LUDWIG E' UNA COSTOLA DELLA RETE EVERSIVA VENETA-AMERICANA 

 

LUDWIG, Ordine Nuovo e rete USA 

 

 

Il 12 febbraio 2012 il quotidiano di Verona “L’Arena” riporta la notizia che un ex membro di “Ordine Nuovo” Giampaolo Stimamiglio, “per togliersi un peso dallo stomaco”, avrebbe riferito ai carabineri del ROS che c’era un collegamento tra l’estremismo eversivo e il gruppo LUDWIG.

 

Stimamiglio ha fatto anche un nome: Marco Toffaloni (nato a Verona il 2 giugno del 1957, chiamato dai camerati “Tomaten”), militante di estrema destra, collegato o forse addirittura membro di LUDWIG.

 

Sul “Corriere di Brescia” che lo ha intervistato il 18 febbraio 2012, Stimamiglio ha dichiarato che LUDWIG “è una formazione di qualche anno posteriore a Piazza della Loggia”. L’ex ordinovista ha anche aggiunto che “è evidente a chiunque che Furlan e Abel, da soli, non possono aver commesso tutte quelle azioni”.

 

E Toffaloni è inquisito per la strage di Piazza della Loggia a Brescia. Ed è pure sospettato di aver preso parte o di aver curato un collegamento tra i membri di Ordine Nuovo veronese e le “Ronde Pirogene Antidemocratiche” attive a Bologna.

 

Il mese di maggio 2012 a sorpresa viene interrogato dai carabinieri del ROS Wolfgang Abel. Gli investigatori, ormai convinti che LUDWIG sia stato un’organizzazione, hanno voluto sondare l’ex membro del gruppo. Molti sono i sospetti e le circostanze da chiarire. La fuga di Furlan del 1994 e le dichiarazioni di Stimamiglio hanno convinto i magistrati e gli investigatori che il collegamento LUDWIG-ORDINE NUOVO-STRAGE DI BRESCIA sia più di una ipotesi d’indagine molto realistica.

 

Del resto il filone d’indagine non è certo nuovo perché già nel 1996 l’allora capitano dei ROS, Massimo Giraudo aveva curato una informativa per il giudice Guido Salvini impegnato sull’indagine relativa alla strategia della tensione.

 

Nell’informativa del capitano Giraudo venivano riportati elementi d’indagine che avevano riguardato le Ronde Pirogene Antidemocratiche e il collegamento di questo gruppo con LUDWIG.  Il leader delle Ronde, Luca Tubertini conosceva e frequentava sia Abel che Furlan.

 

Ma per avere un quadro più chiaro possibile sulle caratteristiche organizzative di LUDWIG occorre riprendere in mano dei materiali pubblicati in Storia Vicentina nella voce di menù "INCHIESTE" - articolo: "Coinvolgimento strutture d'intelligence straniere". - ROS-Carabinieri - 8 Maggio 1996.

 

Qui sotto pubblichiamo un estratto che si riferisce ad un solo individuo appartenente alla rete "segreta" d'intelligence, Pietro Gunnella. Può sembrare che si vada molto indietro negli anni ma in realtà l'approdo è quello degli anni settanta e anche ottanta. Comprende LUDWIG, le RONDE PIROGENE ANTIDEMOCRATICHE, i NUCLEI SCONVOLTI, ecc.

 

Il collegamento con la rete americana è un dato di fatto, poi vedremo, alla fine di questo capitolo firmato dal capitano dei ROS Massimo Giraudo, di mettere a fuoco la persona del generale Magi Braschi.

 

 

GUNNELLA PIETRO

(deceduto)

Ruolo...................Fiduciario

Criptonimo......Il Professore

Il ruolo di GUNNELLA Pietro non é stato ancora ben chiarito. Il DIGILIO Carlo ha infatti riferito che il suo compito era quello di fungere da raccordo fra i vari componenti della rete informativa, procurando appuntamenti e fungendo praticamente da quella che, in gergo, viene detta “buca della posta”. Infatti quando un membro dell’organizzazione aveva bisogno di contattarne un altro, inviava al GUNNELLA un biglietto su cui veniva riportato l’appuntamento da effettuarsi.

