AZIONI SCONSIDERATE NE SONO STATE FATTE MOLTE MA QUESTA E' UNICA

Tagliamole i capelli! E' un'attrice!

 

Una vicenda triste e contraddittoria. Alle accuse dei partigiani di collaborazionismo con il fascismo repubblicano risponde una memoria scritta da un abitante di Asiago che conosceva bene la famiglia. Anche gli enti ciellenisti si preoccuparono di chiarire il caso di Clara Zani, una delle interpreti del film "Tre ragazze cercano marito" del 1944.

 

DOCUMENTO DEL COMITATO DI LIBERAZIONE NAZIONALE DI VICENZA

Vicenza 22 agosto 1945

Prot. 3054

Ga/bg

 

Oggetto: CLARA ZANI

 

Per aderire ad analoga richiesta dell’ALTO COMMISSARIO PER L’EPURAZIONE in Roma, Vi preghiamo di farci conoscere con urgenza quale sia attualmente l’autorità investita del procedimento contro CLARA ZANI, attrice cinematografica, da Voi arrestata all’atto della liberazione.

 

CLN

Il Commissario per l’epurazione

(dott. ETTORE GALLO)

 

 

Relazione sul fatto di Asiago (Clara Zani) 

[documento del Fondo CLNP-Vicenza]

 

Il successo ottenuto da Clara Zani, che interpretò dopo qualche parte secondaria una figura di primo piano nel film “Tre ragazze cercano marito” creò nel paese di Asiago invidie e gelosie tanto più che altre ragazze tentarono con insuccesso la stessa via.

 

Clara Zani si appartò dalle amicizie del paese per ragioni di studio e di lavoro. Alcuni giovani invadenti che aspiravano ad una amicizia intima con la ragazza furono respinti, poiché la stessa, onesta, si era dedicata interamente alla sua carriera.

 

Con ciò essa ebbe fin dal 1943 nemici spietati che iniziarono una campagna diffamatoria a suo danno.

 

Alcuni giovinastri erano perfino stati ammoniti dai CC.RR. per aver molestato ed insultato per via la ragazza.

 

Sono noti ad Asiago numerosi incidenti che allarmarono la famiglia dell’attrice. La famiglia sa che questi atti come quelli più gravi attualmente sono fomentati da inimicizie personali.

 

Dall’8 settembre 1943 al marzo 1944 Clara Zani salvò la vita al suo rappresentante artistico in Roma, perseguitato dalle SS germaniche.

 

La Zani che nascondeva il nascondiglio dell’ufficiale, lo coadiuvò a mantenersi celato, tenne il collegamento con altri ufficiali pure iscritti al Fronte clandestino della resistenza, fu spesse volte inseguita per via riuscendo a far perdere le tracce, si recò perfino nella zona dell’aeroporto per individuare pericoli o minaccie.

 

Si comportò da partigiana fin dall’8 settembre.

 

Clara Zani richiesta dai suoi fin dal marzo 1944 si stabilì ad Asiago ove ebbe continue minaccie ed ingiurie per la sua attività artistica e per il suo rapido successo.

 

Il suo rappresentante, conoscendo lo spirito patriottico della fanciulla le aveva consigliato di non fare attività partigiana per non incorrere in pericoli e ridestare sospetti sull’attività di Roma, ma la ragazza fedele alla causa, nonostante la famiglia sua vivesse in ristrettezze economiche aiutò alcuni partigiani nascosti sui monti, portò loro cibo e conforto, percorrendo con la neve ed il freddo chilometri di sentieri montani tra la minaccia nemica.

 

Ma esistevano delle inimicizie personali. Nel settembre 1944 di notte alcuni individui mascherati entrarono con scasso nell’abitazione della Zani e, armi alla mano, tagliarono i capelli all’attrice e ad una sua sorella.

 

L’attrice si vide rovinata nella sua carriera. Non avrebbe più potuto aiutare i suoi fratellini (il padre è inabile al lavoro).

 

Dopo qualche tempo, forse gli stessi individui di cui due quella notte furono riconosciuti, scopersero per via il capo della fanciulla mostrando ai passanti l’oltraggio da essa patito.

 

La Zani intimorita dalle continue vessazioni e temendo il peggio si decise alfine a denunciare i fatti all’unica autorità presente sul luogo preposta all’ordine: la guardia nazionale repubblicana.

 

Fece con quella denuncia apolitica il suo dovere di cittadina indifesa.

 

Il 28 aprile 1945, subito dopo la liberazione, in seguito a denuncia di avere la Zani denunciato partigiani ed altre false denuncie sul suo comportamento con militari tedeschi, l’attrice fu prelevata e dai partigiani che dovevano rappresentare il nuovo ordine, colpita col calcio del moschetto, ripetutamente obbligata a camminare scalza, le furono nuovamente tagliati i capelli per la via e rinchiuse nelle prigioni, prima in campo di concentramento poi, fra soprusi e atti non consentiti dalla legge, in mezzo a pigionieri di guerra.

 

La ragazza non ha mai avuto intenzione di denunciare partigiani. Lo prova la sua attività, tanto più che nei continui incontri con questi ebbe assicurazione che i partigiani non avrebbero agito in quel modo.

 

Il presidente del comitato di epurazione locale, sig. De Gasperi, forse in buona fede credendo alle false denuncie, di certo sobillato dai giovinastri del paese vestiti da partigiani ha annullato il nulla osta del Governatore Alleato che, sentito il fatto, era intervenuto a far liberare la Zani.

 

L’accusa è nientemeno che di spionaggio militare e denuncia di personale militare. La cosa è alquanto losca, perché uno dei partigiani aiutato dalla Zani si rifiutò di dichiarare favorevolmente verso l’attrice perché minacciato.

 

Perché il padre ha avuto pure lui una falsa denuncia e poi fu rilasciato per intervento del Governatore, nonostante le pressioni delle inimicizie.

 

La Zani non ha lavorato nel cinema repubblicano sebbene richiesta al suo rappresentante nell’aprile del 1944.

 

Essa è minorenne.

 

I continui spaventi procuratile appositamente dai fuorilegge hanno ridotto assai precario il suo stato di salute. Occorre che questi soprusi abbiano i provvedimenti del caso.

 

[documento del Fondo Comitato Liberazione – CLNP – Vicenza, firma illeggibile]