LA SENTENZA DEL PROCESSO IN CORTE DI ASSISE DI CATANZARO PER LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA

 

SVOLGIMENTO DELLA FASE DIBATTIMENTALE UNITARIA DI TUTTI I PROCESSI, RIUNITI DALLA CORTE DI CASSAZIONE, RELATIVI ALLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA ED AI REATI CONNESSI

 

PARTE QUARTA CAPITOLO III     

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La parziale rimozione del segreto politico-militare

 

 

 

Con ordinanza del 26 maggio 1977 questa Corte, ritenuta l'utilità di acquisire vari documenti relativi ad iniziative, indagini e rapporti inerenti ai reati di cui al presente processo e presumibilmente esistenti presso il S.I.D., nonchè presso i Ministeri della Difesa, di Grazia e Giustizia e degli Affari Esteri, disponeva di farne formale richiesta alle suddette Autorità.

 

Con successiva ordinanza del 20 giugno, non essendo ancora pervenuta la documentazione richiesta, si provvedeva a sollecitarne l'invio; ma il Capo del S.I.D., al quale erano stati chiesti in particolare la nota n.36327- in data15.12.1969 del Raggruppamento Centri C.S di Roma, il passaporto dell'ignoto accompagnatore del cap. Labruna in Spagna di cui si era già interessato con identica infruttuosa richiesta il Giudice Istruttore ed un elenco dei viaggi effettuati all'estero dagli imputati gen. Maletti e cap. Labruna negli anni 1972-1973-1974, rifiutava di trasmettere i suddetti documenti opponendo - con nota n.04/15278/0/1ft del 24 giugno 1967 - il segreto politico-militare.

 

La stessa eccezione di segretezza, già sollevata nei confronti del Giudice Istruttore, implicitamente confermava il Ministro degli Esteri omettendo di rispondere alla richiesta, inviata da questa Corte, dei fascicoli originali di tutte le pratiche relative ai passaporti rilasciati ad istanza del S.I.D. negli anni dal 1969 al 1974.

 

L'esame delle pratiche relative ai passaporti ed il controllo dei viaggi all'estero del gen.Maletti e del cap. Labruna, in particolare, potevano essere utili per l’approfondita conoscenza dei rapporti intercorsi fra elementi del S.I.D. e persone implicate nei fatti di cui al presente processo.

 

Questa Corte, con ordinanza del 20 luglio 1977, ritenuto che le sopra indicate dichiarazioni di segretezza non apparivano fondate ed in applicazione dei principi innovatori affermati dalla Corte Costituzionale, la quale con sentenza n.86 del 24 maggio di quello stesso anno aveva dichiarato la illegittimità degli artt. 342 e 352 C.P.P. perché in contrasto con la Costituzione nella parte concernente la procedura di opposizione del segreto di Stato, deliberava di chiedere l'intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri per la decisione definitiva sulla conferma o meno dell'eccepito segreto politico-militare.

 

Intanto il 19 luglio il cap. Antonio Labruna aveva rivelato in dibattimento, nel corso del suo interrogatorio, che il passaporto sopra citato della persona che lo aveva accompagnato in Spagna verso la fine del 1972 era intestato a tal Maurizio Giorgi. Costui era un esponente del movimento di destra "Avanguardia Nazionale" e si era recato con il capitano in territorio spagnolo per procurargli un contatto con Stefano Delle Chiaie.

 

Il contatto era avvenuto ma - secondo quanto riferito dal Labruna - non aveva prodotto utili risultati per il Servizio di controspionaggio italiano.

 

Il Capo del S.I.D., a seguito delle suddette rivelazioni da parte dell'Ufficiale che aveva contattato la fonte, riteneva ormai superata ogni ulteriore esigenza di copertura e confermava quanto dall'ufficiale stesso dichiarato inviando il passaporto del Giorgi a questa Corte di Assise.

 

In data 13 settembre 1977 il Presidente del Consiglio dei Ministri, rispondendo all'interpello rivoltogli dalla Corte con la suddetta ordinanza del 20 luglio, dichiarava che il segreto di Stato doveva essere mantenuto, per le esigenze funzionali dei Servizi di sicurezza, relativamente ai viaggi all'estero del gen. Maletti e del cap. Labruna nonchè ai passaporti rilasciati ad istanza del S.I.D. negli anni dal 1969 al 1974.

 

Rimuoveva, invece, l'eccezione di segretezza circa la nota n.36327 del 15;12.1969 e ne disponeva l'invio. Il contenuto di essa si riferiva ad alcune perquisizioni effettuate da elementi del S.I.D., con la collaborazione dell'Arma territoriale, nel periodo di tempo immediatamente successivo agli attentati del 12.12.1969.

 

Con successivi provvedimenti questa Corte decideva di acquisire ulteriore copiosa documentazione, ritenendone di volta in volta l'utilità in relazione alle varie fasi dell'istruttoria dibattimentale. Tale documentazione veniva rimessa dal S.I.D., dal Ministero degli Interni e da altri Organi dello Stato.

 

(continua al capitolo IV Parte Quarta)