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LA SENTENZA DEL PROCESSO IN CORTE DI ASSISE DI CATANZARO PER LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA

 

SVOLGIMENTO DELLA FASE DIBATTIMENTALE UNITARIA DI TUTTI I PROCESSI, RIUNITI DALLA CORTE DI CASSAZIONE, RELATIVI ALLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA ED AI REATI CONNESSI

 

PARTE QUARTA CAPITOLO VII    

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Conclusioni delle parti

 

 

 

Al termine dell'istruttoria dibattimentale le parti civili costituite in ordine al delitto di strage concludevano, come da separate note scritte, per l'affermazione della responsabilità penale e civile dei seguenti imputati.

 

La condanna di Freda Franco, Ventura Giovanni, Valpreda Pietro e Merlino Mario chiedevano: 1) l'avv. Odoardo Ascari in qualità di procuratore speciale di Agnelli Agostino, Arioli Giuseppe, Bellaviti Antonio, Bellaviti Felice, Canepari Egidio, Cantoni Giuseppe, Cella Dalla Negra Maria Luisa, China Silvana in Martelli, China Gabriella in Pesenti, Balossini Annunciata ved. China, Cipolla Domenico, Colombo Carlo, Corbellini Luigina ved. Dendena, De Gubernatis Carla ved. Corsini, Ferrari Costantina ved. Arnoldi, Garavaglia Eugenia, Agosteo Angela M. ved. Gerli, Gerli Carla Maria, Gerli Cleme, Gerli Vittoria, Griosi Francesco, Guida Locatelli ved. Sangalli, Lesmo Agostino, Magenes Primo, Martinetti Luigi, Massa Ma.ria ved. Meloni, Meroni Dino, Migliavacca Battista, Messa Giacomo, Mocchi Raffaele, Mocchi Vittorio, Nava Carlo, Nava Franca, Nava Olga, Negri Giuseppe, Papetti Giocondo, Pirola Giuseppe, Radaelli Giovanni, Rossi Felice, Sala Bernardo, Scaglia Orsola Emilia in Metelli, Garzetti Maddalena ved. Scaglia, Scaglia Rita, Scotti Angelo, Mor Stabilini Giovanni Maria, Taveggia Francesco, Radaelli Rosa ved. Taveggia, Ubertone Angelo, Valè Artura, Valè Lucia, Val torta Felice, Vaiani Francesco, Villa Serafino; 2) l'avv. Luigi Francesco Gigliotti procuratore speciale di Gaiani Virginia, Perego Policarpo; 3) l' avv. Claudio Gargiulo, quale procuratore speciale del Presidente del Consiglio di Amministrazione della Banca Nazionale dell'Agricoltura nonchè di Barater Giuseppe, Bellemo Sergio, Boccola Gianfranco, Bodina Carlo, Buchetti Adino Bruno, Cattaneo Guglielmo, Codecasa Erminio, Del Prino Pietro, De Mauro Corrado, Fornara Attilio, Foti Pasquale, Labombarda Raffaele, Lancellotti Franco, Pinchiroli Egidio, Pozzi Giuseppe, Roffi Arnaldo, Serra Francesco, Torella Osvaldo, Troni Pietro, Volo Pietro; 4) l'avv. Luigi Li Gotti in qualità di procuratore speciale, unitamente all'avv. Rinaldi Taddei, di Cottini Olga ved. Silva; 5) l'avv. Rinaldi Taddei come procuratore speciale di Agosteo Angela Maria ved. Gerli, Gerli Vittoria in Valsecchi, Gerli Clementina in Croci, Gerli Carla in Banelli, Gaiani Giovanni, Villa Anna ved. Perego, Perego Alessandro, Giovesi Nives ved. Pasi, Silva Paolo, Cottini Olga vede Silva; 6) l'avv. Alfredo Biondi procuratore speciale di Papetti Pietro e China Silvana.

 

La condanna di Freda Franco, Ventura Giovanni, Giannettini Guido e Pozzan Marco chiedevano, invece, gli avvocati Gaetano Pecorella, Marcello Gentili e Giuseppe Seta quali procuratori speciali di Ancona Dario, Parachini Roberto e Caldara Luigi.

