DOCUMENTO 4

 

Si mette a fuoco la personalità di Bertoli

 

QUESTURA DI MILANO

Divisione I^ N. di Prot. 0649/U.P.

 

Milano 18 maggio 1973

 

Oggetto: MILANO – 17.5.1973 – Attentato davanti alla Questura. Rapporto giudiziario a carico di BERTOLI Gianfranco, nato a Venezia il 30.4.1933, residente a Mestre, senza fissa dimora, in stato di arresto, per strage aggravata.

 

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI MILANO

(Sost. Proc. Dr. Scarpinato)

 

E p.c. ALLA QUESTURA – 2^ Divisione – SEDE

 

 

Di seguito al precedente rapporto pari numero ed oggetto in data odierna, si comunica che la mattina del 17 corrente, con inizio alle ore 10,30 circa, ha avuto luogo, nel primo cortile della Questura di Milano, una cerimonia per lo scoprimento di un busto del Commissario Capo di P.S. dr. Luigi CALABRESI, in occasione del primo anniversario del suo omicidio.

 

 

Alla cerimonia hanno presenziato il Ministro dell’Interno On.le Mariano Rumor, il Capo della Polizia dr. Efisio Zanda Loi, il Sindaco di Milano Aldo Aniasi ed altre autorità civili e militari.

 

 

Al termine della cerimonia stessa, verso le ore 11,00 quando già le Autorità avevano incominciato a lasciare l’edificio della Questura, un individuo, che sostava sul marciapiedi opposto all’ingresso della Questura stessa, ha lanciato in direzione del portone un ordigno, che è esploso.

 

 

L’appuntato di P.S. DI BROTTO Leone, le Guardie di P.S. CARLUCCI Pietro e DI PONZO Vito, nonché il Carabiniere ALOISI Giancarlo hanno immobilizzato l’attentatore, il quale, dopo essere stato sottratto ad un tentativo di linciaggio da parte di numerosi presenti, è stato portato negli uffici della Questura.

 

 

Tutti e quattro i militari hanno visto distintamente detto individuo mentre lanciava l’ordigno, che poi è deflagrato, cagionando la morte di BORTOLON Gabriella, nata a Milano il 6.1.1950, ed il ferimento di altre 42 persone.

 

 

L’attentatore è stato trovato in possesso del passaporto numero 4338024, rilasciato dalla Questura di Bergamo in data 20 luglio 1965 al nome di MAGRI Massimo, nato a Bergamo il 30 luglio 1942, ivi residente, sul quale si trova applicata la fotografia dello stesso attentatore, che era in possesso, fra l’altro, di un biglietto ferroviario Marsiglia-Milano, datato 15.5.1973.

 

 

Costui, immediatamente dopo il suo arresto, non ha avuto difficoltà a dichiarare oralmente che il documento è falsificato e che il suo vero nome è BERTOLI Gianfranco, in oggetto indicato, precisando di essere giunto a Milano la sera del giorno prima, proveniente da Haifa, via Marsiglia.

 

 

Il Bertoli è stato notato mentre lanciava l’ordigno anche da GARAVELLI Giuseppe, meglio in atti generalizzato, ecclesiastico, il quale ha coadiuvato gli operanti per immobilizzarlo.

 

 

E’ stato appurato che l’attentatore si trovava davanti alla Questura sin dalle ore 9,30.

 

 

Infatti il barista del Bar Annunciata, ubicato di fronte alla Questura, GALOPPINI Francesco, meglio in atti generalizzato, ha dichiarato che verso le ore 9,30 aveva servito un cognac all’individuo raffigurato sui giornali del pomeriggio ed indicato come autore della strage; verso le ore 10,30 un altro barista, BONETTI Roberto, ha servito all’attentatore un’aranciata.

 

 

I titolari di detto esercizio, SOCRATI Luigi e SOCRATI Giuseppe, hanno affermato di non aver notato, nel loro bar, nessun individuo con connotati simili a quelli dell’arrestato.

 

 

Sono state svolte immediate indagini sul conto del Bertoli, per fare piena luce sul grave attentato.

 

 

E’ stato appurato che una persona, in possesso del passaporto intestato al Magri, partita da Haifa l’8 corrente, a bordo della motonave “Dana”, era giunta a Marsiglia la mattina del 13 successivo, dopo una sosta di qualche ore nel porto di Genova, avvenuta la sera del giorno 12.

