La parte francese dell'indagine istruttoria della magistratura milanese

 

di Giorgio Marenghi 

 

 

TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI MILANO - Uff.Istruz. Sez.10

N.2322/73

Oggetto: Procedimento penale a carico di BERTOLI Gianfranco - imp. di strage ed altro.

Milano 18 giugno 1973

AL GIUDICE COMPETENTE di               MARSIGLIA (Francia)

 

Procedo per il reato di strage commesso il 17/5/1973 in Milano a carico di BERTOLI Gianfranco.

 

Richiedo alla S.V. di voler autorizzare il Commissario di P.S. dottor Ravenna Aurelio, il Commissario di P.S. dottor De Lorenzo Roberto e il Capitano dei Carabinieri Cucchetti ad assistere agli atti di polizia giudiziaria che si prega di voler disporre in ordine ai seguenti punti:

 

1) - Svolgere scrupolosissime indagini in Marsiglia ed in particolare negli ambienti del porto, nei locali "Etoile" (frequentato da omosessuali) e "Pussycat" (sentire in proposito la proprietaria signora Amando) per accertare se il Bertoli fu visto nei giorni 13/14/15 e 16 maggio 1973 in compagnia di alcuno;

accertare altresì se in tali giorni risultano richieste o sono state effettuate telefonate da Marsiglia per Milano o Bergamo e per quali numeri telefonici;

 

2) - Accertare in quali periodi precedenti il Bertoli si trattenne a Marsiglia, dove alloggiò e chi frequentò;

 

3) - Sentire circostanziatamente il proprietario e il personale "dell'Hotel du Rhone" su ogni circostanza utile alle indagini; essi preciseranno tra l'altro, se il Bertoli fu mai visto in compagnia di alcuno in quei giorni, se alloggiò in precedenti periodi nell'albergo e chi eventualmente frequentò;

Accertare se è vero che si presentò all'Albergo senza bagagli, se disse che aveva un appuntamento a Parigi il 15/5/73 e doveva ricevere denaro da amici; se effettivamente pernottò lì una notte sola; se effettivamente passò la mattina del 15 e del 16 solo per pagare l'albergo pur non avendovi pernottato; se disse che aveva pernottato da amici alla periferia di Marsiglia;

 

4) - Fornire "curriculum vitae", movimenti, ultime amicizie e tendenze ideologiche dei fratelli JEMMI,; accertare se sono mai stati visti a Marsiglia, in quei giorni o in precedenza.

 

Ringrazio per la collaborazione che vorrà dare alle mie indagini.

Cordiali saluti.

 

IL GIUDICE ISTRUTTORE

dr. A.LOMBARDI

 

 

La relazione sull'indagine svolta a Marsiglia dai tre funzionari di polizia italiani inviati dal giudice istruttore dr. Lombardi

 

 

Milano 24 giugno 1973

AL GIUDICE ISTRUTTORE DOTT. LOMBARDI DEL TRIBUNALE DI MILANO

 

 

Comunichiamo l'esito degli accertamenti compiuti nella città di Marsiglia:

 

1) In collaborazione con la Polizia di Sicurezza locale è stato appurato quanto segue:

- Non vi è traccia di soggiorno a Marsiglia dei fratelli JEMMI di Tommasoni Franco e di Brakha Eduard Daniel.

- I fratelli Jemmi sono noti alla Polizia parigina quali elementi di estrema destra. Nel 1970, a Parigi, sono stati notati affiggere manifesti del movimento di destra "Jeuna revolution". I fratelli Jemmi sarebbero collegati a "Ordre Nouveau" e,verosimilmente, al M.S.I.

- Non vi è traccia di eventuali rapporti del Bertoli con estremisti di destra di Marsiglia. Questi ultimi sono assai deboli nella città (gli aderenti a "Ordre Nouveau" non superano la cinquantina) e sono soliti riunirsi solamente nella loro sede ufficiale di rue de la Forget; non vi sono a Marsiglia locali pubblici da essi abitualmente frequentati.

L'esclusione di rapporti tra il Bertoli ed estremisti di destra marsigliesi è assai attendibile, avendo la polizia locale propri confidenti fra di essi.