 

Per la responsabilità di Freda Franco, Ventura Giovanni e Merlino Mario concludeva l'avv. Prospero Morra nella sua qualità di procuratore speciale di Consulo Nicola, Franzin Duilio, Martini Francesco, Conti Luciana, Mazzerioli Maura, Girardi Iseo, Tiberia Giovanni, Misiani Lucia, Busatta Bartolo, Lugnini Umberto, Talone Luisa, Gigli Giovanni, Berarducci Rocco, Dioletta Fernando, Morichelli Elena, Esposito Maria Antonietta.

 

A diverse conclusioni perveniva l'avv. Azzariti Bova, il quale, come procuratore speciale di Pizzamiglio Dino Angelo, Pizzamiglio Patrizia e Pizzamiglio Enrico, chiedeva la condanna degli imputati Freda Franco, Ventura Giovanni, Pozzan Marco, Giannettini Guido, Merlino Mario, Borghese Emilio, Bagnoli Emilio e Gargamelli Roberto.

 

Egli concludeva altresì per l'affermazione della responsabilità civile del convenuto Ministero della Difesa.

 

Agli imputati Freda Franco, Ventura Giovanni, Merlino Mario, Borghese Emilio e Gargamelli Roberto limitava, invece, la richiesta di condanna l'avv. Enrico Contieri in rappresentanza della Banca Nazionale del Lavoro.

 

L'avv. Alessandro Garlatti, costituitosi parte civile con procura speciale nell'interesse di Salfa Giulio, per i danni a quest'ultimo derivati dagli attentati dinamitardi commessi il 25 aprile 1969 nello stand della Fiat alla Fiera Campionaria di Milano, chiedeva, infine, la condanna al risarcimento dei danni stessi ed alla rifusione delle spese, nonchè la concessione di una provvisionale immediatamente esecutiva ai sensi dell'art.489 bis C.P.P., nei confronti degli imputati Freda Franco, Ventura Giovanni e Giannettini Guido.

 

All'udienza del 24 novembre 1978 il Pubblico Ministero rassegnava le seguenti conclusioni per gli imputati qui di seguito indicati nell'ordine di elencazione dell'epigrafe:

 

1) per Valpreda Pietro: condanna, con la recidiva reiterata, alla pena di anni sei di reclusione per il delitto di cui all'art.416 1^ parte II e III comma C.P. assoluzione per insufficienza di prove dai delitti di strage, detenzione e porto di ordigni esplosivi limitatamente all'episodio criminoso avvenuto nella Banca Nazionale dell'Agricoltura; assoluzione per non aver commesso il fatto dagli altri delitti contestatigli;

2) per Merlino Mario Michele; condanna alla pena di anni sei di reclusione per il delitto di cui all'art. 416 p.p., II e III comma C.P., nonchè per quello di cui all'art.6 legge 2.10.1967 n.895 commesso in Roma il 7.10.1969, unificati sotto il profilo della continuazione criminosa e con il titolo di associazione per delinquere continuata; assoluzione per non aver commesso il fatto da tutti gli altri reati ascrittigli;

3) per Borghese Emilio: non doversi procedere per intervenuta prescrizione del. reato di cui all'art.416 comma II C.P., previa concessione dell'attenuante del vizio parziale di mente; assoluzione per non aver commesso il fatto da tutti gli altri reati ascrittigli;

4) per Bagnoli Emilio: condanna alla pena di anni tre di reclusione in ordine al delitto di associazione per delinquere continuata, in esso unificati, ai sensi dell'art.81 C.P., quelli di cui all'art.416 II comma C.P. ed all'art.6 della legge 2.10.1967 n. 895 (commesso quest'ultimo in Roma il 7.10.1969);

5) per Gargamelli Roberto: condanna alla pena di anni due di reclusione per il delitto di cui all'art. 416 comma II C.P., assoluzione per non aver commesso il fatto da tutti gli altri reati a lui attribuiti;

6) per Di Cola Enrico: condanna alla pena di anni due di reclusione per il delitto di cui all'art. 416 comma II C.P.; non doversi procedere per intervenuta prescrizione in ordine al delitto di cui agli artt. 260 comma I n. 3 ed art. 311 C.P., così modificata l'originaria imputazione di cui all'art. 256 II cpv. C.P.;