 

 

A Marsiglia ha alloggiato all’albergo “Du Rhone”, la sera del 13 corrente, ripartendo la mattina successiva.

 

 

La Polizia francese, interessata tramite l’Interpol, ha anche comunicato che tale persona la mattina del 14 detto, lasciando l’albergo di Marsiglia, aveva dichiarato all’albergatore che doveva recarsi a Parigi, ove però non sono risultate tracce del suo soggiorno.

 

 

L’attentatore, all’atto dell’arresto, è stato trovato in possesso anche di un biglietto da visita della pensione “Italia” sita in questa via Vitruvio n.44, dove, poi, è risultato avere preso alloggio la sera del 16 c.m., verso le ore 20, Magri Massimo, il quale si era presentato in pensione da solo e senza bagagli, fissando una stanza solo per quella notte e pagando subito l’importo.

 

 

Egli era altresì in possesso di valuta italiana e straniera, meglio descritta nel verbale di sequestro.

 

 

I bagagli, attraverso uno scontrino trovato pure addosso all’attentatore, che reca la data del 16 e le ore 17, sono stati rinvenuti nel deposito bagagli della Stazione Centrale ed erano costituiti da una valigia e da una borsa, nelle quali erano custoditi gli effetti personali, gli oggetti ed i libri elencati nell’unito verbale di sequestro.

 

 

FUSARO Fides, moglie del titolare della pensione “Italia”, ha dichiarato che la persona che aveva esibito il passaporto intestato a Magri Massimo, uscita dalla pensione subito dopo il suo arrivo, era rientrata tra le ore 0,45 e l’1,30 del successivo giorno 17.

 

 

Ella ha anche aggiunto che detta persona è uscita la mattina del 17 abbastanza presto, in quanto verso le ore 8 ha trovato la stanza vuota.

 

 

La Fusaro ha precisato anche che la persona presentatasi come Magri Massimo non ha avuto, nella pensione, contatti con alcuno, neppure telefonico.

 

 

La mattina del 17, subito dopo l’attentato, è stata effettuata, ai sensi dell’art. 41 del T.U.L.P.S., una perquisizione, con esito negativo, nella stanza che era stata occupata dalla persona in questione.

 

 

Circa il viaggio effettuato dal Bertoli si fa presente che la Questura di Genova, all’uopo interessata, ha comunicato che nella lista dei passeggeri della Motonave “Dana”, con rotta Haifa-Genova-Marsiglia, partita da Israele il giorno 8 corrente, figura Magri Massimo, compreso fra le persone sbarcate a Marsiglia il giorno 13 c.m.

 

 

Si allega copia fotostatica della lista dei passeggeri, significando che questo Ufficio ha interessato le Polizie dei paesi di origine, per gli accertamenti del caso, sul cui esito si fa riserva di riferire sono in caso positivo.

 

 

E’ stato anche accertato, tramite Interpol, che una persona a nome Magri Massimo, nato il 30.7.1942 ha soggiornato in Israele dal 26.2.1971 all’8.5.1973, data in cui, come sopra detto è partita dal porto di Haifa con la motonave “Dana”.

 

 

Questa persona ha lavorato, come volontario, nel “Kibbutz Karmia” ed era nota col soprannome di “Roberto”. Dorniva in una stanza in compagnia di due francesi, pure essi volontari, tali Yemini Jack e Yemini Jean Michel e si mostrava tranquilla, gentile ed educata.

 

 

Sono stati svolti accertamenti in ordine al passaporto trovato in possesso, come sopra detto, di Bertoli Gianfranco ed intestato a Magri Massimo.

 

 

La Questura di Bergamo ha comunicato che il passaporto n. 4338024 risulta effettivamente rilasciato da quell’Ufficio a Magri Massimo, il quale lo aveva rinnovato in data 2.12.1968, per cinque anni.

 

 

L’intestatario, in data 10.8.1969 ha denunziato lo smarrimento del documento ottenendo un secondo passaporto n.7116771, valido per 5 anni. Si sconosce come il passaporto n.4337024 sia finito in possesso del Bertoli.