Impossibile accertare eventuali rapporti fra il Bertoli e gli ambienti della estrema sinistra marsigliese. In particolare gli anarchici non sono particolarmente seguiti nella loro attività dalla polizia, agendo essi di conserva con gli altri movimenti di sinistra.

Gli anarchici marsigliesi non hanno una propria sede e sono soliti riunirsi nelle sedi dei sindacati. La polizia di Marsiglia attribuisce loro semplicemente una "funzione coreografica" nelle manifestazioni.

- Non risulta che a Marsiglia sia particolarmente facile procurarsi armi israeliane. Ciò è stato confermato anche dalla polizia giudiziaria marsigliese sulla base del fatto che mai sono state rinvenute e sequestrate armi israeliane.

E' stato poi del tutto escluso che vi sia un commercio di bombe a mano o granate, anche negli ambienti della malavita locale.

 

 

2) In collaborazione con la polizia giudiziaria di Marsiglia è stato appurato quanto segue:

- Non vi è traccia del Bertoli ad Aix en Provence. Questa località è ormai divenuta un sobborgo di Marsiglia e vi è un servizio continuo di collegamento a mezzo di pullman; i relativi biglietti si acquistano in centinaia di punti di vendita.

- La polizia giudiziaria marsigliese ha provveduto al sequestro dei cartellini comprovanti l'effettuazione di telefonate internazionali al fine di accertare, se possibile, l'eventuale effettuazione di telefonate da parte del Bertoli.

- Sono state sentite la proprietaria del Pussy-cat, Amando Marie Paule, e la di lei madre, Benso Anne Marie, le quali hanno escluso di aver mai visto il Bertoli nel loro locale.

La fotografia del Bertoli è stata mostrata anche al personale del locale, ma tutti hanno negato di averlo mai visto.

Il Pussy-cat è un normalissimo night club, non particolarmente frequentato, e pratica prezzi relativamente alti; nettamente al di sopra delle possibilità economiche riconosciute al Bertoli.

 

- A Marsiglia vi sono tre bar portanti il nome "Etoile". Sono locali periferici, assai modesti, frequentati abitualmente dagli abitanti della zona. E' stata mostrata la fotografia del Bertoli ai proprietari dei tre locali, ma nessuno di essi ha riconosciuto in essa un proprio cliente.

I tre esercizi non sono frequentati da omosessuali; solo il proprietario del bar Etoile di Rue Roger Brun, può, all'apparenza, destare l'impressione di avere tendenze particolari.

 

- E' stata sentita la proprietaria dell'Hotel du Rhone, Sassi Virginie Rose, nata a Tolone l'11.1.1911. Costei ha confermato quanto già comunicato dall'Interpol. Ha aggiunto di avere avuto l'impressione che il Bertoli volesse imprimerle nella mente il ricordo del suo passaggio nell'albergo, intrattenendola in conversazioni per lei prive di interesse e anche fastidiose. La donna ha affermato che è impossibile che il Bertoli abbia raggiunto la propria camera o effettuato telefonate all'insaputa del personale dell'albergo.

Per quanto concerne la permanenza del Bertoli nell'albergo nel 1971, la Sassi ha riferito che egli trascorse la maggior parte del suo tempo chiuso nella sua stanza.

 

- E' stata sentita l'inserviente dell'Hotel du Rhone, Bridane Marie Josè, nata a Poitiers il 31.1.1949. Costei ha confermato che il Bertoli usò la camera solo nella notte fra il 13 ed il 14.

 

- Il portiere notturno dell'Hotel du Rhone, Forino Mathieu, nato a Marsiglia l'1.8.1902, ha potuto precisare che il Bertoli si è presentato nell'albergo poco dopo le 20 del giorno 13 e che è passato a ritirare il bagaglio poco prima delle 6 del 16.

Contrariamente a quanto dichiarato dalle donne, al Forino è parso che il Bertoli avesse due bagagli.

 

- Il marito e la figlia della proprietaria dell'Hotel du Rhone non lavorano nell'albergo e non hanno avuto contatti con il Bertoli, come del resto non li hanno con gli altri clienti.

