KARL HASS viene rintracciato a Roma

La rete segreta che offre aiuto per l’espatrio e l’imbarco a Genova

 

 

UFFICIO INFORMAZIONI

IL CAPO DELLA SEGRETERIA

 

(su biglietto attaccato al documento si legge:

 

 

[Copia tradotta da una relazione del C.I.C. (Counter Intelligence Corp)]

 

Translation copy/lp

 

28 December 1946

 

 

Circolo Operazioni.

 

Investigazioni di movimenti illegali di emigrazione.

 

 

1. Il 23 luglio 1946 fu notificato per telefono a questo ufficio che all’ufficio del CI, AFHQ (Allied Force Head Quarter), era stata segnalata dal Campo di concentrazione di Rimini la fuga di 40 prigionieri dai confini del Campo il 22 luglio 1946.

 

 

A questo ufficio fu richiesto di far fare una ricerca dei fuggiaschi fra i quali vi erano 20 prigionieri tedeschi del CI. In seguito ad una richiesta dell’Agente Supervisore, da questo ufficio fu iniziata una investigazione con lo scopo di cercare e catturare qualcuno o tutti i fuggiaschi.

 

 

 

2. Il 27 luglio 1946 un informatore fidato e degno di fede appartenente a questo ufficio prese contatto con una persona allora sconosciuta che dichiarava di venire da parte di un certo FRANCO il cui nome era conosciuto da questo ufficio e dall’informatore come il nome sotto il quale si nasconde HASS Carlo, Capo Ninheit Ida, SD.

 

 

All’informatore vennero date istruzioni per incontrare il messaggero e determinare l’identità e l’indirizzo di HASS. Il 28 luglio 1946 l’informatore si incontrò con il messaggero e trovò che questi era un certo VORKOEPER, Hans, che era in compagnia di un’altra persona qualificata come GIANNI.

 

 

L’informatore seppe da VORKOEPER e GIANNI che Carlo HASS li aveva istruiti per farli procedere verso Roma subito dopo la loro fuga e di prendere contatto con l’informatore che li avrebbe aiutati nei loro progetti di emigrazione nel Sud America che HASS avrebbe a sua volta finanziato.

 

 

VORKOEPER e GIANNI asserirono anche all’informatore che HASS sarebbe venuto a Roma e che l’avrebbero potuto sorvegliare e prendere avendo contatti con HASS e altri fuggiaschi.

 

 

 

3. L’informatore, VORKOEPER e GIANNI furono messi sotto sorveglianza giornaliera che sviluppò le seguenti informazioni. GIANNI fu identificato per FUETING VELTER, che risiedeva nell’appartamento di una donna tedesca in Via Padova 92, Roma, formalmente impiegata dell’Ambasciata Tedesca in Vaticano.

 

 

Ulteriori informazioni stabilirono che FUETING e VORKOEPER avevano contatti con altri due fuggiaschi…. La sorveglianza rivelò inoltre che VORKOEPER e FUETING incontravano altre persone nell’antica Ambasciata Tedesca in Via Pavia 21, Roma. Fu inoltre appreso che i suddetti nomi avevano contatti con un prete a Villa San Francesco e con un prete in Via dei Cappellari, Roma.

 

 

Fu stabilito che i suddetti stavano tentando di stabilire contatti con una persona o persone che avrebbero potuto ottenere un visto per il Sud America.

 

 

 

4. Durante il periodo di sorveglianza l’informatore di questo Agente riuscì a “prendere in prestito” la lettera scritta da FRANCO (Carlo HASS) che VORKOEPER stava usando come un permesso per entrare nella Villa San Francesco. La lettera, esibire #1, era indirizzata a Padre FILIBERTO e stabiliva in breve che un certo Col. KETTLER che stava per venire a visitare Padre FILIBERTO avrebbe avuto bisogno di un aiuto precedentemente convenuto da HASS e padre FILIBERTO.

 

 

L’informatore di questo Agente apprese che KETTLER aveva portato la lettera a Roma e l’aveva data a VORKOEPER per usarla mentre aspettava l’arrivo di HASS. Inoltre l’informatore di questo Agente apprese che Padre FILIBERTO aveva visto la lettera e stava dando aiuti ai fuggiaschi di cibo, alloggio e contatti con funzionari tedeschi e del Vaticano.

 

 

 

5. Durante la sorveglianza venne appreso che KETTLER e LUDWIG erano partiti per Genova dove essi stavano prendendo dei provvedimenti per arrangiare il trasporto nel Sud America, mentre aspettavano i loro visti. KETTLER e LUDWIG mandarono i loro passaporti a VORKOEPER, a Roma, per posta in modo che VORKOEPER avrebbe potuto fare i passi necessari per il visto.

 

 

L’indirizzo del mittente nella parte posteriore della lettera era Salita San Rocco, 18. L’informatore trovò il modo di farsi prestare i passaporti che si trovavano nella lettera per esaminarli e fu riscontrato che in ogni caso i passaporti erano stati rilasciati dalla Croce Rossa Internazionale.

 

 

Copie fotostatiche furono prese e sono accluse come esibizione #2. Conseguentemente, l’informatore ricevette istruzioni per trovare il tipo di passaporti posseduti dagli altri e venne così scoperto che in ogni caso i passaporti venivano dalla Croce Rossa Internazionale.

