Venezia 1915 veduta4

 

Giovanni Scarabello - Il martirio di Venezia durante la Grande Guerra e l'opera di difesa della marina italiana. Vol.1 (1933)

 

Estratto dal volume I da pag.60 a pag.140

 

LE INCURSIONI AEREE AUSTRO-TEDESCHE SU VENEZIA NEL 1915-1918 

Quarta incursione aerea nel mattino del 4 luglio 1915.

 

 

 

Un velivolo nemico sorvola Venezia gettando sei bombe sul litorale degli Alberoni – L’incursione ha inizio alle ore 6.30.

 

 

Venezia questa volta non è toccata, le bombe esplodono lontano, verso il litorale degli Alberoni; gli scoppi fragorosi si succedono agli scoppi con sinistro boato, e le artiglierie sparano contro il nemico che inseguito, circondato, bersagliato da mille frammenti infuocati, è costretto a partire.

 

 

 

Quinta incursione aerea nel mattino dell’8 luglio 1915.

 

 

Venezia bombardata da un velivolo nemico che lancia sulla città otto bombe fra esplosive e incendiarie, uccidendo una persona e ferendone altre tre. L’incursione ha inizio alle ore 7.47.

 

 

Un rombare di motore, a tratti, a sbalzi, prima leggero, poi più forte. Ognuno si chiede se sia un apparecchio nostro oppure nemico.

 

 

Un suono stridulo, lamentoso, lacerante; è la sirena dell’Arsenale che, col suo urlo, dà il segnale di stare all’erta per l’avvicinarsi del nemico.

 

 

Le altre sirene fanno eco ed un colpo di cannone, seguito da altri ad intervalli, segna l’inizio del fuoco che incomincia strepitoso, assordante.

 

 

Il velivolo è sopra la città, dove viene accolto con scariche di piombo.

 

 

I cannoni delle navi e quelli delle batterie da terra eruttano nembi di proiettili che scoppiano nell’aria in parte con fumate bianche, e in parte nere, mentre creano attorno al velivolo, più sopra, più sotto, tante nuvolette che man mano si dilatano, si allargano.

 

 

Il fragore delle bombe che scoppiano con sinistro boato, tutto scuotendo, si ripercuote con sinistre vibrazioni, unendosi agli scoppi delle granate e degli shrapnels vomitati dalle bocche fiammeggianti dei cannoni e dal martellare delle mitragliatrici che incrociano il tiro con le scariche di fucileria.

 

 

Qualche bomba esplode nel Bacino di S.Marco, facendo vibrare le vetrate del Palazzo Ducale e del Palazzo Reale, e frantumando molti vetri.

 

 

Il nemico, avvolto da spire di fuoco e di piombo, cannoneggiato, mitragliato, fra un turbinio di detriti metallici, è costretto a prender quota, inseguito dai tiri delle artiglierie antiaeree e dalle scariche delle mitragliatrici e fucili.

 

 

Il fuoco scema d’intensità, il nemico è diretto alla sua base.

 

 

Una bomba esplosiva cadeva in Bacino San Marco frantumando le vetrate del Palazzo Reale, della Marciana e del Palazzo Ducale.

 

 

Una bomba esplosiva danneggiava delle tettoie nell’isola di S.Giorgio.

 

 

Una bomba esplosiva demoliva una casa a San Marco, in Calle della Madonna, e danneggiava altre case vicine.

 

 

Una bomba incendiaria produceva un piccolo incendio alle Calleselle a Cannaregio.

 

 

Altre bombe caddero in Bacino S.Marco senza arrecare danni.

(Continua)


modulo interno pagine

modulo interno pagine: Position Sidebar-1