Arma dei Carabinieri.

E' importante che venga pubblicata tutta la documentazione perchè il diavolo sta sempre nei dettagli. g.m.

 

 

APPUNTO    21 maggio 1973   (Ten.Colonnello dei Carabinieri Giorgio BURLANDO)

 

Il sostituto procuratore della Repubblica, Antonio MARINI, mi ha pregato di far interpellare esponenti di organi ufficiali israeliani perchè chiariscano, nei limiti del possibile, le sottonotate circostanze connesse alle indagini relative all'autore dell'attentato terroristico contro la Questura di Milano del 17 c.m.

 

- periodo di effettiva permanenza del BERTOLI Gianfranco, alias MAGRI Massimo, nel Kibbutz di Carmia (date effettive di arrivo e di partenza);

 

- eventuali periodi di assenza dal kibbutz del Soggetto registrati dai responsabili di detta comunità (assenze per licenze o viaggi di qualche durata che risultino da documentazioni o registrazioni ufficiali);

 

- esistenza, a Tel Aviv, via Leonardo da Vinci, di un'agenzia di smistamento che avrebbe indirizzato il Soggetto, al Kibbutz Carmia, in qualità di "volontario";

 

- trattamento economico riservato ai "volontari" all'interno del Kibbutz, al fine di chiarire se il Soggetto ha potuto guadagnare una somma sufficiente a permettergli di pagare il biglietto di viaggio da Haifa a Marsiglia sulla nave israeliana "DAN" sulla quale si imbarcò l'8.5.1973;

 

- eventuale aiuto economico ottenuto dal Soggetto da compagni di lavoro, per pagare il biglietto di viaggio;

 

- se risulta che i componenti del Kibbutz abbiano effettuato una colletta di denaro per consentirgli di acquistare il biglietto stesso. Il Soggetto afferma che partendo da Haifa aveva in tasca Lire 50.000 quale rimanenza di detta colletta;

 

- quando, e se è stato prenotato il passaggio sulla nave, forma di pagamento, se in contanti oppure se il Soggetto s'imbarcò sotto altra forma che gli consentì di effettuare la traversata in cambio di prestazioni d'opera come membro ausiliario dell'equipaggio;

 

- se risulta che il Soggetto abbia commesso furti di denaro, come da lui affermato nel corso di interrogatorio, per acquistare detto biglietto;

 

- se risulta avere effettuato operazioni di cambio di banconote - dollari USA in sterline israeliane e viceversa - al fine di procurarsi, con i vantaggi del tasso più favorevole di cambio, la somma per l'acquisto del citato biglietto;

 

- se nel Kibbutz di Carmia erano presenti, nel periodo di permanenza del Soggetto, altri cittadini italiani (in caso positivo dati sulla loro identità) che siano in grado di dare indicazioni sul conto del Soggetto, sulla sua personalità in genere, sui propositi da lui eventualmente esternati, ecc.;

 

- se il soggetto, all'interno del Kibbutz, disponeva, per la lettura, della stampa quotidiana italiana o europea e se aveva scambio di corrispondenza con connazionali o stranieri (in caso positivo, e se possibile, nominativi);

 

- se il Soggetto, nei mesi di febbraio, marzo, aprile e maggio 1972 sisia allontanato dal Kibbutz anche per breve periodo. Questo particolare riveste la massima importanza;

 

- se risulta, come da lui affermato, che abbia compiuto, nel corso della sua permanenza a Carmia, furti di vario genere (autoradio, oggetti di natura diversa, capi di vestiario) per procurarsi, attraverso la loro vendita, somme di denaro.

 

Il Soggetto ha, inoltre, affermato di aver rubato la bomba che gli è servita per commettere l'attentato, all'interno dell'armeria del citato Kibbutz di Carmia.

 

Al riguardo, sarebbe utile conoscere se:

- tale bomba sia di effettiva produzione israeliana e in dotazione a quelle FF.AA.;

 

In caso positivo, e ovviamente se possibile, il giudice MARINI desidera averne una descrizione tecnica e una fotografica sia di insieme che nelle varie proiezioni;

 

- è possibile che possa essere stata sottratta all'armeria del Kibbutz;

 

- il Soggetto può avere sottratto altre armi all'interno del Kibbutz trasportandole in Europa;

 

- è vero - come da lui affermato - che ha partecipato, unitamente a elementi di tale Kibbutz, a esercitazioni di lancio di bombe a mano da esercitazione o fumogene;

 

- è possibile che, sia durante i controlli di sicurezza, che al momento dell'imbarco sulla nave "DAN", non sia stata rilevata la presenza della bomba a mano da lui trasportata.

