LA SENTENZA DEL PROCESSO IN CORTE DI ASSISE DI CATANZARO PER LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA

 

SVOLGIMENTO DELLA FASE DIBATTIMENTALE UNITARIA DI TUTTI I PROCESSI, RIUNITI DALLA CORTE DI CASSAZIONE, RELATIVI ALLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA ED AI REATI CONNESSI

 

PARTE QUINTA CAPITOLO XVIII      

[da pagina 624 a pagina 635]

 

 

I rapporti informativi di Guido Giannettini

 

 

 

Si è accennato che una delle più efficaci smentite della tesi difensiva di Giovanni Ventura proviene dai rapporti redatti da Guido Giannettini ed in parte rinvenuti nella cassetta di sicurezza della Banca Popolare di Montebelluna.

 

E' certo che molti dei documenti trovati in tale cassetta sono costituiti da rapporti informativi consegnati al gruppo Freda-Ventura dal Giannettini.

 

Lo ha riconosciuto quest'ultimo spiegando, altresì, che essi sono copie di informative da lui già trasmesse al S.I.D.

 

In effetti un'evidente identità di contenuto è stata riscontrata in tredici rapporti dallo stesso S.I.D., sulla base di un esame comparativo effettuato fra gli originali in suo possesso e le corrispondenti "veline" prelevate dal deposito di Montebelluna.

 

Si è detto in narrativa come specifici accertamenti siano stati svolti per stabilire il valore dei rapporti informativi sequestrati al Ventura. Non è stato difficile rilevare, sulla scorta dei ragguagli forniti in proposito dal Servizio informazioni generali e di sicurezza interna del Ministero dell'Interno, che i suddetti rapporti presentano solo formalmente i requisiti richiesti dai Servizi di sicurezza dello Stato.

 

Il loro contenuto, infatti, il più delle volte non consiste in notizie di "prima mano", ma nella manipolazione di materiale sostanzialmente già noto - all'epoca della stesura - nell'ambiente giornalistico-politico, o nella enunciazione di avvenimenti futuri facilmente prevedibili, od ancora nell'esposizione di dati meramente congetturali: il tutto con una veste ricca di sigle misteriose e con uno stile espositivo tali da conferire, apparentemente, all'estensore una speciale credibilità e da richiamare un suo collegamento sicuro con canali informativi privilegiati.

 

Lo stesso Giannettini ha ammesso, nel corso dell'interrogatorio da lui reso in fase istruttoria il 27 agosto 1974, che quelle sigle, non apposte sui rapporti originali inviati al S.I.D., servivano per impressionare gli sprovveduti dei gruppi di estrema sinistra cui - tramite Freda - i documenti informativi erano diretti.

 

Evidenti sono poi i caratteri di estrema destra dell'ambiente di provenienza dei documenti in esame, caratteri desumibili dai frequenti toni antisemiti e dalla tendenza a prospettare i pericoli di un piano eversivo mondiale nonché l'esigenza di impedirne tempestivamente l'attuazione.

 

Questo piano eversivo è attribuito dall'estensore delle note informative ad una "nuova sinistra" organizzata su base multinazionale, collegata allo Stato di Israele ed a centrali ebraiche internazionali.

 

Va ricordato che anche il S.I.D., richiesto di analogo accertamento dal Giudice Istruttore di Milano, ha espresso con nota del 20 marzo 1973, sui rapporti di Montebelluna, sostanzialmente la stessa valutazione dell'organismo parallelo del Ministero dell'Interno.

 

Questi concordi giudizi dei competenti Organi di informazione dello Stato fanno chiaramente intendere che la vera funzione di quei rapporti del Giannettini non era solo certamente quella di realizzare una collaborazione con il S.I.D., ma obbediva al raggiungimento di fini diversi.

 

Quali fossero questi fini è suggerito dall'attività giornalistica di Guido Giannettini e dalla trasmissione di vari rapporti, da lui operata in concorso con Giovanni Ventura, negli ambienti della sinistra extraparlamentare.

