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IL COL. LOLLAR ACCUSATO DI ECCESSI REPRESSIVI

 

Il rapporto A.M.G. del 13/8/1945

 

 

REGIONE VENEZIE

GOVERNO MILITARE ALLEATO

A: S.C.A.O., V Armata, G – 5 sezione.                

 

13 agosto 1945

 

Argomento: Rapporto sull’eccidio di Schio e altri argomenti in provincia di Vicenza.

Referenza: R.XII/VIC/34.I.

 

 

I – In seguito al rapporto originale concernente l’uccisione in massa di 55 prigionieri nel carcere di Schio, vi trasmetto quanto segue per vostra informazione.

 

2 – La mattina presto, dopo il massacro, il Commissario Provinciale, ufficiale legale di pubblica sicurezza, andò a Schio. C’era molta eccitazione. Furono ottenute alcune informazioni nei primi minuti e si prevedono valide, e un certo uomo fu arrestato. Quest’uomo fu interrogato per circa due settimane. Finalmente si ottenne una confessione.

 

3 – Numerose persone furono interrogate dagli agenti del C.I.D. e agenti di pubblica sicurezza. I partigiani della divisione Garemi avevano minacciato i parenti delle vittime del carcere perché non parlassero. Ma dopo che furono fatti pochi arresti chiave, ciò diede più coraggio alla gente ed essi parlarono.

 

4 – Tutti i prigionieri da tutta la provincia furono portati a Vicenza. Millecinquecentocinque in tutto; essi furono portati al 57° Fanteria (caserme italiane), e si ottenne l’aiuto della compagnia italiana del Friuli, per custodirli, ciò che stanno ancora facendo.

 

5 – Alcuni prigionieri che non erano stati uccisi nell’eccidio diedero qualche buona descrizione per una positiva identificazione.

 

6 – Dopo l’arrivo del C.I.D. si potè avere una completa accusa sul caso di Schio. Essi ebbero il nome di 58 persone da arrestare. Sapendo che sarebbe stato impossibile arrestarle in tempo, andai al G – 5, V Armata, a chiedere truppe da mandare ad effettuare gli arresti riguardanti questo caso.

 

Due compagnie del 135° fanteria, 34^ Div., sotto il comando di Lt. Col. S.Castile, riportate alla A.M.G. a Vicenza il 28 luglio.

 

La mattina presto del 29 luglio fu fatta una massiccia incursione a Schio; furono arrestate 65 persone e portate a Vicenza per l’interrogatorio.

 

Pochi giorni dopo, fu fatta un’altra incursione e altre 12 furono portate dentro.

 

Più tardi si ricevettero informazioni che alcuni partigiani che ci erano sfuggiti a Schio probabilmente erano all’hotel dei partigiani a Lavarone in provincia di Trento.

 

Il Col. Castile portò quattro automezzi di soldati in questo posto. C’erano circa 200 partigiani lì.

 

L’Hotel fu circondato e perquisito. Questo portò all’arresto di 7 dei 9 che noi cercavamo.

 

7 – Le investigazioni stanno andando avanti discretamente; gli interrogatori degli agenti del C.I.D. hanno portato a due confessioni. Dei partecipanti alla sparatoria nel carcere, 5 sono attualmente in prigione e si conoscono i nomi degli altri.

 

8 – In aggiunta a quanto sopra, ho tratto vantaggio dall’uso delle truppe e setacciato parecchi posti in più nella provincia. Abbiamo arrestato approssimativamente 75 altre persone – alcuni assassini. Nell’incursione a Recoaro, avvenuta dopo 11 giorni, abbiamo arrestato due di essi – essi erano sospettati di avere aiutato ad uccidere 8 uomini, in precedenza. Ora, almeno quattro di essi sono stati identificati in quel caso. Fu fatta un’altra incursione nelle vicinanze di Velo d’Astico, e furono arrestate 22 persone. Un’altra incursione fu fatta nelle vicinanze di Valdagno con ancora 12 arresti. Armi e munizioni furono trovate in tutte le incursioni e fatti alcuni buoni arresti. Ora essi sono quasi tutti pronti a raggiungere la Chiesa e i buoni ragazzi – temporaneamente almeno.

 

9 – Il C.I.D. ha cominciato a trattare le testimonianze con Lt. Scanlan, ufficiale legale per la preparazione del caso di Schio. Un tribunale generale, ora in sessione in provincia di Belluno, sta per venire a Vicenza per trattare questi casi verso il 20 agosto.

 

10 – Ci sono stati ben pochi ostacoli per venire in connessione con questo caso. E’ stata la mia polizia che non avrebbe dovuto intervenire, e che in alcuni casi, è ricorsa ad azioni drastiche. Saranno presentate ulteriori informazioni, al mio arrivo.

 

11 – Sto per mandare una lettera al Gen. Bolte, 34^ Div., al Colonnello Breit, Comdr. Reggimentale 135° Fanteria, al Capo di Stato Maggiore, V Armata, in relazione all’uso delle truppe e al loro operato qui.

 

 

RICHARD L. LOLLAR

Licut. Col. C.M.P.

Commissario Provinciale