"TENACE" DIMOSTRA DI ESSERE UN OSSO DURO E MANTIENE LA POSIZIONE

 

 

 

Verbale di Losco Luigi detto "Tenace" del 6 settembre 1945

 

 

 

Una roccia questo Losco, sa bene che gli arrestati devono aver parlato dato la trafila di arresti che si sono susseguiti fino alla data del suo fermo a Valli del Pasubio. Ma sa anche che se nega tutto ha una carta da giocare al processo.

 

 

 

 

Exhibit No. 17

Vicenza 6 Settembre 1945   Caserma San Michele

 

 

Io sottoscritto LOSCO Luigi di Luigi e di Dal Prà Clorinda nato a Torrebelvicino il 11/11/1919 e residente a Via Falgare n.81 Poleo, dichiaro quanto segue.

 

Sono stato fermato ieri dai CC.RR. di Valli del Pasubio in una casa del medesimo paese, ove mi trovavo da circa 10 o dodici ore.

 

Il fermo avvenne alle ore 21,30 del giorno 5 settembre 1945.

 

Da circa un mese mi assentai da casa con lo scopo di trovare lavoro dalla parte di Rovereto e Terragnolo.

 

Era dal novembre scorso che facevo parte del Btg. Ramina Bedin, e dopo la liberazione di Schio sono entrato in servizio in qualità di membro della Polizia Ausiliaria alla Caserma Cella di Schio.

 

Il comandante di questo battaglione si chiama “Glori”, il comandante della brigata “Martiri del Val Leogra” della quale faceva parte questo battaglione si chiama “Giulio”.

 

Il commissario del Btg. Ramina Bedin era “Guido”

 

Io non partecipai alla dimostrazione di Schio.

 

Circa due o tre giorni prima che avvenisse il massacro nelle carceri mandamentali di Schio, ho ricevuto una proposta di parteciparvi da parte di una persona che conosco per vista ma non per nome.

 

Egli risponde ai seguenti connotati: alto circa metri 1,80, capelli neri e ondulati, baffi neri, e occhi marron, pelle bruna e corporatura media.

 

Io allora risposi che ero spiacente ma che io non mi sentivo in grado di fare cose del genere.

 

Lui allora mi disse che se non si uccidevano i fascisti, loro stessi ci avrebbero ucciso dopo che sarebbero stati liberati dagli Americani.

 

Al mio rifiuto mi disse di non dire niente a nessuno della mia proposta.

 

Il giorno 6 Luglio 1945, io mi trovavo a Schio a disimpegnare il mio servizio alla Caserma Cella.

 

Terminai il servizio alle ore 19.00 e mi recai a casa per poi andare a Valli del Pasubio, luogo ove io andai quella sera, partendo da casa alle ore 20.00 circa, ed arrivando a Valli alle ore 20,30 circa.

 

Là io sono andato alla trattoria a giocare le bocce e da dove sono partito verso le ore 22,30 e andai dalla mia fidanzata che si chiama Bernardi Anna abitante in Valli del Pasubio dove mi trattenni sino alle ore 3,30 circa del giorno 7 Luglio 1945.

 

Partito da lì, arrivai a casa mia verso alle 4,30 del mattino. Andai a letto e dopo mi alzai alle ore 8 circa, uscii e me ne andai a Schio in Piazza.

 

In paese, si sentiva la gente dire che i fascisti erano stati uccisi nelle carceri di Schio durante la notte.

 

I componenti del Btg. Ramina Bedin erano “Glori” – “R.T.” – “Gandi” – “Sita” – “Quirino” – “Attila” – “Guastatore” – “Teppa” – “Polenta” – “Morvan” – “Nino” – “Treno” ed altri di questo Battaglione, “Lupo, “Libertà”, “Jena”, “Maccario” e “Tartaro”.

 

Gli individui che portano i sopraindicati nomi di battaglia sono tutti appartenenti al Btg. Ramina Bedin e da me personalmente conosciuti.

 

Il mio nome di battaglia è “Tenace”.

 

L’inquilina della casa dove fui arrestato si chiama Gaiche Nella, nome di battaglia “Vallì”, abitante a Valli del Pasubio.

 

Dopo dell’avvenuto massacro nelle carceri di Schio, la persona che mi fece la proposta di partecipazione al massacro stesso non fu più vista da me, ed inoltre preciso che non la conosco per nome e non so dove abita di casa.

 

Dal tempo in cui ricevetti la proposta di partecipare all’eccidio di Schio non ho parlato della proposta stessa con nessuno.

 

Ho fatto questo verbale volontariamente senza essere minacciato e senza ricevuta alcuna promessa.

 

 

Fatto, letto, confermato.

In fede Losco Luigi “Tenace”

 

 

Testimoniato da

John Valentino

Agente C.I.D. 5^ Armata