 

 

La stessa Questura di Bergamo ha anche comunicato che Magri Massimo, pur risiedendo anagraficamente a Bergamo, probabilmente lavorava a Milano, presso lo studio di un architetto Tosi e che un fratello di lui. Di nome Ivan, nato a Bergamo il 30.1.1949, dimorava a Bibbona (LI) presso una comunità hippy, allogata nel podere “Trieste”, di proprietà di Mischi Tiziana.

 

 

Sono stati svolti accertamenti e ricerche a Milano, presso l’ing. Andrea Tosi, dirigente della ditta “Cotonificio Olcese Veneziano”, con sede in questa via Solferino n.7, ove si supponeva che il Magri Massimo svolgesse attività lavorativa, ma con esito negativo.

 

 

Anche le ricerche in Bibbona hanno avuto esito infruttuoso. La Questura di Livorno ho comunicato che Mischi Tiziana, interpellata, aveva riferito di non conoscere il recapito di Magri Massimo.

 

 

Nel primo pomeriggio del 17 corrente è comparso spontaneamente in Questura MERSI Rodolfo, nato a Pola il 3.6.1932, residente a Milano in Via Pericle n.5, affermando che la sera precedente si era presentato nella sua abitazione BERTOLI Gianfranco, amico che egli non vedeva da circa 4 anni, il quale aveva preannunziato la sua visita per telefono alla moglie Di Lalla Antonietta, nata a Casacalende il 20.7.1933.

 

 

Ritenendo rilevanti le testimonianze dei coniugi Marsi, al fine di stabilire la condotta tenuta dal Bertoli la sera prima dell’attentato, è stato informato della circostanza il Sostituto Procuratore della Repubblica dr. L.Riccardelli, il quale ha proceduto ad assumere le loro deposizioni.

 

 

Personale di questo Ufficio nella serata del 17 detto ha eseguito, giusta ordinanza del Sost. Proc. Della Repubblica dr. Luigi De Liguori, sotto la direzione del medesimo Magistrato. Una perquisizione domiciliare nell’abitazione dei coniugi Mersi, in questa via Pericle n.5, con esito negativo.

 

 

Poiché l’individuo che era sbarcato come sopra detto a Marsiglia, sotto il nome di Magri Masssimo, aveva dichiarato all’albergatore dell’Hotel Du Rhone, che abitava a Milano in via Imbonati n.38, indirizzo che era stato pure fornito dalla persona di eguale nome durante il soggiorno in Israele, personale di questo Ufficio si è recato in detta via, appurando che il numero civico 38 non esiste.

 

 

Circa il sopralluogo sul posto dell’attentato, esso è stato personalmente eseguito dal Sostituto Procuratore della Repubblica dr. Luigi De Liguori con la collaborazione del personale del locale Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica.

 

 

Sul posto è stato rinvenuto dal Maresciallo di P.S. Farengha Antonio un pezzo di metallo di forma cilindrica, che potrebbe appartenere all’ordigno.

 

 

Sono in corso accertamenti, da parte della Polizia Scientifica e di quest’Ufficio per stabilire il tipo di bomba a mano usata dall’attentatore; in merito si fa riserva di ulteriore riferimento.

 

 

Poco dopo l’attentato il V.brig. di P.S. SANTOPRETE Elenio ha proceduto al sequestro di un rollino fotografico a TREZZI Robinson Luca, meglio in atti generalizzato, nell’eventualità che costui avesse fotografato i momenti salienti della strage.

 

 

Sono state assunte le dichiarazioni testimoniali di BALLARINI Silvana, SCALABRIN Mario, Nardini Rita, ROSSANI Gisella, BOIARDI Laura, CASTRINI Maria Luisa, GRIMOLDI Alda e LANZILLO Francesco in ordine all’autovettura targata MI P61136, posteggiata in via Dei Giardini all’altezza del civico 10, a bordo della quale, poco dopo l’attentato era salito un giovane dall’atteggiamento sospetto.

 

 

La macchina è risultata essere una Fiat 128 ed appartenere a LANDI Lodovico, nato a Varano Borghi il 21.2.1915, residente a Milano in via Quintino Sella n.4.