 

Assai significativo è, infatti, che il Giannettini abbia pubblicato uno dei suoi rapporti circa le organizzazioni extraparlamentari di sinistra, sul numero del 27 aprile 1969 del settimanale di destra "Lo Specchio", appena pochi giorni dopo la commissione degli attentati dinamitardi verificatisi (il 25 aprile) nella Fiera Campionaria e nell'ufficio Cambi della Stazione Centrale di Milano; e che egli lo abbia ripubblicato sul numero del 21 dicembre 1969 dello stesso settimanale, con lo pseudonimo di Adriano Corso, allorchè era da poco avvenuta la strage di piazza Fontana il 12 di quello stesso mese.

 

E’ evidente, lo scopo di utilizzare il rapporto sulla"sinistra" per orientare l'opinione pubblica proprio verso gli agitatori di sinistra in relazione alle recenti manifestazioni dì terrorismo.

 

Tale tipo di attività giornalistica si integra, completandosi nell'ambito della medesima finalità, con la accennata trasmissione dei "rapporti" agli ambienti della estrema sinistra.

 

Il 27 aprile risulta pacificamente documentato un soggiorno a Padova di Guido Giannettini, il quale ha ammesso di aver portato con sè alcuni dei suoi rapporti.

 

Dopo due giorni Giovanni Ventura si recò a Napoli insieme a Piero Loredan ed ivi, rintracciato il marxista-leninista Alberto Sartori, gli propose di partecipare all'affare "Litopress" e cominciò a mostrargli alcuni rapporti del Giannettini. La difesa di quest'ultimo ha obiettato che il suo assistito non aveva alcuna necessità di recarsi a Padova per portare rapporti destinati ad essere consegnati due giorni dopo a Napoli: sarebbe stato più comodo per lui attendere a Roma, città di sua residenza, l'arrivo del Ventura per consegnargli quei rapporti diretti al Sud.

 

Tuttavia l'obiezione non regge, perchè non è affatto dimostrato che quel viaggio del Ventura a Napoli fosse stato predeterminato da tempo e non, invece, deciso dopo l'incontro col Giannettini a Padova.

 

Quel che è importante sottolineare è la collocazione temporale del suddetto soggiorno di Guido Giannettini a Padova.

 

Il 27 aprile 1969 erano trascorsi appena dieci giorni dalla nota riunione tenutasi nella stessa città il 18 aprile, ossia da una di quelle riunioni in cui, come hanno riferito Giovanni Ventura e Marco Pozzan, si erano tracciate le linee direttrici della cosiddetta strategia del terrore.

 

Occorreva, per l'attuazione di tale strategia, strumentalizzare, negli attentati da compiere, gli extraparlamentari di sinistra mediante la manovra di infiltrazione e provocazione indicata come "seconda linea" negli interrogatori di GiovanniVentura.

 

 

E' noto che gli anni 1968 e 1969 furono caratterizzati in Italia, e nell'Europa in genere, da fermenti sociali tendenti ad esplodere frequentemente in episodi, spesso clamorosi, di contestazione globale del sistema neocapitalisticoda parte di movimenti studenteschi e gruppi dell'ultrasinistra extraparlamentare.

 

In tale clima si era radicata la convinzione di questi gruppi che i tempi fossero ormai maturi per iniziative rivoluzionarie dirette alla creazione di un nuovo mondo, ma, nel contempo, era sorto naturalmente in loro anche il timore di una reazione in senso autoritario ed oppressivo da parte di quanti erano interessati, invece, a mantenere in piedi quel sistema contestato.

 

Proprio in questo spazio di aspettative e di timori si inserì il suggestivo intervento di Guido Giannettini, il quale fece pervenire tramite Giovanni Ventura negli ambienti dell’estremismo marxista-leninista, di cui Alberto Sartori era uno dei qualificati esponenti, rapporti allarmanti - di provenienza apparentemente accreditata - che annunciavano come imminente il tentativo di una controrivoluzione, preparata dai blocchi conservatori e moderati italiani ed internazionali, per arginare tempestivamente l'ondata rivoluzionaria "rossa".