7) per Della Savia Olivo: condanna alla pena di anni tre di reclusione e £.300.000 di multa per il delitto di porto continuato di materiale esplodente, in esso unificati ai sensi dell'art.81 C.P. quelli di cui agli artt.2 e 4.della legge2.10.1967 n.895 commessi in Roma nell'ottobre 1969;

8) per Torri Olimpia: non doversi procedere per morte dell'imputata;

9) 10) 11) 12) per Torri Rachele, Lovati Ele, Valpreda Maddalena e Delle Chiaie Stefano: non doversi procedere per intervenuta prescrizione del delitto di falsa testimonianza loro ascritto;

13) per Freda Franco: condanna alla pena dell'ergastolo, con tutte le conseguenze di legge, per il delitto di strage continuata, in esso unificati ai sensi dell'art. 81 C.P. quelli specificati alle lettere A, C-1, C-2, C-3, D,

D-1, D-2, D-3, D-5 n.2, E-1, E-2, F-1, F-2,F-3, G, G-1, G-2,G-3, G-5 (limitatamente alle lesioni in danno di Barella Lucia e Girardi Gianfranco), G-6, H, I, 1-1, 1-2, 1-3, P, T-1, T-2, T-3, T-4, T-5, T-6 delle imputazioni ascrittegli; non doversi procedere per intervenuta amnistia in ordine ai delitti di cui alle lettere C-4, D-4, D-5 n.1, G-4, G-5 (per le lesioni guarite entro il termine di giorni 40), 1-4, 1-5, R; non doversi procedere per intervenuta prescrizione in ordine alle contravvenzioni di cui alle lettere T-7 e T-8;

14) per Ventura Giovanni: condanna alla pena dell'ergastolo, con tutte le conseguenze di legge, per il delitto di strage continuata, in esso unificati ai sensi dell'art.81 C.P. quelli 'specificati alle lettere A, C, C-1, C-2, C-3, D, D-1, D-2, D-3, D-5 n.2, E, E-1, E-2, E-3, F, F-1, F-2, F-3, G, G-1, G-2, G-5 (limitatamente alle lesioni in danno di Barella Lucia e Girardi Gianfranco), G-6, H, I, 1-1, 1-2, I-3, P, S, T-1, T-2, T-3, T-4, T-5, T-6 dalle imputazioni ascrittegli; condanna alla pena di anni quattro di reclusione per il delitto di cui agli artt.368 e 61 n.2 C.P. (lettera M), non doversi procedere per intervenuta amnistia in ordine ai reati di cui alle lettere C-4, D-4, D-5 n.1, G-4, G-5 (per le lesioni guarite entro il termine di giorni 40), 1-4, 1-5, O, L; non doversi procedere per intervenuta prescrizione in ordine alle contravvenzioni di cui alle lettere T-7, T-8;

15) per Ventura Angelo: condanna alla pena di anni cinque di reclusione e £.2.000.000 di multa per il delitto di porto abusivo continuato di armi da guerra ed esplosivo, così unificati i capi di imputazione di cui alle lettere S, T-1, T-2, T-3, T-4, T-5, T-6, T-7, T-8; non doversi procedere per intervenuta prescrizione in ordine al delitto di cui alla lettera B (art. 270 comma III C.P.);

16) per Ventura Luigi: condanna alla pena di anni uno di reclusione e £.100.000 di multa per il delitto di detenzione di armi da guerra (lettera S);

17) per Marchesin Giancarlo: condanna alla pena di anni tre di reclusione e £.1.500.000 di multa per il delitto di porto di armi da guerra continuato, così unificati ai sensi dell'art.81 C.P. i reati di cui alle lettere T-3, T-4, T-7, T-8;

18) per Pozzan Marco: non doversi procedere per intervenuta prescrizione in ordine al delitto di cui all'art.270 comma III C.P., così modificata l'originaria imputazione di cui all'art.270 comma I C.P.; non doversi procedere per intervenuta amnistia in ordine al delitti di cuialle lettere C-4, D-4,D-5 n.1, G-4, G-5 (per le lesioni guarite entro il termine di giorni 40), 1-4, 1-5; assoluzione per insufficienza di prove da tutti gli altri reati ascrittigli;