 

Il Professore provvedeva quindi ad inoltrare il biglietto al destinatario. Per tali motivi è chiaro che il Professore doveva offrire elevate garanzie di sicurezza essendo ovviamente a conoscenza dei nominativi e della dislocazione della maggior parte degli appartenenti alla rete.

 

Tale sistema era particolarmente utilizzato per città di limitate dimensioni, quali Verona o Vicenza, ove non era facile evitare di farsi notare, mentre a Venezia DIGILIO, SOFFIATI ed il CARRETT si potevano incontrare direttamente senza timore di essere notati in luoghi di grande affluenza turistica.

 

Per meglio chiarire il suo ruolo si devono riportare alcuni dati significativi del personaggio. Il GUNNELLA, dottore in Filosofia, venne condannato in contumacia, nel 1947, a 24 anni di reclusione per collaborazione militare ed omicidio, avendo egli aderito alla R.S.I.. Tale condanna venne ridotta successivamente a sedici anni e poi, al momento inspiegabilmente, a soli due anni di reclusione. Per sfuggire anche a tale esigua condanna il GUNNELLA Pietro (nato a Mazara del Vallo (TP) l’1.12.21, deceduto a Verona il 3.12.87 – emigrato in Argentina in data 2.5.52) nel 1959 decise di fare rientro in Italia ed il 12 Agosto si costituí alla Procura di Genova per espiare la suddetta condanna.

 

Da notare che il GUNNELLA, analogamente a quanto fecero il MINETTO ed il FRANCO, scelse, quale paese di emigrazione, l’Argentina. Anche il periodo è più o meno coincidente con quello degli altri due. Politicamente il GUNNELLA aderiva al M.S.I., nel quale fu anche designato quale delegato per il Congresso Nazionale del Luglio 1960. Questi pochi dati sono comunque sufficienti a delineare la figura del GUNNELLA come quella di un personaggio di possibile carisma fra i suoi camerati, il che lo potrebbe collocare in una posizione superiore rispetto al ruolo di “staffetta-postino” attribuitogli dal DIGILIO.

 

Da rilevare che il DIGILIO indica il Professor GUNNELLA anche come il “contatto” fra MINETTO Sergio ed il noto Colonnello Amos SPIAZZI, che in quel periodo era il responsabile del “Nucleo di Difesa dello Stato” di Verona, nonché fra questi ed il noto Elio MASSAGRANDE. DIGILIO dichiarò che fu il SOFFIATI Marcello a fargli il nome del GUNNELLA quale uomo di contatto della rete.

 

Il SOFFIATI disse inoltre al DIGILIO che “il professore” manteneva i contatti, oltre che tra gli agenti statunitensi ed alle persone da loro dipendenti, anche tra questi ed estremisti di destra a loro collegati, anche latitanti e situati all’estero.

 

Un parziale riscontro viene dalle dichiarazioni di PAGANOTTO Fabio che conosceva il GUNNELLA poichè abitava sullo stesso pianerottolo dell’abitazione di questi a Verona. Il PAGANOTTO ha riferito di aver notato che il GUNNELLA aveva delle assidue frequentazioni con il Colonnello SPIAZZI Amos.

 

Il figlio del professor GUNNELLA, Giovanni, nato a Verona il 17.10.61 e residente a Firenze, viene citato quale attore di una conversazione telefonica circa il “terzo uomo” del GRUPPO LUDWIG di Verona all’interno della sentenza ordinanza pronunciata dal Giudice Istruttore di Bologna, Dott. Leonardo GRASSI, in data 2.4.90, contro l’organizzazione di estrema destra denominata “RONDE PIROGENE ANTIDEMOCRATICHE” attiva negli anni ’80 (1987 - 1990).