 

- E' stata rintracciata ed interrogata la prostituta "Maud" di rue Lulli. Costei, che si identifica per Schied Marjse, nata a Guenguen il 20.3.1947, ha dichiarato di essere stata avvicinata, il giorno 18 maggio u.s., da un giovane italiano, qualificatosi come giornalista, che le ha chiesto, mostrandole delle fotografie, se conoscesse il Bertoli. il giovane, avuta una risposta negativa, si era allontanato, lasciandole le fotografie perchè le mostrasse anche alle sue colleghe e dandole come recapito proprio l'Hotel Sainte Anne, rue Bretanil n.23.

 

In effetti, dal 18 al 23 maggio u.s. risulta aver alloggiato al predetto hotel tale Dell'Innocenti Giancarlo, nato a Firenze il 14.5.1937, ivi residente, qualificatosi come giornalista.

 

- Il Bertoli, risulta dal verbale redatto dalla polizia giudiziaria, era solo quando fu controllato, l'8.1.1971, alla stazione di Marsiglia.

- Il Bertoli è stato notato, da solo, in un ristorante sito nei pressi dell'Hotel du Rhone.

 

 

3) Presso il Consolato Israeliano di Marsiglia è stato accertato quanto segue:

 

- Il visto di ingresso per Israele lo si ottiene in meno di un'ora, senza particolari formalità; viene solo richiesta una fotografia del richiedente abbastanza recente, diversa da quella posta sul passaporto se questo è di vecchia data, da apporsi sul modulo che devono compilare color che richiedono il visto.

Il funzionario israeliano, che concesse il visto al Bertoli, ricorda che questi era in compagnia di un altro individuo, assai alto, di taglia atletica, capelli neri, presumibilmente italiano.

Il Bertoli, nell'attesa del visto, discusse animatamente con il suo accompagnatore.

- Nei giorni precedenti e seguenti a quello in cui il Bertoli chiese ed ottenne il visto non sono stati concessi visti ad altri italiani.

- I cittadini francesi non hanno bisogno di visto per entrare in Israele.

 

(seguono le firme dei tre funzionari di polizia)

 

 

 

Commento - Allora "tutto bene" per la ricerca effettuata dalla polizia italiana, risultati scarsi se non nulli. Per quanto riguarda la testimonianza dei personaggi interrogati, specialmente presso l'Hotel du Rhone, l'unico che ci può dire qualcosa è il portiere di notte, il sig. Forino Mathieu,71 anni, che ben ricorda la figura del Bertoli. Lui lo chiama Magri, perchè il passaporto falso riportava così, ma è di Bertoli il ritratto:

 

"Ho visto il sig. Magri circa un anno o due fa, quando aveva occupato una camera nell'albergo in cui lavoro. Egli mi ha dato l'impressione di essere un uomo serio, calmo, posato, come potrebbe esserlo un professore o un ingegnere, in breve un intellettuale. L'ultima volta che l'ho rivisto nella serata del 13 maggio u.s., come risulta dal registro di Polizia che vi mostro, è stato ricevuto dalla mia padrona. In quel momento ero presente anch'io".

 

"Ho notato un notevole cambiamento nel suo comportamento, tanto era calmo la prima volta, tanto questa volta mi sembrava esaltato. Mi ha dato l'impressione di aver paura. Non mi ricordo delle parole scambiate con lui quella sera. Mi ricordo solo di una cosa, e cioè che mi ha detto che veniva dall'Italia. Mi è rimasta un'altra impressione di lui; questa volta, egli mi è sembrato meno fornito di denaro che non la volta precedente. Come bagaglio portava un sacco da escursionista e un sacco tipo borsa. Non vi posso precisare le loro caratteristiche".

 

 

Alla fine si può dire che i tre poliziotti sono stati sfortunati ma il loro viaggio ha riservato questa piccola osservazione che fa il paio con la testimonianza di Antonietta Di Lalla, moglie di Rodolfo Mersi di Milano. Bertoli, per la Di Lalla, non solo era spaventato ma ossessionato dalla paura di essere ucciso. E questa sensazione di terrore Bertoli l'ha seminata a Marsiglia come a Milano. g.m.