I PRIMI DOCUMENTI REDATTI SUBITO DOPO LA STRAGE DAGLI ORGANI DELLO STATO 

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L'attentato di Bertoli alla Questura di Milano del 17 maggio 1973

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DOCUMENTO 5

QUESTURA DI MILANO

Divisione 1^ N. di prot. 0649/U.P.

Milano 21 maggio 1973

Oggetto: Milano, 17.5.1973 – Attentato davanti alla Questura. Rapporto giudiziario a carico di BERTOLI Gianfranco, nato a Venezia il 30.4.1933, residente a Mestre senza fissa dimora, in stato di arresto per strage aggravata.

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI MILANO

(Sost. Proc. Dott. Scarpinato)

E p.c. ALLA QUESTURA – 2^ Divisione – SEDE

 

 

Di seguito a precedenti rapporti pari numero, relativi all’oggetto, si comunica che il competente servizio israeliano, tramite l’Interpol, ha fatto conoscere che un individuo, in possesso del passaporto italiano n.4338024, documento trovato, come riferito in precedenza, sulla persona di Bertoli Gianfranco al momento del suo arresto, sotto il nome di Magri Masssimo, era entrato in quello Stato in data 3.2.1971, allontanandosene l’8 maggio 1973.

 

Per tutto tale periodo non risulta che egli si sia allontanato da Israele.

 

Egli aveva indicato quale suo indirizzo in Italia Milano, via Imbonati n.38 o 37, numeri civici che sono risultati non esistenti.

 

Il Magri aveva vissuto nel Kibbuz “Karmia” coabitando con due cittadini francesi, tali Yenimi Jean Michel, nato nel 1950 in Francia, passaporto n.75-930866, e Yenimi Jacques, nato nel 1952 in francia, passaporto n-75-936311. Entrambi i predetti hanno lasciato il Kibbuz e non sono finora stati rintracciati in Israele.

 

In proposito è stata interessata la polizia francese perché accerti l’identità dei due e fornisca notizie sul loro conto.

 

In epoca imprecisata il Magri aveva ricevuto dall’Italia una lettera contenente una cospicua somma di denaro che egli aveva dichiarato agli amici di volere restituire, non avendone bisogno.

 

Circa il soggiorno in Marsiglia di Magri Massimo, la polizia francese, tramite l’Interpol, ha comunicato che Rives Virgine e Rousseau Marie Jose, rispettivamente proprietaria e impiegata dell’Hotel Du Rhone, ove egli ha alloggiato la notte tra il 13 ed il 14 corrente, hanno riferito di riconoscere, nella telefoto dell’attentatore colà trasmesse, il Magri stesso.

 

Le due donne hanno precisato che il detto Magri era quasi calvo, col viso pallido ed emaciato, appariva malato e drogato e dimostrava più di 40 anni.

 

Al fine di meglio lumeggiare la personalità di Bertoli Gianfranco, si rappresenta che il Ministero dell’Interno ha fatto conoscere, di avere appreso, da fonte fiduciaria, che egli aveva svolto in passato, per breve tempo, attività per il Movimento “Pace e Libertà”, dedicandosi all’affissione di manifesti e talvolta ad azioni di pestaggio contro avversari, ciò non per convinzioni politiche bensì allo scopo di ricevere un compenso mensile, alle dipendenze di tale D’Antona, da Milano, ex brigadiere ausiliario, in corso di identificazione.

 

In quel periodo il Bertoli frequentava certo Andrea Slamiz, profugo giuliano residente a Milano, attualmente occupato presso l’agenzia di distribuzione del quotidiano “Il Giorno”, ubicata nello scantinato della Stazione Centrale.

 

Si fa presente, ad ogni effetto, che sul quotidiano l’”Unità” del 20 corrente è apparso, in prima pagina, l’articolo “Bertoli nel gruppo di Ordine Nuovo”, nel quale viene affermato testualmente “Dagli archivi dell’Ufficio politico della Questura di Udine è già stata tratta una foto scattata il 31 maggio 1965, durante un’azione squadristica condotta dai teppisti della famigerata organizzazione fascista “Ordine Nuovo” (fondata, come si sa, dall’attuale deputato missino Pino Rauti) contro alcuni compagni della F.G.C.I. tra gli aggressori figura, in primo piano, un uomo le cui caratteristiche corrispondono a quelle del Bertoli”.

 

Inoltre, continua sempre l’articolista, “Risulta, sempre secondo notizie di agenzia, che in un rapporto dei Carabinieri di Venezia compilato tre anni fa (nell’agosto del 1970) il Bertoli verrebbe indicato tra i partecipanti all’assalto, avvenuto in Mestre, della sede di un gruppo della sinistra extraparlamentare. Particolarmente significativo il fatto che nel rapporto in questione assieme al nome del Bertoli figurerebbe quello di Rodolfo Mersi, l’esponente della CISNAL alla cui casa il Bertoli si diresse appena giunto da Marsiglia a Milano, la sera precedente l’attentato alla Questura”.

 

Le circostanze surriferite, della fotografia presso gli archivi della Questura di Udine e del rapporto dei CC. Di Venezia, sono state smentite dagli uffici interessati, in quanto non rispondenti a verità.

[…]

IL COMMISSARIO CAPO DI P.S.

(Dott. Alfonso NOCE)