19) 20) 21) per Comacchio Franco, Zanon Ida, Pan Ruggero: condanna alla pena di anni tre di reclusione e lire 1.500.000 di multa per il delitto di porto di armi da guerra ed esplosivo continuato, cosi unificati ai sensi dell'art.81 C.P. i reati di cui alle lettere T-3, T-4, T-5, T-6, T-7, T-8;

22) per Orsi Claudio: assoluzione per non aver commesso il fatto dal delitto di cui all'art.270 comma III C.P. a lui ascritto (lettera B);

23) per Massari Antonio: condanna alla pena di anni dieci di reclusione e £.2.000.000 di multa per i delitti di cui alle lettere G, G-1, G-2, G-3, G-5 (limitatamente alle lesioni subite da Barella Lucia e Girardi Gianfranco), G-6, unificati ai sensi dell'art.81 C.P. con il vincolo della continuazione e sotto il titolo del delitto di lesioni gravi aggravato continuato; non doversi procedere per intervenuta amnistia in ordine ai delitti di cui alle lettere G-4 e G-5 (per le lesioni guarite entro il termine di giorni 40); non doversi procedere per intervenuta prescrizione in ordine al delitto di cui alla lettera B (art.270 comma III C.P.);

24) per Lemke Udo Werner: condanna alla pena di anni due e mesi sei di reclusione per il delitto di calunnia continuata;

25) per Biondo Giovanni: non doversi procedere per intervenuta prescrizione in ordine al delitto di cui alla lettera B (art.270comma III C.P.); non doversi procedere per intervenuta amnistia in ordine ai delitti di cui alle lettere G-4 e G-5 (per le lesioni guarite entro il termine di giorni 40); assoluzione per insufficienza di prove dagli altri reati ascrittigli;

26) per Brancato Giuseppe: assoluzione per non aver commesso il fatto dai delitti a lui contestati (lettere E-a, E-b);

27) per Giannettini Guido: condanna alla pena dell'ergastolo, con tutte le conseguenze di legge, per il delitto di strage continuata, in esso unificati ai sensi dell'art.81 C.P. i reati di cui alle lettere A, B, D (1-2), E (solo per il n.2), G, H, I, L, M, N, O (limitatamente alle lesioni in danno di Barella Lucia e Girardi Gianfranco), P, Q, T, U; condanna alla pena di anni uno di reclusione per il delitto di cui alla lettera E (concorso in tentativo di procurata evasione); non doversi procedere per intervenuta amnistia in ordine ai delitti di cui alle lettere C, E-1, F, O (per le lesioni guarite entro il termine di giorni 40), R, S;

28) 29) per Fachini Massimiliano e Loredan Pietro: non doversi procedere per intervenuta prescrizione in ordine al delitto di cui all'art.270 comma 111 C.P. (lettera V) loro contestato;

30) per Mutti Claudio: non doversi procedere per amnistia in ordine al delitto di tentato favoreggiamento personale (lettera Z) ascrittogli;

31) per Serpieri Stefano: non doversi procedere per amnistia in ordine al delitto di falsa testimonianza (lettera AA) contestatogli;

32) per Tanzilli Gaetano: condanna alla pena di anni due di reclusione per il delitto di falsa testimonianza (lettera BB) attribuitogli;

33) per Maletti Gian Adelio: condanna alla pena di anni cinque di reclusione per i delitti contestatigli con le lettere CC, DD, EE, FF, GG ed unificati, ai sensi dell'art. 81 C.P., sotto il titolo di falso ideologico aggravato continuato;

34) per Labruna Antonio: condanna alla pena di anni tre e mesi sei di reclusione per gli stessi delitti sopra specificati relativamente al Maletti.

 

 

 

L'Avvocatura dello Stato, nell'udienza del 27 novembre, chiedeva il rigetto della pretesa risarcitoria avanzata dalla parte civile Pizzamiglio nei confronti del Ministero della Difesa quale responsabile civile.