 

 

Ogni altra utile notizia che possa aiutare le Autorità inquirenti nel corso delle indagini relative al caso in esame.

 

 

Il 14 giugno il R.U.S. risponde affidando ad un appunto, controfirmato dal Ten. Colonnello dei Carabinieri Giorgio Burlando, che contiene l'esito delle indagini in Israele su Gianfranco Bertoli.

 

APPUNTO    Milano, 14 giugno 1973

 

In esito a richiesta verbale, si trasmette l'unito appunto contenente i risultati degli accertamenti circa i quesiti rivolti.

Al riguardo si fa presente:

- si tratta di notizie a carattere confidenziale; (qui la cosa puzza di Servizi, g.m.)

- si esprime riserva di comunicare quanto eventualmente sarà acquisito in prosieguo;

- la signora Rachel VERED, direttrice del Kibbutz Carmia, è disposta a partecipare ad un eventuale confronto con il BERTOLI, nell'intento di provocare una reazione emotiva utile ai fini dell'indagine;

- dove si parla di MAGRI deve intendersi BERTOLI, poichè questi in Israele è conosciuto soltanto sotto il nome di Massimo MAGRI.

 

APPUNTO

 

1. MAGRI Massimo, come emerge dai visti sul passaporto, risulta entrato in Israele il 26.2.1971, proveniente da Marsiglia, e uscito l'8.5.1973. Sotto tale ultima data, lasciò il Kibbutz Carmia alle ore 06,00 e, servendosi di coincidenze di servizi pubblici, giunse appena in tempo ad imbarcarsi sulla nave "DAN", in partenza nel pomeriggio da Haifa per Marsiglia.

 

2. Nel Kibbutz non vengono registrate le assenze dei membri della comunità. - A memoria del personale preposto, una sola volta MAGRI Massimo si esentò per un giorno e mezzo (epoca imprecisata) per visitare Gerusalemme. In tale occasione fruì solo parzialmente di un "congedo" di 5 giorni, ottenuto per aver lavorato 5 sabati (giorno festivo settimanale in Israele). Ogni 15 giorni, il MAGRI si recava ad Ashkelon per cure odontoiatriche pagate dal Kibbutz.

Nessuna traccia di soggiorno in Israele a nome di BERTOLI Gianfranco.

 

3. In Tel Aviv, via Leonardo da Vinci, esiste la sede di una delle varie organizzazioni dei Kibbutzim, denominata ARZI, alla quale il MAGRI si presentò, indirizzatovi dalla sede omonima di Marsiglia. Lo stesso giorno dell'arrivo (26 febbraio) il MAGRI fu avviato al Kibbutz Carmia; non è dato ricordare se abbia egli stesso segnalato preferenze per detto Kibbutz.

 

4. Ai "volontari" viene elargita la somma di lire 30 (lire sterline=46.800 lire italiane) al mese, recentemente portata a 40, come "argent de poche" essendo essi spesati "in toto" dall'organizzazione del Kibbutz (cure mediche, vitto, alloggio, eventuali integrazioni per l'importo del biglietto di ritorno al Paese d'origine).

 

5. Non è stato possibile accertare se il MAGRI abbia ottenuto aiuti economici dai compagni di lavoro. Quasi certamente si può escludere tale possibilità, in considerazione:

- della scrsa disponibilità finanziaria consentita al personale del Kibbutz;

- dell'obbligo di depositare presso il responsabile del Kibbutz eventuali somme in possesso, che vengono restituite alla cessazione del "volontario".

 

Al suo arrivo, il MAGRI depositò una busta chiusa, contenente, a suo dire, dollari e lire italiane, il cui ammontare non fu dichiarato nè verificato, stante il rapporto fiduciario instaurato nella comunità.

La busta fu ritirata dal Soggetto poco prima della partenza.

 

6. Non è dato sapere se sia stata effettuata una colletta in favore del MAGRI; è ritenuta, comunque, molto improbabile. Come previsto da una regola della comunità, il MAGRI è stato agevolato nell'acquisto del biglietto di ritorno dall'amministrazione del Kibbutz.