 

Fu dato così l'avvio ad una opera di sobillazione dell'estrema sinistra extraparlamentare per stimolarne le tendenze ribellistiche, incoraggiarne la propensione (già manifestata in varie occasioni) ad insorgere con azioni violente e farne in tal modo, un inconsapevole strumento della strategia terroristica altrui.

 

Il contenuto dei rapporti dati, di volta in volta, dal Ventura al Loredan, perchè, a sua volta, li consegnasse al Sartori, riguardava, infatti, come si desume da quanto hanno in proposito dichiarato i diretti protagonisti di quei contatti (Giovanni Ventura, Piero Loredan ed Alberto Sartori), i progetti di una violenta restaurazione in Italia perseguiti, in danno delle forze popolari e progressiste della sinistra, da gruppi moderati con l'appoggio di interessati ceti imprenditoriali (per es. l'industriale Monti) e con la vigile presenza della C.I.A. americana in Europa.

 

Ha ricordato il Sartori che, fin da quel primo incontro di Napoli del 29 aprile 1969, gli furono mostrati documenti "segretissimi" dai quali si desumeva che le articolazioni della C.I.A. in Europa erano molteplici e che era nota (e perciò controllabile) l'organizzazione capillare di tutti i movimenti della sinistra extraparlamentare.

 

Del resto il sequestro dei rapporti informativi trovati nella cassetta di sicurezza della Banca Popolare di Montebelluna ha consentito alla Corte di prenderne visione diretta e di ottenere un immediato riscontro documentale sul punto.

 

Proprio ai disegni controrivoluzionari di cui ora si è detto si riferiscono, per esempio, quelli recanti le date rispettivamente del 4 e del 16 maggio 1969.

 

Nelle stesse finalità di provocazione va inquadrato il rapporto sulle bande autonome neofasciste, con il quale vengono posti in rilievo i vari gruppi extraparlamentari neofascisti italiani, interessati anch'essi a spostare verso destra l'assetto governativo dello Stato e ad impedire, comunque, formule politiche aperte verso la sinistra.

 

Altrettanto deve dirsi per il rapporto sulla “scuoladi Bad Ems", il cui testo è il seguente:

 

"KSD/1C- n.0307 - 21.10.1969.

Dal giugno 1969 alcune decine di Ufficiali della,N.A.T.O. - tra cui un certonumero italiani - sono state addestrate in Germania Occidentale, a Bad Ems (Rheinland-Pfalz), una decina di Km. ad est di Koblenz, presso la scuola del MAD (Militarischer Abschirmdienst), il servizio di controspionaggio della Bundeswehr.

L'addestramento consisterebbe in operazioni speciali per interventi in caso di gravi minacce alla sicurezza interna di paesi dell'Europa Occidentale. Ciò andrebbe spiegato con lo stato di grave apprensione che regna da tempo in ambienti governativi italiani e alleati a seguito dell'ondata contestatrice che ha investito l'intera Europa. In particolare il Governo Rumor sarebbe preoccupato per la pericolosa congiuntura sindacale, che rischia di provocare danni irreparabili all'economia italiana, e di travolgere le stesse strutture del Paese”.

 

 

 

Di tale rapporto, consegnato a suo tempo al Sartori da Giovanni Ventura, quest'ultimo incaricò poi, quando era ormai detenuto per i fatti di cui al presente processo, sua sorella Mariangela di chiedere al Giannettini una seconda copia.

 

Il Giannettini, incontratosi con la Mariangela, le diede - come si è accennato in narrativa- un appunto di suo pugno con le indicazioni necessarie per la ricostruzione del rapporto in questione.