 

Seguivano, nei giorni successivi, le arringhe dei difensori degli imputati con le richieste di assoluzione con formula ampia per: Valpreda Pietro, Merlino Mario Michele, Borghese Emilio, Bagnoli Emilio, Gargamelli Roberto, Di Cola Enrico, Della Savia Olivo, Torri Rachele, Lovati Ele, Valpreda Maddalena, Delle Chiaie Stefano, Pozzan Marco, Orsi Claudio, Biondo Giovanni, Brancato Giuseppe, Giannettini Guido, Fachini Massimiliano, Loredan Pietro, Serpieri Stefano, Tanzilli Gaetano, Maletti Gian Adelio e Labruna Antonio (in via subordinata: proscioglimento del Delle Chiaie e del Serpieri perchè estinti i reati loro ascritti rispettivamente per prescrizione ed amnistia).

 

Per Torri Olimpia veniva chiesto il proscioglimento ai sensi dell'art.150 C.P., essendo sopravvenuta la morte della giudicabile.

 

Nell'interesse di Freda Franco venivano riassunte, nella udienza del 9 febbraio 1979, le seguenti testuali conclusioni in separata nota sottoscritta dall'avv. Franco Alberini ed allegata al verbale di dibattimento:

"1) nullità del dibattimento e della conseguente sentenza per mancato interrogatorio di Franco Freda, ai sensi degli artt.441, 185 n.3, 367 u.p. e 496 bis C.P.P.;

2) nullità delle perizie sui timers effettuate dai prof. Dumini, Matteoli e Reggiori, a loro affidate dal Giudice Istruttore di Milano, perchè colpite da nullità assoluta ed insanabile ai sensi dell'art. 185 n.3 C.P.P. per le violazioni degli artt.314, 315, 315 bis, 303, 304 bis e ter C.P.P.:

3) nullità delle perizie sui timers per la falsità delle bolle di consegna del 17.3.1969 n.110, constatata con perizia 16 luglio 1978 e col sequestro della documentazione in relazione all'ordinanza della Corte di Assise di Catanzaro del 3.6.1978;

4) sospensione del presente procedimento ai sensi dello art.18 C.P.P. in riferimento alla denuncia presentata il 26.9.1977 nei confronti dell'on. Mario Zagari, all'epoca dei fatti Ministro di Grazia e Giustizia", ed in riferimento all'istruttoria pendente dinanzi alla Procura della Repubblica di Milano su Ministri ed Ufficiali, già testimoni nel presente procedimento penale; ciò in particolare, in caso di ritenuta responsabilità, in relazione all'applicazione dell'art.116 C.P. (conseguenza non voluta, responsabilità del partecipe per il reato diverso da quello voluto ) ;

5) perizia chimica sull'annotazione a sigla gen. Miceli della lettera bozza datata 4 luglio 1973 prot. 01/820/0 indirizzata al Giudice Istruttore di Milano ed inviata dal S.I.D. alla Corte di Assise il 6.10.1977;

6) perizia tecnica in riferimento alle quattro lettere datate 12 luglio1973prot. 01/820/0 (doc. 2/3/4/5) inviate dal S.I.D. alla Corte di Assise il 6.10.1977, in relazione alla data che risulta strutturalmente modificata e scritta apparentemente con diversa macchina;"

7) assoluzione da tutti i reati ascritti per non averli commessi: in particolare: dal reato di strage continuata ed aggravata:

a) per non aver commesso i fatti;

b) in subordine per insufficienza di prove;

c) in ulteriore subordine: disporsi nuova perizia sui timers in relazione all'art.455 C.P.P. come da memoria difensiva depositata in data odierna;

dai reati di attentati:

a) per non aver commesso i fatti;

b) in subordine per insufficienza di prove;

c) concesse le attenuanti generiche e ritenuta la continuazione fra tutti i fatti, minimo della pena; dagli altri reati contestati:

a) assoluzione per non averli commessi;

b) in subordine per insufficienza di prove;

c) attenuanti generiche, continuazione e minimo pena.

