Venezia 1915 veduta13

 

 

Diciannovesima incursione aerea nella notte del 10 agosto 1916.

Venezia bombardata da cinque velivoli austro-tedeschi che gettano sulla città trentuno bombe fra esplosive ed incendiarie. L’incursione ha inizio alle ore 21.22.

 

 

Tutta Venezia era emozionata dagli avvenimenti della notte precedente e credeva che il nemico fosse ormai sazio di sfogare il suo odio sulla città.

 

 

La bianca luce lunare splende inesorabilmente e i più accorti si ricoverano nei rifugi, gli altri, stimandosi più sicuri in casa propria, si affidano al destino e tranquillamente si danno a Morfeo.

 

 

La luce si spegne. La sirena emette il lugubre segnale, seguita dalle altre che le fanno eco, il solito colpo di cannone, altri ad intervalli, poi assoluto silenzio:

 

 

“Fioi de cani, i xe ancora qua, no i ne lassa più dormir!”.

 

 

Il rumore dei motori nemici non si sente ancora, ma le vedette della costa hanno avvistato i velivoli e si ode il lontano cannoneggiamento che si fa sempre più crescente, mentre i posti di vedetta della città stanno all’erta.

 

 

I cannoni dei Cacciatorpediniere iniziano il fuoco gettando i primi shrapnels che scoppiano fragorosamente, e a questi fa eco il martellare delle mitragliatrici.

 

 

Il cannoneggiamento è sempre crescente, le prime scariche di fucileria sono l’inizio del fuoco dalle altane della città, e al fragore assordante si unisce il rombo dei motori nemici, accolti da tiri di sbarramento sempre più incrociati, che obbligano il nemico a tenersi cauto e a grande altezza.

 

 

Ma gli sparvieri vogliono bombardare la città, bombardarla ancora e verso Castello si odono i primi fragorosi scoppi di bombe.

 

 

Gli apparecchi nemici intanto, dopo aver gettato altre bombe che cadono sulle sacche delle Fondamente Nuove e che scoppiano con gran fracasso senza arrecar danni, si dirigono verso il centro della città.

 

 

Il fuoco incrociato della difesa cerca di tagliare loro la rotta e l’uragano passa violentemente, mentre gli scoppi si susseguono agli scoppi e le bombe cadono fragorosamente qua e là; i riflettori cercano i nemici invisibili nell’immensità dello spazio.

 

 

Qualche momento di sosta, poi il fuoco riprende; è l’ultimo attacco, il più violento.

 

 

Le mitragliatrici martellano e i cannoni antiaerei s’infiammano, gettando granate e shrapnels che scoppiano ininterrottamente, mentre le scariche di fucileria si susseguono alle scariche.

 

 

Una grandine misteriosa proietta in ogni parte schegge di granate, palline di shrapnels, fondelli, frammenti d’acciaio e di piombo che dal loro lungo viaggio nello spazio ricadono vertiginosamente.

 

 

L’uragano di fuoco e di piombo, col dileguarsi dei velivoli nemici, man mano diminuisce e s’allontana, fino a raggiungere la calma assoluta.

 

 

In questa incursione venne danneggiata la Chiesa di S.Pietro di Castello colpita sulla cupola da una bomba incendiaria, che produsse un incendio di qualche entità.

 

 

Le località colpite da bombe incendiarie sono le seguenti:

Una bomba cadeva in Campiello dei Fiori a Cannaregio sul selciato, senza danni.

Una bomba cadeva in un orto alla Giudecca, senza danni.

Una bomba cadeva in un orto del Convento degli Scalzi, rimanendo inesplosa.

Una bomba cadeva sul tetto di un palazzo in Calle Minio a Cannaregio, producendo un grave incendio.

Una bomba cadeva in Campo S.Pietro di Castello senza produrre danni.

Due bombe cadevano in Fondamenta della Verona a S.Marco, incendiando il tetto di una casa e danneggiando seriamente il fabbricato.

 

 

Le località colpite da bombe esplosive sono le seguenti:

Una bomba cadeva in Fondamenta dell’Agnello a Santa Croce sopra una casa d’abitazione e danneggiava il fabbricato.

Una bomba cadeva a Cannaregio in Calle della Testa producendo qualche danno.

Una bomba cadeva in Campiello delle Beccherie a Cannaregio, rovinando il pavimento stradale e recando danni ai vicini fabbricati, che ebbero in parte i vetri infranti.

Una bomba cadeva a San Giobbe, Case Nuove, recando qualche danno.

Una bomba cadeva a Cannaregio in Fondamenta Scalzi sopra una tettoia della ferrovia, e danneggiava qualche ufficio.

Una bomba cadeva in acqua in Canal Grande di fronte al Palazzo Loredan, rompeva molte vetrate, anche dei palazzi vicini.

Una bomba cadeva sulla Riva del Vin e danneggiava la fondamenta.

Una bomba cadeva in Campiello Albrizzi a S.Polo e danneggiava il selciato.

Una bomba cadeva in Calle del Paradiso a S.Polo sopra il tetto di una casa danneggiandolo.

Una bomba cadeva in Calle Sant’Antonio a S. Marco sopra il tetto di una casa, danneggiandolo.

Le bombe esplose nell’acqua senza danni, caddero nelle seguenti località:

Una bomba in Bacino S.Marco.

Una bomba in Canale della Giudecca di fronte alle Zitelle.

Una bomba in Canale della Giudecca di fronte alla banchina di S.Basilio.

Una bomba in Canale della Giudecca di fronte alla fondamenta di S.Biagio.

Due bombe in Canale della Giudecca di fronte al Ponte Longo.

Tre bombe in Canale della Giudecca di fronte alla Fondamenta Incurabili.

Altre bombe caddero in laguna e in mare senza danni.

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