 

 

Il figlio di costui, di nome Giampaolo, in atti meglio generalizzato, ha dichiarato che, dopo la deflagrazione, si era recato davanti alla Questura, ove vi era richiesta di autovetture per il trasporto dei feriti. Di corsa si era portato a prelevare la sua macchina in via Dei Giardini, per ritornare poi sul luogo dell’attentato e prestare soccorso.

 

 

Circa un’ora dopo l’attentato, personale di quest’Ufficio è intervenuto nel bar “Cavour”, ubicato nella piazza omonima, ove era stato segnalato, da parte del barista Mancini Raffaele, un individuo dal comportamento sospetto, poiché si era cambiato la camicia nell’esercizio di fronte lasciando momentaneamente nel bar una valigia.

 

 

Costui, identificato per BACCHELLI Corrado, nato a Novi di Modena il 22.8.1937, residente a Modena in via Savani n.20, ha dichiarato che effettivamente si era cambiato la camicia, indossante anche un pullover che aveva acquistato poco prima nel negozio “Fiorucci” di via Vittorio Emanuele, perché sentiva freddo.

 

 

Ha giustificato la sua presenza in Milano affermando che aveva un appuntamento con Rovelli Enrico, in atti pure generalizzato, il quale si occupa di spettacoli musicali, al fine di presentarsi insieme a lui in Questura dal Vice Questore dott. Rosario Virzì per ottenere una licenza per uno spettacolo musicale da tenere il giorno 22 p.v. al locale teatro Massimo.

 

 

Rovelli Enrico ed il Vice Questore dr. Virzì hanno confermato la circostanza.

 

 

Si rappresenta infine che il pomeriggio del 17 detto, verso le ore 13,20, il Brig. Di P.S. Gregolin Ennio ha accompagnato in Questura Bocchioni Paolo, Simonetti Mario e Libertini Alessandro, meglio in atti generalizzati, i quali proco prima nel bar ubicato di fronte alla Questura, commentando i fatti del mattino sono stati uditi pronunciare le frasi “speriamo che la Polizia non gli faccia fare la stessa fine di Pinelli”, “hanno già creato due casi: Pinelli e Valpreda”.

 

 

I tre giovani, subito dopo la loro identificazione e i sommari accertamenti nei loro confronti, sono stati rilasciati.

 

 

Al fine di lumeggiare la figura di Bertoli Gianfranco, si trascrivono le seguenti notizie fornite dalla Questura di Venezia:

 

 

“ – 24.1.1950 studente dell’istituto tecnico “P.Sarpi” armeggiando con una pistola automatica in aula faceva esplodere un colpo che provocava il panico nei compagni.

- 1954 arrestato per detenzione abusiva di arma – In data 13.12.1954 posto in libertà provvisoria e successivamente processato dal Tribunale di Venezia per detenzione abusiva di arma e commercio non autorizzato di armi – In data 18.10.1957 veniva condannato a lire 22.000 di ammenda.

- 19.9.1957 – veniva denunciato in correità con altri per furto aggravato.

- 13.3.1958 – denunciato per tentata rapina in correità con altri.

- 14.3.1958 – denunciato per rapina e arrestato.

- 25.7.1959 – fermato per misure di P.S. a Milano e rimpatriato con foglio di via obbligatorio-

- 20-11-1959 – Corte Appello Venezia – condannato per rapina ad anni uno mesi quattro e giorni 15 di reclusione e lire 22.000 di multa per rapina.

- 29.9.1960 – condannato dal Tribunale di Venezia a mesi 11 di reclusione e lire 8.000 di multa per furto.

- 15.1.1960 – denunciato dal Commissariato di P.S. di Mestre per tre furti pluriaggravati e per danneggiamento agli uffici pubblici.

- 27.6.1960 – condannato dalla Pretura di Mestre a mesi 11 di reclusione e a lire 8.000 di multa per furto pluriaggravato.

- 12.5.1961 – arrestato per ubriachezza manifesta e molesta dal Commissariato di P.S. di Mestre.

- 17.5.1961 – condannato dal Pretore di Mestre a giorni 6 di arresto per ubriachezza.

- 26.10.1961 – querelato per lesioni.

- 23.4.1963 – denunciato per ubriachezza dal Commissariato di Mestre.

