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Il blitz ucraino nell'inferno di Kabul

 

(curato da Giorgio Marenghi su notizie del quotidiano canadese The Globe)

 

Nel grande caos dei giorni dell’entrata delle truppe talebane a Kabul ci sono stati episodi svariati di coraggio e di audacia nel tentativo di sottrarre alla vendetta talebana quanti più afghani compromessi con gli occidentali.

 

Tutti i media internazionali hanno parlato degli ottomila marines americani, ridotti a dover presidiare l’aeroporto della capitale afghana. In quelle ore primeggiavano marines e parà britannici, militari NATO di varie nazioni, tra cui anche i nostri Carabinieri.

 

Tutti hanno svolto compiti difficili e hanno tenuto un profilo contenuto, anche quando sono iniziate ad esplodere le bombe dei kamikaze.

 

Pochi invece hanno intravisto gli sforzi delle squadre d’élite dell’esercito ucraino per cercare di proteggere un contingente di afghani che desiderava fuggire da Kabul in direzione del Canada.

 

Per coordinare questo salvataggio, che ha avuto delle difficoltà paurose, si è mosso il primo ministro canadese Trudeau e lo stesso Presidente dell’Ucraina Zelensky.

 

Il problema è consistito nella partenza giovedì 26 agosto, dell’ultimo aereo di evacuazione canadese, subito dopo l’attentato suicida a uno dei cancelli dell’aeroporto internazionale Hamid Karzai, che ha provocato la morte di 170 afghani oltre a 13 soldati statunitensi. A seguito dell’attacco ISIS gli Stati Uniti hanno preso la decisione di non far entrare più cittadini afghani in aeroporto, solo gli stranieri con i documenti in regola.

 

Nonostante l’altissimo rischio di non poter più contare sul trasporto canadese le truppe ucraine sono entrate a piedi nella città di Kabul per scortare due minibus che avrebbero accolto il gruppo dei rifugiati afghani, pronti per entrare nell’aeroporto.

 

Gli ucraini avevano le foto con le targhe dei minibus per non perdersi nell’intricato guazzabuglio del bazar di Kabul. Le squadre speciali hanno circondato l’area e gli ufficiali hanno chiesto: “Ucraina?”. “E noi abbiamo risposto “Sì!”, racconta Mohammed Sharif Sharaf, 49 anni, padre di cinque figli, 10 anni come interprete e guida per il quotidiano canadese The Globe.

 

Gli sfollati, in numero di 29, sono rimasti stupefatti perché gli Ucraini avevano corso dei rischi altissimi per venire a cercarli, cosa che i canadesi e gli americani non avevano fatto.

 

“Tutti erano sorpresi. Ho cercato nell’ultimo mese di farci prendere da qualcuno. Abbiamo chiesto agli americani, ai canadesi, ai qatarioti, a tutti, e nessuna soluzione. Avevano paura di uscire allo scoperto”, ha detto Jawed Haqmal, un 33enne padre di quattro figli che ha lavorato due anni con le forze speciali canadesi a Kandahar. “I soldati ucraini erano angeli per noi. Hanno fatto un lavoro eccezionale. Hanno un cuore grande”.

 

"Il Canada ha inoltre richiesto il nostro ulteriore supporto e saremo felici di aiutare", ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba in risposta alle domande inviate per e-mail da The Globe. Ovviamente ha detto che il salvataggio di Kabul ha dimostrato le capacità dell'esercito del suo paese (e perché dovrebbe essere finalmente accettato nell'alleanza della NATO).

 

"In queste orribili circostanze, i nostri ufficiali militari hanno dimostrato coraggio, alta classe e professionalità esemplare".

 

Roman Waschuk, un ex ambasciatore canadese a Kiev che ha aiutato l'operazione mettendo in contatto The Globe con un alto funzionario dell'ufficio del signor Zelensky, ha affermato che gli ucraini avevano accettato la missione di salvataggio in gran parte a causa del sostegno che il loro paese aveva ricevuto dal Canada durante la sua guerra di sette anni con le forze appoggiate dalla Russia nella regione ucraina orientale del Donbass.

 

Il Canada ha fornito circa 700 milioni di dollari in assistenza finanziaria all'Ucraina dallo scoppio del conflitto e dal 2015 ha schierato 200 truppe a rotazione in una missione per addestrare le truppe ucraine alla battaglia.

 

I profughi afghani queste cose ovviamente non potevano saperle, loro hanno visto l’incredibile, le squadre speciali ucraine che li hanno individuati, e poi scortati fino ad una delle entrate dell’aeroporto che, teoricamente, avrebbero dovuto essere già off limits per gli afghani.

(notizie riassunte dal quotidiano canadese The Globe)