 

 

In riferimento alla richiesta di nuova perizia n.7/c, si chiede l'eliminazione dagli atti, perchè irregolarmente acquisito, del cosiddetto corpo di reato (bussoletta di ottone) e mancando ogni condizione per l'emissione di un tardivo decreto di sequestro che mai potrebbe attestare la vera provenienza dell'oggetto periziato e ciò ai sensi degli artt.367, 185 n.3 ed u.p., 155 e 222 comma II, 337, 390, 304 bis, ter e quater C.P.P. in relazione alla sentenza della Corte Costituzionale 3 dicembre 1969 n.148".

 

 

I difensori degli altri imputati concludevano come segue:

per Ventura Giovanni:

assoluzione per non aver commesso il fatto o, quanto meno, per insufficienza di prove da tutti i reati; in via subordinata minimo della pena con la concessione delle attenuanti previste dagli artt.62 bis, 114 p.p. e 116 u.p. C.P. (generiche, minima partecipazione ed evento diverso da quello voluto) da dichiarare prevalenti sulle aggravanti e sul reato circostanziato di strage; in via ancor più subordinata dichiararsi che il fatto ascrittogli come associazione sovversiva costituisce, invece, il delitto di associazione per delinquere;

per Ventura Angelo e Luigi:

assoluzione con formula ampia da tutti i reati e, comunque proscioglimento dalle contravvenzioni di cui ai capi T-7 e T-8 perchè estinte per prescrizione; in subordine applicazione del decreto di amnistia n.283 del 1970, ancor più in subordine concessione delle attenuanti generiche e minimo della pena con i benefici di legge;

per Marchesin Giancarlo:

assoluzione perchè il fatto non costituisce reato dalla imputazione di porto abusivo di armi da guerra e proscioglimento dalle contravvenzioni di cui ai capi T-7 e T-8 perchè estinti per prescrizione; minimo della pena, con la concessione delle attenuanti previste dagli artt.62 n.6 e 62 bis.C.P. (ravvedimento attivo e generiche) per il reato di illegale detenzione di armi da guerra; in linea subordinata: unificazione di tutti i reati sotto il profilo della continuazione ai sensi dell'art.81 C.P. e minimo della pena con i benefici contemplati dagli artt.163 e 175 C.P. (sospensione condizionale della pena e non menzione della condanna nei certificati del casellario giudiziale spediti su istanza privata);

per Comacchio Franco:

assoluzione perchè il fatto non costituisce reato dalle imputazioni di porto abusivo di armi e di esplosivo; minimo della pena, con la concessione delle attenuanti di ctd agli artt.62 n.6 e 62 bis C.P. nonchè con i benefici previsti dagli artt.163 e 175 C.P., per i reati di detenzione di armi; in subordine unificazione di tutti i reati sotto il profilo della continuazione a norma dell'art.81 C.P.;

per Zanon Ida:

proscioglimento dai reati di detenzione di armi ed esplosivo perchè, ricorrendo le attenuanti di cui agli artt. 62-n.6 e 62 b_s C.P., sono estinti per prescrizione; come per Comacchio nel resto;

per Pan Ruggero:

assoluzione dal reato di porto abusivo di armi per non aver commesso il fatto e dagli altri illeciti penali ascrittigli per aver agito in stato di necessità (art. 54 C.P.);

per Massari Antonio:

assoluzione da tutti i reati per non aver commesso il fatto; in via subordinata dichiarazione di non procedibilità contro l'imputato, in ordine ai reati concernenti gli attentatiti ai treni, per difetto di contestazione e modifica della contestata ipotesi di partecipazione ad associazione sovversiva nel meno grave illecito di stampa clandestina;

per Lemke Udo Werner:

unificazione dei tre episodi di calunnia ascrittigli in un solo delitto continuato, ai sensi dell'art.81 C.P., ed irrogazione del minimo della pena con la concessione delle attenuanti generiche e dei benefici di legge;

per Mutti Claudio:

nullità del provvedimento di rinvio a giudizio per irrituale mutamento, della contestazione originaria; assoluzione perchè il fatto non costituisce reato con prevalenza di tale formula ai sensi dell'art.152 C.P., sull'intervenuta causa di estinzione (amnistia) del delitto a lui attribuito.

 

 

Dopo le repliche del Pubblico Ministero e dei difensori delle altre parti la Corte si ritirava in Camera di Consiglio per deliberare.

 

(continua al capitolo I Parte Quinta)