- 20.2.1964 – denunciato per correità con altri e per numero 8 furti pluriaggravati e per detenzione di armi da fuoco ed associazione a delinquere.

- 25.3.1965 – in correità con altri compiva in Mestre una rapina a mano armata.

- 29.11.1962 – Tribunale di Venezia condannato per furto ad anni uno e mesi quattro di reclusione e lire 8.000 di multa.

- 1.3.1965 – Corte Appello Venezia – furto – mesi 8 di reclusione e lire 30.000 di multa.

- 25.10.1965 – Pretore di Vicenza – manifesta ubriachezza lire 10.000 di ammenda.

- 11.11.1965 – Corte Appello di Trieste – furto – anni 3 di reclusione e lire 8.000 multa e interdizione dai pubblici uffici per anni cinque.

- 4.7.1967 – denunciato per furto di autovettura.

- 4.7.1967 – denunciato dal Commissariato di P.S. Mestre per furto pluriaggravato mediante spaccata, condannato per tale reato con sentenza del Tribunale di Venezia, 30.8.1967, ad anni due – mesi 2 e lire 150.000 di multa mentre in data 11.3.1968 la Corte di Appello di Venezia lo assolveva da tali reati per insufficienza di prove.

- 4.3.1969 – arrestato perché denunciato per minaccia aggravata – porto abusivo di arma e furto aggravato.

- 5.3.1969 –denunciato dal Commissariato di P.S. di Mestre per furto aggravato.

- 3.7.1969 – Tribunale di Venezia – mesi tre di reclusione e mesi uno di arresto per minacce gravi e porto abusivo di arma.

- 5.10.1970 – si rendeva responsabile in Padova di tentato omicidio a scopo di rapina in correità con altri in danno di un’affittacamere contro la quale esplodeva quattro colpi di pistola, a seguito di tale reato veniva emesso a suo carico ordine di cattura ma il Bertoli, già appartenente al gruppo giovanile anarchico “Nestor Makhno” si rendeva irreperibile recandosi a Milano.

 

 

[….allegati di verbali e relazioni di servizio…]

 

IL COMMISSARIO CAPO DI P.S.

(Dott. Alfonso Noce)

 

 

DOCUMENTO 5

 

 

QUESTURA DI MILANO

Divisione 1^ N. di prot. 0649/U.P.

 

Milano 21 maggio 1973

 

Oggetto: Milano, 17.5.1973 – Attentato davanti alla Questura. Rapporto giudiziario a carico di BERTOLI Gianfranco, nato a Venezia il 30.4.1933, residente a Mestre senza fissa dimora, in stato di arresto per strage aggravata.

 

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI MILANO

(Sost. Proc. Dott. Scarpinato)

 

E p.c. ALLA QUESTURA – 2^ Divisione – SEDE

 

 

Di seguito a precedenti rapporti pari numero, relativi all’oggetto, si comunica che il competente servizio israeliano, tramite l’Interpol, ha fatto conoscere che un individuo, in possesso del passaporto italiano n.4338024, documento trovato, come riferito in precedenza, sulla persona di Bertoli Gianfranco al momento del suo arresto, sotto il nome di Magri Masssimo, era entrato in quello Stato in data 3.2.1971, allontanandosene l’8 maggio 1973.

 

 

Per tutto tale periodo non risulta che egli si sia allontanato da Israele.

 

 

Egli aveva indicato quale suo indirizzo in Italia Milano, via Imbonati n.38 o 37, numeri civici che sono risultati non esistenti.

 

 

Il Magri aveva vissuto nel Kibbuz “Karmia” coabitando con due cittadini francesi, tali Yenimi Jean Michel, nato nel 1950 in Francia, passaporto n.75-930866, e Yenimi Jacques, nato nel 1952 in francia, passaporto n-75-936311. Entrambi i predetti hanno lasciato il Kibbuz e non sono finora stati rintracciati in Israele.

 

 

In proposito è stata interessata la polizia francese perché accerti l’identità dei due e fornisca notizie sul loro conto.

 

 

In epoca imprecisata il Magri aveva ricevuto dall’Italia una lettera contenente una cospicua somma di denaro che egli aveva dichiarato agli amici di volere restituire, non avendone bisogno.