 

Ciò risulta da una precisa dichiarazione testimoniale resa da Mariangela Ventura, la quale, in sede di confronto, è stata contrastata in un primo tempo dal Giannettini. Questi ha sostenuto, infatti, che l'oggetto della nota informativa da ricostruire non era costituito dall'addestramento di terroristi in Germania, bensì da notizie sul servizio rumeno. In un secondo tempo, tuttavia, esibitogli dal Magistrato l'appunto scritto con la sua grafia, egli ha dovuto riconoscere l'esattezza di quanto riferito dalla Ventura.

 

Questa sua dimostrata reticenza rivela, naturalmente, il tentativo di occultare il tenore vero del rapporto e, cioè, la funzione provocatoria che esso avrebbe dovuto svolgere, nell'ambiente destinatario (Sartori ed il partito marxista-leninista), attraverso l’annuncio di quelle “operazioni speciali" che in sede internazionale si preparavano ai danni delle sinistre europee.

 

Il Sartori non era certo l'unico punto di aggancio per il dispiegamento di quell'attività di infiltrazione e provocazione destinata agli ambienti della estrema sinistra extraparlamentare.

 

Giovanni Ventura ha posto in luce i molteplici legami che in tali ambienti erano stati realizzati ad opera della cellula eversiva veneta; ed ha citato concreti e specifici fatti, come può rilevarsi dal suo interrogatorio del 20 marzo 1973.

 

"Io conobbi Sartori - egli ivi riferisce – verso la metà del 1969 nelle circostanze già note. Freda una volta mi manifestò una completa conoscenza dell'attività politica del Sartori esponente del partito marxista-leninista linea rossa. Seppi poi che aveva infiltrato in questo partito il Romanin (coadiutore nella gestione della libreria Ezzelino di Padova n.d.e.). Attività di infiltrazione per conto di Freda fecero pure Pino di Lorenzo e Claudio Orsi, che in quell'epoca fondò l'associazione Italia-Cina.

Quando Freda pubblicò il libretto rosso mi disse che aveva difeso con linguaggio di sinistra un gruppo di neofascisti perchè il suo libro doveva servire a dare copertura anche ad attentatori di provenienza non fascista; mi menzionò a tal proposito gli attentati al Questore ed al Palazzo di Giustizia di Padova; Freda aveva agganci anche a Trento, anche con personaggi della radio G.A.P. (Gruppi di Azione Partigiana).

In quel periodo vi fu un rapporto stretto fra Freda ed Emilio Vesce; a quanto mi risulta era Freda a pagare l’affitto dei locali dell’agenzia libraria Einaudi di cui era titolare il Vesce, noto elemento di estrema sinistra (Potere operaio)".

 

 

 

Nelle stesse prospettive di infiltrazione e di provocazione si presentano logicamente inseriti vari altri agganci, operati da Giovanni Ventura, nei confronti di uomini noti per la loro appartenenza ai diversi settori della sinistra, quali Ugo Pisani (elemento fuoriuscito dal P.C.I. e contattato dal Ventura - come ha ricordato Guido Giannettini - quando era approdato al movimento marxista-leninista), Mario Quaranta ed Elio Franzin.

 

Da questi ultimi due - come si è già accennato - fu scritto il libro "Gli attentati e lo scioglimento del Parlamento", che venne edito e diffuso dal Ventura nell'ottobre 1970 all'evidente scopo mistificatorio, tardivamente scoperto dagli autori, di farsene un autorevole strumento per il sostegno della sua linea difensiva .

