IL DETENUTO NEGA TUTTO MA POI ARRIVERA' LA TORTURA AMERICANA

 

 

 

Il 1° interrogatorio di "Teppa"

 

"Teppa" arrestato il 6 agosto a Lavarone in questo primo interrogatorio nega tutto ma non sa che Franceschini Renzo "Guastatore" il 4 agosto ha già confessato nelle linee essenziali la dinamica dei fatti e i nomi dei responsabili.

 

Exhibit No. 12

 

Il giorno 9 agosto 1945, alla sede del 57° rgt. Fanteria, alle ore 15 davanti a noi Valentino John è presente BORTOLOSO Valentino di Paolo e di Cerbaro Mistiga (nome di battaglia “TEPPA”) abitante a Poleo di Schio, Via Casetta n.2, nato a Schio il 24/Marzo/1923, il quale opportunamente interrogato risponde:

 

 

Sono partigiano dal 1° maggio 1944. Appartenevo al battaglione “Apolloni” che venne poi sciolto ed in seguito formata una brigata chiamata “Martiri di Valleogra”. Io appartenevo a questa brigata ed ero alle dipendenze del battaglione “Ramina Bedin”. Comandante del battaglione era “Glori”, commissario “Nello Pegoraro”. Comandante del distaccamento “Nino”.

 

“Attila” era pure comandante di un distaccamento. “Piva”, organizzatore della brigata partigiana, partì in seguito per Milano e tornò circa 20 giorni dopo la liberazione di Schio da parte dei partigiani.

 

Non so che comando abbia “Piva” al presente.

 

Il Battaglione era formato da circa 50 partigiani di montagna e da circa 200 territoriali.

 

Io ero comandante di una pattuglia l’anno scorso. Poi la pattuglia venne sciolta ed io sono passato alla brigata “Martiri di Valleogra”, come semplice “garibaldino”.

 

Appartenevo alla squadra “Guastatore” di cui facevano parte oltre a “Guastatore” ed io, certi “Checco”, “Gino”, “Quirino” e “Tenace”. Degli altri non mi ricordo il nome.

 

Sulle montagne vi erano altre 2 squadre: una di esse si chiamava “Volpi”.

 

Sono conosciuto molto bene da “Randagio” e da “Giulio”, 2 comandanti, i quali possono assicurare la mia buona condotta. Conosco pure il cugino di “Guastatore”, un certo “Gino”, un inglese di nome “Checco”.

 

Il giorno 6 luglio 1945 ero di servizio alla caserma Cella ove sono rimasto fino alle ore 19. Alle ore 19 sono andato al cinema in cui entrai verso le ore 20. Sono uscito dal cinema verso le ore 22 – 22,15, sono andato a mangiare un gelato al “Cervino” e poi sono andato a casa. Verso le ore 11,30 ero già a casa e a quell’ora sono andato a letto. Il mattino seguente mi sono alzato alle ore 9 – 9,30 e ho sentito la notizia del massacro da una ragazza, prima di arrivare a Schio e cioè al villaggio “Pasubio”. Io non ci volevo credere.

 

Non so niente riguardo al fatto di Schio. Ho conosciuto il fatto solo attraverso voci circolanti in città.

 

“Attila” è stato da me visto tre o quattro settimane fa.

 

“Piva” l’ho visto dopo il fatto di Schio e precisamente due o tre giorni dopo.

 

“Piva” mi ha parlato del fatto di Schio deplorando l’uccisione di tanta gente innocente, specialmente delle donne che non ne avevano colpa.

 

Il giorno 31 luglio io sono partito da Schio per recarmi in montagna ove sono stato arrestato il giorno 6 Agosto dalle truppe Alleate.

 

Sono stato tradotto al deposito del 57° rgt. Fanteria.

 

Dichiaro di non aver partecipato al massacro di Schio e di non sapere nulla al riguardo.

 

Non ho altro da aggiungere.

 

 

Fatto, letto e confermato.

Bortoloso Valentino

 

Testimoniato da John Valentino

Agente Investigativo della V Armata