 

Dalla lettura della sentenza emergono contatti tra le “RONDE” ed i “NUCLEI SCONVOLTI PER LA SOVVERSIONE URBANA”, nonché l’eversione di destra veronese. Come si legge alla pagina 5 della sentenza, la filosofia delle “RONDE” viene illustrata nel documento “Piro acastasi”, redatto da TUBERTINI Luca, estremista in stretto collegamento con TOFFALONI Marco, materiale detentore del documento. Questo si ispira alla teoria del fuoco purificatore che presenta alcuni punti in comune con l’ideologia della setta “ANANDA MARGA”.

 

Benchè lo stesso Giudice Istruttore affermi che, nonostante le analogie, non vi sono elementi per ritenere che la strategia piromane delle “RONDE” e dei “NUCLEI” sia maturata nella setta, va tenuto conto che essa è stata redatta nel 1990 e non ha quindi potuto usufruire degli elementi, successivamente emersi, e del ruolo, ora da sottoporre a nuova attenzione, del figlio di un presunto agente C.I.A. all’interno di una formazione eversiva, anche se, certamente, di secondo piano. Beninteso, il termine secondo piano va relativizzato, in quanto lo stesso G.I. fa giustamente osservare l’intrinsecità, nelle “RONDE”, di un percorso evolutivo dell’utilizzo del mezzo incendiario, non privo della possibilità di essere utilizzato a fini di strage, così come ampiamente motivato nelle pagine 4, 5 e 6 della citata sentenza, che fanno trasparire, oltre alle motivazioni religiose, anche l’acceso anticomunismo degli adepti.

 

Sempre alla pagina 5 della sentenza in disamina, si rappresenta che, molte delle persone coinvolte nel procedimento relativo alle “RONDE”, appartengono all’organizzazione “ANANDA MARGA”, struttura con estensione in vari Paesi ed obiettivi non soltanto filosofici e religiosi, ma anche rivoluzionari, con una struttura formata non soltanto di monaci ed adepti, ma anche da un servizio d’ordine e da regole molto rigide, di carattere quasi militare, cui erano costretti a sottoporsi gli adepti, con una simbologia nazista ed una partecipazione molto vasta di ex appartenenti all’organizzazione neo fascista di carattere eversivo, denominata ORDINE NUOVO.

 

L’ “ANANDA MARGA” viene descritta dal noto FISANOTTI come una associazione a metà tra una religione ed una filosofia, di cui fanno parte numerosi elementi di Ordine Nuovo, le cui regole di vita, di fatto, portano alla spersonalizzazione dell’affiliato che viene assoggettato completamente al leader, sicchè si crea un clima particolarmente idoneo ad indurre gli affiliati a qualsiasi azione.

 

Questo Reparto, a fronte della emersa centralità strategica dal punto di vista della penetrazione informativa statunitense in Italia, della città di Verona, in relazione alla presenza del figlio del GUNNELLA nelle “RONDE”, in virtù dei legami emersi tra Ordine Nuovo e Ananda Marga, nonché del fatto che il TUBERTINI Luca ed il TOFFALONI Marco sono stati chiamati in causa dal noto ALBERTINI Giampaolo come coinvolti nella strage di Bologna, ha inteso verificare, con richiesta decontestualizzata, la presenza di ANANDA MARGA negli Stati Uniti d’America ed approfondire, alla luce delle ultime acquisizioni, le dichiarazioni del FISANOTTI".

 

"Interpol Washington si limitava, essendo stata decontestualizzata la richiesta, a riferire che la setta religiosa denominata “ANANDA MARGA” era a loro nota per “...essere stata segnalata diverse volte per reati violenti ed altri reati...”.