 

 

Circa il soggiorno in Marsiglia di Magri Massimo, la polizia francese, tramite l’Interpol, ha comunicato che Rives Virgine e Rousseau marie Jose, rispettivamente proprietaria e impiegata dell’Hotel Du Rhone, ove egli ha alloggiato la notte tra il 13 ed il 14 corrente, hanno riferito di riconoscere, nella telefoto dell’attentatore colà trasmesse, il Magri stesso.

 

 

Le due donne hanno precisato che il detto Magri era quasi calvo, col viso pallido ed emaciato, appariva malato e drogato e dimostrava più di 40 anni.

 

 

Al fine di meglio lumeggiare la personalità di Bertoli Gianfranco, si rappresenta che il Ministero dell’Interno ha fatto conoscere, di avere appreso, da fonte fiduciaria, che egli aveva svolto in passato, per breve tempo, attività per il Movimento “Pace e Libertà”, dedicandosi all’affissione di manifesti e talvolta ad azioni di pestaggio contro avversari, ciò non per convinzioni politiche bensì allo scopo di ricevere un compenso mensile, alle dipendenze di tale DìAntona, da Milano, ex brigadiere ausiliario, in corso di identificazione.

 

 

In quel periodo il Bertoli frequentava certo Andrea Slamiz, profugo giuliano residente a Milano, attualmente occupato presso l’agenzia di distribuzione del quotidiano “Il Giorno”, ubicata nello scantinato della Stazione Centrale.

 

 

Si fa presente, ad ogni effetto, che sul quotidiano l’”Unità” del 20 corrente è apparso, in prima pagina, l’articolo “Bertoli nel gruppo di Ordine Nuovo”, nel quale viene affermato testualmente “Dagli archivi dell’Ufficio politico della Questura di udine è già stata tratta una foto scattata il 31 maggio 1965, durante un’azione quadristica condotta dai teppisti della famigerata organizzazione fascista “Ordine Nuovo” (fondata, come si sa, dall’attuale deputato missino Pino Rauti) contro alcuni compagni della F.G.C.I. tra gli aggressori figura, in primo piano, un uomo le cui caratteristiche corrispondono a quelle del Bertoli”.

 

 

Inoltre, continua sempre l’articolista, “Risulta, sempre secondo notizie di agenzia, che in un rapporto dei Carabinieri di Venezia compilato tre anni fa (nell’agosto del 1970) il Bertoli verrebbe indicato tra i partecipanti all’assalto, avvenuto in Mestre, della sede di un gruppo della sinistra extraparlamentare. Particolarmente significativo il fatto che nel rapporto in questione assieme al nome del Bertoli figurerebbe quello di Rodolfo Mersi, l’esponente della CISNAL alla cui casa il Bertoli si direzze appena giunto da Marsiglia a Milano, la sera precedente l’attentato alla Questura”.

 

 

Le circostanze surriferite, della fotografia presso gli archivi della Questura di Udine e del rapporto dei CC. Di Venezia, sono state smentite dagli uffici interessati, in quanto non rispondenti a verità.

[…]

IL COMMISSARIO CAPO DI P.S.

(Dott. Alfonso NOCE)

 

 

DOCUMENTO 6

 

LEGIONE CARABINIERI DI MILANO

Nucleo Investigativo – 1^ Sez.

N.59756/3 di prot. “p”

 

Milano, li 17 maggio 1973

 

Oggetto: Milano – Strage in via Fatebenefratelli

 

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI MILANO

 

 

Fa seguito al foglio pari numero ed oggetto, odierno, di questo ufficio.

 

 

Come da richiesta verbale odierna di codesta Procura, dagli accertamenti prontamente esperiti è emerso che MAGRI Massimo di Cesare, nato a Bergamo il 30.7.1942, ivi residente, via Donizoetti n.15, risulta effettivamente anagrafato presso quel comune.

 

 

Lo stesso ha un fratello a nome Ivan, nato a Bergamo il 30.1.1949 e due sorelle a nome Susanna….e Teresa, per ideologia “anarcomaoista” sono ritenuti fanatici e pericolosi per la sicurezza dello Stato.

 

 

Risulta inoltre che mentre il MAGRI Massimo ha riportato due condanne per infrazioni al Codice della Strada, l’Ivan è stato arrestato…per stupefacenti.