 

7. La prenotazione d'imbarco sulla nave "DAN" è stata effettuata il 12.4.1973 a cura di persona del Kibbutz, tale Natan COHEN, che all'atto della prenotazione stessa ha pagato 97 lire sterline a integrazione delle 65 che rappresentavano il residuo credito del viaggio di ritorno, non fruito dal MAGRI entro il termine di validità (1 anno) del biglietto originario Marsiglia-Haifa-Marsiglia, acquistato nel febbraio 1972. Imbarco regolare come passaggero pagante.

 

8. Non risulta che il soggetto abbia commesso furti. Il responsabile del furto di una macchina fotografica, avvenuto nei primi mesi del 1972, è stato identificato dalla Polizia. Nel febbraio-marzo 1971 si verificò tra i "volontari" un furto di denaro (non si ricorda l'ammontare), il cui responsabile non è stato identificato. La somma, comunque, è stata certamente non consistente, data l'esiguità della disponibilità finanziaria dei conviventi.

 

9. E' da escludere che il soggetto abbia effettuato operazioni di cambio di valuta.

 

10. Nessun cittadino italiano tra i "volontari", nè alcun cittadino israeliano di origine italiana è stato presente nel Kibbutz durante il periodo di permanenza di MAGRI Massimo. Certamente in quei due anni qualche visitatore italiano può essersi recato nel Kibbutz, ma la circostanza non è ora verificabile.

 

11. Il personale del Kibbutz Carmia dispone per la lettura soltanto di settimanali in lingua inglese e talvolta spagnola. Il MAGRI parlava discretamente francese e spagnolo. Non si ricorda ricevesse corrispondenza, la cui distribuzione è effettuata da un'unica persona. Non si può tuttavia escludere la possibilità che il MAGRI si sia fatto consegnare eventuale corrispondenza dall'impiegato postale incaricato del trasporto da Ashkelon al Kibbutz.

Certamente non ha ricevuto nè effettuato telefonate da e per l'estero.

Si interessava moltissimo ai servizi giornalistici della radio e della televisione.

 

12. E' assolutamente da escludere che il MAGRI abbia effettuato spostamenti, di cui, peraltro, sarebbe rimasta traccia sul passaporto. D'altra parte, l'espatrio attraverso la frontiera con uno dei paesi arabi confinanti con Israele è estremamente improbabile e sommamente pericoloso per chiunque. Inoltre, nessuna persona a nome BERTOLI Gianfranco risulta entrata o uscita dal territorio di Israele.

 

13. Si richiama quanto detto al punto 8.

 

14. In relazione ai singoli quesiti si precisa:

a. l'ordigno è certamente di produzione israeliana e in dotazione alle Forze Armate di quel Paese. I simboli riportati sulla fascetta si devono così interpretare:

75: codice di serie;

26: identificazione della fabbrica produttrice;

10-68: data di fabbricazione;

altre indicazioni in lingua ebraica: identificazione della provenienza israeliana.

Non è stato possibile per ora disporre di una descrizione tecnica e fotografica dell'ordigno;

 

b. ipotesi da scartare assolutamente. Non si sono verificati furti nell'armeria del Kibbutz;

 

c. è da scartare assolutamente che il soggetto abbia potuto asportare altre armi dal Kibbutz;

 

d. ipotesi da scartare assolutamente. Il personale "volontario", che in caso di allarme o di esercitazione ha l'obbligo di rimanere nei rifugi, partecipa esclusivamente a operazioni sussidiarie (cucina tec.). Per tale motivo, il MAGRI non ha certamente preso parte a esercitazioni di lancio di bombe a mano di qualsiasi tipo.

 

Tale addestramento è riservato esclusivamente ai cittadini israeliani. Nel Kibbutz Carmia è accasermato un reparto dell'esercito israeliano; non può escludersi quindi che la provenienza dell'ordigno possa riferirsi a tale circostanza;

e. in linea teorica è possibile, ma estremamente improbabile, che la presenza della bomba non sia stata rilevata durante i controlli.

 

 

ASPETTI DELLA PERSONALITA'

 

MAGRI Massimo ha lasciato tra il personale del Kibbutz Carmia un ricordo positivo per la dedizione al lavoro, al quale si applicava con volontà ed entusiasmo per migliorare il proprio rendimento.