 

"Escusso da questo Ufficio, il noto FISANOTTI Giuseppe dichiarava che ANANDA MARGA era giunta a Verona nel 1974 - 1975 ed il suo atto costitutivo era stato stilato da un notaio di Soave (VR) alla sua presenza, anche se non aveva firmato. Tra i firmatari vi erano Rita STIMAMIGLIO (sorella del più noto Giampaolo, appartenente al Nucleo di Difesa dello Stato di Verona), Paolo MARCHETTI, un certo Mario TONELLO e, sicuramente presenti, ma dubbia la loro qualità di firmatari, STERBENI Fabrizio, LODI Claudio (ordinovista veronese vicino ai noti BESUTTI, BIZZARRI e MASSAGRANDE) e TOFFALONI Marco".

 

"Il FISANOTTI spiegava che la destra aveva sempre avuto una particolare attenzione per il mondo dell’esoterismo e riteneva che, quindi, questa fosse la ragione per la quale l’organizzazione madre indiana, dovendo riprodursi in Italia, avesse scelto un ambiente a sé consono. Il FISANOTTI aggiungeva anche che l'ANANDA MARGA italiana era nata proprio con l’atto di Soave (VR), confermando così il ruolo centrale del capoluogo scaligero, anche in questa vicenda. Il FISANOTTI specificava anche che la famiglia TOFFALONI, il cui figlio era presente alla redazione dell’atto costitutivo e che veniva indicato dall’ALBERTINI come coinvolto nella “Strage di Bologna”, aveva proprietà in Soave (VR)".

 

"A precisa richiesta il FISANOTTI dichiarava di non sapere per quale motivo “ANANDA MARGA Italia”, tra tutti gli ambienti di destra a sé consoni, avesse scelto proprio quello scaligero, tuttavia forniva un dato di straordinaria importanza. Essa era giunta a Verona per il tramite del Professor BARBARANI Francesco e del noto esponente di estrema destra Elio MASSAGRANDE, quest’ultimo già reggente di Ordine Nuovo ed in contatto con uno dei superiori gerarchici del DIGILIO nella catena informativa, il Capitano Teddy RICHARD (Vedasi apposito capitolo)". 

 

"Di particolare interesse il fatto che il collaboratore Carlo DIGILIO abbia detto di aver sentito parlare il MASSAGRANDE del Generale MAGI BRASCHI. Costui, come risulta dalla documentazione fornita dal S.I.S.Mi. , è stato Addetto Militare in India dal 10.8.1971 al 31.5.1975, cioè proprio nel periodo in cui ANANDA MARGA veniva esportata in Italia e, proprio nel veronese, ove il MAGI BRASCHI aveva degli interessi".

 

"La figura del professor BARBARANI emerge dalle dichiarazioni informali fatte da Giampaolo STIMAMIGLIO. Lo stesso viene descritto come persona della massima importanza, quadro occulto di Ordine Nuovo, nonché tenutario dei rapporti tra questa organizzazione ed il Nucleo di Difesa dello Stato di Verona".

 

"STIMAMIGLIO definiva tale persona come un doppione di FREDA, ma privo delle paranoie di quest’ultimo e, quindi, molto più pericoloso. Riteneva di ricordare che il BARBARANI avesse fatto parte del Nucleo di Difesa dello Stato di Verona e che fosse a conoscenza di particolari circa il coinvolgimento ordinovista nella strage di Piazza Fontana. Il FISANOTTI, sempre nel verbale citato, indica il BARBARANI come il vero ideologo di Ordine Nuovo e facente parte di un gruppo esoterico denominato “dei KREMMERTZIANI”.

 

"Il FISANOTTI ricordava anche che questo circolo esoterico traeva il nome da un libro di magia, considerato quasi un oggetto di culto, scritto da tale KREMMERTZ. Il circolo, che non si sa quando nasce, è già esistente nel 1972. Sicuri membri ne sono il professor BARBARANI “forse appartenente al Nucleo di Difesa dello Stato di Verona” e Giampaolo STIMAMIGLIO (certo appartenente al Nucleo di Difesa dello Stato di Verona). Il FISANOTTI null’altro poteva dire in quanto si trattava di un circolo molto elitario".

