L' AUTISTA DI POLGA CHE PARTECIPO' ALLE AZIONI DI SPIONAGGIO

"Polga era una spia dei tedeschi"

 

Come tanti giovani  nati nel 1925 Orfeo Ceroni, vicentino di importazione, era ancora studente. E dopo il 25 luglio del 1943, finita la resa dei conti all’interno del partito fascista che vide la decadenza di Benito Mussolini, il suo arresto per iniziativa del Re, il nostro studente cercava di trovare una sistemazione che fosse la meno impegnativa possibile visto che la guerra continuava.

 

Gli abbiamo fatto alcune domande parecchi anni fa, per fargli ricordare non i bei tempi ma la situazione reale in cui ebbe a trovarsi in quei drammatici momenti.

 

All’epoca del 25 luglio dove si trovava?

 

Mi trovavo a Vicenza, ero ancora studente, ero della leva dell’aria. All’8 settembre mi trovavo invece a Venezia, frequentavo il liceo scientifico. Sono rimasto a casa in attesa di eventi. Poi sono venuto a Verona per iscrivermi alla TODT (organizzazione del lavoro militarizzato diretta da funzionari tedeschi, n.d.c.) perché frattanto era uscito il bando Graziani (la famosa leva per ricostituire un esercito filofascista, n.d.c.)

 

Lei rispetto al bando Graziani come si è comportato?

 

Partigiano non volevo andare, nelle truppe repubblicane si era in attesa di quelli già militari, ma poiché mi trovavo in città e dovevo presentarmi, pena la deportazione dei familiari, sono venuto a iscrivermi alla TODT, nel frattempo è uscito questo bando nella polizia e mi sono arruolato il 26 gennaio 1944.

 

Lei era consapevole che entrando nella polizia si qualificava come fascista, entrava in un organismo militare fascista…

 

Sono sempre stato di quella idea, che era quella di mio padre, squadrista, Marcia su Roma. Però l’arruolarmi nell’esercito repubblicano non mi convinceva, non era preciso il movente. A Vicenza l’unica possibilità era la Guardia Nazionale Repubblicana oppure la Decima MAS (o l’ex Folgore, la ex NEMBO)….

 

Che ambiente ha trovato?

 

Appena arruolato, dopo un mese di corso accelerato a Porta Padova nella villa dietro a Villa Berica, dopo 40 giorni sono andato assieme a 10-12 dei miei colleghi a fare la guardia personale al questore Linari che abitava nella villa del notaio Boschetti a Bertesina. Senonchè dopo il bombardamento dell’aprile 1944 il questore è sfollato a Vancimuglio. Allora l’ho seguito là, come guardia personale della famiglia nella villa di Rigo. Dopo di allora ho chiesto, perché ero stanco di quel servizio, di andare a fare l’autista e sono stato assegnato al capitano Polga.

 

Ci racconti dell’esperienza con il capitano Polga

 

Per il capitano Polga io ero l’autista di fiducia. Avevamo appuntamenti con informatori partigiani che facevano il doppio gioco. Ho continuato a fare l’autista di Polga fino all’agosto del 1944 quando siamo andati per servizio a Piove di Sacco.

 

Ci chiarisca cosa avete fatto nei mesi in cui lei era l’autista del capitano Polga

 

Devo dire che in questura l’ambiente era politicizzato (Ceroni lascia capire che non ci si poteva fidare, n.d.c.). Tutti i rastrellamenti sono stati organizzati dal capitano Polga. Partivamo, due tre, giorni prima, in borghese, con la macchina civile, ricordo che era una Aprilia, la pistola la nascondevamo sotto la ruota di scorta. Eravamo solo in due…io e lui.

 

Quali erano le zone in cui svolgevate questo servizio?

 

Andavamo verso Trissino, Cornedo, la Motta vicino a Costabissara e lì fingendo di essere dei civili, io ad esempio mi spacciavo per renitente, mentre il capitano Polga si presentava come un amico che voleva imboscarmi. Una volta ci siamo spacciati come commercianti di bestiame.

 

Dopo aver fatto questi viaggi in provincia cosa facevate, facevate rapporto in questura?

 

No, il capitano Polga faceva relazione al comando tedesco. Dopo ogni servizio di  ricognizione io lo portavo sempre al comando tedesco, lui era molto legato ai tedeschi. Naturalmente poi faceva rapporto anche in questura, ma sempre dopo.

 

C’erano difficoltà quando voi vi presentavate nei paesi a chiedere notizie?

 

No, la popolazione si fidava del capitano Polga, lui era un maestro, aveva un sistema accattivante.

 

Prima ha accennato a partigiani che facevano il doppio gioco. Ce ne può parlare?

 

Avevamo appuntamenti con un informatore partigiano, ci incontravamo sulla strada del Moracchino alla Motta. Questa persona dava informazioni esatte. Poi io sentivo i commenti che faceva in macchina il capitano. Gli appuntamenti li avevamo dopo 8 giorni e si tenevano normalmente lungo la strada dove c’erano i castagni. Avevamo informazioni sulla dislocazione dei partigiani, che erano sulla cresta delle colline.

 

E’ evidente che il capitano Polga era un informatore dei tedeschi…

 

Sì, quando c’erano i rastrellamenti il capitano era sempre in contatto con il comando tedesco…

 

Lei ha parlato di rastrellamenti, cosa faceva la polizia?

 

La polizia si limitava a circoscrivere la zona, come è successo per il rastrellamento del Monte Grappa. Io ho svolto il servizio  fino al mese di agosto, sempre come autista. Poi sono stato sostituito da Dall’Armellina che ha svolto le funzioni di autista  fino al giorno dell’agguato di Priabona dove è stato ucciso il capitano Polga. Dopo quell’incidente sono stato richiamato a fare l’autista, facendo questa volta servizio per la questura. Ma eravamo già alla fine, pochi mesi ancora e tutto si sarebbe sciolto…

 

Del questore Linari cosa può dirci?

 

Non avevo contatti, so che abitava anche in Via Albanese (vicino alle sedi del B.D.S. della cosiddetta Banda Carità, un servizio segreto dedito alla tortura, n.d.c.) assieme all’amante…. Aveva anche un’altra abitazione, da Vancimuglio infatti si era spostato a Lerino…