LA SENTENZA DEL PROCESSO IN CORTE DI ASSISE DI CATANZARO PER LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA

 

SVOLGIMENTO DEL TERZO PROCESSO PER LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA ED ALTRO A CARICO DI GUIDO GIANNETTINI +7

 

PARTE TERZA CAPITOLO XII  

[da pagina 323 a pagina 325]

 

 

Altri imputati e gli indiziati. La conclusione dell’istruttoria di Catanzaro.

 

 

 

Il Giudice Istruttore del Tribunale di Milano all'epoca in cui, con provvedimento del 18.9.1974, aveva disposto il rinvio a giudizio di Franco Freda, Giovanni Ventura ed altri, si era riservato con precedente ordinanza in data 8.2.1974 – come si è già detto - di proseguire separatamente l'istruttoria nei confronti di altri imputati ed indiziati. Fra costoro vi erano Guido Giannettini e Giuseppe Rauti detto "Pino", le cui posizioni processuali nel prosieguo istruttorio svoltosi a Catanzaro sono state già lumeggiate.

 

Restano, quindi, da considerare, degli inquisiti rimasti nella fase istruttoria dopo il suddetto stralcio: Massimiliano Fachini, Pietro Loredan, Ivano Toniolo e Marco Balzarini, imputati tutti di delitto previsto dall' art.270 III comma C.P. per aver partecipato all'associazione sovversiva costituita dal Freda ed altri.

 

Al Fachini ed al Loredan inoltre, in qualità di indiziati, era stato fatto carico, rispettivamente, al primo della strage di Milano del 12.12.1969 ed al secondo di tutti gli attentati del 1969 tranne quello del 15 aprile commesso nel Rettorato dell'Università di Padova.

 

A loro vanno aggiunti Claudio Mutti ed Aldo Gaiba, incriminati, come si è a suo tempo accennato, a Milano nel giugno 1974 per aver partecipato all'associazione sovversiva sopraindicata.

 

Il Giudice Istruttore di Milano si era, altresì, riservato di procedere ulteriormente contro Angelo Ventura, Giovanni Biondo ed Antonio Massari, pur avendoli rinviati a giudizio col citato provvedimento del 18 marzo 1974: ciò in quanto nel loro rinvio a giudizio non erano compresi alcuni delitti in ordine ai quali essi risultavano non formalmente imputati, ma solo indiziati.

 

Tali delitti erano per Angelo Ventura quelli relativi agli attentati ai treni dell'agosto 1969, per il Biondo ed il Massari la strage di Milano del 12 dicembre 1969.

 

Dopo il trasferimento dell'istruttoria da Milano a Catanzaro, comparivano dinanzi al nuovo Giudice, per rinnovare le proteste di assoluta estraneità ai fatti loro addebitati, Massimiliano Fachini, Pietro Loredan, Angelo Ventura, Antonio Massari e Claudio Mutti.

 

La loro innocenza proclamavano , altresì, Marco Balzarini e Giovanni Biondo, a mezzo di lettere inviate dall'estero.

 

Con sentenza-ordinanza del 31 luglio 1976 il Giudice Istruttore del Tribunale di Catanzaro concludeva le sue laboriose. e complesse indagini con le seguenti statuizioni, conformi alle richieste del Pubblico Ministero.

 

Proscioglieva Giuseppe Rauti, Marco Balzarini, Aldo Gaiba, Ivano Toniolo, Giovanni Biondo, Antonio Massari ed Angelo Ventura da tutti i reati loro ascritti, rispettivamente quali imputati o indiziati, per non aver commesso il fatto.

 

Proscioglieva, altresì, dai delitti loro rispettivamente contestati (favoreggiamento personale al primo e falso ideologico al secondo), Mario Esposito perchè il fatto non costituisce reato ed Antonio Viezzer trattandosi di persona non punibile per aver ritenuto, per errore di fatto, di obbedire ad un ordine legittimo.

 

Proscioglieva, infine, parzialmente: Massimiliano Fachini dai delitti relativi alla strage di Milano del 12 dicembre 1969 (strage, danneggiamento, porto e detenzione di esplosivi, lesioni personali volontarie) e Pietro Loredan da tutti i delitti concernenti gli attentati del 1969 per non aver commesso il fatto.

 

Ordinava il rinvio, dinanzi a questa Corte di Assise, di Guido Giannettini (in stato di custodia preventiva), Massimiliano Fachini, Pietro Loredan, Claudio Mutti, Stefano Serpieri, Gaetano Tanzilli, Gian Adelio Maletti ed Antonio Labruna perchè rispondessero dei reati loro rispettivamente ascritti come specificato in epigrafe (fra tali reati non era compreso al termine della fase istruttoria quello attribuito al Maletti ed al Labruna con il capo "CC", il quale è stato successivamente contestato agli stessi in dibattimento).

 

(continua al capitolo I Parte Quarta)