 

"Il professor BARBARANI, escusso a verbale, prima che si apprendesse la radice veronese della setta ANANDA MARGA, confermava di conoscere il MASSAGRANDE Elio dal 1965 e poi con lui i noti BESUTTI e BIZZARRI".

 

"Il verbale era sostanzialmente negativo, anche se il BARBARANI era costretto ad ammettere la conoscenza di quasi tutto l’ambiente ordinovista veronese nonché un incontro con il MASSAGRANDE ad Asuncion (Paraguay) nel 1990 o nel 1991".

 

"Circa le posizioni dello STERBENI e del TOFFALONI, lo STIMAMIGLIO, ha riferito che il cosidetto “GRUPPO LUDWIG” era stato costituito dai nuovi elementi di Ordine Nuovo, e, dello stesso, avevano fatto parte i noti ABEL, FURLAN, MARCHETTI, STERBENI e TOFFALONI, che lo STIMAMIGLIO indica con il soprannome di TOMATEN. Vi erano stati cioè, dei contatti tra gli ordinovisti ed il GRUPPO LUDWIG, che lo STIMAMIGLIO riteneva omologo dei GRUPPI SIGFRIED che aveva sentito nominare dallo SPIAZZI Amos".

 

Alcuni cenni sul generale Magi Braschi

 

[...] "Il DIGILIO Carlo ha riferito di aver sentito parlare di un alto ufficiale rispondente al nome di MAGI BRASCHI, soprattutto nell’ambiente di Ordine Nuovo di Verona e Mestre, nonchè dal noto Elio MASSAGRANDE. Egli ha ricordato che questo nominativo faceva riferimento all’ambiente militare veronese e si occupava di tenere i contatti fra l’ambiente militare e quello ordinovista nella prospettiva di un colpo di stato che doveva essere attuato dopo il fallito golpe Borghese, fra il 1973 ed il 1974.

 

“...Era considerato, nell’ambiente ordinovista, un ufficiale di grande prestigio ed il rapporto del gruppo con i militari era essenziale per la riuscita del progetto...”. Il DIGILIO aggiungeva che non aveva mai incontrato personalmente il MAGI BRASCHI che tuttavia era ben conosciuto dal Colonnello SPIAZZI Amos.

 

Il MALCANGI ha anche riferito che il generale Braschi/Fraschi/Brasca/Frasca (MAGI BRASCHI) gravitò su Verona nel 1982-83, poichè il DIGILIO gli disse di averlo incontrato poco prima dell’arrivo a Villa D’Adda.

 

Nel capitolo dedicato al GUNNELLA Pietro è stata fatta notare la singolare coincidenza della presenza del BRASCHI, esperto di guerra psicologica, in India, luogo di nascita della setta “ANANDA MARGA”, quale Addetto Militare, proprio nel periodo in cui veniva importata nel veronese dal MASSAGRANDE Elio e dal BARBARANI. La teoria del “fuoco purificatore”, che presenta analogie con la filosofia della setta, che non disdegna di praticare la violenza, ha animato formazioni eversive quali il “GRUPPO LUDWIG”, le “RONDE PIROGENE ANTIDEMOCRATICHE”, ed i “NUCLEI SCONVOLTI PER LA SOVVERSIONE URBANA”.

 

Non deve essere scartata a priori l’ipotesi che il Veneto e l’Emilia Romagna, per le connessioni con Ordine Nuovo, con la rete C.I.A. e con l’acceso anticomunismo delle tre formazioni eversive citate, siano state laboratorio di sperimentazione di tecniche di guerra non ortodossa basate sull’uso terroristico di devianze esoterico-religiose a connotazione politica estremista.

 

(documentazione R.O.S. Carabinieri a firma del capitano, ora colonnello, Massimo Giraudo)