[ Nota: Nella suddetta opera si tratta il temuto pericolo dell'avvento di un regime repubblicano di tipo presidenziale, come linea di tendenza della borghesia italiana interessata a reprimere le lotte delle masse operaie e dei ceti medi proletarizzati. L'obiettivo preso di mira, secondo tale tendenza, doveva essere lo scioglimento del Parlamento ed il blocco del lento processo di inserimento della sinistra nell'area governativa. I mezzi per arrivare a questo obiettivo erano costituiti da uno stillicidio di attentati voluti dalla C.I.A., dal P.S.U. e da una parte della D.C.. Degli attentati stessi - secondo gli autori del libro - si sarebbero incolpati artificiosamente ingenui elementi ritenuti disponibili alla violenza, come quelli del circolo anarchico "22-marzo", in modo da sviare l'opinione pubblica e convincerla dell'opportunità di una svolta autoritaria del potere pubblico. E' la teoria della cosiddetta "seconda linea" di cui ha parlato più volte Giovanni Ventura. Quest’ultimo collaborò in parte anche alla stesura dell'opera (v. parte II cap. IV pag.159 della presente sentenza).]

 

Alcune delle persone rimaste vittime della subdola manovra di Giovanni Ventura finirono addirittura per essere implicate, con pesanti imputazioni, nel presente procedimento.

 

Così avvenne per Antonio Massari e Franco Comacchio, i quali, proprio per il fatto di militare nelle fila di movimenti di sinistra, furono compromessi dal Ventura con le modalità specificate nella parte relativa alle loro rispettive posizioni processuali.

 

Non mancano, inoltre, esplicite ammissioni dallo stesso Guido Giannettini in ordine alla particolare funzione cui i "rapporti informativi" dovevano servire.

 

E' il caso del rapporto K.S.D./VIMn.0288 datato 25.XI.1969 ed avente per oggetto "La destra italiana nell'attuale congiuntura".

 

In esso, prodotto in fase istruttoria del teste Giuseppe Universo, il quale ha dichiarato di averlo ricevuto da Piero Loredan, si pone in rilievo il rientro del gruppo "Ordine Nuovo" nel seno del M.S.I. e la tendenza dei vari gruppi dell'estrema destra italiana a "concentrare i loro sforzi in un'attivismo violento antisocialista, per l’affossamento della formula governativa di centro-sinistra e la creazione di un governo forte con l'appoggio della borghesia industriale italiana nonchè di ambienti stranieri (americani, tedeschi, spagnoli e portoghesi)".

 

Nell'interrogatorio del 26.9.74 il Giannettini, dopo aver ammesso di essere stato lui l'autore del suddetto rapporto, ha precisato in particolare: "Mi pare di ricordare che all'epoca Ventura mi disse che poteva migliorare i suoi rapporti con i cinesi se avesse mostrato loro un rapporto sulle destre; pertanto feci quel rapporto al fine esclusivo di agevolare il lavoro di infiltrazione di Freda e Ventura. Poichè il rapporto aveva determinate finalità non ne diedi una copia al S.I.D.".

 

Egli, d'altronde, ha sempre riconosciuto, nel corso delle sue difese istruttorie e dibattimentali, di aver consapevolmente aiutato l'infiltrazione del gruppo Freda-Ventura fornendo rapporti informativi idonei ad accreditare gli infiltrati nei settori della sinistra oltranzista.

 

Naturalmente le ammissioni di Guido Giannettini non potevano spingersi, per ovvie esigenze difensive, fino al riconoscimento che il passaggio di tutta quella documentazione verso gli ambienti della sinistra extraparlamentare era motivato da scopi di provocazione, oltre che di infiltrazione.

 

Nessuno dei rapporti di più scoperto significato provocatorio fu trasmesso dal Giannettini al S.I.D.: non quelli del 4 e 16 maggio 1969, nè il documento sopra citato sulla destra italiana nell'attuale congiuntura", nè gli appunti sulle bande autonome neofasciste (di cui il Giannettini ha negato di essere stato la fonte), nè la nota informativa sulla Scuola di Bad Ems: il che conferma che trattavasi di documentazione assolutamente estranea, anche dal punto di vista formale, alle finalità istituzionali del nostro Servizio di sicurezza e, quindi, utile esclusivamente per gli scopi sovversivi di "seconda linea" dei quali si è detto.

 

(continua al capitolo XIX Parte Quinta)