 

 

Una susseguente azione fu presa per provvedere l’informatore di questo Agente di un passaporto nello scopo di mostrare alle sopranominate persone che anche lui era interessato nell’emigrazione e per vincere la loro confidenza. Un secondo informatore fidato fu messo in contatto con il gruppo per mostrare i mezzi per ottenere i passaporti o i visti.

 

 

 

6. L’informatore #1 trovò che egli poteva procurare un passaporto con falso nome pagando 20.000 lire ad una persona sconosciuta per avere contatti con la Croce Rossa Internazionale. Istruzioni furono date all’informatore #1 circa il procedere nel procurarsi i passaporti. All’informatore #1 fu ordinato di portare tre fotografie a questa persona che fu identificata come GIOVANNI ALTIERI di Via della Vite 74, Roma, che usava cambiare il suo nome con quello di ASTRA, un esperto di chiromanzia.

 

 

L’informatore #1 prese contatto con due uomini del gruppo Astra che gli dissero di ritornare entro due giorni. Dopo due giorni ordinarono all’informatore #1 di presentarsi agli uffici della Croce Rossa Internazionale dove avrebbe ottenuto un passaporto in triplicato che egli avrebbe dovuto riempire.

 

 

All’informatore #1 fu fato il nome falso di BAUCECH, MIRKO e la sua descrizione ed i suoi dati di parentela furono procurati dagli uomini di Astra. Questi uomini procurarono il nome falso ed i relativi dati dalle liste della Croce Rossa Internzionale dove essi trovarono il nome di una persona dispersa o morta che corrispondeva alla descrizione dell’informatore #1.

 

 

Questi riempì le modalità del passaporto e li portò all’ufficio del Segretario della Croce Rossa Internazionale che prese le sue impronte digitali (un dito con semplice inchiostro ordinario= e gli disse di ritornare dopo due giorni.

 

 

Oltre alle istruzioni di ritornare due giorni dopo gli fu ordinato di ottenere due lettere di identificazione da usarsi per il rilascio del passaporto. L’informatore #1 ottenne una lettera, esibizione #3, dal Monsignor Antonino ROMEO del Vaticano che identificava il portatore come BAUCECH Mirko, quando egli era in realtà un’altra persona.

 

 

Questa lettera fu preparata dal gruppo Astra. In più l’informatore #1 si procurò una lettera dalla Croce Rossa Italiana che stabiliva il portatore essere BAUCECH Mirko, quando in realtà non lo era. L’informatore #1 ritornò alla Croce Rossa Internazionale e ricevette un passaporto con il nome di BAUCECH Mirko che fu emesso in base alle lettere di identificazione.

 

 

 

7. Il Gruppo Astra allora mise in contatto le persone soprannominate con un funzionario della Ambasciata Spagnola in Via Botteghe Oscure che a sua volta li mandò al Consolato Spagnolo in Via Campo Marzio 34 per un visto. Nel Consolato Spagnolo fu dato a queste persone un modulo da riempire (esibizione #4) e le seguenti istruzioni. Ogni persona doveva mettere il nome che era nel suo passaporto ma dopo ciò scrivere con esatta verità la sua passata storia. I moduli furono presi e portati via per essere riempiti. Le suddette persone tornarono al Consolato dove appresero che ci sarebbero voluti 15 giorni per ottenere il visto.

 

 

 

8. La sorveglianza dell’intero gruppo continuò e si seppe che FUETING aveva avuto contatti con una Baronessa CARBONELLA che è la proprietaria della Compagnia CIMES che ha uffici dipendenti e agenti nel Sud America. Fu inoltre appreso che FUETING doveva diventare nel Sud America un rappresentante per la CIMES dopo che avesse ricevuto il passaporto e il visto. FUETING ricevette 60.000 dalla Baronessa CARBONELLI per spese fino all’arrivo nel Sud America.

 

 

 

9. Il 14 agosto 1946, il suddetto Gruppo decise di non aspettare HASS ma di andare a Genova per ottenere i passaggi per il Sud America con o senza visto. Di conseguenza, la sorveglianza terminò e LUDWIG, FUETING, VORKOEPER e una persona di nome SCHWICHTENBERG furono arrestati nel momento che lasciavano Roma. In ogni caso, ogni persona fu scoperta essere un fuggiasco eccetto SCHWICHTENBERG che si scoperse essere in Italia illegalmente ed in possesso di falsi permessi di rilascio dal Campo di Concentramento che egli stava fornendo ai fuggiaschi tedeschi quando essi fecero la loro apparizione all’antica Ambasciata Tedesca al Vaticano in Via Pavia.

 

 

Gli interrogatori delle suddette persone rivelarono che KETTLER era a Genova in contatto con un altro fuggiasco di nome INVREA Aldemaro. Si organizzò una puntata a Genova per cercare KETTLER e INVREA con il permesso dei rispettivi comandanti di zona. KETTLER ed INVREA vennero catturati (vedere il rapporto con SOGGETTO: INVREA). Nello stesso viaggio si svilupparono ulteriori ricerche nella località di HASS Carlo, nell’area di Parma, e così egli fu catturato dagli Agenti di questo ufficio a Bologna il 14 settembre 1946. KETTLER, INVREA ed HASS furono portati a Roma per gli interrogatori. […]