 

 

Il MAGRI Ivan, che risulta avere effettuato viaggi in India, Pakistan, libano, Persia, Jugoslavia, Francia, Marocco ed Austria, è ritenuto capace di commettere qualsiasi atto delittuoso sotto l’effetto di sostanze stupefacenti di cui fa uso.

 

 

Allo stesso nell’anno 1970,……..avrebbe diretto una sede di movimento extraparlamentare di sinistra, non ben definito, era in contatto con altri anarchici italiani e stranieri….[…]

 

 

Infine, come da disposizioni impartite da codesta Autorità Giudiziaria, sono state diramate ricerche per il rintraccio di MAGRI Ivan e MAGRI Massimo, che dagli ultimi accertamenti esperiti sembra che quest’ultimo abbia eletto domicilio in Milano via Accademia 26, presso la sede della redazione S.I.P. (Servire il Popolo), via Soperga n.54, tel 2896890 Milano.

 

 

Riserva ulteriori notizie.

 

IL CAPITANO COMANDANTE DELLA 1^ SEZIONE

Girolamo Succhetti

 

 

[COMMENTO di Giorgio Marenghi sui documenti fin qui pubblicati: A poche ore di distanza dal tragico fatto dell’attentato compiuto da Gianfranco BERTOLI, la Polizia di Stato ha attivato i rapporti con l’Interpol arrivando a chiarire la provenienza dell’attentatore (da un kibbuz israeliano) e i Carabinieri hanno messo a fuoco con più particolari la personalità del possessore del passaporto smarrito, tale MAGRI Massimo, la cui identità ha sostituito quella del BERTOLI. Dalle informazioni fin qui riportate dai Carabinieri si capisce perciò che il passaporto deve essere passato di mano più che essere stato rubato, dato che il vero MAGRI Massimo fa parte di gruppi anarchici. Comincia a prendere corpo la copertura “a sinistra” dell’attentato, il BERTOLI viene presentato come supposto “anarchico” (ma non ci si spinge ancora del tutto a qualificarlo come tale – Piazza Fontana insegna), il passaporto falso rivela che il legittimo proprietario è effettivamente un anarchico, anche se in famiglia si ha più dimestichezza con gli stupefacenti che con le teorie politiche. Ma aspettiamo gli sviluppi dell’inchiesta per avere un quadro più chiaro. E’ ancora troppo presto: sono passati – dal punto di vista documentario – appena pochi giorni dallo scoppio di via Fatebenefratelli)

 

 

DOCUMENTO 7

 

LEGIONE CARABINIERI DI MILANO

Nucleo Investigativo – 1^ Sez. –

 

N.59756/6 di prot. “P”

 

Milano, li 19 maggio 1973

 

Oggetto: Milano – Strage in via Fatebenefratelli

 

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI MILANO

 

 

 

Fa seguito ai fogli pari numero ed oggetto del 17, 18 e 19 corrente mese, relativi all’oggetto, di questo Nucleo Investigativo.

 

 

Per notizia si trascrive il seguente dispaccio pervenuto dalla Polizia Israeliana, tramite CC.Ministero Affari esteri:

 

 

“Noto BERTOLI giunse a Haifa proveniente Marsiglia il 26.2.1971, munito di passaporto italiano n.4338024/P intestato a MASSIMO MAGRI.

 

 

Sedicente MAGRI si arruolò come operaio volontario nell’organizzazione giovanile KIBBUTZ NAPAN (socialista) e venne assegnato al Kibbutz di Karmiah, nei pressi di Ashkelon.

 

 

Nel kibbutz il BERTOLI veniva chiamato Roberto. Il Bertoli, che era destinato all’allevamento di polli, durante la permanenza nel kibbutz, si comportò in maniera normale.

 

 

Andava a trascorrere il fine settimana a Haifa. Non si sa se in tali occasioni contrasse amicizie. Indagini in corso. Ai primi di maggio il BERTOLI ha palesato l’intenzione di lasciare il kibbutz.

 

 

E’ partito da Haifa per Marsiglia l’8 maggio u.s. con la motonave israeliana “Dan”.

 

Riserva ulteriori notizie.

 

IL CAPITANO COMANDANTE DELLA SEZIONE

Girolamo Succhetti