Rinunciava quasi sempre alla giornata di riposo settimanale. Ultimanente gli era stato attribuito un incarico di responsabilità, in considerazione delle qualità positive messe in luce.

Aveva acquisito notevole competenza nel campo dei concimi chimici, tanto da manifestare l'intenzione di dedicarsi a tale attività al suo rientro in Italia.

Studiava con impegno la lingua ebraica, dimostrandosi desideroso di apprenderla e si interessava positivamente della struttura sociale e della politica internazionale di Israele, condividendone le linee d'azione. Profonda impressione riportò dalla notizia dei tragici fatti di Lod e di Monaco.

Di carattere taciturno e introverso, aveva scarsa comunicativa e non era propenso a contatti umani, in particolare a quelli con donne; questo ultimo aspetto è sintomatico, se si tiene conto della accentuata emancipazione della popolazione israeliana e dell'isolamento in cui vivono le comunità nei Kibbutz, che induce normalmente ad allacciare stretti legami con i componenti.

Tendeva ad esasperare i fatti e circostanze e si rifugiava frequentamente nella lettura di argomenti di politica internazionale, su cui si teneva aggiornato.

Motivo di frequente meditazione era per lui la lettura del "Vecchio Testamento".

In alcune occasioni è stato sentito lamentarsi di avere in Italia un fratelloche aderiva a ideologie di estrema sinistra, senza precisare quali.

 

La sua ultima settimana di soggiorno nel Kibbutz fu caratterizzata da molto nervosismo, da lui giustificato con un malessere, che però non gli impedì, seppure sollecitato, di continuare il lavoro.

 

La peculiarità del comportamento del MAGRI possono quindi essere riassunte:

 

- nell'isolamento accentuato dagli altri componenti della comunità, in contrasto con le esigenze della vita del Kibbutz;

 

- nella concentrazione dei propri interessi a campi ristretti ed esattamente delimitati (lavoro e aggiornamento politico);

 

- nella proiezione ad altra persona (il fratello) del proprio culto politico (anche se solo in linea presuntiva, il soggetto è ritenuto allineato su posizioni di estrema sinistra).

 

 

CONTATTI

 

Durante il soggiorno in Israele, MAGRI Massimo avrebbe conosciuto la cittadina francese Ivonne CHANET, di cui si sconosce l'attuale recapito.

Divideva la stanza con due cittadini francesi (JEMMI Jean Michel di Felix, nato a Parigi l'11.1.1950 e JEMMI Jacques Michel di Felix, nato a Parigi il 28.1.1952); espulsi dal kibbutz per scarso rendimento, dopo pochi mesi di permanenza.

Apparentemente non era in rapporti di amicizia con i due.

In epoca successiva alla loro partenza pervenne dalla Francia una lettera indirizzata al MAGRI, contenente del denaro inviato ai fratelli JEMMI dai genitori.

Il denaro, depositato dal MAGRI presso il responsabile del Kibbutz, veniva ritirato dai due fratelli qualche tempo dopo. I due infatti, fallito il tentativo di farsi riammettere al Kibbutz, si erano presentati nell'ottobre 1972 per ritirare dal MAGRI i loro effetti personali ed erano ripartiti definitivamente da Israele per fare asseritamente rientro in Francia.

 

In epoca imprecisata, il MAGRI ha conosciuto e stretto amicizia con un ebreo francese, tale BRACHA Daniel Eduard, di Roger, nato il 2/7/1950 in Francia e ivi residente, recatosi in Israele per prestare servizio militare ed espulso dalla "Armata" nel gennaio scorso per manifesti sentimenti antiisraeliani. Durante la sua permanenza nel Kibbutz il BRACHA aveva fatto intendere di professare ideologie di sinistra.

 

Commento - Una delusione questo rapporto del R.U.S. Il fallimento consiste nel non aver approfondito la personalità del BERTOLI. Invece nel materiale raccolto dai funzionari del Ministero dell'Interno vi sono le testimonianze dei fratelli JEMMI, di Alex WEINBERG, e di altre persone che toccano punti importanti delle ossessioni del MAGRI alias BERTOLI. Probabilmente poi sui tavoli dei magistrati tutta la documentazione, comprese le deposizioni su carta intestata della Polizia Israeliana, sarà stata vagliata con attenzione. g.m.